L’ultimo cavaliere del Liberalismo

ottobre 14, 2011 No Comments
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Uno di quei misteri che vanno molto oltre l’umana comprensione è il perché la figura di Ludwig von Mises sia oggi così poco conosciuta e apprezzata. Sì, negli ultimi anni si è assistito a un piccolo revival, complice anche lo spaesamento conoscitivo di fronte alla nostra Grande Depressione di fine anni ’00 (e inizi ’10, a dirla tutta); però si tratta sempre di cosa piccola rispetto al portato di questo grandissimo studioso. Ludwig von Mises (1881 -1973) è stato il pensatore che ha portato la Scuola Austriaca alla ribalta. Scuola che ora viene considerata “eterodossa”, come è scritto sulla pagina wiki linkata prima. Questo fa capire quale sia la percezione su Mises e la Scuola Austriaca ai giorni nostri. Non bisogna tuttavia cadere nel vittimismo secondo me perché se una corrente di pensiero che è stata in passato una delle dominanti e più apprezzate ora si trova a essere considerata da molti quasi folklore, qualche domanda bisogna farsela. Probabilmente gli austriaci (intesi come appartenenti alla Scuola Austriaca e non nel senso di cittadini austriaci) dopo i giganti come Mises e Hayek (e Rothbard per altri versi) non sono riusciti a elaborare più niente di rilevante e sono stati travolti dal pensiero keynesiano e in generale dai promotori dell’intervento statale.

Questo tuttavia non spiega l’eclisse che ha subito la figura di Mises perché nonostante la scuola da lui rappresentata non goda oggi di grande fama, il suo pensiero dovrebbe almeno essere preso in considerazione e studiato. Invece nulla: è scomparso dai corsi di studio e dai dibattiti. Il libro di Jörg Guido Hülsmann quindi è doppiamente importante perché descrive in modo completo la vita e le opere di Mises e dipenge un quadro dell’intera Scuola fino a Mises e oltre. Mises: The Last Knight of Liberalism non è solo la biografia di un uomo ma di un intero sistema di pensiero, dell’ambiente nel quale è nato e cresciuto e del suo diffondersi. L’importanza di questo libro è enorme perché in un solo testo è sintetizzata una visione del mondo sviscerata da più generazione e portata ai massimi livelli da Mises. In questo libro si esaminano in modo rigoroso ma al contempo sintetico e chiaro in primis le opere di Mises e l’evoluzione del suo pensiero da ragazzino a Vienna a pensionato a New York. Anche chi fosse interessato (come il me pettegolo) alla vita privata di Mises potrà avere delle sorprese in questo libro: tipo scoprire che Mises era abbastanza succube della madre e che ha aspettato la morte di quest’ultima per sposare la donna che amava. Più in generale, da questo libro esce un’immagine di una persona mite che tuttavia aveva scatti d’ira terribili (mitigati poi dall’incontro con la sua futura moglie). Una persona che non è mai scesa a compromessi con le sue idee e che ha pagato di prima persona per questo. Dall’alienazione dell’ambiente universitario storicista prima e keynesiano poi, alla fuga da una Vienna incorporata nel Reich nazista.

Essendo la biografia di una persona che nella sua vita si è occupata soprattutto di economia, è ovvio che ci siano dei tecnicismi, delle parti che possono risultare ostiche. È bene ricordare bene che per Mises economia significava qualcosa di molto oltre le tabelline e l’econometria; anzi, Mises aveva in orrore la, al tempo, nuova moda. Per Mises economia era lo studio dell’azione umana. Mi sento di consigliare quest’opera veramente a tutti quelli che sono interessati alla (spesso rocambolesca) vita, alle opere e al pensiero di Mises; sia a chi già conosce il personaggio e sia a chi si avvicina per la prima volta a questo pensatore. Anzi, penso che come primo libro di introduzione alla Scuola Austriaca e, in senso lato, al pensiero liberale classico, sia un’opera perfetta. Uno dei tanti pregi di questo libro è il chiarire anche in modo molto limpido quello che Mises non era. Non era per esempio un free market anarchist e un apologeta del diritto naturale come il suo allievo Rothbard; tanto che quest’ultimo una volta lo definì scherzosamente “a member of the non-communist left”. Mises era un liberale classico al quale nemmeno l’etichetta che allora si iniziava a diffondersi negli USA di “conservative” piaceva e dentro la quale non voleva assolutamente essere incluso.

Le note dolenti del libro sono essenzialmente di carattere pratico: l’edizione cartacea è di 1142 pagine, in inglese e il suo costo non è indifferente. Però ci sono dei però. Si può leggere gratis scaricando la versione digitale (come ho fatto io) in PDF o ePub (io ho scaricato quest’ultima e me la sono comodamente letta sul mio iPad). L’inglese dell’autore è asciutto, pulito e comprensibilissimo e inoltre se usate la versione iPub con l’iPad potete sempre usufruire dell’immediato dizionario integrato.

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