Come fare beneficenza coi soldi degli altri

febbraio 1, 2012 6 Comments
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Se non fosse per questi siparietti tra abili teatranti il Festival di Sanremo non se lo filerebbe nessuno. E quindi, sì, ci tocca parlare anche di Sanremo visto che le decisioni che vengono prese al festival riguardano, ahimé, tutti noi. L’ultima riguarda uno zombie della canzone italiana, Adriano Celentano, che ha richiesto come cachet per la sua presenza al Festival la bellezza di 350.000 euro. Soldi che vengono dalla RAI, ovvero dallo Stato, ovvero da tutti noi con le vostre tasse. C’è da dire che si è visto di peggio, con compensi milionari per presentatori e vallette; o con Roberto Benigni che si è beccato 250.000 euro per 20 minuti di monologo sulla cacca (per poi promettere di dare i soldi in beneficenza). Se si sommano tutti i costi del festival (parliamo anche di oltre 10 milioni di euro all’anno) si tratta di vere e proprie minifinanziarie correttive o se preferite visto che siamo nel periodo giusto gli incassi delle retate dell’Agenzia delle entrate di Cortina e della Milano bene. Vi ricordate quando il governo e l’Agenzia delle entrate ci dicevano, pagare tutti per pagare meno? La verità è che lo Stato quando ha i soldi a disposizione li usa tutti per ingrassare i soliti noti.

Ma la cosa forse più scandalosa è che Celentano dopo le sacrosante polemiche sul suo cachet si è offerto di dare tutti i soldi in beneficenza. Ma che bravuomo! Dare tutti i suoi… un momento… di chi sono i soldi che Celentano vuole donare? Pubblici ovviamente. Ed è buffo che una persona si vanti di fare beneficenza utilizzando i soldi appena estorti ad altre persone. Magari proprio alle stesse a cui vuole fare beneficenza.

La proposta di Celentano è rivelatrice perché non è altro che una versione canzoniera di quello che ci dicono i nostri politici ogni giorno: dateci i soldi che poi li diamo in beneficenza noi a chi ne ha bisogno. Ma la carità non dovrebbe essere estorta con la forza alle persone altrimenti non si tratta più di beneficenza ma di estorsione appunto. E poi scusate, ma quei soldi che ora Celentano vuole dare in beneficenza non ci erano stati estorti dal governo proprio con la scusa che sarebbero serviti a chi ne aveva più bisogno? Misteri della fede.

Ma sicuramente con Celentano non andrà mai a finire come capitò con Benigni. Infatti i soldi di Benigni promessi in beneficenza non si sa che fine abbiano fatto. Cornuti e mazziati come sempre.

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6 Comments » 6 Responses to Come fare beneficenza coi soldi degli altri

  1. Alberto on febbraio 1, 2012 at 09:57

    Premesso che non sopporto Celentano e non lo guarderò al festival (ma del resto non guarderò neanche il festival immagino) penso che in questo caso il tuo discorso sacrosanto non si applichi… la gente è così smaniosa di sentire baggianate e luoghi comuni che probabilmente il cachet di Celentano sarà ripagato ampiamente dai compensi pubblicitari derivanti dall’audience.. in un certo senso i soldi se li sarà “guadagnati”.. sad but true

  2. hronir on febbraio 1, 2012 at 10:13

    Lungi da me voler difendere il molleggiato, però ho qualche perplessità sulla prospettiva con cui è descritta la vicenda.
    Il problema non è lato Celentano, ma lato Rai, per il suo essere tv pagata con le tasse.
    Se Celentano fosse stato invitato su La7 e pagato 350k€ e li avesse devoluti in beneficenza, non avrei avuto niente da ridire: la scelta di La7 di pagarlo così tanto doveva essere evidentemente dettata da una “scommessa imprenditoriale” per cui la presenza del cantante sarebbe stata ripagata dagli introiti pubblicitari che avrebbe permesso di chiedere alle agenzie pubblicitarie (che a loro volta sarebbero state disposte a pagare tanto la pubblicità come “scommessa imprenditoriale” etc etc).
    Qui il punto dolente è che la RAI è TV di stato e dove non arrivano i soldi della pubblicità (scommessa imprenditoriale) arrivano i soldi del canone (estorsione), per cui la scelta di pagare così tanto Celentano è discutibile specificatamente da questo punto di vista.
    Poi, però, una volta ottenuti quei soldi (eventualmente con dolo della RAI verso i contribuenti), Celentano ha tutto il diritto di farne quel che vuole e la decisione di darli in beneficenza è sua (i soldi a quel punto sono suoi).

