Intervista a Tomasz Kaye

ottobre 31, 2011 3 Comments
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Tomasz Kaye è l’autore del famoso video George ought to help che abbiamo postato qualche settimana fa. Tomasz è un ottimo artista che ha scoperto il libertarismo relativamente da poco e ha deciso di spiegarlo in modo semplice a chi non lo è. Lo abbiamo contattato per raccontarci come è nata l’idea del video, come vede il libertarismo oggi e cosa ha in serbo per il futuro.

Un’intervista davvero interessante da parte di un personaggio fuori dal comune e che sta creando degli ottimi video su YouTube.

Fabristol: Per incominciare dimmi qualcosa su di te.

Tomasz: Sono nato a Huddersfield, una cittadina nel nord dell’Inghilterra alla fine degli anni 70. Ora vivo a Rotterdam in Olanda. Lavoro come freelance digital media designer. Al momento la maggior parte del mio stipendio viene dal web development. Mi occupo anche di musica elettronica.

Sei un libertario? E che tipo di libertario? Fai parte di qualche associazione libertaria locale o internazionale?

Mi definisco un libertario. Nello specifico anarcocapitalista o anarchista di mercato sono le etichette che danno l’idea migliore delle mie posizioni. Ancora più specificatamente una buona descrizione potrebbe essere “Rothbardiano virtuale”. Dico virtuale perché sono un “nichilista morale” e non sono convinto degli argomenti che cercano di stabilire l’esistenza di diritti naturali. Al contrario credo che i diritti naturali possano essere sostituiti da un fondamento molto più solido senza sacrificare la validità della maggior parte degli argomenti rothbardiani. Sto ancora lavorando nell’articolazione di questi pensieri in modo più chiaro. Comunque in breve quello che ho in mente è una sintesi delle posizioni economiche rothbardiane con il moral fictionalism di John Mackie e Richard Joyce. È una posizione che non avrà la forza che si ha dai classici argomenti sui diritti naturali, ma credo che sia una posizione che corregga un paio di debolezze significative e quindi è anche più solida. Prima o poi ci sarà un video dove spiegherò questa posizione in maniera appropriata![Riguardo alle associazioni] conosco personalmente una sola persona che si professa libertario ma non come anarcocapitalista. Non faccio parte di alcun club o associazione legata a queste posizioni. La mia impressione è che la legittimità dello stato non è una discussione così attiva in Olanda.

Come sei diventato libertario?

Sono stato introdotto al libertarismo attraverso YouTube. Sono un ateo e stavo facendo video sugli argomenti in relazione al teismo e ateismo. Uno dei miei subscriber mi chiese la mia opinione su un video che credo si chiamasse “The state is a death threath”. Il video spiegava come tutte le leggi della società sono correttamente comprese come minacce di morte e enfatizzava che lo stato cerca di ingegnerizzare la società grazie al posizionamento strategico di queste minacce. Il video era stato fatto da un antistatalista che ora è su Youtube come Fringe Elements. Il video rappresentava una visione della società che non avevo ancora preso in considerazione, e così mi sono messo a cercare di più sulle idee associate all’antistatalismo. Il sito del Mises Institute è stato molto importante durante questa fase. Ho imparato molto da articoli e video ma anche da libri. Libri che per me sono stati particolarmente utili sono stati: “L’ingranaggio della libertà” di Friedman e la raccolta di saggi di Mises “Planning for freedom: let the market system work”.

Perché hai fatto il video di George ought to help?

Ho fatto quel video perché ho pensato che avrebbe potuto presentare gli argomenti morali contro il welfare democratico in un modo che sarebbe potuto essere accessibile a chi non si era mai domandato prima dell’esistenza di questa istituzione [che diamo per scontata]. La mia esperienza era che questo avrebbe fatto vedere il doppio standard con il quale molte persone pensano. Ho voluto enfatizzare sul continuum morale tra il minacciare personalmente un tuo amico con la violenza e il supportare la tassazione. Ovviamente i libertari capiscono che la tassazione include necessariamente la minaccia della violenza contro persone pacifiche. Il video di George era un tentativo di comunicare questa realtà a un pubblico non-libertario.

Come è stata la ricezione del video da parte della comunità libertaria e dai non libertari?

I libertari online sono stati incredibilmente positivi al riguardo. Anche se alcuni minarchici avevano alcune riserve sul mio endorsement dell’anarchismo. Avevo pensato di togliere questi riferimenti mentre facevo il video ma alla fine li ho inclusi comunque. Per me l’anarchismo (nel senso dell’assenza di un potere coercitivo con il diritto di iniziare la forza) è una logica conclusione degli argomenti trattati in George ought to help, quindi non includerli sarebbe stato come tradire le mie convizioni.
Le risposte dei non-libertari sono state molto polarizzate. Molte persone lo hanno veramente odiato. Ho raccolto alcuni degli aggettivi che i critici del video hanno postato online: sciocchezza, puerile, da lavaggio del cervello, ideologia di estrema destra, ingannevole, disonesto, disgustoso, sporcizia scandalosa.

Ho chiesto a chi fosse più arrabbiato da questo video, che nella mia opinione è molto “gentle”, su quale parte fossero in disaccordo ma non ho ricevuto nessuna risposta coerente. Credo che sia difficile argomentare contro il messaggio del video che in definitiva fa solo semplici domande.

Dovrei enfatizzare sul fatto che le reazioni negative sono state tutte online. La gente che conosco personalmente era molto positiva al riguardo nonostante non si considerassero libertari. La mia impressione è che hanno apprezzato il fatto che facesse pensare.
Per ora il video ha oltre 60.000 views. Sono stato molto incoraggiato dal suo successo. Sto lavorando ad un seguito al momento, che è molto più impegnativo, così sapere quanto successo abbia avuto George ought to help aiuta le mie motivazioni.

