Ordine signori, ordine!

novembre 24, 2011 5 Comments
By

A noi di libertariaNation gli ordini non piacciono tanto e questo si era capito. Uno di questi poi è sgradevole e antipatico perché va a toccare un aspetto davvero importante della vita, ossia comunicare e informare. Probabilmente l’ordine dei giornalisti non è il più nocivo per l’economia dello stato italiano, di sicuro è uno di quelli che sul lungo periodo ha contribuito di molto alla stagnazione della società italiana.

Ieri Barbara Palombelli sul Foglio si è lanciata in una vibrante difesa dell’ordine dei giornalisti che si può riassumere con: senza l’ordine c’è il Far West e i giovani non verrebbero pagati e i ricchi farebbero quello che vogliono. Scusate, mi riprendo dalle vertigini nel pensare a una simile società.

Che senso ha la tesserina? La prima ragione che mi viene in mente è banale, ma essenziale: per evitare che i figli degli editori e i pargoli dei banchieri azionisti si mettano in testa di dirigere telegiornali e/o testate quotidiane e periodiche. Vi pare poco?

Sì, mi pare poco perché se un giornale è condotto da schifo dal figlio di papà allora fallisce. Certo, bisognerebbe eliminare anche quell’altra cosuccia oscena, ossia i soldi rubati a noi dallo stato e girati ai giornali, cioè il finanziamento pubblico ai partiti. Poi c’è una cosa che mi fa ridere: secondo quanto scrive la Palombelli l’ordine sembrerebbe il garante della meritocrazia. Capito? Noi che pensavamo che il merito venisse riconosciuto dal successo di pubblico del giornale. No. È l’ordine che ordina e il finanziamento statale che manda avanti la baracca.

Se tutti scrivono, senza distinzioni, senza superare un esame, senza laurea, spesso senza firmare, chi garantirà i più deboli, i giovani capaci che sognano un posto e una paga?

La capacità? Ripeto: oggi la Palombelli pensa che il giornalismo italiano sia il regno della meritocrazia? Un sistema chiuso nel quale ci si spartisce il bottino dei contribuenti italiani e nel quale la tiratura dei giornali inesorabilmente scende? Questo è il modello vincente?

Nel far west che nascerebbe da una liberalizzazione selvaggia, a pagare il prezzo più alto sarebbero proprio gli ultimi arrivati.

No, sarebbe esattamente il contrario perché gli ultimi arrivati potrebbero scalzare senza tante leccagini di culi le mummie giornalistiche. Quando un settore viene liberalizzato i primi che ne traggono vantaggi sono sempre i newcomers e chi grida all’anarchia è invece chi dentro al sistema chiuso c’è già; ovviamente. Quanto leggo le espressioni “far west” o “liberalizzazione selvaggia” mi si gonfia la vena della fronte perché nove volte su dieci chi usa queste espressioni lo fa per mascherare il vuoto cosmico che si cela dietro ai suoi scritti. Andare alla radice della diversità tra loro e noi non è difficile: da una parte c’è chi vuole la centralizzazione e il coordinamento dall’alto, dall’altra c’è chi auspica la libera interazione orizzontale che crea ordine.

Tags: , , , ,

5 Comments » 5 Responses to Ordine signori, ordine!

  1. fabristol on novembre 24, 2011 at 19:59

    Quando qualcuno nomina la parola Farwest vuol dire che vuole mantenere i suoi privilegi o vuole forzare qualcun altro a fare qualcosa. La neolingua è così, la si usa come strumento per rimbecillire le persone. E’ come “paradiso fiscale”. Secondo il dizionario il paradiso è un luogo di beatitudine e di piaceri mentre il suo contrario, l’inferno, è dolore, tortura, tristezza. Se il paradiso fiscale esiste ed è il contrario dei nostri stati allora viviamo in un inferno fiscale!

  2. Cachorro Quente on novembre 25, 2011 at 09:05

    E’ effettivamente difficile capire come la liberalizzazione “in entrata” nella professione giornalistica possa sfavorire i giovani. Non penso che l’ordine dei giornalisti impedisca alle testate di impiegare personale sottopagato e precario.

    Al di là di questo non sequitur, la Palombelli fondamentalmente dice che l’OdG è utile perchè impedisce a un “non giornalista” (ad es., il figlio dell’editore) di dirigere un giornale. Non mi pare un’argomentazione così forte. Il problema fondamentale è stato esposto nell’articolo: se un giornale è fatto per dare notizie e vendere copie, è verosimile che il direttore sarà scelto tra chi ha competenza e esperienza nel giornalismo. Se un giornale è fatto per prendere contributi, o come “fiore all’occhiello” allora che il direttore sia un figlio di papà cocainomane è l’ultimo dei problemi.

    In ultimis: dietro all’idea dell’OdG potrebbe esserci la volontà di creare un sistema di certificazione di integrità morale e qualità professionale, immaginando il giornalismo come una professione di pubblica utilità e non come un mestiere qualsiasi. E’ un’idea che un libertario rigetterebbe a prescindere, io non la escludo, però sicuro non ha nulla a che fare con la situazione attuale.

  3. Cachorro Quente on novembre 25, 2011 at 09:44

    P.S. il discorso sugli ordini professionali è interessante, perchè oggi fanno leva sullo stato, ma alla loro formazione erano in realtà corporazioni in un sistema statale debole (ad esempio i comuni medievali in Italia). La domanda è: in rapporto alle corporazioni, lo stato fa più male (appoggiandone le istanze) o più bene (agendo come soggetto terzo tra gli individui e le corporazioni)? Bè fatta in questo sito è un po’ una domanda retorica ;).

  4. fabristol on novembre 25, 2011 at 20:36

    Per Cachorro

    “dietro all’idea dell’OdG potrebbe esserci la volontà di creare un sistema di certificazione di integrità morale e qualità professionale, ”

    Ma questo è pacifico. Non c’è nessun problema per quanto riguarda la ceritificazione di qualità. Lo si fa in tante professioni e attività: ristorazione, hotel, compagnie aeree, igiene nei locali pubblici ecc. E sono tutte certificazioni fatte da compagnie private. Ma ovviamente gli ordini professionali non sono lì per quello.

    “La domanda è: in rapporto alle corporazioni, lo stato fa più male (appoggiandone le istanze) o più bene (agendo come soggetto terzo tra gli individui e le corporazioni)?”

    Anche le corporazioni sono benvenute se non utilizzano lo stato per spezzare le gambe alla concorrenza. I professionisti possono associarsi come e quanto vogliono ma non possono utilizzare lo stato per avere privilegi o protezionismi contro concorrenti stranieri per esempio.

  5. […] da LibertariaNation […]

    [WORDPRESS HASHCASH] The comment’s server IP (72.233.61.94) doesn’t match the comment’s URL host IP (72.233.69.6) and so is spam.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti per ricevere i nuovi post via email


 

Iscriviti alla newsletter!

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001 L'Autore, inoltre, dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all'Autore.