Pastori sardi contro Equitalia: una guerra già persa (dai cittadini)

Stato, Unione Europea, Equitalia, banchieri e speculatori senza scrupoli. Un bel mix esplosivo che ha creato problemi a più di 80.000 allevatori e agricoltori sardi. Come dico sempre: quando lo stato ci mette lo zampino crea solo problemi.

La storia? Torniamo indietro al lontano 1988 quando la Regione Sardegna con la Legge 44 dà la possibilità a decine di migliaia di allevatori e agricoltori sardi di accedere a mutui agevolatissimi per comprare macchinari, riparare stalle e ovili o altri tipi di interventi per le loro aziende. Undici miliardi di euro. I cittadini interessati accorrono in massa, si indebitano con le banche e accedono ai finanziamenti. Una manna per tutti: i cittadini prima di tutto, poi i banchieri che ricevono finanziamenti dalla Regione senza rischi e i politici che si assicurano voti per gli anni a venire. Ma il sogno finisce presto quando nel 1997 l’Unione Europea decide che quella legge era illegale (chissà cosa succederà quando l’UE deciderà che anche gli incentivi sulla continuità territoriale o i soldi per la Saremar saranno illegali). E la Regione Sardegna di nuovo ci rimette lo zampino e chiede la restituzione di 31 milioni di euro ai poveri disgraziati ingannati dallo Stato. Al danno si aggiunge pure la beffa. Incominciano pignoramenti, aste, speculazioni indecenti e immorali che interessano circa 200 aziende agricole. Non contento di tutto il casino combinato fino ad ora lo Stato sguinzaglia l’Inquisizione del 21esimo millennio, ovvero Equitalia che con i nuovi poteri donatigli da Tremonti può di fatto pignorare beni a tempi di record. E i responsabili di quella legge, gli assessori Muledda e Paba, ovviamente non possono essere incriminati. Perbacco! Come si può pretendere la responsabilità individuale in una democrazia con rappresentanza elettiva?

Qualche giorno fa il governatore Cappellacci ha detto che la Regione fermerà le richieste di rimborsi a tempo indeterminato. Già ma chi li pagherà i 31 milioni di euro se non tutti i cittadini sardi e soprattutto quegli stessi cittadini beffati prima dalla Regione, poi da Equitalia?

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