C’è evasione ed evasione

gennaio 11, 2012 2 Comments
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Tutti quelli che hanno a cuore le libertà personali e il principio di non aggressione non potranno che concordare con me che lo show di Cortina di qualche giorno fa sia stata una mossa mediatica e politica fuori dall’ordinario. Equitalia si è mossa come il braccio armato del Governo Monti per dare due messaggi importanti: dare un segnale di cambiamento col passato sia agli italiani che all’Europa; far capire che lo stato può fare tutto contro alcuni suoi cittadini. Scrivo “alcuni” perché non credo di essere stato l’unico a non notare che lo stato è pronto a fare spettacolo e ad usare la forza contro gli evasori fiscali ma non è tanto svelto (anzi cieco) contro chi ruba i soldi pubblici dello stato ogni giorno: ovvero politici e burocrati. Prendere vitalizi e pensioni d’oro per aver lavorato qualche anno alla Camera senza aver versato contribuiti pensionistici io lo chiamo ladrocinio. Chiamo ladri chi mangia a sbaffo coi soldi di tutti i cittadini, chi usa le auto blu pagate da tutti i cittadini, chi usa servizi, trasporti, cinema, perfino barbiere rubando i soldi di tutti. Da che pulpito quindi possono venire queste lezioni di civiltà e di viver comune?

Detto questo (scusate lo sfogo) siamo tutte persone intelligenti qui e odiamo le dicotomie bianchi contro neri, cattivi contro buoni che l’umana mente costruisce continuamente. E poiché viviamo in una realtà bene o male collettivista e statalista dobbiamo tenerci alle regole fintanto che non troveremo una via di uscita a questa pazzia collettiva appunto.

Domanda da un milione di euro: l’evasione è eticamente accettabile? Per un libertario aggiungerei, perché ovviamente per uno statalista l’evasione è l’equivalente cattolico del peccato mortale. Prima di rispondere a questa domanda dobbiamo definire l’evasione. Al contrario del Signor Monti ho ancora un cervello sano e capisco la differenza tra A e B e non mi sognerei mai di dire che A è B e viceversa in una sorta di orwelliana coincidenza degli opposti. Evadere è un’azione diversa dal rubare nella lingua italiana e nella logica più elementare. Evadere significa non pagare un tributo allo Stato. Rubare invece è prendere di nascosto o con la forza qualcosa che è di altri, sottrarlo illecitamente a qualcuno. Ora è chiaro anche ai muri che chi non paga un tributo fa una cosa illegale ma non può essere accusato di furto contro qualcun altro. Altrimenti si arriva all’assurdo che gli altri cittadini si siano trovati meno soldi in tasca perché un evasore a Cortina non ha dichiarato il suo stipendio. O addirittura: ammettiamo che in un gruppo ci siano A, B, C e D. Il denaro raccolto da tutti è 1000 euro. Ad un certo punto A guadagna più soldi ma non li dichiara: i soldi rimarranno sempre 1000. Il denaro comune non è stato prelevato. Che quei soldi siano stati persi in una valigietta in fondo al mare, donati alla chiesa o non dichiarati B, C, e D non hanno accusato nessun furto della loro proprietà.

Fatta questa lezioncina di semantica di base della lingua italiana veniamo al dunque. L’evasione è un fenomeno normale, nel senso che è un comportamento comune nelle società umane, ma in Italia è abnormale. Come in Grecia, Bulgaria e altri paesi “ultraliberisti” è molto alta ed è legata a fenomeni di corruzione, iperstatalismo, iperburocrazia ma soprattutto alta pressione fiscale. E’ quindi un sintomo di una malattia ben più grande, non una malattia essa stessa e come tale dovrebbe essere curata.

Ma esiste evasione ed evasione in una scala di grigi che lo statalista fatica a vedere. Ci sono delle differenze enormi tra chi piccolo artigiano si fa pagare 50 ma nella ricevuta al cliente fa scrivere solo 30 per sopravvivere a fine mese e chi si fa fare fatturazioni inesistenti per incassare l’IVA. Nel primo caso si tratta di un peccato veniale ma illegale e nel secondo si tratta di vera e propria truffa ai danni degli altri e quindi di furto (questo sì si chiama furto). Nel primo caso qualcuno cerca con l’imbroglio di evitare che qualcuno gli prenda i soldi nati dal proprio lavoro, nel secondo di soldi rubati alla collettività. E tra queste due situazioni estreme ci sono gradazioni di gravità differenti. Esistono anche casi di evasione di cui siamo TUTTI partecipi giorno dopo giorno: dal contadino vicino di casa che vi vende un agnello per Pasqua alla amica di famiglia che viene a pulire le scale una volta al mese; dal cugino idraulico che vi ripara il lavandino a tutta quelle serie di favori e lavori che nascono dal reciproco accordo dei reciproci contraenti. Questo mondo senza stato e quindi senza tasse è evasione fiscale?

