Noi a George lo meniamo

ottobre 7, 2011 11 Comments
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Immagina che tu abbia un amico che si chiama George. Siete stati amici fin dall’infanzia. Anche se non siete così vicini come un tempo vi vedete ancora ogni tanto e andate molto d’accordo. Un giorno tu e George siete raggiunti da un vecchio amico in comune, Oliver. Oliver spiega che è in un periodo sfortunato e sta cercando di raccogliere soldi per poter pagare gli studi per i suoi ragazzi. Tu vuoi aiutare Oliver, così gli dai un po’ di soldi. Per tua sorpresa George non offre a Oliver nessun aiuto. Cerchi di persuaderlo ma non serve a niente. Immagina te stesso in questa situazione: pensi che sia giusto minacciare l’uso della forza contro George per fargli fare la cosa giusta?

Adesso immagina una situazione leggermente diversa. Questa volta un gruppo di tuoi amici prende il tuo voto: 6 su 10 sono favorevoli nel minacciare l’uso della forza contro George per far aiutare Oliver. Questo processo democratico rende giusto minacciare George?

Un ultimo cambio della situazione. Questa volta immagina che molte migliaia di persone hanno democraticamente deciso che un gruppo che verrà chiamato “gli agenti” debba fare qualsiasi cosa è necessaria per prendere soldi da George e darlo alla famiglia di Oliver. Gli agenti non minacciano direttamente George all’inizio. Tutto quello che fanno è spedire un conto/bolletta. Come tutti quanti George sa cosa accadrà se non paga il conto. Per prima cosa riceverà più lettere che chiedono il pagamento e la bolletta diventerà più grande. Infine se ancora non ha pagato gli agenti armati entreranno a casa sua e lo prenderanno contro la sua volontà. Quasi tutti pagano le bollette senza protestare. Sanno che gli agenti utilizzeranno quanta forza sarà necessaria per sopraffarti se tu resisti.

Pensi che sia accettabile per gli agenti minacciare l’uso della forza contro George se non dà i suoi soldi per aiutare la famiglia di Oliver? Se noi approviamo i programmi statali che ridistribuiscono la ricchezza noi approviamo anche l’uso della violenza contro individui pacifici. Perché questo è il modo in cui i fondi vengono raccolti. D’altra parte molti di noi si sentono a disagio nel minacciare persone pacifiche quando immaginiamo di dover minacciare l’uso della forza da parte nostra. Se pensiamo in modo negativo al fatto di minacciare George personalmente, possiamo veramente sentirci a nostro agio con l’uso della forza contro di lui fatto da agenti dello Stato?

Ci sono alcune persone che credono che interazioni volontarie e l’ordine spontaneo sono realistiche e preferibili alternative rispetto alla coercizione di Stato per poter organizzare la società.

Note

Per vedere i sottotitoli in italiano schiacciare il bottone CC.

Video creato da georgeoughttohelp.com

Traduzione di Fabristol

Sottotitoli uploadati da Lorenzo

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11 Comments » 11 Responses to Noi a George lo meniamo

  1. Davide on ottobre 10, 2011 at 14:51

    Essenziale. Illuminante.

  2. knulp on ottobre 12, 2011 at 11:19

    Ciao, il video è interessante. Per portare avanti la discussione, e capire meglio quello che è il pensiero libertarian, vorrei fare un esempio del tipo “avvocato del diavolo”. Il mio intento è di portare avanti la discussione, non di contestare il video o le idee che ci stanno dietro(io aborro la violenza, quella di stato sopra tutte).

    Supponiamo che qualche anno dopo, George si ammali di un male molto grave. Egli si rivolge ai migliori medici, ma tutti gli danno zero speranze. Finalmente, viene a sapere che un giovane scienziato avrebbe scoperto una rivoluzionaria cura, e si rivolge a lui speranzoso.
    Tom, il giovane medico, fa la sua diagnosi, e conferma di avere la cura. Ma si rifiuta di curare il povero George. “Perché?”, chiede George disperato. “Vedi”, risponde Tom, “io sono il figlio di Oliver. Ho potuto continuare i miei studi, laurearmi in medicina, e diventare un ricercatore di fama mondiale solo grazie alle donazione che alcuni gentili e lungimiranti cittadini fecero a mio padre quando egli si trovava in difficoltà. Ci fu della gente però che si rifiutò di donare alcunché. Fosse stato per loro, io adesso non sarei qui e non avrei scoperto la cura per il tuo male. Mi sembra quindi ingiusto che tu possa usufruire di qualcosa che non hai contribuito a creare”. “Ma io ti pagherò quello che vuoi! Adesso! Ti coprirò d’oro!” piangeva George. Ma Tom, stronzo com’era, rispose freddamente: “mi dispiace, ma nessuno può obbligarmi a curarti. Addio”.

