Liberali e libertari, confusioni lessicali e politiche

ottobre 10, 2011 8 Comments
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Uno dei motivi di più grande confusione nei dibattiti sul web riguardo al libertarismo è la somiglianza di quest’ultimo col termine liberalismo. Per molte persone a digiuno di libertarismo, liberale e libertario sono sinonimi. In realtà libertarismo e liberalismo sono lontani cugini ma non sono fratelli.

Ma vediamo di fare un po’ di chiarezza sul nome innanzitutto. Libertarismo deriva dal termine inglese libertarianism. I libertarian quindi sono i sostenitori del libertarianism. Un termine nato in USA e che non deve essere confuso con l’ideologia politica liberal che in USA si ispira al Partito Democratico e che è spesso associata a politiche di stampo socialdemocratico. Quest’ultimo quindi non deve essere confuso col termine liberale di matrice europea che si ispira a tutt’altra tradizione politica. Se poi ci aggiungete che le origini del libertarismo nella sua accezione individualista hanno le radici nella Scuola Austriaca vi renderete conto che ci troviamo di fronte ad una “parola di ritorno”. Una parola che compare nel 1789 durante le Rivoluzioni Francese e Americana per indicare chi tra i rivoluzionari propugnava il libero arbitrio e si opponeva al determinismo. Più tardi fino al 1890 il termine francese libertaire fu usato per indicare gli anarchici comunisti che si opponevano al mutualismo à la Proudhon in Francia (vedi Joseph Dejacque e il suo “Le Libertaire, Journal du Mouvement sociale”). Da lì in poi fino alla Scuola Austriaca e all’uso popolare nella cultura americana del dopoguerra il termine è sempre stato associato all’anarchismo collettivista di stampo comunista. Tuttora in Europa libertario è sinonimo di anarchismo di sinistra e/o di socialismo libertario. Ed ecco che il termine nato in seno alla Rivoluzione Francese, adottato dai comunisti anarchici, ripreso dagli economisti austriaci e poi esportato in USA ritorna in Europa con un’altra accezione.

La confusione è tale che in rete spesso si incontra il termine libertarianismo invece che libertarismo. Diciamo subito che il termine libertarianismo nel dizionario italiano non esiste. Su Wikipedia per esempio persiste la voce libertarianismo invece che libertarismo così come in molti siti anarchici critici del libertarismo. Nella Wikipedia italiana è stato scelto di distinguere libertarismo per anarchismo collettivista e libertarianesimo per anarchismo individualista di matrice anglosassone. Una decisione sicuramente presa da wikipediani anarchici visto che gli stessi libertari italiani si definiscono libertari e la loro filosofia politica libertarismo. Quindi è sempre bene distinguere tra libertarismo di matrice socialista europea e di matrice individualista anglosassone. Nel dubbio meglio usare il termine inglese libertarian e libertarianism.

Ma tornando alla confusione iniziale tra liberalismo e libertarismo bisognerebbe dare una definizione il più possibile esaustiva (anche se questa qui sotto non farà contenti tutti) dei termini liberalismo e libertarismo. Il liberalismo classico si fonda sulla difesa e sulla promozione di democrazia, diritti umani, libertà dell’individuo, capitalismo ecc. ma sempre all’interno di una cornice statale. Cioè lo stato è promotore e difensore di idee liberali, il cosiddetto Stato liberale, i cui sostenitori furono pensatori come Hume, Locke e Adam Smith.

