Canone RAI: ovvero solo la tassa che si vede è ingiusta

febbraio 22, 2012 8 Comments
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A leggere questa variegata carrellata di commenti bipartisan sembra che l’intero arco del parlamento e l’opinione pubblica italiana siano diventati improvvisamente libertari. Incredibile: usano termini come balzello, furto, fare cassa, pressione fiscale, tentativo di scippo ecc.

Ma come è possibile che le stesse persone che difenderebbero mille e mille tasse e balzelli non hanno alcun problema a definire il canone della RAI un furto? Al di là dell’ingiustizia palese di far pagare il canone RAI anche alle imprese infatti il canone della RAI è la tassa più odiata dagli italiani. Ma la legge è chiara e non si può sfuggire al canone perché secondo il regio decreto del 1938 “chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento.“.

E non importa che adesso la RAI abbia deciso di ritirare tutto perché come dicono alla RAI “faremo una eccezione” consci del fatto che la tassa più odiata dagli italiani possa diventare ancora più odiata e la campagna di incassi si riveli in realtà un boomerang: ancora meno gente che paga il canone.

Come avrete capito la tassa RAI sui PC di lavoro e smartphone è particolarmente odiosa perché è una sorta di tassa sulle intenzioni. Ovvero, potresti guardarti il sito della RAI mentre sei a lavoro quindi devi pagare. In realtà di tasse sulle intenzioni ce ne sono a decine ma non ci facciamo mai caso perché sono nascoste. Per esempio forse pochi di voi sapranno che la SIAE vi fa pagare una tassa su qualsiasi prodotto di memorizzazione digitale compresi CD, DVD, Hard disk, pennine ecc. perché potreste utilizzarli per copiare illegalmente dei file di musica o video protetti dal copyright. Non importa che abbiate comprato questi prodotti per quel motivo o no. L’importante è che ci sia la possibilità che lo facciate. Ma ovviamente la tassa è nascosta nel prezzo quindi le reazioni che vediamo contro la RAI non si manifestano. Se ogni volta che comprate un CD vergine riceveste un bollettino già pronto che vi viene richiesto di portare alle Poste per pagarlo cosa fareste? Cosa direste? Cosa direbbero i parlamentari, i giornali o i tweet del web?

Ma perché queste aspre critiche e questo odio nei confronti del canone RAI? La ragione è molto semplice: le persone non vogliono pagare per un servizio che non vogliono, nel miglior dei casi mediocre e nel peggiore vergognoso, che si nutre di un sistema di clientele e parassitismi palese, dove la politica è presente a tutti i livelli e spesso non vogliono pagare perché non guardano la RAI non usano il televisore o addirittura non ce l’hanno.

Eppure tutte le ragioni elencate qui sopra valgono per qualsiasi prodotto o servizio offerto dallo Stato: servizi che non usano o che non vogliono, di qualità mediocre o vergognosa, servizi che nutrono il sistema di clientele e dove la politica è presente a tutti i livelli. Ma la tassa di Mamma RAI è diversa rispetto ad altre tasse perché non è nascosta. Perché ti arriva un bollettino a casa con su scritto l’ammontare, un bollettino che devi attivamente andare a pagare alle poste. Vedi il denaro uscire dal tuo portafogli, andare nelle casse dello stato e ti chiedi “Che ingiustizia!”

Non è così per le altre tasse invece dove esistono intermediari e il cittadino non vede questo flusso di soldi uscire dal portafogli e andare allo stato. Anzi a volte non sa neppure quanto denaro è stato prelevato. Come nel trucchetto del sostituto d’imposta che il grande Giorgio Fidenato combatte da anni.

Quindi come finirà col canone della RAI se le proteste aumenteranno e gli incassi diminuiranno? Taglieranno il compenso a Celentano? No, quello che sospetto che faranno sarà di fare come hanno fatto con tutte le altre tasse: ovvero nasconderlo accorpandolo all’interno di qualche altra tassa, per esempio l’ICI.

Quel giorno i tweet sul web si estingueranno e tutti continueranno a proclamare che le tasse le devono pagare tutti perché sono “bellissime”.

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8 Comments » 8 Responses to Canone RAI: ovvero solo la tassa che si vede è ingiusta

  1. ilpiùcattivo on febbraio 22, 2012 at 12:05

    Ma che bella analisi, pensavo.
    Fino a giungere al punto focale:
    “le persone non vogliono pagare per un servizio che non vogliono”
    Qui però il tutto muore.
    Cioè invece di chiederersi perché vi sia un aggancio tra il concetto di riscossione tributaria e pagamento, si scivola, vorrei dire al solito, lì dove si mirava invece dall’inizio.
    Che peccato, poteva essere l’occasione per farci riflettere su come debbano essere finanziati i servizi e se ci sia una relazione tra qualità offerta e diritto di retribuzione, ad esempio.
    Che peccato, dicevo, invece, tutto per tornare sui soliti triti pensieri che ciò che viene dichiarato in modo esplicito sia percepibile (che scoperta) mentre ciò che viene fatto in modo occulto non sia percepito (neanche come ingiustizia) da loro che non lo percepiscono (di nuovo una mega scoperta….) e concludere che boiardi ed affini siano a favore di tasse bellissime.
    Le tasse, ormai speravo che la cultura libertariana lo avesse capito, sono come le malattie che i parassiti degli animali domestici ci hanno “donato” nei millenni scorsi e come Jared Diamond ha superbamente descritto hanno consentito alla cultura correntemente dominante di occupare tale posto nella storia.
    Rinunciare alle malattie, certo chi non vorrebbe, abbattere i parassiti, certo chi non ci prova, il vero problema è rinunciare agli animali domestici e a tutti i vantaggi che una parte degli esseri umani ne ha tratto sia verso l’ambiente che verso altri conspecifici…..
    Allora si che il “popolo dei tweet” si potrebbe scatenare.

