Noi siamo in alto

ottobre 4, 2011 27 Comments
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Allacciamoci al post precedente e spieghiamo dove sono i libertari.

Solitamente le persone dividono le filosofie politiche in due grandi raggruppamenti: la destra e la sinistra. Tuttavia questa divisione è troppo grossolana e non rispecchia le vere divergenze. Alla sola asse delle ascisse dobbiamo aggiungere l’asse delle ordinate. Lasciare quindi la monodimensiale linea destra-sinistra per entrare nel bidimensionale quadrato; proprio come nella figura qui sopra. Si ottengono così cinque macrogruppi ordinati secondo le libertà individuali e quelle economiche. Questa suddivisione è stata ideata da David Nolan e spiega a colpo d’occhio le vere differenze tra le varie filosofie politiche. A sinistra (in un’ottica americana che si discosta un po’ da quella europea in generale) abbiamo quindi chi tiene in considerazione le libertà personali ma detesta le libertà economiche; a destra (sempre nell’ottica americana) il contrario;  in basso abbiamo gli amanti del Super Stato che hanno una visione totalitaria; al centro, appunto, i centristi; in alto i libertari che hanno a cuore sia le libertà personali che quelle economiche. Ecco, quindi ora sapete dove collocare queste strane bestie di libertari; ricordatevelo in futuro prima di commentare con “fascisti!” o “comunisti!” un qualche post di questo sito.

In sintesi estrema, quindi, i libertari sono per la libera scelta individuale sia per quanto attiene la sfera privata sia per quella economica. Fate anche voi il velocissimo test per vedere dove vi collocate. Tranquilli, potete continuare a leggere anche se siete per il Big Government, anzi, meglio! In questo modo potremo convincervi che la Filosofia della Libertà batte tutti. I libertari sono uno diverso dall’altro e trovare due libertari che siano d’accordo su tutto è umanamente impossibile. Un libertario può essere culturalmente conservatore e pensare che sia orribile che due persone omosessuali si sposino. A un altro libertario invece non può fare né caldo né freddo o vedere il matrimonio omosessuale con favore. I due tipi di libertario però concordano sull’assunto di base, ossia che lo stato non dovrebbe interferire su un contratto liberamente stipulato da due persone consenzienti. Il libertario conservatore lo è culturalmente, ossia non vuole usare il potere politico per imporre ad altri la sua personale visione del mondo. Lo stesso dicasi in modo speculare per il libertario gay-friendly. La differenza tra la destra e la sinistra da una parte e i libertari dall’altra è che il pensiero libertarian ritiene l’interferenza e la coercizione statale una violenza che non ha motivo di esistere.

Senza tanti fronzoli: la filosofia politica libertarian tratta gli adulti da…adulti: sei grande e grosso, sai tu cosa è meglio per te e te ne assumi la responsabilità. Infatti è fondamentale non dimenticare che se la libertà di scelta non è seguita dalla responsabilità individuale, il risultato è un insieme di persone che crede nella grande favola dello stato nel quale tutti possono vivere alle spalle di tutti (cit. Bastiat).

Ma avremo modo di tornarci su per approfondire.

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27 Comments » 27 Responses to Noi siamo in alto

  1. fabristol on ottobre 4, 2011 at 08:15

    Sarebbe interessante poter creare una nolan chart con riferimenti politici più europei. Nessuno ci ha mai pensato?

  2. capemaster on ottobre 4, 2011 at 11:24

    Seguirò il progetto e spero che non rimanga un'isola come altri, ma che sfoci in qualche cosa di concreto.

  3. capemaster on ottobre 4, 2011 at 11:40

    Ah, nello specifico:
    nel test veloce, le domande sono troppo circostanziate agli USA e un po' troppo "Miss America". (certo che non voglio la guerra e le tasse)
    Non ce n'è un'altro un po' più solido?

  4. fabristol on ottobre 4, 2011 at 13:03

    Per capemaster

    Abbiamo molti progetti in serbo per il futuro.;)
    Ma mi hai appena suggerito uno in più da aggiungere alla lista: una nolan chart per europei. Le faremo sapere 🙂

  5. Davide on ottobre 4, 2011 at 13:26

    Mi permetto di intervenire sul tema gay, visto che è stato citato.
    Negli USA i Libertarians sono per i pari diritti dei gay, ma non sono assolutamente "gay-friendly", fra i Libertarians è infatti diffusa l'idea che se un datore di lavoro non vuole assumere gay o una scuola privata vuole cacciare gli studenti gay abbiano ogni diritto di farlo. Inutile dire che una società del genere non sarebbe invivibile per i gay.
    Come diceva Jean-Baptiste Henri Lacordaire: Tra il forte e il debole, tra il ricco e il povero, tra il padrone e il servitore è la libertà che opprime, è la legge che affranca.

