Liberazione dall’essere parassiti

dicembre 30, 2011 2 Comments
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Il concetto di libertà di stampa se non è unito al concetto di proprietà è un guscio vuoto. Per mandare fuori il tuo giornale devi avere le rotative, la carta, i computer, etc etc. Se si loda la libertà di stampa e poi magari si auspica una società nella quale lo stato detiene tutti i mezzi di produzione, c’è qualcosa che non va. In una società simile puoi essere libero di stampare quanto vuoi ma se un giorno lo stato si sveglia e ti dice che si è stancato di te, può non darti più carta per il tuo giornale e ciao alla libertà di stampa.

A ben pensarci, è una situazione che un po’ si è venuta a creare con Liberazione, il cui numero oggi è l’ultimo. In Italia, a causa della situazione insostenibile che si è venuta a creare a causa di decenni di allegro debito pubblico fatto sulle spalle delle generazioni future, sembra si sia posto un freno ai finanziamenti all’editoria e quindi molti quotidiani che dipendono principalmente da quelli per la sopravvivenza si trovano in una situazione traballante a dir poco.

Quando un quotidiano chiude non è mai una cosa bella. Altrettanto poco bello è però il fatto che in Italia ci sia questa mentalità diffusa a ogni livello che il fine dello  diffondere le proprie idee sia da perseguire con ogni mezzo, anche quello di rubare soldi a me che magari non sono interessato alle idee di cui sopra o, peggio ancora, che ho in orrore le idee di cui sopra. In Italia è da sempre sdoganato il concetto che non ci sia niente di male nel farsi finanziare dallo stato un quotidiano solo per il fatto che altrimenti ci sarebbe una voce critica in meno. Cioè, la voce critica vuole essere finanziata dall’oggetto che critica perché in caso contrario ci sarebbe meno democrazia.

Capite anche voi la perversione di un simile ragionamento? Lo stato deve rubare i soldi ai propri cittadini aumentando sempre più le tasse per redistribuire a migliaia di giornali i soldi affinché questi possano criticare/biasimare/incensare il sistema, altrimenti vuoto di democrazia. La forza delle idee è tale perché sopravvive alle persone, supera le difficoltà e si diffonde viralmente. Può non piacere il personaggio e possono non piacere le sue idee, però guardate dove è arrivato Ron Paul grazie alla forza delle sue idee e grazie ai contributi volontari di milioni di supporter che in quelle idee vedono un futuro. Se si dipende dallo stato, si crea cultura asservita allo stato e poco importa quanto critica può essere la tua voce: sarà sempre asservita e dipendente dallo stato.

Io umanamente sono vicino ai giornalisti e a tutti i lavoratori di Liberazione perché perdere il lavoro non è mai una bella cosa e capisco lo sconforto e il senso di vuoto e di incertezza nel guardare al futuro. Però non posso unirmi al coro unanime da destra a sinistra che chiede una soluzione, ossia ancora soldi statali. La soluzione, per me, è che a Liberazione si facciano un esame di coscienza e capiscano che dipendere dallo stato per diffondere le proprie idee non è sano e porta solo sterilità: non c’è futuro intellettuale libero e fecondo nel dipendere dal sovrano che oggi è magnanimo e domani è cattivo. E poi, suvvia, al giorno d’oggi ha davvero senso battersi per un quotidiano cartaceo? Internet, anche nell’arretrata Italia, si sta diffondendo sempre di più e sempre di più pesa nell’opinione pubblica. Fare un bel sito internet di informazione non ha i costi stratosferici di un quotidiano cartaceo e può ogni giorno di più sostituirsi in meglio ai paludati quotidiani cartacei.

Il (communist) party è finito. È ora che anche in Italia la cultura dei soldi dovuti (dagli individui a soggetti terzi via estorsione statale) venga spazzata via dalla cultura del camminare con le proprie gambe.

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2 Comments » 2 Responses to Liberazione dall’essere parassiti

  1. Davide on dicembre 30, 2011 at 14:47

    Come non essere d’accordo sulla discrepanza tra ideali e azione?
    Del resto da più parti s’è fatto l’esempio del Fatto come giornale che sfugge a questi meccanismi (ma per quanto ancora?).

  2. Domenico Letizia on dicembre 31, 2011 at 18:16

    Bellissimo articolo. devo dire che condivido fino all’ultima parola. spiace per liberazione ma la soluzione c’è.. se la voce del giornale è davvero tanto critica come in certi ambienti della sinistra, anche quella “colorata e aperta” che pur guardo con simpatia è vera, fate delle tessere come sostenitori di liberazione e comitati di liberazione per liberazione e scoprirete che l’autogestione e l’indipendeza sono la vera liberazione. Solo allorà Liberazione tornerà ad essere liberazione con libertà… No ad un solo euro all’informazione che diviene immediatamente di regime… prefesciso scrivere gratis, come faccio!

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