    Un Sorriso

  2. casino online on febbraio 22, 2012 at 14:50

    ho una domanda/provocazione, ma perchè non mi oscurano i canali rai ed evito di pagare questa tassa se non voglio? sky non lo voglio e non lo pago, non si può fare anche per la rai?

  3. Corrado on febbraio 22, 2012 at 15:17

    Scusa quindi ilpiùcattivo… per te è giusto pagare servizi che non vuoi?
    Che sarebbe giusto che una parte del tuo lavoro sia prelevata forzatamente per pagare servizi inconsistenti e da cui sono escluse la maggior parte delle persone? Io pago le tasse ma quando è nata mia figlia ho dovuto mettere mano al portafoglio e pagare ancora. Pago l’asilo agli altri bambini, ma per mia figlia devo tirare fuori altri 400€\mese eppure non navigo certo nell’oro. Pago la pensione a persone che neppure conosco che sono andate in pensione a 40 anni con il retributivo e stipendi d’oro(e pensioni conseguenti), o gente che non ha mai lavorato nè versato ma ha dichiarato magari 300 ore di lavoro all’anno per 30 anni e io invece lavorando almeno 40 anni non avrò neppure abbastanza per mangiare a pranzo e a cena, figuriamoci gli extra.
    Se il paragone è tra balzelli e parassiti e servizi utili e animali domestici, io credo che ci sia molto spazio per le interpretazioni: forse per qualcuno un ippopotamo o un elefante sono dei bellissimi animali domestici, ma non vedo perchè debba essere io a pagargli il veterinario e il cibo se io invece non voglio animali in casa o se per me questi animali non hanno nessuna utilità o magari sono un disturbo.

  4. fabristol on febbraio 22, 2012 at 19:36

    Per ilpiù cattivo

    “Che peccato, poteva essere l’occasione per farci riflettere su come debbano essere finanziati i servizi e se ci sia una relazione tra qualità offerta e diritto di retribuzione, ad esempio.”

    Be’ i servizi dovrebbero essere finanziati dai singoli individui, ma senza servizio non ci può essere finaiznamento tramite tasse: questo è il pensiero libertario.

    “Che peccato, dicevo, invece, tutto per tornare sui soliti triti pensieri che ciò che viene dichiarato in modo esplicito sia percepibile (che scoperta) mentre ciò che viene fatto in modo occulto non sia percepito (neanche come ingiustizia) da loro che non lo percepiscono (di nuovo una mega scoperta….) e concludere che boiardi ed affini siano a favore di tasse bellissime.”

    Lo scopo del post era proprio spiegare che la cosa non è poi tanto evidente. Infatti si protesta solo per quelle tasse percepibili non per quelle percepibili.

    “Le tasse, ormai speravo che la cultura libertariana lo avesse capito, sono come le malattie che i parassiti degli animali domestici ci hanno “donato” nei millenni scorsi e come Jared Diamond ha superbamente descritto hanno consentito alla cultura correntemente dominante di occupare tale posto nella storia.
    Rinunciare alle malattie, certo chi non vorrebbe, abbattere i parassiti, certo chi non ci prova, il vero problema è rinunciare agli animali domestici e a tutti i vantaggi che una parte degli esseri umani ne ha tratto sia verso l’ambiente che verso altri conspecifici…..”

    Parlando di malattie, non vedo perché le malattie non possano essere curate. Così come con la razionalità e la scienza riusciamo a capire le cause delle malattie e possiamo curarle così con la stessa razionalità possiamo capire da dove arrivnao le tasse e come possiamo curarle.
    O preferisce non trovare la cura alle malattie e accettare supino qualsiasi malattia anche quando questa supera il 60% della tua salute (parallelismo con la pressione fiscale)? Io preferisco il dottor Anarchia al dottor Socialdemocrazia. 😉

  5. il più Cattivo on febbraio 24, 2012 at 00:16

    Grazie per l’attenzione.
    Proverò a rispondere.

