Quando il socialismo fallisce puoi sempre dire che è colpa delle banche

febbraio 14, 2012 12 Comments
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In questi mesi stiamo assistendo al fallimento di un’azienda, del suo consiglio di amministrazione e del suo management fallimentare. Bancarotta fraudolenta, furti pianificati e impuniti, sfruttamento sul posto di lavoro. Ma di manette manco l’ombra. Anzi, altre aziende vorrebbero comprare questa compagnia in bancarotta sfruttando i propri lavoratori per salvare i propri investimenti.

La metafora è appropriata per la situazione greca ma i colpevoli di quello che sta succedendo sono molti ed è davvero difficile trovare un capro espiatorio  su cui far ricadere tutta la colpa. In primo luogo dei politici greci ovviamente che per decenni hanno rubato continuamente i soldi dei cittadini greci e degli europei; poi dell’Unione Europea che non ha fatto abbastanza la schizzinosa con l’allargamento per un paese che viveva di olive e tzaziki; poi dei cittadini greci che hanno partecipato in massa a questo ladrocinio continuo e massificato coi milioni di posti pubblici e fiumi di denaro a familiari e amici fregandosene del futuro e degli altri. Un albero della cuccagna questo stato greco da cui tutti bevevano.

Ma la violenza per le misure di austerity (che bella parola questa nel dizionario della neolingua: prelievo forzato del lavoro altrui non è socialisticamente accettabile infatti; è troppo rozzo, rischi di essere accusato di essere un estremista utopistico; pizzo neppure, altrimenti ti dicono che supporti la mafia e che Borsellino è morto invano) nelle strade di Atene in questi giorni si è incanalata su target… diciamo curiosi. McDonald’s, banche, Starbucks, negozi vari. Sì alcune banche ci guadagnano da questo salvataggio, ma ci guadagnano come conseguenza degli accordi sottobanco che si fanno in Parlamento, la vera sorgente del problema. Il posto dove si decidono le sorti di tutta la popolazione, dove si decide quanto prelevare dalle tasche delle persone, chi incarcerare, chi uccidere, come cambiare il linguaggio e inculcarlo ai bambini e in definitiva come controllare le vostre vite.

Perché lo stato è riuscito a fare anche questo oltre a prendere più del 50% della vostra vita sotto forma di tasse: farvi credere che sia il libero mercato o una segreta casta di banchieri ebrei lassù in alto che vi sta rovinando il mondo quando invece non vi rendete conto che ci sono milioni di persone che banchettano alle spalle di tutti (compresi i vostri padri), ognuno cercando il proprio interesse e ognuno utilizzando quello strumento diabolico che tanto invocate nel momento del bisogno: lo Stato.

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12 Comments » 12 Responses to Quando il socialismo fallisce puoi sempre dire che è colpa delle banche

  1. Monsieur en rouge on febbraio 14, 2012 at 10:07

    Ma davvero pensi che il problema sia solo lo Stato? È colpa dello Stato se 500 società di capitale controllano il 52% del PIL mondiale? No, perchè, Stato o meno, questa disparità economica e questa mancata redistribuzione della ricchezza (che implica anche un saccheggio delle risorse ambientali e dei beni comuni, proprio come il saccheggio che lo Stato tu dici commetta nei confronti dei cittadini) è comunque ingiusta.

  2. Luca on febbraio 14, 2012 at 10:37

    Tu parti da alcune premesse che io non condivido.
    É grazie al sistema di libero scambio che si crea prosperità per tutti, anche se 500 società controllano il 52% del PIL mondiale (non so se sia vero, lo prendo per buono, non cambia).
    Guardando alla storia, le condizioni di vita di tutte persone sono migliorate grazie al libero scambio, non grazie allo stato. C’è chi guadagna di più e chi guadagna di meno, ma a me non interessa e non voglio rubare attraverso lo stato a chi guadagna di più per darlo a me che guadagno di meno (la redistribuzione). Questo storicamente è sempre stato un fallimento.
    Il saccheggio delle risorse ambientali è causato dalla mancanza del rispetto dei diritti di proprietà, infatti i maggiori scempi ambientali ci sono stati nei paesi a socialismo reale, e dalla connivenza delle imprese che si fanno scudo con lo stato (vedi espropri statali delle terre per “il bene comune del progresso”)

