Lo Stato ci aiuti contro le recensioni anonime

ottobre 12, 2011 4 Comments
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Internet questo mostro. Deve essere che gli italiani hanno un pessimo rapporto con la rete. O forse hanno semplicemente un pessimo rapporto con le libertà. Sta di fatto che quando si tratta di difendere i propri interessi i gruppi di potere che contano cercano in tutti i modi di utilizzare lo Stato per avere favori che li possano avvantaggiare. L’abbiamo visto con il caso della Legge anti-Amazon di qualche mese fa e chissà se in futuro lo vedremo anche nel caso dei siti che consigliano viaggi e permettono di commentare sul servizio degli alberghi e dei ristoranti come Tripadvisor. Infatti:

«Sino a quando il comportamento dei siti di recensione alberghiera e di quelli di prenotazione online continuerà a non assicurare trasparenza ed efficienza al mercato, gli albergatori continueranno la propria battaglia, utilizzando tutti gli strumenti disponibili per la tutela dei propri diritti, nell’interesse primario dei consumatori»: lo afferma in una nota Federalberghi, ricordando di aver indirizzato recentemente al Ministro del Turismo e a tutte le forze politiche «una comunicazione per richiedere l’adozione di un provvedimento contro le recensioni anonime». [1]

Un tribunale a Parigi. Il caso parte però dalla Francia dove il proprietario di Tripadvisor in Francia, ovvero Expedia.fr, la settimana scorsa è stato multato per la bellezza di 367.000 euro per “pratiche di marketing ingannevole”. I soldi andranno alla Synhorcat, ovvero la federazione alberghiera francese. Cosa ha fatto Tripdadvisor francese (ricordiamo che è solo quello francese)? Secondo il giudice il traffico veniva spesso ridiretto verso Expedia.fr e Hotels.com ma non sul sito dell’hotel; altre volte veniva scritto “fully booked” quando invece c’erano ancora posti disponibili.

Ma chi ha denunciato Tripadvisor? Qualche cliente ingannato? Qualche povero turista truffato? No, due hotel francesi che, ora grazie alla causa vinta, intascheranno 70.000 euro perché si sono sentiti truffati.

E se esistono regole antifrode questo provvedimento ci può anche stare. Ma ci sono alcune domande che vorremmo chiederci: se una compagnia agisce da intermediario tra cliente e un’altra compagnia potrà avere la libertà di fare i propri prezzi e utilizzare le scelte di marketing che preferisce? In questo caso deviare il pubblico su differenti siti e/o alberghi? D’altronde non è forse questo uno dei compiti di questi siti, ovvero  guidare il cliente dove la compagnia intermediaria preferisce? Il cliente è al corrente che si trova nelle mani di un intermediario e può scegliere se utilizzare questo servizio o andare direttamente nel sito dell’albergo (come fa sempre il sottoscritto).

Ma ammettiamo che nel contratto tra le due compagnie ci fosse una clausola che appunto vietava una pratica del genere, perché Expedia.fr è stata multata per 370,000 euro e questi soldi sono stati regalati alla Synhorcat? La sentenza dovrebbe servire come uno strumento per risarcire le parti offese, non per punire una compagnia e poi dare questi soldi alla federazione alberghiera. E perché il Ministero del Turismo francese ha appoggiato la sentenza invece che lasciare che le compagnie in ballo se la sbrigassero da sole davanti ad un giudice. Insomma questa non è una frode ma un caso di comportamento scorretto tra due compagnie.

E nel Belpaese. Ma torniamo in Italia dove dopo la sentenza di Parigi le parole di Federalberghi risuonano minacciose e in qualche modo ridicole: Federalberghi chiede l’intervento dello Stato per “[…]richiedere l’adozione di un provvedimento contro le recensioni anonime.

Recensioni anonime? Un momento. Che sta succedendo qui? O Federalberghi non ha capito cosa è successo in Francia o semplicemente vuole alzare la posta in gioco spostando il problema su un altro livello: quello della guerra all’anonimato su internet. Che in Italia ha una bella storia degna di un paese come Cuba. Dagli attacchi giornalieri del governo Berlusconi contro l’anonimato su internet, dalla richiesta di censura di gruppi Facebook anonimi, fino alla più recente messinscena di Vasco Rossi contro l’anonimato di Nonciclopedia.

Quindi da un problema di contratto non rispettato da due compagnie private si è passati alla multa punitiva da parte dello Stato; ora invece la posta in gioco è più alta e si chiede un intervento dello Stato contro le recensioni anonime su internet.

Aspettiamo con raccapriccio l’intervento del Ministero del Turismo su questo frangente e siamo sicuri che in Italia non basterà la multa, si andrà anche a toccare la libertà di scrittura sulla rete.

[1] tratto da La Stampa

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4 Comments » 4 Responses to Lo Stato ci aiuti contro le recensioni anonime

  1. Gabriele on ottobre 12, 2011 at 20:40

    Vasco era contro l’anonimato di nonenciclopedia?

    Pensavo si trattasse di diffamazione!!

  2. fabristol on ottobre 12, 2011 at 20:48

    Mi riferivo a questo commento di Vasco:

    “Scrivere in forma anonima sul muro di un cesso o su un sito Internet può essere una attività divertente ma non si tratta di libertà di espressione o di parola. Questo sacrosanto diritto conquistato dalla civiltà occidentale al prezzo della vita di milioni di persone, lo si esprime solamente quando ci si prende la responsabilità di quello che si dice mettendo il proprio nome e cognome”.

    E l’accusa di Vasco ruotava principalmente sull’anonimato di Nonciclopedia:

    “Cosa pensiamo della libertà di espressione e altro lo testimonia l’esistenza di questo profilo per tutto quello che contiene, con il libero contributo di chiunque.

    Abbiamo chiesto ad anonimi gestori di un sito ( secondo noi con contenuto diffamatorio ) di rendere non anonimi i gestori e gli inserzionisti.

    La richiesta è stata considerata non ricevibile, la risposta è che il sito non può essere considerato responsabile dei contenuti anonimi diffusi.”

  3. escapist on ottobre 13, 2011 at 15:20

    Speriamo che la richiesta di Federalberghi venga ignorata.

    Per rimanere in tema, mi sembra obbligatorio citare XKCD: http://xkcd.com/958/ 🙂

  4. Gabriele on ottobre 13, 2011 at 16:41

    Grazie, ora ho capito =)

    Saluti,

    Gabriele

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