Al contrario il libertarismo pur avendo come base la difesa delle libertà individuali ed economiche dell’individuo non concepisce che un governo o uno stato intervengano sulla vita di un individuo (anche se su queste definizioni i borderline minarchici potrebbero non trovarsi a loro agio ma più o meno questa è la differenza sostanziale) e ha come padri fondatori Mises, Rothbard, Friedman ecc. Liberali e libertari quindi sono critici dello Stato ma mentre i primi vogliono riformarlo o imbrigliarlo i secondi vorrebbero eliminarlo. Questo rende i libertari molto più vicini all’anarchismo di sinistra di quanto si pensi per molti aspetti. Ma attenzione a non pensare che la differenza tra liberali e libertari risieda solo nella gradazione di estremismo antistatalista. La differenza è ben più che quantitativa, direi quasi antropologica. Per i liberali lo Stato liberale rimane un garante dei diritti dei cittadini e come tale è l’unico detentore monopolistico della legge e del bene comune. E come tale può intervenire attivamente nella promozione di questi diritti, tassando, applicando la sua giustizia e controllando territorio, mercato e opinione. Per un libertario non è concepibile il monopolio di giustizia e tassazione da parte di una istituzione come lo Stato solo in teoria superpartes.

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8 Comments » 8 Responses to Liberali e libertari, confusioni lessicali e politiche

  1. astrolabio on ottobre 11, 2011 at 17:09

    non sapevo della cosa delle rivoluzioni francese e americana, hai qualche fonte dove possa approfondire?

  2. Federico on ottobre 17, 2011 at 17:01

    il problema di Wikipedia Italia è sono dei veri e propri rintronati… “libertarianismo” è una forma assurda che non usa proprio nessuno. Di fatto, i socialisti si dicono anarchici e i liberali si dicono libertari. La decisione di Wikipedia mostra come non sia affatto “neutrale” (che comunque è un’idea balorda: impossibile e ben poco interessante).

  3. fabristol on ottobre 17, 2011 at 17:44

    Per Federico

    O forse i libertari sono poco presenti su Wikipedia… potrebbe essere interessante fare una campagna per scrivere su wikipedia le cose che vengono cancellate continuamente.

  4. astrolabio on ottobre 17, 2011 at 21:32

    beh io intanto ci metterei il primo uso del termine con tanto di link alla fonte originale, così per zittire questi anarchici che ci tengono tanto al copyright.

    Ad ogni modo mi ricordo che all’inizio la voce su wikipedia era riguardante il libertarismo anarcocapitalista, poi sulla discussione si introdusse uno incazzato che spiegava che il libertarismo era in realtà comunista e che era tutto un piano per gettare confusione nelle menti dei compagni libertari comunisti.

    insomma degli autoproclamatisi idioti.

  5. Grendel on febbraio 28, 2012 at 13:40

    “Per i liberali lo Stato liberale rimane un garante dei diritti dei cittadini e come tale è l’unico detentore monopolistico della legge e del bene comune.”

    Hmmmmmm….

    “E come tale può intervenire attivamente nella promozione di questi diritti, tassando, applicando la sua giustizia e controllando territorio, mercato e opinione”

    Doppio hmmmmmmm…..

  6. fabristol on febbraio 28, 2012 at 18:55

    Mmmmmm ?? 😉

  7. Grendel on febbraio 28, 2012 at 23:18

    Per i liberali lo Stato liberale rimane un garante dei diritti dei cittadini fintantochè si comporta come tale (la prima cosa che mi è venuta in mente è il capitolo “Of the Dissolusion of Government” del celebre trattato di Locke, oltre al preambolo della dichiarazione d’indipendenza di Jefferson).
    In quanto al monopolio della legge e del bene comune, non vedo Jefferson e Paine molto entusiasti men che meno sul controllo di territorio, mercato e opinione…
    Se per Jefferson “…la legge spesso altro non è che l’arbitrio del tiranno, ed è sempre così quando vìola i diritti dell’individuo.”, Paine sostiene che “nel migliore dei casi un governo è un male necessario, nel peggiore, intollerabile” e arriva a paragonare i governi ai vestiti “come marchio della nostra perduta innocenza”.
    Forse molti pensatori liberali “moderni” hanno ceduto ad “altre” sirene, in particolare religiose, ma dai livellatori in poi non vedo tutta questa fiducia nello Stato.

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