  6. Davide on ottobre 4, 2011 at 14:01

    Correzione al mio post precedente:
    "Inutile dire che una società del genere sarebbe invivibile per i gay."

  7. Luca on ottobre 4, 2011 at 14:21

    la "libertà di discriminare" è un "sottoinsieme" dei diritti di proprietà. se una scuola privata non accetta gay, dovrebbe avere tutto il diritto di non farlo. peggio per lei ché le persone gay andranno in un'altra scuola meno bigotta.
    una società del genere non sarebbe per nulla invivibile per le persone gay perché laddove si crea una necessità (in questo caso l'istruzione per le persone gay), il mercato la colma subito (in questo caso scuole che non si fanno problemi ad ammettere persone gay).
    la scuola che non accettasse gay si troverebbe di sicuro con una cattiva pubblicità e quindi con una reputazione calante e quindi potrebbe risentirne economicamente. inoltre una persona che uscisse da una tale scuola potrebbe vedersi affibiare in automatico la nomea di omofobo ("ma come, sei andato in quella scuola medievale??")
    ma avremo modo di discutere della libertà di discriminare

  8. Davide on ottobre 4, 2011 at 14:36

    Luca, il tuo ragionamento parte da un falso presupposto. Che l'omofobia non esita. Una scuola che discrimina i gay non si fa una "cattiva pubblicità." Spesso se ne fa una ottima. Cosa succede se tutte le scuole non vogliono ammettere i gay? Cosa succede se i gay sono troppo pochi perchè il mercato si interessi di loro?

  9. Luca on ottobre 4, 2011 at 14:58

    no no, io penso che l'omofobia esista eccome!

    "Una scuola che discrimina i gay non si fa una "cattiva pubblicità." Spesso se ne fa una ottima"
    beh, dipende da chi pensa sia ottimo discriminare i gay. ci sono tante persone che lo pensano ma ce ne sono altrettante, me compreso, che pensano che l'omofobia sia un pensiero collettivista idiota come il razzismo.

    "Cosa succede se tutte le scuole non vogliono ammettere i gay?"
    che si apriranno di sicuro scuole che ammettono anche (o unicamente) i gay così come si aprono palestre per sole donne. perché non dovrebbero aprire secondo te?

    il punto qui è che non puoi imporre per legge il "vogliamoci bene". è un'illusione. non puoi imporre a un idiota di non considerare i gay, i neri, i cinesi, etc etc dei mostri. è un lavoro di cultura e sono consapevole che il cervello di tanti minus habens non ci arriverà mai. la società perfetta nella quale tutti accettano tutti non esisterà mai, nemmeno per legge.
    non so se sono riuscito a spiegare il mio punto di vista

  10. Davide on ottobre 4, 2011 at 15:40

    Non ho problemi a capire il tuo punto di vista. E non penso nemmeno che tu o altri che condividono la filosofia libertaria abbiate cattive intenzioni. Il problema è che alla prova dei fatti in un sistema liberista i soggetti "deboli" ci rimettono.

    che si apriranno di sicuro scuole che ammettono anche (o unicamente) i gay così come si aprono palestre per sole donne. perché non dovrebbero aprire secondo te?
    Io so di tante scuole che non ammettono i gay, ma di scuole pensate per i gay (che ammettono anche gli etero) solo una e pesantemente finanzia con soldi pubblici e donazioni. Cosa dovrebbe fare uno studente rifiutato da tutte le scuole del Texas? Trasferirsi a New York? Sarebbe questa l'idea libertaria, un ghetto per i gay?

    il punto qui è che non puoi imporre per legge il "vogliamoci bene".
    Non posso e non voglio. Quello che voglio sia imposto per legge è proibire le discriminazioni.
    Poi è vero, è un lavoro di cultura. Ma cambiare l'idea della società per costruirne una più altruista è un'ideale "socialista" non libertario. I libertari sono (legittimamente) egoisti, se fosse per i libertari l'omofobia sarebbe ancora rampante in tutto il mondo.

  11. astrolabio on ottobre 4, 2011 at 16:56

    in una socetà oppressiva al livello in cui la ipotizza davide non ci sarebbe neanche un legislatore disposto a scrivere una legge che tuteli i gay. è come pretendere che gli ayatollah approvino una legge che bandisca le discriminazioni dei gay perchè in iran c'è una omofobia dilagante, il ragionamento non regge, non so se mi sono spiegato.

