Volunia e rappresentazione

febbraio 13, 2012 5 Comments
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Spesso mi sono fatto delle domande sulla stretta relazione tra apparenza e sostanza, cioè, niente di trascendentale, ma ho sempre avuto il sospetto che la forma e l’apparenza siano sostanza quanto la sostanza stessa. Ok, penso di non essermi fatto capire. Riprovo con un esempio.

Un casa ben progettata, con interni da favola, con sistema elettrico e fognario a regola d’arte, con rifiniture eccelse, etc etc, se fuori è brutta non ha la stessa attrattiva di una casa uguale ma con un aspetto piacevole. Quindi, secondo me l’apparenza è sostanza, o una cosa molto simile. Molti pensano che basta che funzioni e che l’aspetto esteriore, il design, sia un plus che non serve. Io la penso in modo diverso anche perché il design lo vedo come evoluzione, come uno sforzo creativo di ingegno per stimolare attraverso un oggetto il nostro senso del bello. Con il tempo ho capito che il design è una delle cose più “capitaliste” che esistano perché è uno degli strumenti più potenti per far emergere un prodotto dalla massa di prodotti simili. A pari caratteristiche, o anche inferiori, il prodotto con il design più bello è quello che ha più possiblità. Apparenza è sostanza. L’abito fa il monaco, un monaco senza saio è un monaco in incognito che quindi cela il suo essere monaco: lui è monaco ma noi non lo sappiamo, ossia per noi non è monaco.

Sono sensibile a queste tematiche e per questo quando ho letto di Volunia mi è venuto un colpo. Massimo Marchiori è un genio. È quel veneto che ha ideato lo standard P3P e creato Hyper Search, cioè il motore di ricerca che ha ispirato l’algoritmo usato da Google.

Marchiori è un genio ma da quanto ho appreso dalla presentazione di Volunia non è un imprenditore. D’altronde Page e Brin hanno fondato Google mentre lui non ha monetizzato il suo Hyper Search. Niente di male in tutto questo, per carità, assolutamente niente di male ma se decidi di buttarti nel mercato con un prodotto nuovo che vuole rivoluzionare la ricerca in internet non devi continuare ad agire da professore universitario. Presentazione solo in italiano, in una triste aula universitaria, usando tristissime slide di Powerpoint,  con il proiettore che si incepppa, con due politici locali (!) e soprattutto…con una grafica del sito che sembra ispirarsi a Virgilio di metà anni ’90.

Caro Marchiori, Steve Jobs non ci ha insegnato nulla? Potete amarlo od odiarlo (io lo stimo), ma Jobs è riuscito a fondere la tecnologia con il design offrendo prodotti che si distanziano dagli orrendi scatoloni con dentro i pc. Dopo aver letto la sua biografia posso dire alcune cose riguardo Steve Jobs. Era una persona sicuramente con un carattere orribile e con un’attitudine da figlio di puttana, ma era un fantastico imprenditore che ha offerto prodotti che non sfigurano nei salotti. Io sono un macaco, cioè uso i mac, ma non voglio che questo post si trasformi nel solito pandemonio pro/contro Apple. Dico solo che la sostanza non basta ed è interessante notare la distanza siderale di mentalità tra un professore universitario veneto e gli imprenditori della Silicon Valley.

Non ho parlato dell’effettiva sostanza dell’offerta di Volunia, quella adesso non mi interessa. Mi sono focalizzato sull’apparenza, che è quella componente ad alto valore capitalista aggiunto che qui manca clamorosamente. Il Veneto è una terra di fantastici imprenditori innovativi, io ne so qualcosa dato che ho conosciuto l’incredibile ricerca e sviluppo che fanno realtà imprenditoriali che confrontate con altre realtà europee sono microscopiche. Non c’era nessuno in giro per aiutare Marchiori?

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5 Comments » 5 Responses to Volunia e rappresentazione

  1. fabristol on febbraio 13, 2012 at 19:14

    “Non c’era nessuno in giro per aiutare Marchiori?”

    Purtroppo c’era: un imprenditore sardo che ha donato la bellezza di 2 milioni di euro che non si sa dove siano stati spesi a dir la verità. Se avessero chiesto a me e te di mettere a posto una presentazione in inglese saremmo riusciti a farla in una giornata. Questo Volunia è un FAIL totale.
    counque a me questo Marchiori tanto genio non sembra se non è manco riuscito a capire che se non presenti in inglese non arrivi da nessuna parte. Tra l’altro qualcun altro si è fatto miliardario usando il suo hypersearch, quindi sì confermo: Marchiori non è un genio.

  2. fabristol on febbraio 13, 2012 at 19:15

    Ah dimenticavo: sono sicuro al 100% che il progetto fallirà e che l’unico modo per tenerlo a galla sarà coi soldi pubblici. Ci metto la mano nel fuoco che la Regione Veneto insieme all’uni di Padova finanzieranno il progetto adducendo che è “un progetto tutto italiano che ha bisogno di sostegno”. Sono pronto a scommettere.

  3. Volunia epic fail | Fabristol on febbraio 13, 2012 at 20:21

    […] l’avesse fatto in farsi avrebbe avuto più audience) ma perché in definitiva e soprattutto se non sai fare l’imprenditore i tuoi sogni possono stare tranquillamente nel cassetto perché tanto rimarrai un […]

    [WORDPRESS HASHCASH] The comment’s server IP (66.135.48.191) doesn’t match the comment’s URL host IP (74.200.243.251) and so is spam.

  4. Luca on febbraio 13, 2012 at 20:56

    per me è genio puro che non si cura del resto, come Wozniak.
    Però di fianco a Wozniak c’era Jobs che monetizzava, qua c’è il sindaco di Padova… 😀

  5. fabristol on febbraio 13, 2012 at 21:00

    Mah, un genio dovrebbe essere abbastanza intelligente da capire che una presentazione in powerpoint in italiano per un target mondiale è un suicidio. Ma soprattutto l’imprenditore sardo che ha dato 2 milioni di euro senza neanche assicurarsi che il progetto fosse in buone mani. Ma come si fa?
    non chiedo molto, e non chiedo neppure che Marchiori faccia l’imprenditore. Come dici nel post non tutti possono farlo o sanno farlo. Ma almeno appoggiati a qualcuno con esperienza. Anche un blogger di Splinder avrebbe potuto fare di meglio. 😉

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