Il non-senso di Odifreddi

dicembre 15, 2011 7 Comments
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Essere atei non è cosa facile. Più o meno regolarmente si ha a che fare con la velata diffidenza delle persone che ti ritengono una persona senza princìpi (“non crede in Dio, non ha regole!“). Poi con il tempo riesci a spiegare che la categoria “atei” è variegata come la categoria “persone con i capelli biondi” e che raggruppare collettivisticamente tutti in un unico calderone è sbagliato e inesatto come tutti i collettivismi. Insomma, alla fine riesci anche a convincerli che non hai i piedi caprini.

Poi arriva Odifreddi.

Odifreddi, supposizione mia, vorrebbe essere la risposta italiana a Richard Dawkins. Purtroppo i risultati sono più da ateismo sovietico.

In un suo articolo sul suo blog su Repubblica, Odifreddi parla del caso recente di una ragazza sedicenne “molto sollecitata” dai suoi genitori ad abortire per la seconda volta. Odifreddi scrive:

Ma in un paese ideale e razionale, cosa ci si potrebbe aspettare? Una procreazione responsabile richiederebbe anzitutto e soprattutto la considerazione e la difesa del diritti dei nascituri. Diritti che includono quelli enunciati in teoria dalla Costituzione: salute, istruzione, lavoro. Ma anche quelli rivendicati in pratica da chiunque: benessere, felicità, autorealizzazione.

In mancanza di adeguate prospettive che rendano l’adempimento di queste condizioni se non certe, cosa ovviamente impossibile da assicurare, almeno probabili e prevedibili, i tribunali dovrebbero intervenire per impedire la procreazione. Anzitutto, in maniera preventiva, forzando all’uso di anticoncezionali. E poi, quando la prevenzione avesse fallito, imponendo la cessazione della gravidanza.

Odifreddi fa parte di quelle persone (tante, troppe) che pensano che lo Stato debba essere Assoluto. Ossia che persone come lui (o lui) possano e debbano intervenire dall’alto su ogni aspetto della vita umana, dall’economia al letto passando per la famiglia. Odifreddi, una macchietta di positivista, è convinto che la (sua) razionalità sia in grado di dirimere tutte le questioni e quindi sia giusto intervenire pesantemente sulla vita delle persone.

Io non credo in nessuna entità sovrannaturale e nella mia vita cerco di essere sempre il più razionale possibile e per questo ho una paura folle della personale razionalità di Odifreddi. Queste persone pensano di essere dalla parte della ragione e ritengono obiettive le loro personali soluzioni, un po’ come le migliaia di intellettuali e persone razionali che razionalmente ritenevano chiaramente obiettiva la supremazia dell’URSS. La società per loro è una creatura malleabile che va formata secondo la loro razionalità. Le persone non sono individui ma ingranaggi di un sistema più grande e quindi è giusto decidere se una persona può avere o meno un figlio.

Nell’articolo successivo Odifreddi scrive:

Spero si sia capito, anche se dai commenti al post precedente temo proprio di no, che come logico non guardo tanto al valore di verità esterno delle affermazioni individuali, quanto piuttosto alla loro coerenza interna e globale. All’insegna del motto: “credete cosa vi pare, ma siate almeno consistenti”.

Ora, per dimostrare la mancanza di coerenza di un sistema di affermazioni basta dedurne delle contraddizioni, che in linguaggio non tecnico si chiamano anche “provocazioni”.

Probabilmente ha capito di, come si dice, “aver pisciato fuori dal vaso”. La frase “come logico non guardo tanto al valore di verità esterno delle affermazioni individuali, quanto piuttosto alla loro coerenza interna e globale” è di una comicità unica ma mostra anche il vuoto che ha questa persona costretta a giustificarsi per le sue convinzioni totalitarie; almeno quello.

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7 Comments » 7 Responses to Il non-senso di Odifreddi

  1. fabristol on dicembre 15, 2011 at 11:12

    Le cose che dice quest’uomo poi si riflettono anche sull’uaar diminuendone la credibilità. Aborto di stato quindi. Eppure 16 anni mi sembra che siano abbastanza per poter decidere liberamente se tenere un bimbo oppure no. Tra l’altro noto un velo di razzismo nella decisione dei genitori: se il padre fosse stato italiano?

  2. Davide on dicembre 15, 2011 at 11:50

    Anche a me quell’uscita di PGO ha lasciato perplesso, nonostante sembrasse abbastanza ragionevole; tuttavia, da lì a concludere che è un fautore dello Stato assoluto, ce ne vuole. Secondo me semplicemente non s’è mai posto chiaramente – in modo veramente logico – il problema. Inoltre non è da escludere che scriva per il gusto della polemica. In passato, se non erro, ha sparato contro le varie caste italiane (non solo quella vaticana, ma anche quella politica): questo ne farebbe un hobbesiano?

  3. Luca on dicembre 15, 2011 at 12:46

    Uno che propone che li stato debba vidimare se puoi o no tenere un bambino io lo chiamo fautore di uno stato assoluto

  4. astrolabio on dicembre 15, 2011 at 15:57

    cosa pensa politicamente Odifreddi lo ha più volte detto lui stesso, un sistema fortemente centralizzato simile ai soviet ma con l’ausilio di potenti supercomputer per ottimizzare l’allocazione delle risorse simulando meccanismi di mercato. Sì lo so sembra una caterva di cazzate, ma tant’è, è proprio così.

  5. fabristol on dicembre 15, 2011 at 19:04

    In effetti ha sempre parlato molto bene dell’Unione Sovietica in passato quindi questo post non mi stupisce più di tanto. Quello che mi stupisce è che l’UAAR possa accettare questo tipo di esternazioni da Cina comunista.

  6. AlessandroX on dicembre 16, 2011 at 23:23

    l’UAAR e’ una Chiesa.

  7. […] cattolici duri e puri). Lasciando perdere Odifreddi, un personaggio di cui abbiamo parlato anche qua, è incredibile quanto la gente non si renda conto che le libertà economiche debbano essere […]

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