Anni fa quando ci furono le elezioni presidenziali americane non riuscii a prendere né le parti repubblicane né quelle democratiche. Mi pareva evidente infatti che tra i due schieramenti non ci fossero sostanziali differenze. In più consideravo ingenua la venerazione maniacale dell’intero mondo nei confronti di Barack Obama. Una venerazione basata sull’irrazionalità e sull’uso certosino della propaganda. Ma devo dire la verità, quando vinse Obama tirai un sospiro di sollievo e ne fui felice: niente più Bush, niente più dottrina neocon per il controllo del mondo, niente più guerre preventive, niente più Guantanamo, niente più fondamentalismo da born again christianity. In più non sopportavo le critiche di molti libertari contro Obama: sembravano create ad hoc, giusto per essere bastian contrari verso i democratici. Alcuni lo dipingevano addiritura come un dittatore del 900 associandolo a Hitler o Stalin (accostamenti che considero tuttora ridicoli). Ma mi sbagliai e di grosso e questo post è un po’ come una rivalsa con la mia coscienza. Quello che seguì infatti fu un secondo mandato Bush chiamato Obama. E questo è un elenco parziale di quello che in questi anni ho scoperto e che pochi vi hanno detto del presidente degli USA più pericoloso della sua storia.
Politica estera e militare.
Afghanistan/Pakistan: ha continuato la guerra di Bush in Afghanistan triplicando le truppe in quest’ultimo; ha allargato la guerra al Pakistan (nel W”aziristan) con bombardamenti mirati con droni e squadre speciali; ha ucciso Osama Bin Laden entrando senza permesso in territorio pakistano creando una crisi diplomatica senza precedenti col governo del Pakistan accolto a braccia aperte dalla Cina (di fatto polarizzando l’area in zone di influenza americana e cinese).
Iraq: nonostante le scandalose menzogne dei media internazionali Obama non ha ordinato il ritiro delle truppe dall’Iraq nelle settimane scorse. Anzi ha cercato in tutti i modi di mantenerle in Iraq per paura che l’Iran possa approffittare del buco di sicurezza lasciato dal dopo-ritiro. Le truppe USA si sono ritirate dall’Iraq grazie, incredibile a dirlo, a George Bush Jr che firmò un accordo col governo irakeno per il ritiro entro il Dicembre 2011. Una decisione bushiana di cui l’amministrazione Obama si è presa i meriti e che senza Bush ne avrebbe fatto a meno.
Iran: è solo questione di tempo ormai. L’attacco all’Iran è già nell’agenda USA. Serve solo la smoking gun. Bush si inventò le armi di distruzione di massa, questa volta sono le armi atomiche. Se non ci fossero in gioco le vite di centinaia di migliaia di persone il tentativo di alcuni mesi fa di trovare una smoking gun ha sfiorato il ridicolo. L’amministrazione Obama ha detto che ha sventato il tentativo di un cittadino iraniano-americano di assassinare un ambasciatore saudita sul suolo americano con l’aiuto di una gang di narcotrafficanti messicani. Sembra la trama di una puntata di South Park ma questo è quello che l’amministrazione Obama ha detto in conferenza stampa, nonostante tutti sappiano che il presunto assoldatore di messicani abbia problemi mentali. E tutto per annunciare in pubblico una frase minacciosa nei confronti dell’Iran: “Stiamo considerando un intervento militare.”
Libia e Primavera Araba: ha cominciato un bombardamento in Libia senza
l’approvazione del Senato e con questo violando apertamente la Costituzione. Qui siamo oltre la dottrina di guerra preventiva bushiana, qui ci troviamo di fronte ad un capo di stato che ordina unilateralmente senza consultare i membri liberamente e democraticamente eletti del Senato una guerra in cui non erano coinvolti né interessi militari americani né la sicurezza nazionale. La linea tra democrazia e dittatura non ha più senso. Sulla Primavera Araba la linea Obama/Hillary Clinton è stata ipocrita supportando solo a parole quella in Siria (in realtà se cade la Siria sono guai per Israele e per gli interessi USA in Medio Oriente) e facendo finta di niente per quella in Bahrein. E con questo supportando le truppe saudite che hanno represso la rivolta sciita nella piccola isola del Golfo.