  12. Davide on ottobre 4, 2011 at 17:17

    Guarda che non ho mica fatto un esempio astratto, negli Usa ci sono una quantità di scuole che cacciano gli studenti gay (o che li caccerebbero se sapessero che sono gay).
    Un tempo negli USA il razzismo contro i neri era fortissimo, sai come si è arrivanti alla situazione attuale?
    Proibendo per legge la discriminazione su base razziale. OBBLIGANDO le scuole ad ammettere gli studenti neri. Se non ci fosse stato il quattordicesimo emendamento (e le sentenza della Corte Suprema in materia) saremmo ancora ai tempi delle croci bruciate.

  13. fabristol on ottobre 4, 2011 at 18:16

    Davide, il problema è culturale non legislativo. Forse l’errore che fai tu è quello di spostare i due piani di discussione. E soprattutto di pensare che i governi possano essere la soluzione. In realtà è proprio a causa dei governi che esistono molte discriminazioni. Come diceva Astro nessuno può impedire ad un governo tiranno di discriminare un gruppo. Il fatto che tu viva in una Europa relativamente libera è solo una illusione del male che può fare lo stato. Infatti prima o poi salirà al governo qualche partito che discrminerà attivamente un gruppo. Il periodo che viviamo è solo temporaneo, effimero.
    Il problema nasce dal monopolio della violenza dello stato. Mentre un negoziante discrimina ma ha solo giurisdizione all’interno del suo negozio, lo Stato ha giurisdizione in qualsiasi angolo del suo territorio anche in casa tua. Quindi paradossalmente è meglio la discrminazione naturale di alcuni negozianti che competono per dare servizi (e quindi non conviene discriminare le minoranze) piuttosto che la discriminazione di un unico legislatore. Che può fare una legge protettiva come il giorno dopo discriminante.
    E poi il mercato gayfriendly esiste già e spesso è mantenuto dalla stessa comunità gay. Pensa alle saune, tra l’altro non esiste posto al mondo più discriminatorio di una sauna gay! 😉
    Il mercato potenziale per le minoranza esiste e quando non esiste sono le stesse minoranza ad organizzarlo.

  14. Davide on ottobre 4, 2011 at 18:45

    Quindi sostieni che l'omofobia (ma si possono fare altri esempi) sarebbe causata dalle politiche dei governi?
    Di fatto è esattamente il contrario, se in Europa non c'è la stessa omofobia di 50 anni fa è grazie alle politiche che molti governi hanno messo in atto, spesso contro i loro interessi elettorali. In Italia questo non è successo e infatti rimane un paese omofobico, il governo italiano non ha incentivato l'omofobia, si è limitato a non fare nulla.

    Il pregiudizio per sua natura è diffuso. L'esempio del negoziante locale non calza perchè non stiamo parlando di screzi personali, ma appunto di sentimenti diffusi e radicati. Sono tanti gli omofobi, spesso la maggioranza, a volte la totalità.
    Il pregiudizio è per sua natura irrazionale, e molti sono disposti ad andare contro i loro interessi economici pur di discriminare.

    Che esista un mercato per ogni minoranza è una affermazione palesemente errata.
    Le saune sono appunto un ghetto. Sono nate perchè la i gay potevano fare di nascosto quello che non potevano fare alla luce del sole, conoscere altri gay. Sono il frutto di una società omofobica.

    Poi certo, un governo può benissimo approvare leggi omofobiche o razziste o antisemite, ma qui non stiamo parlando dell'abolizione dei governi, o sì?

  15. Kirbmarc on ottobre 4, 2011 at 18:57

    Vorrei aggiungere una precisazione alla domanda di Davide. Dalle tue parole sembra che l'unica alternativa alle scuole private siano scuole finanziate dallo stato. Questa è (anche se non è facile rendersene conto) una falsa dicotomia.

    Esistono molte forme di trasmissione della cultura: le scuole, ma anche l'home-schooling (istruzione da parte di genitori o parenti), i maestri che si fanno pagare direttamente dalle famiglie più di recente l'istruzione telematica.

    Anche se un settore di questo mercato è dominato dalla discriminazione verso i gay (o i neri, o qualsiasi altra minoranza) si possono creare o espandere nuovi settori. Succede di continuo, persino nelle dittature (ad esempio le scuole clandestine per donne in Iran, gestite da altre donne).