    Per Corrado: Perché menzionare il termine giustizia? E sopratutto perché riferirlo a me? Come, quando e sopratutto perché un individuo (vorrei dire insignificante, ma penso che per alcuni io non lo sia) dovrei erigermi a giudice?
    Tu sostieni di “pagare” le tasse. Non voglio mettere in dubbio che tu sia un evasore, ma il problema è che non sei tu a “pagare” le tasse, ma qualcun’altro a definire le aliquote e le altre “vicende” che determinano gli ammontare dovuti. Allo stesso modo i “servizi” che vengono offerti (se il termine è adeguato) non sono da te in alcun modo “diretto” definiti, approvati, giudicati, od altro. Tu, spero che ciò non ti giunga nuovo e sopratutto non ti offenda, al pari di me sei “indifferente”….
    E’ lo stato bellezza (per plagiare una nota espressione) e la costituzione della repubblica italiana che stabilisce chi eserciti “il potere” ed in quali forme. Fabristol di certo ne converrà non stiamo parlando di certo di uno stato liberale, figuriamoci libertariano. Se ciò non ti sta bene… poco conta (scherzo… dai non prendiamoci troppo sul serio) se non quando esercitato nelle forme che lo stesso stato ha stabilito possano intervenire sulle vicende…. (la modifica della costituzione stessa è oggetto di legge costituzionale, questo si che è uno strano anello). Ah giusto… la sovversione dell’ordine costituito è reato…. in sostanza le opinioni personali contano nulla ed il concetto personale di giustizia ancora meno.
    Per concludere citerei Frate Nino da Scasazza, non è bello quel che è bello, ma che bello, che bello, che bello.

    Per il caro fabristol: eviterei dispute sul uso dei condizionali e del “di necessità virtù”, preferirei chiederti di ripensare il tuo secondo “commento” sull’evidenza… che più ossimoro non si può 😉 …. e dedicare qualche breve riflessione alla questione “sanitaria”. Non sono un medico, ma penso di saperne abbastanza da poter distinguere una cura da una guarigione. E la cura delle tasse (in metafora) è quella che facciamo ogni giorno cercando di evitare di doverci trovare a versare male o non richiesti contributi, mentre la sanità “collettiva” dovrebbe cercare di ridurre gli effetti e le perdite (sul fatto che ci riescano, sarebbe un altro capitolo). La guarigione, che immagino tu potresti considerare vincente dovrebbe passare per l’estirpazione del male, che però cercavo di ricordarti non essere terzo rispetto a quanto ormai entrato nel DNA delle società in cui viviamo. Sono gli accumuli di ricchezze che hanno consentito alcuni sviluppi storici (distorti se vuoi) e le disuguaglianze che hanno creato alcuni condizioni correnti. Quello che disperatamente cerco di esprimere è l’inscindibilità di certi modelli da certi contesti.
    Infine riguardo la socialdemocrazia, non ho idea di cosa facessi tu il primo maggio di più di vent’anni fa quando un gruppo musicale anarchico di Ancona (the gang) la presentò al pubblico di piazza san giovanni a Roma…
    http://www.youtube.com/watch?gl=IT&v=rOt62mj5rgo
    io ero lì e non penso di doverne rendere conto a nessuno come delle mie preferenze politiche.
    Un Sorriso

  6. Corrado on febbraio 24, 2012 at 12:56

    Beh IPC, il termine “giusto” non era certo usato in senso assoluto, forse magari era più adeguato dire “corretto”? Poco importa… quel che volevo era il tuo parere, poco importa se la goccia non cambia il livello del mare. Se non poter cambiare le cose nell’immediato non mi da neppure il diritto di discuterne e trovare confronti veramente, mollo tutto, smetto di pensare e mi metto a vedere “Uomini e Donne”. E forse vivrei una vita più serena e beata.

  7. il più Cattivo on febbraio 24, 2012 at 14:35

    Grazie ancora, caro Corrado, se la licenza mi è concessa, per la tua cortese attenzione.
    Quello cui puntavo mi sembra (sbaglio?) colto.
    Conta il poter incidere sul reale. Ed in tal caso non sono le opinioni personali o sensi di “giustizia/correttezza” personali (o addirittura personalistici) ad aver qualsiasi tipo di influenza.
    Riguardo il vivere una vita serena (magari beata è un po’ troppo) è un augurio ed un suggerimento che mi sento di dare sempre e comunque a tutti.
    Quello di confrontarsi anche su argomenti complessi è un aspetto della potenzialità della nstra mente che mi affascina al di là di ogni cosa. Addirittura sosterrrei che inseguire la consapevolezza e la profondità della coscienza vale più di qualsiasi altra meta.
    Infine se per motivi di pura statistica volessi ascrivere il mio personale parere (negandogli ovviamente altri significati) potrei esprimerlo in questo modo:
    “Sarebbe meglio che chi gestisce la cosa pubblica lo facesse in modo sempre trasparente e mirasse all’utilizzo delle risorse comuni (non solo le tasse) nell’ interesse della collettività ed in particolare delle generazioni future. Non abbiamo ereditato la terra dai nostri genitori, ma l’abbiamo ricevuta in prestito dai nostri figli”

    Un Sorriso

    P.S. Se Uomini e donne è un programma Mediaset, ti sconsiglio dall seguirlo, ma sinceramente lo faccio senza sapere poi di cosa si tratti.

  8. fabristol on febbraio 25, 2012 at 19:07

    People are evil so we need a government made of people are evil so we need a government made of people are evil….e così via all’infinito.

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