Quindi l’evasione è eticamente accettabile? La risposta è alcuni tipi di evasione lo sono, altre no. O per dirla come Fidenato “[…] non tutta l’evasione è giustificabile in quanto non è sempre vero che l’evaso è sempre il frutto del proprio lavoro.” Ma purtroppo lo stato spesso non ci lascia scelta e ci considera criminali anche quando compriamo le patate dal contadino vicino di casa.

Sgombriamo il campo dalle confusioni soprattutto per i libertari della prima ora: gli evasori milionari non sono libertari*. Cioè non sono persone come noi che hanno capito che lo Stato è una istituzione immorale retta da una minoranza o da una serie di lobby sempre in guerra a discapito della maggioranza. Questi evasori di Cortina sono furbetti che hanno abbastanza soldi per comprarsi qualsiasi oggetto di lusso anche senza evasione, che non hanno alcuna idea di cosa sia il principio di non aggressione, il libertarismo o la Scuola Austriaca, che votano i partiti più socialisti sulla piazza e che utilizzano lo Stato come strumento per accumulare ancora più denaro. Questi evasori quindi sono più vicini ai parassiti statali di quanto vi possiate immaginare. Anzi molti di loro sicuramente lavorano con o hanno contratti con lo stato. Quindi piano a definirli eroi o a fare l’elogio dell’evasore.

E questa potrebbe essere anche una lezione per i libertari per trovare un compromesso, una via onorevole per affrontare l’argomento dell’evasione fiscale. Onorevole perché dobbiamo continuare a fregiarci di termini come serietà, razionalità e buon senso. Lo so viviamo in un mondo che ci è alieno (o meglio siamo alieni in questo mondo) per quanto riguarda i riferimenti valoriali ma questo non significa che dobbiamo comportarci da reietti, fuorilegge o criminali. Esistono modi diversi di protestare in modo legittimo come per esempio fanno gandhianamente i Radicali con la disobbedienza civile. Esempio è appunto la battaglia contro il sostituto d’imposta di Fidenato. Un esempio di una persona che fa evasione fiscale non per arrichirsi ma scopo politico agli antipodi morali rispetto agli evasori fiscali di Cortina.

Come dice ancora Fidenato: “In conclusione ritengo che i libertari devono cominciare a distinguere: nel buio del sistema statalistico italiano non tutte le evasioni sono legittime! Non tutte le evasioni sono la sottrazione al fisco del frutto del proprio lavoro!! La maggior parte delle evasioni sono o truffe belle e buone o un puro e indecoroso mantenimento di privilegi!”

*anzi i libertari non sono mai evasori. Non ne ho mai conosciuto uno come tale e credo che in fondo in fondo i libertari siano un po’ comecerti martiri. Se lo Stato non ci perseguita di cosa possiamo lamentarci?

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2 Comments » 2 Responses to C’è evasione ed evasione

  1. Giovanni Maria Mischiati on gennaio 16, 2012 at 18:55

    Parafrasando il motto “né con lo stato, né con le BR”, potremmo affermare “né con il fisco, né con gli evasori”. Avendo ben chiaro che non si tratta di mitizzare questi ultimi(tutto fuorché figure adamantine), ma soprattutto che stiamo perdendo tempo riguardo all’unica battaglia che si dovrebbe combattere ora, quella per dare cittadinanza al concetto di obiezione fiscale. E’ su questo punto che la lotta contro lo sceriffo di Nottingham europeo rischia lo smacco definitivo: accettiamo l’unione fiscale mastriccionica e siamo fregati. E riflettiamo sulle equibombe piovute in queste settimane sull’Agenzia delle Entrate: lungi dal facile cospirazionismo, non vi sembra che sia in atto una sorta di strategia della tensione fiscale? Tutto questo fa molto anni Settanta, d’accordo, ma chi crede alle storielle sugli anarco-insurrezionalisti scatenati contro i gabellieri? Il loto ‘target’ è un altro.

  2. […] “liberalizzazioni” delle categorie come farmacisti e tassisti. Per prima cosa, come abbiamo visto la neolingua ci ha abituati a salti logici che hanno del grottesco: abbiamo visto una tassa venir […]

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