Ho spesso sentito la parola “gentle” nei tuoi video di presentazione e in questa intervista. Potresti dirmi che cosa intendi? Pensi che ai messaggi dei libertari manchi un tocco di gentilezza appunto?

Ho visto un po’ di propaganda libertarian come la descrivi tu che ritengo bombastic [clamorosa] e credo che possa essere una debolezza. Forse hai visto il cartone animato “La filosofia della libertà”. A mio parere fa delle affermazioni che non sono vere. Per esempio “perdere il prodotto della tua vita e libertà è come perdere la porzione del tuo passato che lo ha prodotto.” Davvero? Per prima cosa, che significa che tu possiedi il tuo passato? E perché perdere il prodotto della vita e della libertà significa perdere parte del tuo passato? Perfino per me che sono un libertario il video sembra che asserisca cose irragionevoli da accettare. Penso che un non-libertario possa essere allontanato molto di più nel guardarlo. Nel contesto propagandistico per me la parola “gentile” è vicono alla parola “seduttivo”. Il pubblico che vuoi come target non è d’accordo con te ancora. E il tuo lavoro è quello di condurre questa transazione più piacevole possibile. Credo che fare affermazioni troppo sorprendenti possa mettere il tuo pubblico sulla difensiva. Credo che un approccio migliore sia minimizzare il tuo caso and cercare di fare affermazioni con le quali nessuna persona razionale potrebbe essere in disaccordo. Penso che il libertarismo sia abbastanza forte che può essere comunicato in modo efficiente in questo modo.

Hai fatto menzione di un seguito del video. Potresti dirmi qualcosa in più al riguardo?

Il seguito si chiama Edgar the Exploiter. È un altro corto animato e parla di come l’intervento del governo può far del male coloro i quali avrebbe dovuto proteggere. George ought to help era il modo più succinto di presentare il caso dello stato da una prospettiva di etica deontologica e quindi questa volta ho voluto parlare degli argomenti contro l’intervento dello stato. Se George capisce che lo stato è un male, questo seguito incomincia a demolire pezzo dopo pezzo la nozione che lo stato sia un male necessario.

Ho visto che hai usato un sito di crowdsourcing? Come sta andando?

Ho usato Indiegogo per raccogliere fondi per Edgar the Exploiter. Anche se non sono riuscito a raggiungere il target ho raccolto abbastanza soldi per poter avere il nuovo film online prima del nuovo anno. La raccolta fondi è finita ma le donazioni sono sempre benvenute! Se volete cliccate qui.

Per quanto riguarda queste tecnologie di pagamento sono stato felice di aver conosciuto i BitCoin grazie ad uno dei donator che ha trasferito dei BTC sul mio conto. Credo che il progetto dei BitCoin sia affascinante e sia un argomento di discussione tra libertari.

Quando pensi che il nuovo video sia online? Hai altri progetti per il futuro?

I piani sono di avere il nuovo video online prima dell’anno nuovo. Per quanto riguarda altri progetti ho un blog e un canale YouTube. Se qualcuno volesse mettersi in contatto per qualsiasi progetto di collaborazione per il 2012 può scrivermi a info@redshiftmedia.com.

Cosa pensi riguardo il future del libertarismo? E pensi che esista una via europea al libertarismo diversa rispetto a quella americana?

Non mi piace fare previsioni. Posso dire che spero che le idee del volontarismo continuino a crescere come sta succedendo negli ultimi anni. Spero che tutti i fallimenti dello statalismo diventino più frequenti e difficili da ignorare così che queste idee possano crescere più velocemente. Se/quando un collasso economico di grandi proporzioni arriverà sarebbe fantastico che un terreno ideologico sia già lì per poter ricostruire le cose in un modo che non istituzionalizza la coercizione. Negli USA la costituzione è molto importante, quasi un testo sacro, e molto del libertarismo d’oltreoceano sembra essere vicino alle posizioni minarchiche costituzionali a la Ron Paul. Dal momento che non esiste un testo così venerato qui in Europa sarei interessato di vedere come il libertarismo europeo potrebbe essere, e da quali testi potrebbe prendere le sue idee.

Dì qualcosa ai lettori di libertariaNation!

Ottimo! Potrebbe essere come la morale alla fine degli episodi di He-Man. Ci sono tanti malintesi riguardo il libertarismo. In particolare c’è l’idea che siamo freddi e insensibili. Cercando di essere una persona onesta e cercando di spiegare la vostra opposizione all’uso della violenza (non avete neppure bisogno di utilizzare la parola libertario) aiuterete a vincere lo stereotipo negativo che la gente ha rispetto a questo gruppo di idee. E anche se molta della discussione e della persuasione su queste tematiche è online la cosa migliore da fare è sicuramente farlo di persona.

Ciao a tutti! 😉

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3 Comments » 3 Responses to Intervista a Tomasz Kaye

  1. […] QUI, L’INTERVISTA ALL’AUTORE DEL VIDEO: http://libertarianation.org/2011/10/31/intervista-a-tomasz-kaye/ […]

  2. Edgar lo sfruttatore | libertariaNation on gennaio 30, 2012 at 07:09

    […] lo sfruttatore gennaio 30, 2012By fabristolContinua la nostra collaborazione con Tomasz Kaye e dopo George ought to help siamo felici di potervi presentare il suo nuovo video Edgar the […]

  3. […] quale abbiamo creato i sottotitoli in italiano qualche anno fa. Per chi non sapesse chi è Tomasz  qui potete leggere l’intervista che abbiamo pubblicato su LibertariaNation. Questa volta Tomasz […]

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