    In un mercato veramente libero chiunque potrebbe trasmettere cultura senza restrizioni, in ogni modo possibile.

    Senza stato non ci sarebbe più un valore legale del titolo di studio, né un obbligo scolastico, due fattori che creano, nel mondo attuale, una distinzione innaturale fra le scuole "riconosciute" e le altre forme di insegnamento e di fatto avvantaggiano le scuole, anche quelle private, eliminando la concorrenza, per esempio, degli insegnanti a domicilio o delle scuole prive di riconoscimento statale.

    Nel libero mercato la concorrenza non ha limiti, e discriminare vuol dire perdere potenziali clienti a favore di chi non discrimina. E' una tattica che non tutti gli imprenditori sono pronti a accettare.

  16. fabristol on ottobre 4, 2011 at 19:03

    “Quindi sostieni che l’omofobia (ma si possono fare altri esempi) sarebbe causata dalle politiche dei governi?”

    Non ho detto esattamente questo: ho detto che un governo può diventare omofobo e il fatto di avere un governo non è garanzia di nulla, perché i governi sono fatti di uomini. Quindi se una società è omofoba avere un governo omofobo non cambia assolutamente nulla, anzi peggiora perché faraà politiche appunto omofobe. Non so se sono stato chiaro.

    “Di fatto è esattamente il contrario, se in Europa non c’è la stessa omofobia di 50 anni fa è grazie alle politiche che molti governi hanno messo in atto, spesso contro i loro interessi elettorali.”

    L’errore che fai a mio parere è di associare la presenza di un governo alla presenza di diritti. Evidentemente non è così visto che alcuni diritti sono arrivati solo alcuni decenni fa proprio a causa di governi illiberali. Sono i tempi che sono cambiati, la cultura cambiata e questo ha creato nuove leggi meno discirminatorie. Non sono le leggi o i governi a cambiare la cultura, è il contrario.

    “In Italia questo non è successo e infatti rimane un paese omofobico, il governo italiano non ha incentivato l’omofobia, si è limitato a non fare nulla.”

    Invece ha fatto pure troppo contro gli omosessuali e preferirei che non toccasse più l’argomento in Parlamento.

    “Il pregiudizio per sua natura è diffuso. L’esempio del negoziante locale non calza perchè non stiamo parlando di screzi personali, ma appunto di sentimenti diffusi e radicati. Sono tanti gli omofobi, spesso la maggioranza, a volte la totalità.”

    I governi fanno parte di quella totalità, non sono fatine buone delle favole. E’ proprio per proteggerci da questa totalità che i governi dovrebbero fare il meno possibile.

    “Che esista un mercato per ogni minoranza è una affermazione palesemente errata.
    Le saune sono appunto un ghetto. Sono nate perchè la i gay potevano fare di nascosto quello che non potevano fare alla luce del sole, conoscere altri gay. Sono il frutto di una società omofobica.”

    No su questo ti sbagli. La maggior parte dei gay preferirà sempre una sauna gay ad una mista perché in quest’ultima non può fare sesso. Nelle altre invece si fa solo la sauna, appunto.

    “Poi certo, un governo può benissimo approvare leggi omofobiche o razziste o antisemite, ma qui non stiamo parlando dell’abolizione dei governi, o sì?”

    Il punto principale del nostro progetto propenderebbe per quest’ultima soluzione. 😉 Proprio per difendere le minoranze più oppresse, ovvero gli individui, etero o omo che siano.

  17. David on ottobre 4, 2011 at 19:10

    Fatemelo dire: il test da voi segnalato è costruito "ad artem" per influenzare le risposte. Già dal primo quesito si mette insieme inappropriatamente la libertà di espressione con diritti di proprietà. Ma questa associazione è ancora tutta da dimostrare e non basta la fondazione metafisica precaria che ne ha fatto Locke su una fantomatica "legge di natura". Insomma il salto dalla legittimità della libertà personale a quella della legittimità della proprietà è ancora tutto da dimostrare da parte di anarchici e libertari. Anch'io sono per la libertà personale (a livello radicale) ma sostengo che senza uguaglianza di opportunità (se necessario imposta) non può esistere vera libertà nè vera meritocrazia. D'altronde qulcuno lo aveva già detto: “la libertà senza il socialismo porta al privilegio, all’ingiustizia; e il socialismo senza libertà porta alla schiavitù e alla brutalità”.