  3. Astrolabio on febbraio 14, 2012 at 15:23

    “È colpa dello Stato se 500 società di capitale controllano il 52% del PIL mondiale?”

    la cosa mi sembra un po’ impossibile perlomeno in Italia dove il 55% del pill è composto da spesa pubblica (quindi il problema è una solo immensa multinazionale nota per le sue pratiche monopolistiche e di concorrenza sleale, il nome sul marchio è Repvbblica Italiana), magari sarebbe interessante avere qualche riferimento autorevole in proposito.

    comunque supponendo sia vero la risposta è sì, tramite appalti pubblici, trasferimenti di denaro pubblici, incentivi legali e politiche monetarie inflazionistiche lo stato di fatto drena una cospicua parte delle risorse di una popolazione e le trasferisce ad una parte della popolazione ben connessa a livello istituzionale, la quale poi finanzia le campagne elettorali garantendosi ulteriori privilegi in futuro in un circolo vizioso.

  4. fabristol on febbraio 14, 2012 at 19:54

    “Ma davvero pensi che il problema sia solo lo Stato?”

    cavolo ho fatto una bella premessa spiegando che la colpa si può ricondurre a più capri espiatori e tu mi rovini tutto? ;)
    Lo stato greco è uno dei problemi ma in Grecia è l’elefante nella cristalleria che nesusno vuole vedere. Per quanto riguarda le banche, sono lì per fare soldi anche grazie agli aiuti statali come tutti. Non le salvo ovviamente, ma come ho scritto è solo grazie allo stato che le banche o i grandi gruppi finanziari possono fare soldi. Si chiama crony capitalism ed è il male delle democrazie moderne fin dalla sua invenzione forse con il corporativismo di mussoliniana memoria.

  5. Monsieur en rouge on febbraio 14, 2012 at 21:44

    @Luca, @Astrolabio, @fabristol (scrivo una risposta unica)
    «É grazie al sistema di libero scambio che si crea prosperità per tutti». Per tutti chi? Per tutti coloro che il libero scambio favorisce, che non sono realmente tutti: è il sistema neoliberista che affama i paesi del Sud del mondo, e la nostra impressione di stare “tutti bene” è viziata dal fatto che i nostri orizzonti spesso non valicano i confini nazionali o continentali. Se guardassimo l’umanità nella sua totalità, vedremmo che il neoliberismo ha creato e continua ad accentuare un’isola di pace e relativo benessere in un oceano di distruzione delle risorse e miseria diffusa.
    Concordo sulla questione delle imprese che si fanno scudo con lo Stato: non vorrei infatti che fosse frainteso il mio primo commento, che non vuole essere una cieca difesa dello Stato e delle sue istituzioni, almeno non di questo Stato, che, come ben dici, è colluso con il sistema delle imprese, perlopiù multinazionali. (Su questo mi pare di capire che pensiamo la stessa cosa, solo la concepiamo in maniera differente: per te le imprese sono colluse con lo Stato, per me è lo Stato ad essere colluso con le imprese. Non è solo una questione semantica).
    Questo Stato è espressione dei poteri forti e difensore e servo del mercato che ci affanna con la crisi, lo sfruttamento e il finanzcapitalismo, e il caso greco lo dimostra: la politica fa ciò che i mercati le richiedono. Non capisco perciò come si possa pensare che il mercato e lo Stato siano due realtà contrapposte, in questa situazione in cui lo Stato è di fatto servo del mercato e in balia dei suoi umori.
    Insomma, il punto è che questo post si scaglia contro lo Stato, ma lo Stato di cosa è espressione? di che rapporti di forza? i politici di chi sono burattini? dello Stato? e se è così, ancora, lo Stato di chi è burattino?
    Io so solo che da questa crisi del debito pubblico il popolo greco non avrà alcun vantaggio, banche e fondi monetari sì, il grande capitale sì: può ricattare la Grecia e comprarsela, sottrarle i suoi beni comuni (che, sia chiaro, non sono “dello Stato greco”, ma “dei greci”).

    P.S. Sul dato della concentrazione oligopolistica: sta sul saggio “il feticcio della crescita” di Cacciari e l’ho tirato in ballo solo perchè avevo appena letto un suo articolo, non perchè lo ritenga più autorevole di altri; tuttavia, gli studi del genere sono tanti, anche di ben più autorevoli, e oscillano tutti intorno a cifre che dicono che circa il 10% della popolazione mondiale detiene il controllo della gestione e l’utilizzo di circa il 90% delle risorse, e che l’1% più ricco ne detiene una spropositata parte (e non sono politici, come si vede per esempio da qui).

