Dolce in Gabbia: come elusione diventa evasione

novembre 28, 2011 1 Comment
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La settimana scorsa ha fatto molto scalpore la vicenda giudiziaria sulla presunta evasione fiscale di Dolce & Gabbana. In particolare a far scoppiare il caso sui giornali non è stato tanto che sia arrivato un ricorso in Cassazione dei precendentemente assolti Domenico Dolce e Stefano Gabbana. I giornali erano più interessati invece ai messaggi su Twitter di Stefano che scriveva “E’ proprio vero che in Italia fanno quello [che] vogliono… a loro piacimento… sarebbe meglio forse andarsene”. Seguito da “Ladri!!! Non sanno cosa fare per portarci via i soldi.”

E via la solita discesa in campo delle due tifoserie, chi pro e chi contro. Su internet è un dagli all’untore continuo nonostante nel primo processo il gup abbia assolto i due “perché il fatto non sussiste” e nonostante nel nostro diritto fino a quando la Cassazione non si pronuncerà Dolce & Gabbana rimangono presunti innocenti. Ma la cosa più interessante è che sui media ci sia stata un po’ di confusione sui termini elusione ed evasione. Cosa significa elusione? L’elusione fiscale è una pratica che consiste nel trovare un modo per pagare meno tasse in modo legale. Cioè ci si avvantaggia dei vuoti legislativi di un paese per pagare meno tasse. E’ una pratica diffusa a tutti i livelli e perfino gli enti pubblici la utilizzano frequentemente. Quando chiedete al vostro commercialista se esista un modo più vantaggioso di pagare meno tasse in modo lecito state facendo una sorta di elusione fiscale per esempio. Come dice il gup che li aveva assolti ad Aprile:

“L’intera operazione si è realizzata alla luce del sole. […] le condotte contestate integrano palesemente una delle molteplici forme che assume l’elusione fiscale. [Infatti l’elusione fiscale si distingue] dall’evasione fiscale perché non si pone in diretta violazione di un precetto normativo.”

Quindi nessun reato. Semplicemente il legislatore anche se ne sa una più del diavolo non è riuscito a tappare tutti i buchi del sistema. E tutto ciò che non è vietato in uno stato di diritto è lecito. Ma si sa in Italia il confine tra lecito e illecito passa attraverso le grida da bar e le forche. Tanto che mi viene da suggerire a Stefano di lasciare veramente l’Italia, un paese dove coloro che producono ricchezza sono demonizzati e bastonati mentre chi ruba il denaro agli altri è un salvatore.

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1 Comment » One Response to Dolce in Gabbia: come elusione diventa evasione

  1. Michele on settembre 18, 2014 at 12:23

    Io l ho fatto1 Emigrare intendo.

    Nel 1997 mia madre mori lasciandomi erede di alcune case .
    Due di queste case sono immobili notificati dalla Soprintendenza dei Beni Culturali . Facendo la denuncia di successione , seguito da un commercialista,
    scoprii una legge : la legge dichiara che gli immobili che hanno il vincolo
    non vanno messi nella denuncia di successione se sono in ottime condizioni di
    manutenzione e questo stato di cose deve risultare da una dichiarazione
    della Soprintendenza dei Beni Culturali . Di fatto il condominio stava
    soddisfacendo alla condizione richiesta . Forse si o forse no ,
    per non pagare le tasse uno dice quello che gli fa comodo .
    Dal 1992 il Condominio stava rifacendo la facciata esterna
    su richiesta della Soprintenndenza , pochi giorni prima della morte di mia madre
    la ditta rilascio´ una fattura di inizio lavori .
    Per avere la dichiarazione che mi permetteva di ottenere l esenzione
    fissai un appuntamento con la Soprintendenza convinto di ottenere
    il certificato . Con mia sopresa ricevetti dalla Soprintentenza
    una dichiarazione che negava l attestato di buono stato di conservazione
    Seppi dal commercialista che aveva contatti con l Ufficio del Registro
    che in casi del genere il fisco chiede alla Soprintendenza di cercare
    il cavillo per negare il certificato , costringere l erede a denunciare gli immobili
    notificati e fargli pagare piu´ tasse , per incassare piu´ soldi .
    Tutto questa procedura ( quella che prevede l esenzione , la strada normale)
    e´contenuta nella legge 46/90 che alla fine recita , l ufficio faccia in modo
    di far osservare le disposzioni previste .
    L ufficio ha manovrato per aggirare la legge , lo stato italiano va contro
    la legge dello Stato , e´ pazzesco!
    Tale e´ la fame di soldi del fisco che , applicando la legge ,
    denuncia due cantine con il metodo della rendita catastale moltiplicata
    per 100 , che permette di abbassare il valore dell immobile .
    Per errore aggiunsi due zeri e le cantine furono tassate come se valessero
    100 milioni l una . Chiesi all Ufficio seguendo la procedura legale
    di cancellare il calcolo , si chiama autotutela la fai in casi precisi
    quando c e´ un errore che tu puoi far valere facilmente in tribunale
    e vincere , serve ad impedire alla PA di fare cazzz.te madornali ed evidenti .
    Rifiutarono la mia richiesta di cancellazione del valore delle cantine . Questo si commenta da solo , no?
     
    Un immobile che e´ in perfette condizioni di manutenzioni
    diventa un immobile fatiscente! Provavo la sensazione sgradevole
    di veder scambiata la notte con il giorno , sei a mezzogiorno e vedi
    apparire i fanstasmi di mezzanotte .
     
    Sorvolo il mio tentativo di difendermi con mezzi legali,
    per farti riflettere sull aspetto morale della cosa ,
    ( cosi´come sul modo di pagare 55 000 Euro invece dei 490
    Euro necessari : ho venduto dei mobili ereditati ,
    per me vale la regola che a ogni spesa debba corrispondere
    un entrata , anche nel caso delle sante tasse )
    una manovra del fisco per incassare di piu´ violando le leggi
    che lo stato stesso si e´ dato .
     
    Per questo ho deciso di tagliare i ponti con l italia
    ( in tedesco Mit Italien Schluss machen ) , una volta parlavo
    con il mio amministratore delle case e osservai che uno stato
    il quale agisce cosi´ secondo me e´destinato a fallire e la situazione
    dell italia ….
    Da quel momento ho comnciato a riflettere sul modo di agire degli
    impiegati pubblici che vanno dall impiegato del Comune ,
    al poliziotto , al giudice e ho finito per approdare su posizioni
    liberali . Per me il liberalismo vuol dire sopratutto semplificazione
    delle leggi , del modo di applicarle . Io voglio che le leggi
    vengano rispettate , per farlo l unica strada e´ ridurle di numero
    e semplificarle . Quando sono moltissime o il cittadino e´ sotto
    l incubo di essere accusato una legge che non conosce o
    puo´ sfruttare una legge a suo favore

    Mi piacerebbe leggere dei commenti sulla storia che ho
    raccontato . Io piu´che liberale sostengo la necessita´
    di avere a che fare con uno stato corretto .
    CORRETTO , non indulgente a tuo favore , ma neanche
    uno stato che ti opprime .

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