  3. Cachorro Quente on febbraio 1, 2012 at 16:08

    Concordo con i commenti precedenti. Che sia pubblica o privata, la RAI è un azienda che paga un professionista per un servizio. Non saprei dire semplicemente quali siano le competenze e le qualità per cui Celentano possa richiamare milioni di spettatori ma sta di fatto che se andassimo io o te a dirigere Sanremo non credo che avremmo lo stesso effetto.
    Si potrebbe pensare che in regime di libero mercato ci sarebbe maggiore e migliore offerta di presentatori, ma mi pare che anche la concorrenza (che risponde solo al criterio del profitto) mandi in onda personaggi dello stesso spessore intellettuale.

    Come ho detto tante volte, io sarei per privatizzare due canali della RAI e mantenere un unico canale di servizio pubblico a basso budget (diretta del parlamento, tribune politiche, e programmazione decente documentaria e cinematografica).

  4. fabristol on febbraio 1, 2012 at 19:24

    Un attimo, fermi tutti. Non ho scritto da nessuna parte che Celentano non avesse diritto ad un compenso. Non di certo da un libertario come me! Celentano ha diritto ad un compenso ma quello che contesto è l’ipocrisia di due cose: primo che la RAI usi soldi pubblici e lasciamo perdere la scusa degli introiti pubblicitari; mi ricorda molto quando i cattolici giustificano le loro adunate che bloccano le città per giorni con spese assurde di milioni di euro con “Eh ma il papa porta turismo!”. Ovviamente questo è quello che si vede ma quello che non si vede (unattended consequences come Bastiat in un post precedente) è che ci sono gruppi che campano su questa scusa, ovvero organizzatori, pubblicitari, sponsor e ovviamente gli ospiti. In più il ricavo viene riutilizzato per pagare altre commesse ad altri amici e parenti quindi è ovvio che gli organizzatori del Sanremo vogliano guadagnare più di quello che spendano. E’ nell’interesse del parassita di ottenere sempre più sangue.
    Secondo, l’ipocrisia di Celentano: certo lui può fare quello che vuole coi soldi (e fin qui ci siamo) che gli sono stati dati dallo stato ma è davvero così benefico quello che sta facendo? Se davvero i soldi che prende non sono un problema per lui perché non li ha rifiutati direttamente?
    Cioè alla fine passa per il benefattore colui il quale accetta soldi dalla comunità per ridarli alla comunità. Non so se mi sono spiegato. Celentano mi sembra un ente distributore, una sorta di welfare che utilizza i soldi del welfare dello stato. E poi non è detto che lo faccia come infatti è accaduto con Benigni. E ogni volta ci sarà sempre quesa scusa: datemi un milione, tanto poi li dò in beneficenza, a chi voglio io ovviamente. E’ lo stesso sistema statale: datemi i soldi e poi li uso per aiutare gli altri, ovvero gli amici o i parenti.

    La mia è una critica di metodo e morale prima ancora che legale. I soldi ovviamente sono suoi dopo che viene pagato e li può usare come vuole ma ciò non toglie che questo passaggio di soldi ciclico sia ridicolo.

  5. hronir on febbraio 2, 2012 at 14:21

    Quello degli introiti pubblicitari non è una “scusa”, è il business-model della tv.
    Solo che rappresenta una “scommessa imprenditoriale”, perché magari tu paghi un sacco un’ospite ma poi le agenzie pubblicitarie non ti comprano gli spazi pubblicitari (o non lo fanno al prezzo che speravi). E in quel caso, amen: hai perso la scommessa e ci rimetti dei bei soldini.
    Il punto è che, per un’azienda statale, la scommessa viene fatta con i soldi pubblici (estorti con le tasse) e se la scommessa si perde, tu che hai scommesso non ci perdi niente e chi ci rimette sono i suddi… i cittadini.
    Questo è il punto.
    Il problema è la natura pubblica della Rai, non Celentano e nemmeno la sua beneficienza.

  6. fabristol on febbraio 2, 2012 at 19:19

    Ma alla fine la pensiamo allo stesso modo sulla RAI, ci mancherebbe. E’ ovvio che il peccato originale sia lì ma continuo a pensare che Celentano sia un ipocrita e che quello che fa, pur essendo legittimo, sia specualre a quello che fanno i politici. 😉

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