Kill me softly with my money

febbraio 20, 2012 5 Comments
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Di nuovo, un’altra volta, l’ennesima “sting operation” dell’FBI: creare un attentatore islamico, seguirlo per mesi inculcandogli idee estremiste e suicide, fargli credere di avere tra le mani esplosivo e una missione dategli da Al Qaeda, dargli data e luogo dell’attentato e chiamare i giornalisti per vedere l’effetto mediatico che fa. L’abbiamo visto qualche mese fa col caso di Jose Pimentel e l’articolo di Reason dal titolo rivelatore “Is the government catching terrorists or creating them?”.

Questa volta è stata la volta di un giovane immigrato clandestino marocchino, avvicinato da agenti dell’FBI che si facevano passare come militanti di Al Qaeda. Denaro, piani di battaglia, finto esplosivo, data e luogo: il kit per il piccolo terrorista è pronto. Anche per un disoccupato ragazzo illegalmente immigrato senza un dollaro in tasca e senza alcuna connessione o conoscenza degli esplosivi.

L’FBI ha detto che il suo obiettivo in questi casi è “trovare potenziali estremisti” e portarli mano nella mano a compiere finti attentati per poi imprigionarli a vita per un crimine che avrebbero potuto commettere (ma non hanno fatto) contro lo stato possibile solo con l’aiuto dello stato. Un tempo gli agenti avrebbero semplicemente controllato il sospetto, rintracciato i collegamenti con i suoi compari all’estero e solo quando il potenziale terrorista avesse trovato i mezzi sarebbero scattate le manette. Oggi giorno invece è d’uso pagare milioni di dollari pubblici per creare i terroristi, non fermarli se e quando commettono un crimine. Probabilmente all’FBI hanno anche un budget di alcune decine di milioni chiamato “budget annuale per la creazione di terroristi” e depositi di alcune tonnellate di dinamite.

Se lo stato è in grado di creare finti attentati con veri potenziali attentatori e vero esplosivo come operazione di routine come possiamo escludere che non faccia lo stesso con veri attentati per “secret agenda” di cui non siamo al corrente? Strategia del terrore si chiama, di cui in Italia sono modestamente grandi esperti. E allora i servizi segreti non sono più i difensori della patria, come ci vogliono far credere, ma semplicemente uno dei tanti protagonisti del terrore globale pericoloso tanto quanto se non più di Al Qaeda.

Le cosiddette sting operations sono così comuni e ben finanziate dagli stati che in futuro diverranno la norma per eliminare qualsiasi tipo di potenziale criminale, anche coloro che ostacolano i piani di chi sta al potere. Potenziali avversari politici, gruppi politici, religiosi o etnici. Chiunque può essere tentato a compiere un atto criminale. Anche se quell’atto non sarebbe mai stato possibile senza l’aiuto finanziario, organizzativo e moralmente supportivo dello stato.

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5 Comments » 5 Responses to Kill me softly with my money

  1. Miguel Martinez on febbraio 21, 2012 at 23:40

    Grazie della visita da Kelebek. Probabilmente non la pensiamo allo stesso modo su molti argomenti, ma almeno sul Warfare State certamente siamo sulla stessa lunghezza d’onda.

    Intervenite quando volete, ne potrebbe nascere anche una discussione interessante.

  2. fabristol on febbraio 22, 2012 at 00:02

    Sì diciamo che a parte questo quasi niente ci lega. 😉

  3. Miguel Martinez on febbraio 22, 2012 at 08:54

    Di questo non ne dubito, e credo che vada benissimo a entrambi che sia così 🙂

    Comunque devo dire che il filone libertario nella cultura statunitense ha il dono della coerenza, a differenza delle destre italiane, che oscillano paurosamente tra voglia di non pagare le tasse e voglia di avere uno stato onnipresente.

  4. fabristol on febbraio 22, 2012 at 19:38

    Per Miguel

    sulla coerenza non c’è dubbio: d’altronde la teoria libertaria si basa su un singolo principio, quello della non aggressione. Quindi c’è poco spazio per le intepretazioni. Oddio scuole di pensiero ci sono eccome ma niente al confronto delle teorie socialiste o delle religioni organizzate.

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