    Comunque penso che abbia ragione Luca: partiamo evidentemente da presupposti diversi, e non è detto che siano conciliabili, neanche con la discussione. Per questo mi aspetto risposte molto critiche.

  6. fabristol on febbraio 14, 2012 at 22:32

    Ma infatti credo che il problema siano le basi di partenza. Spesso il pensiero libertarian ha molte cose in comune con diverse filosofie, anche certe socialiste, ma sono le basi di partenza che lo rendono unico nel pensiero umano. Basi di partenza che poi possono portare a conclusioni completamente diverse.
    Per esempio: per noi lo stato è una entità effimera composta da centinaia di gruppi o milioni di persone che lo sfruttano (stato come strumento quindi) per poter compiere atti violenti ai danni di tutti gli altri. Atti che comunemente sarebbero cosniderati peccati o immorali come uccidere, rubare, sterminare, rapire ma che sotto lo stato diventano legali come tassazione, esecuzioni, prigione, coscrizione ecc.

  7. daouda on febbraio 14, 2012 at 22:55

    “Quando delle posizioni inconciliabili giungono a scontrarsi è inevitabile la violenza”

    a) neo liberismo non è liberismo.Perché venire ad additare i liberisti qui presenti riguardo cose che non hanno nesso con loro, cose da statalisti eredi e colleghi di Keynes?

    http://www.rothbard.it/articles/friedman-svelato.doc

    b) Lo stato E’ SEMPRE PADRONE del Mercato.Ma ad ogni modo lo stato è un mezzo, in realtà devi sempre pensare che non esiste.
    Lo stato è da intendere marxianamente, e vedrai che l’economia è sempre sottmessa allo Stato. Tutto stà a capire chi comandi, dacché banchieri e politici sono essi stessi camerieri con differenti gradi, di certo, e mansioni.

    http://www.scribd.com/doc/55508218/Hans-Hermann-Hoppe-L-Analisi-Di-Classe-Secondo-Marx-e-Secondo-La-Scuola-Austriaca

    c)Ora una critica a te medesimo:

    Non credi che se il problema fosse il capitale tu a rigor di logica non dovresti possedere un corpo né preoccuparti del suo funzionamento?
    Se non lo credi, noti tramite la tua esperienza che l’alfabetizzazione è cosa da garantire solo a chi è in grado di fruttificarla?

    La politica fà semplicemente ciò che una Politica più grande ( e più infame ) le richiede. Chi crepa di fame subisce o la propria ignavia ( è una probabilità da non trascurare) o le oppressioni dei sistemi politici internazionali. Non serve fare retorica. Ciauz!

    p.s.

  8. Monsieur en rouge on febbraio 15, 2012 at 18:18

    Io non vengo qui a trollare o ad additare nessuno, esprimo solo un’opinione su un articolo che tira in ballo il socialismo quando secondo me non è di socialismo che si tratta.
    Comunque non penso che l’inconciliabilità delle opinioni implichi necessariamente lo sviluppo della violenza: come ho scritto nella riflessione che ho linkato, credo semplicemente che la dialettica debba riconoscere l’esistenza di un proprio limite fisiologico, così come con Kant la ragione ha riconosciuto il proprio.

    A proposito, oggi a Pisa la polizia (=lo Stato) ha caricato un corteo che “assediava” fisicamente le sedi di alcune banche. Questo sarebbe il socialismo, che secondo quanto qui affermato sembra essere sinonimo di Stato? la protezione delle banche, la difesa del capitale finanziario?
    Aldilà di cosa si pensa del socialismo, non è di certo il pensiero cui si ispira uno Stato come quello che si è manifestato a Pisa, o in Val Susa, o in altri innumerevoli luoghi e situazioni.

    Temo però di andare fuori tema, e forse anche di fare un po’ il troll; pertanto lascio alla discrezione del moderatore la publicazione di questo commento.
    ciaux!