    Che Tom sia stronzo è assodato. Inoltre viene meno al giuramento di Ippocrate. Ma voi che ne dite? Dovrebbero intervenire uomini armati per costringere Tom a curare George? Ed è giusto che George usufruisca di qualcosa che non ha contribuito a creare? Mi interessa sapere che ne pensate.

  3. fabristol on ottobre 12, 2011 at 21:02

    Per Knulp

    L’esempio che fai è un po’ “favolistico” ma tenterò di risponderti. 😉
    “Che Tom sia stronzo è assodato. Inoltre viene meno al giuramento di Ippocrate. Ma voi che ne dite? Dovrebbero intervenire uomini armati per costringere Tom a curare George?

    Non credo che esistano casi nel mondo attuale in cui un medico che si rifuti di curare un uomo venga costretto con la forza. D’altronde in Italia esistono medici e farmacisti che si rifutano di dare anticoncezionali, far abortire ecc. senza alcuna conseguenza. Quindi non capisco perché sposti l’argomentazione dalla tassazione coatta al rifiuto di medicare qualcuno? Tu punteresti una pistola ad un medico che si rifiutasse di curarti?

    “Ed è giusto che George usufruisca di qualcosa che non ha contribuito a creare? Mi interessa sapere che ne pensate.”

    No ovviamente no. George non dovrebbe usufruire di qualcosa a cui non ha contribuito a meno che chi offre il servizio non lo faccia come intervento volontario e/o caritatevole come fanno tante associaizoni oggi.
    Credo che questa tua domanda nasca dal fraintendimento più comune che si ha del libertarismo: i libertari sono felici di pagare i servizi di cui usufruiscono ma chiedono di poter scegliere se pagare e quale servizio tra tanti pagare. Spesso si confonde l’avversione libertaria contro le tasse coatte con la furberia di chi non vuole pagare le tasse però usufruisce del servizio. Ma parleremo anceh di questo in futuro. 🙂
    (Esempio che forse può far capire la differenza: gli amish in america non pagano le tasse sul Medicare perché non usufruiscono dei servizi sanitari nazionali.)

  4. knulp on ottobre 12, 2011 at 22:32

    In realtà mi interessava soltanto la tua opinione sulla risposta alla domanda 2, ovvero: “E’ giusto che George usufruisca di qualcosa che non ha contribuito a creare?”, e mi sembra di capire che la tua risposta è no.

    Però io ho fatto l’esempio del medico, ma era solo un esempio, a me non interessava concentrarmi sulla sanità. Si possono pensare altri esempi che non hanno a che fare con la medicina (anche se meno efficaci e meno diretti). In realtà a me interessava il tuo parere su “education and research”.

    In pratica, il mio esempio favolistico vuole porre la seguente domanda: “è giusto finanziare una scuola pubblica con le tasse?”. E non sto parlando della scuola pubblica in italia, o in qualunque altro paese. Dato che stiamo parlando di esempi favolistici (cioè esperimenti mentali come dicono i filosofi), voglio evitare di concentrarmi su come viene organizzata la scuola statale oggi (male probabilmente). Supponiamo quindi pure che sia possibile organizzare con fondi pubblici (tasse) uno scuola perfetta (cosa niente affatto scontata, ammetto). E’ giusto farlo oppure no?

    E’ chiaro che chi lo fa potrebbe non averne un ritorno immediato. Però potrebbe anche averlo: l’avanzamento della conoscenza potrebbe permettere a lui e ai suoi eredi di avere dei vantaggi pratici non indifferenti (avanzamento della tecnologia che porterebbe a una migliore qualità di vita complessiva).

    Se uno si rifiuta di finanziare una scuola (cioè che i suoi soldi finanzino la scuola di altre persone), è giusto che usufruisca dei vantaggi che l’avanzamento della conoscenza, e la disponibilità di gente molto preparata, porterà indirettamente su tutta la società, lui incluso? Ecco la mia domanda, spero adesso sia più chiara!

    In pratica, io non sto accusando i libertari di usufruire di servizi che non hanno pagato, ci mancherebbe. Sto solo dicendo che alcune effetti delle nostre azioni sono molto difficili da “rendicontare” esattamente (come l’istruzione), e quindi trovo difficile capire questo fatto di “tracciare” chi usufruisce di cosa.

  5. knulp on ottobre 12, 2011 at 22:34

    PS: non è che potete inserire l’opzione per poter ricevere un e-mail quando qualcuno commenta un post che ho commentato? così evito di dover tornare periodicamente a vedere se mi avete risposto! grazie mille.

  6. fabristol on ottobre 12, 2011 at 22:47

    Ora capisco la tua domanda! 😉
    Posso darti una risposta più articolata domani?

    sui commetni via e-mail devo guardare sul template di WP. Ma è una buona idea. 🙂

  7. fabristol on ottobre 13, 2011 at 21:12

    Caro Knulp eccomi qua.

