Certe persone non potranno mai essere assassini (anche se hanno appena ucciso)

febbraio 16, 2012 1 Comment
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Per la prima volta in vita mia mi trovo d’accordo con la signora Santanché. Strano ma vero, Daniela Santanché ieri ha detto una cosa sacrosanta e verissima e sfido chiunque a dimostrare il contrario: un poliziotto non può mai essere un assassino.

Ora, ovviamente non sono d’accordo con il contenuto di quello che la Santanché dice – per carità! Se un poliziotto spara a bruciapelo una persona senza motivo è un assassino comunque per me- ma sono d’accordo sul fatto che nella nostra società “gli uomini delle forze dell’ordine anche se sbagliano non sono mai assassini“, testuali parole della Santanché. Perché? Ve lo dimostro con alcuni esempi.

Ammettiamo che una persona vi chieda di guardare nel vostro PC o nel vostro telefonino. E lo faccia continuamente e al vostro ennessimo rifiuto lo faccia comunque di nascosto guardando tutti i vostri dati personali. Siamo tutti d’accordo a chiamarlo stalker.

Ammettiamo che una persona vi chieda di dargli il portafoglio e voi vi rifiutiate. A questa persona non interessa il vostro rifiuto e vi prende il portafoglio comunque. Siamo tutti d’accordo a chiamarlo ladro.

Ammettiamo che un gruppo di persone di un quartiere decida di assalire un altro gruppo di persone e lo stermini, bruciando le loro case e i loro beni. Siamo tutti d’accordo a chiamarlo genocidio.

Ammettiamo che una persona spari ad un’altra persona. Lo chiameremo assassino giusto?

Eppure anche se tutti questi atti compiuti da individui vengano considerati criminali e riprovevoli, quando fatti da un ente che ha il consenso della maggioranza delle persone diventano perfettamente legali e perfettamente morali. Sapete di cosa sto parlando ovviamente. Gli esseri umani hanno una schizofrenia morale che ha dell’incredibile: considerano crimine l’atto del singolo ma moralmente lecito e spesso virtuoso l’atto di un rappresentante della comunità che compie gli stessi atti ma sotto mentite spoglie, ovvero grazie allo stato.

Lo stato è quello strumento per cui gli esseri umani possono giustificare qualsiasi atto immorale: stalking diventa controllo fiscale, furto diventa contributo di solidarietà, genocidio diventa atto di guerra legale (esistono a quanto pare guerre illegali), assassinio diventa esecuzione legale o legittima difesa (sotto la categoria del cosiddetto monopolio della violenza).

Per una persona tutto stato, famiglia e dio come la Santanché è perfettamente naturale considerare le forze dell’ordine come degli individui super partes che anche nell’errore non possono essere catalogati come assassini. Così come gli esattori delle tasse non possono essere considerati ladri. Perché si tratta di una dicotomia naturale della mente umana che non concepisce la coerenza morale. Non è l’atto ad essere diverso ma le condizioni ambientali e chi lo compie. A nulla valgono le proteste e gli appelli a “la legge è uguale per tutti“. Per molte persone la legge non DEVE essere uguale per tutti, perché altrimenti non esisterebbe legge. Ecco perché processare un agente delle forze dell’ordine è così difficile e spesso non porta ad alcuna condanna: prima bisogna superare questo processo mentale per cui l’agente è un essere super partes e non è facile concepire il processo di chi la legge la fa rispettare. Fortunatamente Spaccarotella è stato condannato per omicidio ma ci sono migliaia di casi in cui il giudice non può pronunciarsi perché si trova di fronte ad un dilemma morale non da poco: può il guardiano essere controllato a sua volta?

Questo post, come si sarà capito, non è un inno all’A.C.A.B. (all cops are bastards) che va tanto di moda oggi. Gli agenti delle forze dell’ordine sono dei piccoli ingranaggi di un meccanismo ben più grande, sono persone normali come noi e tra loro ci sono bravissime come bruttissime persone, angeli e diavoli dietro una divisa. Una divisa che però può renderli intoccabili o addirittura anche quando nel torto “mai assassini” come la Santanché ieri ci ha insegnato. E tutto questo grazie al monopolio della violenza.

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1 Comment » One Response to Certe persone non potranno mai essere assassini (anche se hanno appena ucciso)

  1. Dom on febbraio 16, 2012 at 22:50

    Ha perfettamente ragione la Santanchè.
    Vai avanti così.
    Che poi parliamoci chiaro non era lì a giocare a carte ma stava facendo ben altro.

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