Il Monopoli come non l’avete mai conosciuto

gennaio 12, 2012 3 Comments
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Grazie ad un post di Gianluigi sulla storia del gioco da tavolo Monopoli mi lascio andare ad un viaggio wikipediano che mi fa approdare al libertarismo. Pochi sanno che il Monopoli fu inventato da una certa Elizabeth Magie con il nome The landlord’s game con uno scopo politico ben preciso: criticare il monopolio sulle terre, in poche parole il latifondismo. Magie era una georgista e aveva individuato nel gioco da tavolo un modo per diffondere le idee del georgismo efficacemente. Il Georgismo è una filosofia economica proposta da Henry George alla fine dell’800. Il georgismo si basa sulla convinzione che tutti i prodotti frutti del lavoro degli individui debbano appartenere a chi li ha prodotti, mentre le risorse naturali appartengano a tutti. Il cardine della teoria georgista è la convinzione che l’unico modo per far funzionare una società del genere sia l’istituzione di una singola tassa sul valore della terra. Chi possiede terra paga una tassa in base al valore della terra stessa e questo rappresenterebbe un tipo di tassazione progressiva perché colpirebbe soprattutto quelli che hanno più ricchezza ovviamente. Anche se non è necessariamente così visto che uno può essere ricco anche senza possedere terre. Dalla raccolta della tassa si possono fare due cose: redistribuire la ricchezza a livello locale oppure usarla per far andare avanti lo stato. La singola tassa sul valore della terra fu menzionata anche da Adam Smith e da Milton Friedman come fattibile e tra gli estimatori del georgismo troviamo Churchill e Einstein. Tra i più acerrimi nemici Karl Marx ovviamente.

“Ovviamente” potrebbe sembrare strano perché a prima vista sembra una delle tante teorie socialiste, anticapitaliste, ambientaliste di ridistribuzione delle ricchezze ecc. Invece la cosa interessante della tassa sul valore della terra è che non colpisce la produttività né la ricchezza di per sé. Quindi non ci troviamo di fronte ad una tassazione tipicamente socialista che vuole livellare le ricchezze nella società. Niente invidia nei confronti del più produttivo, del più ricco, del più scaltro. Semplicemente una valutazione ambientalista della Terra come bene comune e fruibile a tutti. Certo il suo effetto è indirettamente simile ad una tassa progressiva ma solo da una prospettiva ottocentesca. Ovvero i ricchi all’epoca erano chi possedeva le terre, cioè i latifondisti. Oggi lo scenario sarebbe completamente diverso visto che la ricchezza non è più legata al possedimento di terre ma di capitali. Inoltre, e questo farebbe felici Equitalia e il Signor Monti la tassa non può essere evasa perché nessuno può spostare le terre in Svizzera o alle Isole Cayman. Quindi in un mondo georgiano non esisterebbe l’evasione né bisogno di spiare i conti in banca o le abitudini di vita dei cittadini.

I georgisti moderni si chiamano geolibertari e questo ci fa ritornare al tema del libertarismo. Secondo i geolibertari (curiosamente il suffisso geo significa anche terra in greco) la tassa viene istituita non per l’uso della terra ma per aver escluso il resto della comunità dal suo uso. I frutti della terra invece non possono essere tassati perché appartengono di diritto a chi li ha prodotti col proprio lavoro. I geolibertari sono in un certo senso gli ambientalisti del mondo libertario. Nonnostante la loro teoria sia molto interessante e sarebbe centomila volte meglio del sistema corrente rimane sempre il problema di chi valuta il valore della terra. Lo Stato? Come sappiamo bene non c’è peggior arbitro dello Stato per redimere queste controversie perché ci sarà sempre la tendenza ad avvantaggiare individui o gruppi vicini ai governi.

La critica di Magie quindi è molto più sottile di quanto si possa immaginare. Al contrario di quanto possa sembrare all’inizio il suo gioco non era anticapitalistico, ma antilatifondista e se fosse rimasto come nella sua versione originaria forse milioni di persone al mondo avrebbero conosciuto la tassa singola sulla terra (singola! Che cosa incredibile avere una sola tassa!).

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3 Comments » 3 Responses to Il Monopoli come non l’avete mai conosciuto

  1. astrolabio on gennaio 14, 2012 at 21:34

    il prezzo basta stabilirlo con un’asta, il problema è a chi poi vanno i soldi, io ritengo di essere più titolato ai soldi che paga il tizio a fianco a me e che mi fa fare manovra con l’auto rispetto ad un neozelandese che non saprà mai dell’esistenza della mia casa (daltronde lu è più titolato ai miei e quindi la cosa si annulla) comunque david friedman si fece un calcolo di quanto incida il valore della terra nell’economia goblale ed era uscita una roba veramente infima, non ricordo bene ma mi pare minore al 3% vogliamo fare una pressione fiscale del 3% del pil? dove devo firmare?

  2. InVisigoth on febbraio 15, 2012 at 00:28

    interessantissimo pezzo. In ritardo comeal solito, comunque grazie!!

  3. fabristol on febbraio 15, 2012 at 09:37

    Grazie Invisigoth! C’è così poco sul geolibertarismo in rete che ho pensato che ti potesse interessare. 😉

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