    “Se uno si rifiuta di finanziare una scuola (cioè che i suoi soldi finanzino la scuola di altre persone), è giusto che usufruisca dei vantaggi che l’avanzamento della conoscenza, e la disponibilità di gente molto preparata, porterà indirettamente su tutta la società, lui incluso? Ecco la mia domanda, spero adesso sia più chiara!”

    dividerò la risposta in due parti. La prima riguarda l’utilizzo della conoscenza da parte di chi non l’ha finanziata e la seconda sull’istruzione come bene per la comunità.
    Sul primo punto: credo che ci siano infiniti esempi di conoscenze a cui non abbiamo contribuito ma di cui usufruiamo ogni giorno. Non solo quelle del passato, delle generazioni precedenti a cui non abbiamo contribuito ma anche quelle del presente. Invenzioni, scoperte, conoscenze vengono fatte ogni giorno e solo per una piccola parte di queste il nostro contributo è servito a qualcosa. Non parlo solo del privato ma anche di conoscenze nate in altri paesi. Usufruiamo di queste conoscenze pagando il servizio: vedi telefonino, automobili, satelliti ecc. oppure le tasse derivate dal prelievo forzato da parte dello stato. Non esiste un pasto gratis direbbe Heinlein.

    Ma tu volevi andare a parare sul concetto dell’istruzione come bene pubblico grazie al quale la società può beneficiare. Su questo punto la mia esperienza inglese, più che la mia scoperta del libertarismo, mi ha cambiato il modo di vedere il mondo. Qui il pubblico va a braccetto col privato sia a scopo di lucro che per volontariato anche per l’istruzione e la ricerca. Un concetto quasi incomprensibile per l’italia dove i fondi per l’istruzione e per la ricerca vengono al 99% dallo stato. Il Wellcome Trust è una delle charity più grandi in UK e spende 600 milioni di sterline ogni anno (forse quanto il governo italiano con i fondi PRIN degli ultimi anni??) per ricerca e istruzione superiore. Cioè finanzia università a livello didattico e scientifico. Ma il Wellcome trust è solo uno dei tanti soggetti del panorama educativo inglese. British Heart Fundation, Cancer Fundation, Alzheimer’s research ecc. Qui c’è una lista di tutte le charity britanniche: ce n’è per tutti i gusti. http://www.charitychoice.co.uk/searchresult.asp
    Il mio Ph.d. era finanziato da una compagnia privata e come me decine di migliaia di ricercatori.
    Poi ci sono le charity religiose, quelle secolariste o atee tipo quella di Dawkins ecc. Tutti soldi che vengono dalla libera scelta dei donatori, non da quella dei governi. Certo in un mondo ideale libertario anche le singole comunità locali si attiverebbero per dare l’istruzione di base ai suoi componenti. In più se non ci fosse l’espropiazione forzata di centinaia di miliardi di euro per costruire parlamenti, compare autoblu, portaerei o feste dell’unità d’Italia, i singoli cittadini avrebbero tante risorse in più da destinare all’istruzione dei propri figli e di quelli della comunità. Ma ovviamente non è così e fiumi di denaro vanno nelle solite tasche.

    Quindi riallacciandomi al primo punto: conoscenze, ricerche e istruzione sono prodotti anche dai privati e come tali possono essere date ai cittadini gratuitamente o attraverso il pagamento del servizio. Quindi sì, si può usufruire di un bene come l’istruzione e la conoscenza a cui non si è contribuito o attraverso il pagamento di un servizio o attraverso la buona volontà delle charity.

  8. knulp on ottobre 14, 2011 at 18:15

    Ciao Fabristol, grazie per la risposta molto completa. Conosco molto bene il modello universitario inglese, e per quanto riguarda la ricerca finanziata dai privati, facciamo qualcosina del genere anche noi in italia: http://scacciamennule.blogspot.com/2011/09/il-dot
    anche se in misura molto più ridotta (secondo le nostre limitate possibilità).

    Non conosco altrettanto bene il modello per la scuola di base e dell’obbligo, ma suppongo sia meno rilevante.

    In ogni caso ho ancora qualche dubbio, ci devo pensare meglio: avremo sicuramente altre occasioni per discuterne! grazie ancora per la pazienza.

  9. Intervista a Tomasz Kaye | libertariaNation on ottobre 31, 2011 at 07:37

    […] a Tomasz Kaye ottobre 31, 2011By fabristolTomasz Kaye è l’autore del famoso video George ought to help che abbiamo postato qualche settimana fa. Tomasz è un ottimo artista che ha scoperto il […]

  10. AlessandroX on novembre 9, 2011 at 15:35

    Tempo fa la mia signature sulla mail era:

    “Il miglior modo per rendere tutti cattivi è quello di obbligarli ad essere buoni.”

  11. […] la pistola contro la mia tempia? E questa è la filosofia che sta alla base del famoso video George ought to help. Ogni volta che chiedete allo Stato di fare qualcosa che secondo voi è “giusta” ma che […]

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