Libertà individuali/diritti civili
Internet/affaire Wikileaks: sulle libertà individuali l’amministrazione Obama si è rivelata ben peggiore di quella Bush. Dopo aver paventato un bottone per spegnere internet nel caso ce ne fosse bisogno per “fare come la Cina”, ha tentato in tutti i modi di chiudere Wikileaks, ottenendo che PayPal e Visa smettessero di offrire i loro servizi di pagamento “by proxy” alla fondazione Wikileaks. Il soldato Bradley Manning è tuttora in carcere, in punizione speciale (sorvegliato ogni 5 minuti in una cella di un paio di metri senza finestre, senza possibilità di comunicare con parenti o amici, ogni mattina deve presentarsi completamente nudo di fronte ai suoi carcerieri e non può dormire di giorno e la punizione per questo è stare in piedi fino alle 7 di sera), privato dei minimi diritti per un prigioniero e non se ne ha più notizie da mesi.
Guantanamo/torture: Non ha mai avuto intenzione di chiudere Guantanamo che è ancora in funzione, nonostante i noglobal di tutto il mondo non se ne siano ancora accorti. Sulle torture perpetrate a Guantanamo ha offerto un’amnistia a tutti gli ufficiali della CIA coinvolti nel waterboarding adducendo che “stavano semplicemente seguendo gli ordini”. A Norimberga gli ufficiali nazisti furono messi a morte nonostante i loro avvocati avessero come linea di difesa “stavano semplicemente seguendo gli ordini.”
Assassinio di cittadini americani: pochi mesi fa ha ordinato l’uccisione di Anwar al-Awlaki, un americano affiliato ad Al Qaeda, con un drone che lo ha ucciso nella sua abitazione in Yemen. Uno degli atti più gravi che un Presidente USA abbia mai compiuto dalla nascita degli Stati Uniti. Il Presidente unilateralmente, senza alcun processo, senza l’approvazione del Senato e senza alcuna prova se non la presunta affiliazione ad Al Qaeda (o perlomeno quello che la CIA ci ha detto) ha ordinato l’uccisione di un cittadino americano a freddo. Obama può uccidere qualsiasi cittadino americano in qualsiasi momento se lo reputa pericoloso. E l’amministrazione Obama ha una lista di dozzine di cittadini americani sparsi per il mondo che vuole uccidere. E poi ci si scandalizza di Putin e delle sue tecniche da KGB, vero?
Libertà individuali: L’infame Patriot Act è ancora lì, incostituzionale e contro qualsiasi diritto individuale dei cittadini americani. Gli USA sono diventati di fatto uno stato di polizia permanente. E quest’uomo ha vinto un Nobel per la Pace.
Economia
Bailouts/green economy: In economia Obama ha continuato l’operato di Bush con bailout mirati per salvare le case automobilistiche e le banche americane in crisi, aprendo una nuova era di protezionismo nazionalistico. Con la sua politica del Green Stimulus ha aiutato i suoi finanziatori delle elezioni passate regalando centinaia di milioni di dollari di soldi pubblici per poi vedere le due compagnie coinvolte nel prestito fallire miseramente dopo appena pochi mesi.
Spese militari: Obama ha aumentato le spese militari del 3% solo quest’anno portando a 685 milioni di dollari la spesa complessiva annuale, il 4.8% del proprio GDP.
Conclusione: In conclusione il Presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama è uno dei più pericolosi uomini sulla faccia della Terra per tre motivi: per i casi descritti qua sopra, per il suo potere senza precedenti su qualsiasi cittadino o paese del mondo ma soprattutto per il fatto che qualsiasi sua malefatta, qualsiasi suo crimine vengano sistematicamente e sapientemente ignorati dai media americani e mondiali. Soprattutto da quelle organizzazioni, partiti e opinione pubblica che per anni hanno combattutto gisutamente contro i crimini dell’amministrazione Bush. Ed è questo che lo rende il più pericoloso: la totale impunità delle sue azioni, l’incredibile cecità della maggior parte dell’opinione pubblica.



Mah.
Fabristol, io non capisco tutta questa campagna contro Obama.
Certo ha deluso. Certo è contiguo all’amministrazione precedente. Certo ha preso decisioni che non mi piacciono e illegali. In certi punti, se togli obama e metti israele, è un post a là Kilombo.
