Sbattezzarsi dallo Stato

febbraio 6, 2012 6 Comments
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Ogni giorno che passa mi rendo conto sempre di più di quanto lo Stato moderno non abbia fatto altro che sostituirsi alla religione sia nelle strutture che nei riti e ovviamente nei dogmi. Tra i vari dogmi vi è infatti quello del cosiddetto “contratto sociale”. Secondo la teoria del contratto sociale i cittadini nati all’interno di uno Stato sono legati allo Stato tramite un contratto. Ora, da questo punto in poi gli esseri umani si dividono in due tribù che parlano lingue mutualmente inintelligibili, come possono confermare tutti i libertari che hanno avuto queste discussioni in rete. Ci sono quelli che affermano che in un contratto ci sono almeno due contraenti adulti e consenzienti che volontariamente decidono di mettere una firma su un pezzo di carta che li legherà fin quando vorranno; e poi ci sono quelli che dicono che la firma è superflua perché è implicita nel contratto (?) che tutti abbiamo stipulato quando siamo venuti al mondo.

Avete già capito da che parte si trovano i libertari giusto? Fortunatamente per vincere questa diatriba infinita ci viene in aiuto la logica e ovviamente il buon dizionario della lingua italiana: accordo tra due o più parti che regola lo scambio. Con accordo si intende due parti che volontariamente si accordano tra di loro su qualcosa. E il contratto può essere scritto o orale e quando orale possibilmente con testimoni. Nel caso dello scritto si deve utilizzare una firma che possa identificare i contraenti.

Il contratto quindi è uno strumento squisitamente individuale e volontario. Individuale perché nessuno può firmare in vostra vece senza il vostro consenso e non può essere stipulato da gruppi a meno che tutti i componenti del gruppo non lo firmino e allora torniamo a parlare di contratti individuali. Volontario perché non può essere firmato a vostra insaputa né contro la vostra volontà. Facendo un esempio semplice semplice: se qualcuno firmasse per voi un contratto con la Vodafone dove tra le altre cose foste obbligati a pagare un canone mensile per tutta la vita e a condividere tutti i vostri dati sensibili con la compagnia, questo contratto sarebbe illegale e non avrebbe alcuna validità.

Va da sé che nessuno di noi ha mai visto e men che meno firmato tale contratto con lo Stato. E che anche se esistesse non avrebbe validità perché qualcun altro l’ha firmato per noi.

La critica che fanno i libertari alla teoria del contratto sociale è esattamente la stessa che fanno molti non credenti con il battesimo della Chiesa Cattolica: non possiamo essere considerati parte della chiesa perché siamo stati “iscritti” contro la nostra volontà. I non credenti continuano facendo l’esempio dell’iscrizione al partito: se qualcuno vi iscrivesse al PCI (Partito Comunista Italiano) o alla DC questa iscrizione sarebbe illegale e si dovrebbe avere la possibilità di sbattezzarsi se si desidera riconsegnare la tessera.

Ora il problema è che nonostante questo contratto fantasma non esista (al contrario dei registri del battesimo) e nessuno l’abbia firmato (al contrario dei genitori del bambino in chiesa) dallo Stato ci si può effettivamente “sbattezzare” prendendo un’altra cittadinanza e – finalmente! – firmando una sorta di contratto con un altro stato. Ma, sempre rimanendo con l’analogia della religione, non si fa altro che lasciare un dio per prenderne un altro. L’unico modo per diventare atei nei confronti dello stato è rinunciare a qualsiasi cittadinanza e diventare apolidi (e non tutti gli stati lo permettono, un po’ come l’Islam che non permette la conversione e la condanna con la lapidazione). Una condizione non invidiabile per cui si perdono tutti i privilegi di una cittadinanza ma si è costretti a sottostare a tutti i doveri dello stato in cui si risiede. Non si possono aprire conti in banca né viaggiare né comprare case o altre proprietà né avere un lavoro.

In poche parole l’ateismo statale è impossibile in un mondo di religioni di stato. I libertari sono un po’ gli atei del panorama politico: non vogliono sottostare ad alcun dio ma non possono sbattezzarsi. John Galt è il nostro Richard Dawkins (Galt è un po’ più simpatico e meno fanatico direi) che aspettiamo  per liberarci da questo fardello millenario. Nel frattempo siamo costretti a seguire la messa di stato, inchinarci di fronte al presidente della Repubblica e “donare” l’8×1000… ehm il 50% del nostro lavoro alla chiesa.

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6 Comments » 6 Responses to Sbattezzarsi dallo Stato

  1. Atroce on febbraio 6, 2012 at 09:39

    Va detto che se è vero che non ci si possa “sbattezzare”, la Chiesa Cattolica prevede il sacramento della Confermazione (Cresima), quello sì potrebbe essere considerato un “contratto individuale” che prevede la ratifica consapevole della scelta che fino a quel momento era dovuta ai genitori. Ignoro se si possa richiedere la revoca della cresima, ma sicuramente avrebbe più senso che la revoca del battesimo.

  2. Snem on febbraio 6, 2012 at 11:42

    Il “contratto” di cui parli lo “firmano” i genitori quando registrano la nascita e richiedono la cittadinanza.
    Non è per niente automatico e scontato. Nemmeno il battesimo lo è.

  3. Astrolabio on febbraio 6, 2012 at 14:51

    sono obbligati a farlo, è un comunque un contratto non valido.

  4. fabristol on febbraio 6, 2012 at 22:36

    Per Atroce

    è vero la Cresima sembra più un contratto (anche se fatto a 13-14 anni!!) ma l’iscrizione invlontaria al “partito” da infanti rimane indelebile. 😉

    Per Snem

    “Il “contratto” di cui parli lo “firmano” i genitori quando registrano la nascita e richiedono la cittadinanza.
    Non è per niente automatico e scontato.”

    E invece sì. Ci sono paesi in cui il bambino deve essere registrato nel paese in cui è nato, per legge. E poi ci sono leggi internazionali come la Convention of Reduction of statelessness che promuovono nei paesi firmatari l’ “iscrizione” allo stato dove si è nati per evitare che i bambini nascano senza nazionalità.

  5. Snem on febbraio 8, 2012 at 09:49

    Per Astrolabio :
    sono obbligati se vogliono vivere e vivono dentro dello stato che ha tale obbligo 🙂
    Non si possono scegliere diritti e obblighi a capriccio.

    Per fabristol:
    ci sono anche paesi dove i figli nemmeno si registrano. Solo che non conviene viverci, vero?

  6. John Galt di Marte | libertariaNation on settembre 17, 2012 at 07:01

    […] ma c’è un problema. John Galt e tutti gli altri si sono dimenticati di “sbattezzarsi” dal loro stato di appartenenza. Nel comodino della casa che si sono lasciati dietro sulla Terra […]

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