L’economia in una lezione

febbraio 7, 2012 5 Comments
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Ci sono libri che fanno la storia. Magari non passano alla Storia dei Libri Universalmente Noti, cioè quei libri che anche il bifolco che legge mezza pagina all’anno conosce, no. Però ci sono libri che hanno sensibilmente aiutato moltissime persone a capire e guardare il mondo con strumenti nuovi. Ci sono libri che sembrano essere scritti in stato di grazia e che ti spiegano in modo semplice e chiaro concetti che magari hai già provato a capire ma non sei mai riuscito ad afferrare veramente.

Economics in One Lesson di Henry Hazlitt è uno di questi libri magici. Henry Hazlitt (1894 – 1993) è stato un importante giornalista, scrittore, economista e filosofo; un pensatore a tutto tondo. Ha scritto per il Wall Street Journal, The Nation e il New York Times e ha pubblicato quasi una trentina di libri, il più famoso dei quali è, appunto, Economics in One Lesson, la cui prima edizione è datata 1946.

Spiegare perché il libro sia così importante è molto semplice: fa divulgazione economica capibile e smonta le scemenze che ripetute milioni di volte sono diventate verità; nonostante sempre scemenze sbagliate siano rimaste. È sconcertante notare come le scemenze descritte in questo libro come vecchi ritornelli già ampliamente sbugiardati dalla realtà del 1946 siano ancora tremendamente attuali. Sembra che l’umanità dopo quasi settanta anni non sia progredita di molto nella conoscenza delle dinamiche interattive tra le persone e che ancora faccia affidamento alla coercizione politica che, per interesse personale o pura ignoranza, mette in pratica ancora e ancora le stesse scemenze.

Spesso dopo aver letto un bel libro si dice agli amici che devono assolutamente leggerlo anche loro perché è un libro che merita. Credetemi, questa volta ve lo dico veramente in modo appassionato: dovete leggere questo libro. Lo consiglio a tutti: a chi non conosce niente di economia e ha paura di affrontare la questione, a chi mastica economia, a chi ha tendenze socialiste sia di destra che di sinistra. Siamo cresciuti in un analfabetismo economico pauroso e inaccettabile. Grazie a questo analfabetismo la classe politica può impunemente mettere in atto le scemenze di cui sopra sapendo che pochi alzeranno il ditino per dire che di scemenze si tratta. Capire i fondamenti della libera interazione tra persone è necessario e indispensabile per essere individui che sanno stare al mondo e non marionette stupide. Questo libro ci aiuta a tagliare i fili che ci tengono legati come marionette alle scemenze.

Io ho letto la versione inglese ma, tah daahh, c’è anche la versione Kindle in italiano. Ora, veramente, non avete più scuse.

Il cattivo economista guarda solo quello che colpisce immediamente gli occhi; il buon economista guarda anche oltre. Il cattivo economista vede solo le conseguenze dirette di una decisione; il buon economista guarda anche alle conseguenze indirette e prolungate nel tempo. Il cattivo economista vede solo gli effetti che una determinata azione ha avuto o avrà su un gruppo particolare; il buon economista indaga anche sugli effetti che quella decisione avrà su tutti i gruppi.

[…] Ci sono uomini, oggi considerati economisti brillanti, che biasimano il risparmio e raccomandano lo sperpero su scala nazionale come via per la salvezza economica. Quando qualcuno indica quali saranno le conseguenze di questa politica sul lungo periodo, loro superficialmente replicano, come farebbe il figlio al prodigo al padre che lo avverte: “nel lungo periodo saremo tutti morti”.

Tratto da Economics in One Lesson (versione italiana) di Henry Hazlitt (traduzione mia).

Beh, caro Keynes, tu sei morto e il tuo lungo periodo influenzato dalle tue politiche nefaste lo stiamo vivendo noi adesso. Motivo in più per uscire dall’analfabetismo economico e leggere Economics in One Lesson (versione italiana).

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5 Comments » 5 Responses to L’economia in una lezione

  1. Davide on febbraio 7, 2012 at 11:27

    E invece la scusa ce l’ho: non ho il Kindle! (E anche se comprassi un ebook reader non mi orienterei certo verso quello che preme verso il formato proprietario e chiuso boicottando e non supportando in alcun modo il formato aperto…).

    In ogni caso, le nozioni di cui parla sono accettate da (più o meno) tutti gli economisti? (Purtroppo le “prime lezioni” sono sempre un ambito spinoso. Ciò è particolarmente vero nelle discipline umanistiche, ma anche quelle scientifiche – di scienze “deboli” ma anche di quelle forti – non sono da meno…).

  2. Luca on febbraio 7, 2012 at 13:21

    sul formato proprietario dovremmo fare una serie di post, magari pro e contro.
    io in very estrema sintesi penso che se mi fornisci un servizio che ritengo valido (facilità di riperimento immediato di libri, supporto elettronico valido, etc etc) ti pago volentieri e non ci vedo niente di male

    sulle “prime lezioni” hai ragione. sono stato forse troppo superficiale nel dare per scontato che questo libro è pesantemente free market, ma essendo su libertariaNation lo davo per scontato 🙂 comunque che ci sia analfabetismo econonomico non ci piove perché dati di fatto come che il protezionismo impoverisce sono, appunto, dati di fatto; sempre in estrema sintesi.

  3. Snem on febbraio 7, 2012 at 16:31

    Frase chiave di questo post: “le scemenze degli altri e la nostra verità”.
    Spero vivamente che nel libro ci siano più argomenti.

  4. Astrolabio on febbraio 8, 2012 at 15:01

    nonstante la somiglianaza con Almirante sto tizio ha scritto un bel libro divulgativo, dopo aver cercato a destra e a manca qualche libro per introdurre i concetti economici alla mia ragazza che rifiuta in toto la matematica più complicata della divisione a due cifre e persino gli assi cartesiani, alla fine si è letta questo, lo ha capito e le è piaciuto, io ne ho letto qualche capitolo e mi sembra che la sua principale virtù sia quella di demolire le fallacie dovute al cosiddetto “modello superfisso”, un neologismo inventato da qualche blogger di noisefrom amerika, e immantinente vi linko l’articolo originale.

    http://noisefromamerika.org/articolo/perch-si-dicono-tante-sciocchezze-nel-dibattito-economico-italia

    p.s. rifiutarsi di leggere i libri in inglese comincia a non essere più una scusa è solo questione di farsi coraggio e cominciare il primo.

  5. Lorenza on dicembre 28, 2013 at 10:52

    C’è anche una versione PDF in inglese qui:

    http://mises.org/books/economics_in_one_lesson_hazlitt.pdf

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