Io poi, non credo si meriti il titolo del post. Il più pericoloso per la storia USA (e modiale), secondo me, è ancora Nixon, che ha di fatto creato le condizioni per questo sfascio.
Dal 71 ad oggi, è tutto in discesa e collegato.
Se i punti che Ho elencato non ti hanno convinto non so che altro aggiungere per giustificare la MIA presa di posizione. Forse dirti che per me fu bush il più pericoloso e che quindi se Obama continua la sua politica ma in peggio Lo rende automaticamente il peggiore ai miei occhi?
Ma non c’è dubbio che non sia il grande presidente che il modno aspettava….
Per me è solo una grande delusione.
Perchè t’arrabbi sempre?
Perché non Ho voglia di mettere emoticon alla fine di ogni commento e la gente pensa che sia incazzato?
sinceramente non capisco perché la gente ha sempre questa impressione quando scrivo.;)
ah ma allora non sono solo io
la differenza con nixon è che nixon perlomeno è visto come un malvagio presidente, Obama ancora gode di un credito enorme, della serie che si da la colpa ai tea party del downgrade del debito pubblico, nessuno protesta per la guerra, la gente protesta invece per le banche, le quali pigliano e danno soldi a obama, e nonostante questo gli occupanti dicono che obama è ok. Berlusconi fondo è un pivello. e quando la forse doppia presidenza obama sarà finità? ci ritroveremo con gli omicidi di cittadini scomodi come prassi perchè la faceva anche obama, che eredità ci lascerà?
@ Fabristol: su molte cose sono d’accordo con te, ma non su tutte. Si potrebbe semplificare dicendo così (cito quanto affermato da molti esperti di relazioni internazionali, ad esempio su Foreign Policy): l’amministrazione di Obama è in netta rottura con la prima amministrazione Bush, ma per molti versi in continuità con la seconda. Con alcune eccezioni.
Diciamo che la dottrina neo-con (che unisce l’idealismo a una politica unilateralista e al perseguimento dell’egemonia), un’anomalia storica dannosissima, è stata definitivamente abbandonata (probabilmente già da Bush). L’amministrazione di Obama è stata caratterizzata all’inizio da un cauto realismo, poi con la Libia da una ripresa della cosiddetta dottrina Blair, quindi perfettamente in linea con la politica estera liberal da Roosevelt in giù. Non me la sento di condannare quell’intervento: la guerra non l’ha creata Obama (nè Sarkozy o Cameron), c’era già, la NATO ha solo fatto in modo che non la vincesse Gheddafi.
Gli assassini mirati sono un altro grosso problema. Ricordo che ai tempi di Bush molti critici dicevano: perchè invadere paesi per combattere il terrorismo quando i fanatici si possono ammazzare uno a uno con operazioni di intelligence? In questo senso Obama è stato perfettamente in linea con la discontinuità da Bush che gli si richiedeva (anche se, di nuovo, forse non tanto in discontinuità con la seconda amministrazione). I dubbi, etici e strategici, sono però molti.
Quello per cui Obama è stato molto criticato dai libertarian negli USA, e da chi (come Ron Paul ma non solo) si dichiara costituzionalista, sono le sue azioni illegali; nel cominciare la guerra, nell’assassinio di cittadini USA, ecc. Sono problemi per noi all’estero più distanti (della serie: fino a che non fa i danni di Bush non lamentiamoci troppo) ma comprendo la preoccupazione.
quindi ci vorresti dire che Obama non ha bombardato la libia per il nobile ideale di esportare la democrazia ma solo ed esclusivamente per mettere le mani sull’oro nero?
E’ evidente che se la Libia non avesse il petrolio nessuno se l’inculerebbe. Ma non è che Gheddafi il petrolio lo teneva per se; e in termini di concessioni nell’intervento avevano da guadagnarci più Francia e GB che non gli USA.