  18. astrolabio on ottobre 4, 2011 at 19:35

    davide è evidente che la segregazione razziale in america era un problema più che altro di alcuni stati del sud-est, il resto della popolazione americana non era razzista, altrimenti se tutti ma proprio tutti, come nell'ipotesi che porti, lo fossero stati, chi avrebbe votato il civil right emendament? erano tutti membri del ku klux klan per come la metti te.
    la realtà è che la protesta inizio da rosa parks, che si oppose alla segregazione razziale in un mezzo pubblico, coem mai un mezzo pubblico praticava la segregazione razziale? non dovrebbero essere le istituzioni pubbliche a impedire ai malvagi razzisti di segregare?

    ora torno al punto, supponiamo che una popolazione x sia composta dal 55% di fieri omofobi e da un 45% di gay o di persone gay friendly.

    supponiamo che la popolazione abbia un ordinamento libertario, sicuramente i negozi omofobi hanno sufficiente mercato da potersi permettere di discriminare senza necessariamente fallire, allo stesso tempo però i gay hanno sufficienti posti dove andare da fregarsene, più o meno, di quel che fanno gli omofobi.
    stessa popolazione con un ordinamento democratico: gli omofobi fanno le leggi.

    una popolazione libertaria con un 90% di omofobi, sicuramente renderebbe la vita difficile dey gay, che sicuramente si daranno a incontri clandestini, si rassegneranno ad una vità di castità o, volendo, si rinchiuderanno in un enclave di gayezza insomam si autoghettizzerebbero.
    una popolazione democratica con il 90% di omofobi darebbe per scontato il reato di omosessualità come gli italiani danno per scontata la sanità pubblica, semplicemente non ci sarebbe spazio per i gay per fare alcun se non in maniera totalmente clandestina.

  19. Davide on ottobre 4, 2011 at 20:32

    @Fabristol:

    “Quindi se una società è omofoba avere un governo omofobo non cambia assolutamente nulla, anzi peggiora perché faraà politiche appunto omofobe. Non so se sono stato chiaro.”

    Questo è smentito dai fatti, ci sono un’enormità di esempi in cui i governi hanno preso decisioni impopolari per difendere le minoranze.

    “L’errore che fai a mio parere è di associare la presenza di un governo alla presenza di diritti.”

    Non esistono i Diritti in assenza di un governo che li faccia rispettare.

    “Evidentemente non è così visto che alcuni diritti sono arrivati solo alcuni decenni fa proprio a causa di governi illiberali.”

    Alcuni sono arrivati solo di recente, ma la storia dell’umanità è un lungo cammino. E i diritti più recenti non esisterebbero senza quelli vecchi.

    “Non sono le leggi o i governi a cambiare la cultura, è il contrario.”

    Sono entrambi. Ma a volte l’azione del governo nel proteggere le minoranze è essenziale. Senza di essi alcune minoranze oggi non esiterebbero più…

    “La maggior parte dei gay preferirà sempre una sauna gay ad una mista perché in quest’ultima non può fare sesso. Nelle altre invece si fa solo la sauna, appunto.”

    Questo è uno straw man. Se voglio fare sesso gay è ovvio che vado nella sauna gay, come è ovvio andare a cercare la verdura dal verduraio. Ma i gay non vogliono vivere tutta la loro vita in un ghetto.

    “Il punto principale del nostro progetto propenderebbe per quest’ultima soluzione. Proprio per difendere le minoranze più oppresse, ovvero gli individui, etero o omo che siano.”

    Su questo mi sembra inutile argomentare. 🙂

  20. Davide on ottobre 4, 2011 at 20:39

    @ Astrolabio:

    Il segregazionismo non è stato abolito certo con un referendum. E’ stato abolito con due sentenze della Corte Costituzionale nonostante la stragrande maggioranza degli americani fosse favorevole alla separazione di bianchi e neri.

    Se La Corte avesse deciso in modo diverso, ora forse ci sarebbero ancora fontanelle per bianchi e fontanelle per neri.

  21. Davide on ottobre 4, 2011 at 20:40

    @ Kirbmarc:

    La tua è una proposta troppo estrema per me 🙂

    Mi dispiace ma penso che la Legge sia la più grande conquista dell’umanità.

  22. astrolabio on ottobre 4, 2011 at 21:45

    concordo sul fatto che gli stati uniti abbiano una costituzione tendenzialmente libertaria, ma è un caso, se i founding fathers fossero stati talebani sarebbe stato il contrario.

    ad ogni modo se la segregazione fosse stata così popolare come dici, bastava semplicemente modificare la costituzione come è avvenuto per il proibizionismo e la tassa sul reddito. non è avvenuto perchè gli stati del nord e i relativi senatori e deputati non avrebbero sicuramente ratificato l’emendamento.

    insomma quello che tu auspichi è la dittatura di un dittatore che la pensa esattamente come te. poi non veniteci a dire che siamo utopisti però.

