Wannabe terrorist? Ci pensa l’FBI

novembre 30, 2011 1 Comment
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Mi accodo ai molti siti libertarian americani che hanno commentato negativamente la notizia del presunto attentatore ispanico neofita islamista. In particolare Reason.com titola “Is the Government Catching Terrorists or Creating Them?” (Il governo sta catturando i terroristi o li sta creando?).

Nel 2008 uno studio della NY University School of law aveva scoperto che solo il 10% dei 619 sospetti terroristi erano stati processati per terrorismo, un termine ancora molto vago per la giurisprudenza odierna. Secondo il New York Times infatti:

Per prima cosa il sospetto aveva pochi soldi, incapace di pagare le bollette del telefonino e perfino faticava a trovare i soldi per un trapano che le carte della corte dicono aveva bisogno per fare le bombe-tubo. Inizialmente, ha avuto problemi nel trapanare i piccoli buchi che doveva fare sui tubi di metallo… L’informatore (FBI) ha fatto da compagnia e ha procurato a Mr Pimentel un’area dove potesse costruire le tre bombe-tubo mentre la polizia di NY costruiva il caso…

Jose Pimentel quindi era senza denaro, senza conoscenze tecniche per costruire un ordigno e senza strumenti e forse addirittura senza supporto morale. Ma ci ha pensato l’FBI a procurare tutto quanto. Significa che se Mr Pimentel non avesse incontrato l’uomo dell’FBI non sarebbe successo probabilmente nulla. Inoltre Mr Pimentel era mentalmente instabile e molte delle registrazioni portate in tribunale erano basate su dialoghi scambiati con l’informatore dell’FBI mentre fumavano marijuana.

Questo mi ricorda quello che successe il Natale scorso quando l’FBI organizzò una trappola simile, quella volta addirittura regalando al terrorista un furgone pieno di esplosivo finto. Un anno fa scrivevo:

[…] Sappiamo poco ovviamente e quel poco che sappiamo è filtrato dall’FBI, governo e giornali. Qui ci troviamo di fronte ad un caso in cui degli agenti dell’FBI hanno fatto finta di essere dei jihadisti per almeno due anni per incastrare il ragazzo. Cioè parlavano con lui di Jihad, Islam, terrorismo, odio contro gli americani ecc. Non ho alcun dubbio che il ragazzo fosse determinato in quello che voleva pianificare ma quanto ha influito l’FBI nella decisione finale del ragazzo?

Per due anni questi qua gli hanno continuamente ripetuto che DOVEVA uccidere delle persone innocenti per la Jihad. Che doveva far esplodere un furgone in quel giorno e in quel luogo. Praticamente hanno organizzato un attacco terroristico nella data e nell’ora precisa decisa dal governo.

E poi, ci dovremmo chiedere, se l’FBI non fosse intervenuto questo ragazzo sarebbe veramente arrivato al punto di schiacciare quel pulsante per la detonazione? Magari in questi due anni avrebbe potuto cambiare idea. E perché l’FBI, invece di instillargli ancor di più idee suicide e estremiste non ha cercato di fare il contrario, cioè convincerlo che era una cosa immorale e atroce?

Perché non impersonare un jihadista pakistano pentito che spiega al ragazzo che quell’idea della Jihad santa è sbagliata? A quest’ora avremmo potuto avere un ragazzo pentito, una vita felice forse e un futuro migliore per tutti.

Il governo esiste per proteggerci ma quando la minaccia non esiste si può sempre inventarla ad arte, istigando le persone a diventare terroristi.

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1 Comment » One Response to Wannabe terrorist? Ci pensa l’FBI

  1. Kill me softly with my money | libertariaNation on febbraio 20, 2012 at 07:01

    […] i giornalisti per vedere l’effetto mediatico che fa. L’abbiamo visto qualche mese fa col caso di Jose Pimentel e l’articolo di Reason dal titolo rivelatore “Is the government […]

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