In Libia è partita un’insurrezione armata su larga scala, per quanto sappiamo spontaneamente, che ha coinvolto vaste aree del paese. Per la tenacia dei lealisti di Gheddafi e per l’impreparazione dei ribelli tale insurrezione rischiava di venire sconfitta. La giustificazione ufficiale dell’intervento NATO era evitare l’inevitabile strage di civili (con rappresaglie indiscriminate nelle province insorte) che sarebbe seguita alla vittoria di Gheddafi. La motivazione reale è, credo, diversa: c’era la possibilità di eliminare una figura storicamente problematica, a capo di una dittatura odiosa, risparmiandosi l’intervento di terra, con il beneplacito dei governi vicini e dando l’impressione di sostenere la “primavera Araba”. E’ una motivazione “nobile”? No. Ma neanche cinica; e soprattutto non è pura follia, come l’invasione dell’Iraq. E’ quello che avrebbe fatto Clinton, per intenderci, quindi non citerei la Libia per dire che Obama è un presidente più pericoloso di Bush jr.
Vediamo cosa combina con l’Iran…
ma scusa, tutto quello che scrivi lo rende semmai peggio di bush, almeno i neocon sono idealisti, non è bhe bombardano a tappeto per mero calcolo politico
Non ci capiamo.
La politica non ha bisogno di idealismo, ma di etica, che sono due cose completamente diverse. Non è realistico che i governi si comportino come dei benefattori, ignorando i propri interessi, i rapporti di potenza ecc.ecc., insomma quello che si sa dai tempi di Tucidide: è invece auspicabili che perseguano i propri interessi senza sterminare civili o simili. E quando i governi fuoriescono dal comportamento razionale, anche per le motivazioni più nobili, non è da stare tranquilli.
Idealismo vuol dire: io so cos’è meglio per il mondo. Se sono convinto che il socialismo reale renderà la vita migliore per miliardi di persone, cosa sono 80 milioni di morti? Questo per estremizzare, ma il discorso non è così diverso quando si parla dell’idea della cricca neo-con che convinto Bush che gli Stati Uniti dovevano prendersi il peso della democratizzazione del mondo arabo, senza peraltro chiedere un pare ai diretti interessati. Questa forma mentis ha spinto a un enorme sacrificio in termini di vittime tra le truppe e di spesa militare. Ma anche a una diminuzione della sicurezza globale: se una potenza si comporta in maniera irrazionale e unilateralmente aggressiva, aumenta il tasso di insicurezza e spinge le altre potenze a mettersi sulla difensiva. Può essere il primo tassello di un’escalation.
Obama è salito al potere con una piattaforma realista. Non penso abbia tradito questa piattaforma con l’intervento in Libia. Non ha messo a rischio gli interessi del suo paese; ha speso proporzionatamente al corrispettivo rischio di destabilizzazione della regione se non fosse intervenuto; le vittime civili causate dall’intervento sono (secondo opinione comune: non escludo che questa opinione possa essere falsata dalla propaganda dei governi NATO) sono minori di quelle che avrebbe potuto causare la rappresaglia di Gheddafi (le vittime dell’invasione USA in Iraq e della violenza politica successiva, almeno 100.000 secondo le stime più conservative, probabilmente equivalgono a quelle che avrebbe causato Saddam Hussein solamente se fosse rimasto vivo e al potere fino a 110 anni).
Quindi rispetta il principio base dell’etica (i cosiddetti minima moralia): primum non nocere.
Io non sono convinto di quello che dico (ok suona male detta così
). Ti dico solo delle argomentazioni che mi sembrano abbastanza difficilmente aggredibili e che rispettano la visione della corrente realista.
Se invece vogliamo parlare di “guerra umanitaria” il discorso è ancora più insidioso.
Poi non nego nemmeno che la prospettiva di molti, me incluso, sia distorta dall’alone che circonda Obama. Se Bush jr. avesse ammazzato come un cane Osama Bin Laden avrei avuto la stessa nonchalance nel non dico approvare, ma comprendere la sua azione? Boh. D’altra parte non è colpa mia se George W. ha ascoltato una serie di fantadementi tipo Cheney o Rumsfeld e ha finto di essere un cretino fondamentalista cristiano per compiacere i più idioti dei suoi elettori (perchè sì, a quanto si dice sempre più spesso Bush faceva FINTA di essere stupido. Perchè agli americani piaciono gli stupidi. Queste sono cose che ti fanno pensare di iscriverti alla jihad), non è che ora può pretendere che giudichi con sufficiente distacco la sua amministrazione.
