New wave of libertarian intellectuals

dicembre 7, 2011 8 Comments
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Continua la nostra campagna per un libertarismo moderno che guardi al futuro e non al passato. Un libertarismo nuovo che si adatti ai temi del mondo moderno e che possa aiutarci contro le minacce che gli individui devono subire ogni giorno a causa della collettività. Per fare questo però pare che gli esseri umani abbiano bisogno di figure da seguire, di personaggi che possano essere da esempio per le proprie battaglie. Infatti è difficile rimanere nel campo delle idee, nell’iperuranio libertario dei principi morali senza poi avere in mente delle figure di riferimento in carne e ossa.

Spesso parliamo dei fondatori della Scuola Economica austriaca quasi in modo sacrale. Giustamente veneriamo Mises e Rothbard (per fare solo due nomi) come i nostri maestri e come le nostre figure di riferimento. E non può che essere così vista la grandiosità del loro pensiero e delle loro opere. Ma nonostante i temi della Scuola Austriaca siano universali e si possano applicare a qualsiasi decennio, secolo o millennio Mises e Rothbard erano uomini del loro tempo e non conoscevano i problemi che gli individui devono affrontare oggi. Problemi forse più subdoli perché più invisibili rispetto a quelli di decenni fa.

Rispetto al mondo libertario italiano che in quanto ad idee e innovazione è ridicolmente a livello zero (e forse anche per questo abbiamo sentito l’esigenza di fondare libertariaNation) quello nordamericano è sempre in continua evoluzione e sempre pronto ad affrontare nuove tematiche. Tra i giovani pensatori libertari che considero più influenti del mio pensiero ve ne sono due che sono poco conosciuti dal pubblico italiano ma che vorrei farvi conoscere in questo post: Stephan Kinsella e Stefan Molyneux.

Incominciamo con Stephan Kinsella fondatore di Libertarian Papers e senior fellow al Mises Institute; di professione fa l’avvocato specializzato in proprietà intellettuale. E di proprietà intellettuale parla il suo libro più conosciuto, Against intellectual property. Come dice il titolo il piccolo libro ha come argomento la proprietà intellettuale o copyright. E a mio parere è un macigno contro gli argomenti che difendono il copyright e sopratutto contro i libertari che lo difendono ancora. Friedman e la Rand per esempio, ci ricorda Kinsella, si sono sempre definiti favorevoli al copyright nonostante la fallacia logica della loro difesa soprattutto all’interno di una cornice libertaria. Ma dei particolari del libro ne parleremo più avanti con una recensione apposita. Kinsella dicevo, rappresenta a mio parere un libertarismo moderno scevro di molti dei difetti di altri libertari del passato e contemporanei. Insieme a Hens-Hermann Hoppe Kinsella è sicuramente uno degli autori del Mises Institute più influenti degli ultimi anni.

Stefan Molyneux è invece un tipo completamente diverso di libertario. Mentre Kinsella si muove all’interno della cornice accademica con saggi, conferenze e argomenti giuridici ecc. Molyneux è un vero e proprio animale da palco. L’abbiamo visto conquistare la folla a Libertopia 2011 e lo sentiamo ogni giorno su Freedomainradio. Nel suo canale di Youtube riesce ad affrontare gli argomenti più disparati: dallo statolatria al copyright, dalle recensioni a libri e film di fantascienza alle interviste a illustri personaggi libertari. Molyneux mi piace perché ha un modo di fare diretto, non usa mezzi termini, e soprattutto non ha alcuna laurea in Economia. Grazie a queste caratteristiche Molyneux riesce a raggiungere audience più ampie che un libro di Mises o Rothbard non potrebbero mai fare. Inoltre ha idee nuove, e anche quando parla dei maestri Mises e Rothbard riesce sempre ad adattarli perfettamente ai nostri tempi. In più non utilizza mai la retorica patriottica a stelle e strisce, semplicemente per il fatto che è canadese. Un personaggio del genere, un arringa folle di questo calibro non esiste in Italia e forse neppure in Europa. La diffusione del libertarismo e della filosofia del principio di non aggressione passa necessariamente attraverso personaggi di questo tipo. Questi sono solo due dei rappresentanti di quella che un po’ scherzosamente definisco la New Wave of libertarian intellectuals. La prima “onda” era rappresentata dagli economisti della Scuola Austriaca e rappresenta la base fondante della teoria libertaria. Ora è giunto il momento che qualcuno la porti fuori dalle aule delle università e la faccia conoscere al grande pubblico.

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8 Comments » 8 Responses to New wave of libertarian intellectuals

  1. Luca on dicembre 7, 2011 at 11:26

    dall’About di Libertarian Papers:
    “The black-and-white header image for this site is taken from Canaletto’s Piazza San Marco: Looking South-East (1735-40) (elsewhere referred to as The Square of Saint Mark’s, Venice), which in one scene portrays commerce, society, freedom, individualism, civilization, civility, and intellect.”

    Venetian Proud ;)

  2. fabristol on dicembre 7, 2011 at 14:11

    Vedi sarebbe interessante andare a vedere quanto fosse libera la società veneziana dell’epoca.;)

  3. Davide on dicembre 7, 2011 at 15:01

    Però da buoni libertari, e coerentemente con le idee di Kinsella, avreste potuto mettere (anche) il link alla versione gratuita;-)

  4. fabristol on dicembre 7, 2011 at 15:16

    Io Ho comprato la mia copia da mises.org. mi sarei risparmiato 10 dollari! Vabbe comunque mi piace avere la copia cartacea dei libri.

  5. Davide on dicembre 7, 2011 at 15:30

    Piace anche a me avere la copia cartacea, ma mi chiedevo: come può uno contro il diritto d’autore non concedere le proprie opere anche free? E così la trovai… ;-)

    (In realtà ha comunque il copyright del Ludwig von Mises Institute… Mi sarebbe piaciuto fosse in CC).

  6. fabristol on dicembre 7, 2011 at 16:07

    Da quanto ho capito nel mises institute non sono tutti contro il copyright e così si è dovuto adattare. Comunque attenzione a non confondere copyleft con gratis. Un autore può vendere la sua opera in copyleft ma questo non inficia i suoi ideali. Anzi comprando la sua opera come ho fatto io Lo aiuti finanzialmnete oltre cghe moralmente.;)

  7. Davide on dicembre 7, 2011 at 16:09

    Non confondo copyleft con gratis, infatti non ho criticato il fatto che l’autore tenti anche di vendere la sua opera!

  8. fabristol on dicembre 7, 2011 at 20:33

    OK. ;)
    Nelle prossime settimane vorrei esplorare il tema del copyright e del copyleft magari incominciando proprio da una recensione del libro di Kinsella. Ho anche delle proposte fattibili perfino nel mondo reale!! ;)

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