  23. fabristol on ottobre 4, 2011 at 21:58

    “Mi dispiace ma penso che la Legge sia la più grande conquista dell’umanità.”

    Le leggi esistono comunque anche senza lo stato. E le leggi, certo che sono una grande conquista dell’umanità! Ma qui nessuno vuole vivere in un mondo anomico (senza legge). L’essere umano è quello che è anche grazie alle norme che stipula con gli altri esseri per vivere nella società. Ma il problema attuale è che la legge è unica e deriva da un’unica fonte che detiene il monopolio della legge (appunto) e della violenza. I libertari sono per l’abbattimento dei monopoli anche nei casi della giustizia, protezione ecc.
    E poi esistono vari tipi di legge a vari livelli: le leggi della proprietà privata, delle compagnie, delle comunità, delle religioni ecc.

  24. Charly on ottobre 10, 2011 at 15:12

    Concordo con chi ritiene il test troppo “americano” nei contenuti. D’altronde l’autore è americano, giusto? Sarebbe divertente averne uno realizzato considerando la politica e le tematiche italiane.

  25. fabristol on ottobre 10, 2011 at 19:04

    Per Charly

    Sì l’idea è quella di creare una Nolan Chart europea. Europea non italiana. LibertariaNation ha ideali transnazionali… 😉
    Stiamo lavorando su alcune idee e vi faremo sapere a breve.

  26. daouda on ottobre 17, 2011 at 11:30

    Il mercato non esiste come entità. Siete come quelle mezze checche (appunto)che cianciano di società.

    E’ inutile porre la questione sul mero fatto che “il mercato” esaudisca i bisogni della gente oppure che le cose possano essere fatte o meno dacchè TUTTO PUO’ ESSER FATTO E TUTTO PUO’ESSER ESAUDITO.
    Se il parametro è la giustizia, essa non può che intervenire in ogni àmbito della vita per definizione: scaccolarsi in salone od in pubblico sono cose riprovevoli e se pur non hanno attinenza con la scienza del diritto o la scienza economica, la hanno con la scienza delle maniere ed ogni scienza passa da gradazioni complesse ed importanti ( insultare, puzzare ) fino a quelle più chiare e ininfluenti ( scaccolarsi per l’appunto ).
    Questo perché i principi universali, ovviamente, devono valere ovunque ed hanno sempre varie gradizioni.

    I diritti di proprietà invece,per essere acquisiti, impongono un atteggiamento virtuoso come prerequisito poiché ogni aristocrazia naturale è così per definizione.
    Inoltre esistendo i beni comuni, che il libertarismo ha sempre considerato, esistono anche dei comportamenti comuni sottesi.
    Difatti chi divide individualismo e collettivismo è un emerito imbecille.

    Benedetto Croce poi ha fatto benissimo a separare i liberali dai liberisti.

    Il vizio è DETERIORARE un piacere della vita, poiché da che mondo è mondo fumare in sé, o scopare in sé, o mangiare in sé, o bere in sé, o giocare in sé, non sono vizi ( lo possono essere solo per gli spirituali puri, che di solito si isolano in monastero ).
    Allora chi incrementa i vizi e vive sui vizi vuole la morte dell’individuo e vuole fomentare il risentimento sociale.

    Smettetela quindi co ste cagate progressiste.
    CHE VIVANO I LORO FALSI PIACERI PERVERSI E’PUR COMPRENSIBILE, MA LO FACCIANO NELL’OMBRA.
    NOn potendoli obbligare a recupararsi , vanno isolati.
    Se fossero criminali andrebbero distrutti, ma non lo sono.

    Rispondere a tutti i bisogni è infantile.
    Io voglio uccidervi tutti, non è anch’esso un bisogno?
    E perché mai dovrei fermarmi innazi al fatto che io vi arrechi danno? I froci non ci arrecano anch’essi danno divulgando una pervesione?

    Il vostro problema difatti è che ignorate che la giustizia è sempre e che per ogni cosa c’è giustizia modale.
    Ognuno la vive a modo suo, ma essa è UNA e sempre.

    Ipocriti!

    In un mondo ipotetico senza socialisti di merda , i nuovi socialisti sareste voi!

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