Il problema come ho detto alla fine del post è soprattutto quello che gli altri percepiscono, non quello che Obama fa. Per esempio: mi pare che i casi che ho elencato prima siano OGGETTIVAMENTE criminali. Per me nella mia scala di valori le aazioni di Obama sono più criminali di quelel di Bush. Ma facciamo un passo indietro: ammettiamo che Obama sia allo stesso livello criminale di Bush (d’altronde sia Cape che Cachorro parlano di continuità con Bush), ammettiamolo pure. Ecco detto questo perché il mondo utilizza due pesi e due misure per le azioni dell’uno o dell’altro? Almeno Bush era continuamente monitorato dall’opinione pubblica e e sicuramente evitò di prendere decisioni ancor più peggiori proprio a causa di questo dissenso globale. Nessuno, dico NESSUNO dei media occidentali parla dei crimini che ho elencato in questo post. Nessuno condanna. Nell’intellighentzia di sinistra e nei gruppi noglobal sembra che gli USA siano scomparsi dalle mappe o forse solo dalle loro teste.
Anch’io cercavo di giustificare qualsiasi atto di Obama perché anch’io ero condizionato dall’aura ma poi mi sono fermato e mi sono reso conto che era tutta un’illusione.
Sulla Libia: non importa se fosse giustificata economicamente, militarmente o moralmente. Il problema è che Obama non ha chiesto il permesso al Senato. Ma vi rendete conto della cosa? Perfino Mussolini si sarebbe preoccupato di avere un minimo di supporto politico e/o morale dal suo partito.
Su Nixon: per quanto sicuramente fu uno dei peggiori almeno incominciò il ritiro delle truppe nella guerra in Vietnam voluta guarda un po’ dai democratici Johnson e Kennedy. I casi della storia…
in realtà hai dimenticato l’assassinio del figlio, minorenne e americano, di al-awlaki sei stato troppo buono.
ma oltre a quello hai scritto te io chiedo, ma se bush avesse avuto un terzo mandato, in cosa esattamente si sarebeb comportato diversamente da obama? a me pare in niente, forse avrebbe evitato la guerra in libia per pressioni interne (i pacifisti “solo quando il presidente è repubblicano”) per il resto sarebbe stato uguale.
Questa è una bella domanda.
Il problema è che i danni sono già stati fatti: sull’Afghanistan e sull’Iraq non si torna indietro. Bush non ne ha fatti di altri perchè materialmente pensare di intervenire militarmente contro l’Iran non era politicamente ipotizzabile dopo il casino combinato, ma quella sarebbe stata la prosecuzione naturale dell’ideologia neo-con.
Altro settore in cui la suddetta ideologia neo-con è stata messa in pratica: l’Europa Orientale. Lì Bush si è dimostrato molto aggressivo (la proposta di allargamento della NATO ad est, lo scudo anti-missile), anche lì è stato sostanzialmente inefficace, anche lì ha aumentato il grado di insicurezza generale e a conti fatti si è dimostrato debole.
La discontinuità di Obama sta nell’aver adottato una politica fondamentalmente realista (al di là di quello che dice Federico “JimMomo” Punzi nel suo blog, secondo me scazzando di brutto). La continuità sta nel fatto che Bush stesso, nella sua seconda amministrazione, è tornato sui suoi passi: ma è stato costretto a farlo.
“Su Nixon: per quanto sicuramente fu uno dei peggiori almeno incominciò il ritiro delle truppe nella guerra in Vietnam voluta guarda un po’ dai democratici Johnson e Kennedy.”
Ma difatti l’attuale visione democratici = pacifisti e viceversa è una distorsione europea (dove i partiti socialisti sono stati storicamente pacifisti). In America dalla fine dei democratici del Sud (dixiecrats) in poi, insomma da quando il Partito Democratico è diventato “di sinistra” (con Roosevelt, direi), è sempre stato interventista; e il Partito Repubblicano è sempre stato isolazionista (“Stay out of Europe’s war”). Reagan è passato alla storia come l’uomo che ha sconfitto il comunismo a mani nude, ma alla luce dei fatti è stato estremamente timido nell’uso dell’esercito all’estero (salvo dimostrazioni di forza in paesi delle dimensioni di San Marino fatte le debite proporzioni) ed è anzi stato l’uomo della distensione con l’URSS (esattamente come Nixon in Cina). Carter e Kennedy erano, nella pratica ma forse anche nella retorica, molto più anticomunisti di Reagan.