  9. fabristol on febbraio 15, 2012 at 21:30

    Per Monsieur Rouge

    qui nessuno ti considera troll e sei benvenuto come tutti gli altri su questo sito. Certo la pensiamo in modo dvierso ma ciò non toglie che i tuoi commenti non siano ben accetti. Anzi!

  10. daouda on febbraio 16, 2012 at 02:13

    -Esistono molti stili di socialismo e l’unico che mediamente concepisce un sinistroide è quello lasalliano.L’uso strategico dello stesso è importante, ma per il discorso fatto ininfluente.

    -La verità non ha alcuna relazione con la ragione poiché asserire ciò significherebbe ridurre i principi ad un arbitrio convenzionale, che permettimi è uno schifo.
    Guarda caso si può giudicare al riguardo proprio perché la verità è una realtà universale altrimenti sarebbe nullo qualsivoglia giudizio ed , a rigore contro Stirner, la stessa possibilità di potersi concepire esistenti.
    Ogni sistema deve presupporre un Assoluto poiché la relatività può sussistere solo grazie ad una costante univoca usabile come punto di riferimento.

    -La posizione come la tua và protetta finquando è uno sforzo per giungere alla verità, fin quando si pone sul dibattito in termini di onestà e di sincuro dubbio e disponibilità a colpire l’avversario per trovarne i falli, accettando che ciò deve valere anche per sé stessi.
    Il proselitismo di opinioni sovversive, in ogni realtà sana, sarebbe bandito e perseguito giacché la Forza Collettiva non deve garantire la giustizia ma combattere l’ingiustizia, nient’altro.
    Vi è una grande differenza ontologica in questo…
    Non c’è da piangere. Gente come noi è denigrata proprio perché ha perso ed è stata assoggettata, tollerata perché infima minoranza, con la differenza che a noi di vincere non ce ne è mai fregato nulla dacché io di rivalermi sugli altri non ne ho voglia se non per restituirgli pan per focaccia.
    Ma bisognerebbe maturare una strategia, strategia che hanno maturato i comunisti e che ora hanno smesso di chiamarsi tali.Sono morti,si dice, ma i loro figli sono ovunque…
    Di conseguenza tutto dipende da te, se vuoi divenire in una realtà sana un sovversivo, devi venir punito senza indugio.
    E’ ovvio che il criterio deve essere la verità dei principi, ma che cos’è la Verità?

    -Della cricca di merda in Italia fà parte il Signor Silvio Berlusconi.Ad ogni modo non è una questione di destra e sinistra.
    Altri socialistoidi sono i tipi alla Auriti e Pascucci, De Simone, Saba, Moffa, che vengono alle volte chiamati di destra, vedi un po’!
    Semplicemente la destra in Italia non esiste da Giolitti in poi.La destra è monarchica e conservatrice. La questione U.s.a. è un caso unico ed irripetibile, ed anche infausto…

    -Le banche centrali e lo stato sono pappa e ciccia. Si sostengono a vicenda.

    http://download.luogocomune.net/download/Libri/LoStatoFalsario-M.N.Rothbard.pdf

    -Il problema di quelli che protestano in Val di Susa è che quelle terre , di diritto, non appartengono a loro ma allo “stato” dacché la concezione dello stato non riconosce a priori la proprietà privata che è solo , in sé, una concessione.
    Il vero problema dei no tav è che la loro ideologia è strumentalizzata da movimenti statualisti.
    Ne sono pregni.Una guerra tra fratelli dove ci rimette il legittimo proprietario di un appezzamento di terra in quella valle.

    p.s. concordo con Fabrizio e lo ringrazio dello spazio concessomi anch’io.

  11. Claudio on febbraio 18, 2012 at 22:52

    A proposito del party greco, la novità è che Siemens e Ferrostaal sono sotto inchiesta (in Germania) per corruzione di funzionari greci, i quali però sono al sicuro grazie ad una legge che si sono fatti i politici al potere (all’epoca il POSAK) di immunità per casi di corruzione.
    Se c’è bisogno di una dimostrazione che lo stato sia un cancro, la Grecia è il modello a cui guardare.
    E pensandoci bene, son forti sti Greci, prima con Socrate con la Repubblica e adesso i Papa…vari con la dimostrazione della furtocrazia consociativa. Sono indubbiamente dei maestri nello sperimentare …crazie varie.

  12. […] libertarianation.org (via @GabrieleMarasti) – Today, 10:10 AM […]

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