Struca el botón

marzo 5, 2012 10 Comments
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Rothbard scriveva che se esistesse un ipotetico pulsante premendo il quale lo stato magicamente e istantaneamente si dissolvesse, il libertario dovrebbe subito premere quel pulsante. Io penso che un metodo buono e velocissimo per capire subito prima di tutto con noi stessi se possiamo classificarci come libertarian è chiederci: premerei io quel bottone? Se sì, allora una condizione necessaria per sentirsi parte dei naïve amanti della filosofia politica libertarian è soddisfatto. Se al contrario si tentenna un po’ troppo o non lo si vorrebbe proprio premere, allora siamo ben che vada liberali e mal che vada socialisti (di destra o di sinistra, son sfumature).

Spesso trovo scritto in rete che la filofofia politica libertarian ipersemplifichirebbe la realtà. A parte che tomi su tomi di dotte dissertazioni e controdissertazioni non sono propriamente “ipersemplificare”, probabilmente a chi dice questo arriva solo il messaggio “stato cacca” che indubbiamente è la semplificazione  e la sintesi di quanto dissertato prima. Trovo comunque che l’accusa di semplificazione della realtà sia un segnale che il pensiero libertarian colpisce nel segno. Sono arrivato alla conclusione che la complicazione e il sofismo sono il sintomo di un pensiero che si avvita su se stesso e non produce niente di rilevante. Dando per scontato che lo stato sia sacro, che la maggioranza abbia il potere di schiacciare la minoranza, che le tasse siano moralmente giuste, etc etc, è ovvio che si debba allora contorcere il pensiero e renderlo ipercomplicato per trovare qualche via per dire che nominalmente siamo liberi e che la statolatria è il migliore dei mondi possibili e il più efficace.

Il libertarian preme il pulsante allegramente e senza tentennamenti perché dietro di se ha la consapevolezza che la libera interazione tra le persone è la via più feconda per la pace, il progresso e la libertà. Spesso questa sua allegra sicurezza muove la seconda accusa classica, cioè che il pensiero libertarian sia “ideologia“, quindi brutto. Ora, dobbiamo capirci sul significato del termine ideologia. Una definizione del Garzanti è sistema di idee che costituisce la base per l’azione politica e sociale. Il termine ha assunto una connotazione negativa da più o meno dopo la fine del socialismo reale venendo a significare un sistema di idee chiuso impermeabile ai fatti e quelli che seguono le ideologie sono delle persone senza senso critico. Di solito quelli di sinistra accusano i “liberisti” di seguire l’ideologia del mercato perché la loro ideologia è stata sconfitta dalla realtà. Oggi chi accusa di “ideologia” il pensiero altrui di solito lo fa perché propone…niente.

Quindi, il pensiero libertarian è un’ideologia? Tecnicamente sì, come lo sono ideologie tutti i sistemi di pensiero. Chi segue l’ideologia libertarian ha una fede cieca ed è impermeabile alla realtà? Dipende dagli individui, come sempre. Il fatto però che non incontrerete mai nella vostra vita due libertari che concordano tra loro su ogni aspetto della filosofia libertarian può essere un suggerimento del fatto che basandosi sull’individuo e sulla sua libera interazione con gli altri individui, il rischio di avere un esercito di pecore è pari a zero.

La palingenesi (ricostituzione del mondo dopo la sua distruzione) non è nelle corde del libertario perché questi si basa sull’individuo e non su concetti totalitari come nazionebene comunesorti progressive, etc etc. L’esempio del pulsante che elimina lo stato è un espediente retorico che serve a rimarcare il concetto di come lo stato sia l’agente coercitivo per eccellenza. Spingendo all’assurdo con l’esempio del pulsante si vuole ribadire che, sempre come diceva Rothbard, lo stato è il nostro nemico. Sul come arrivare a eliminare o attenuare di molto questo agente coercitivo nella realtà e non nel mondo delle idee i libertari hanno moltissimi punti di vista, tanto per cambiare. C’è chi fonda partiti libertari, chi dice che basta semplicemente raggiungere una massa critica di persone indifferenti allo stato per eliminare la sua presenza, chi suggerisce, paradossalmente, che la moltiplicazione di stati derivante dalla frantumazione degli attuali sia una via pratica per tendere alla soppressione dell’entità stato (io tra questi). In tutti i casi, trovandoselo di fronte, il libertario el struca el botón.

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10 Comments » 10 Responses to Struca el botón

  1. Stefano on marzo 5, 2012 at 13:49

    Da quello che ho letto fino a oggi, non si può dire che l’approccio libertario sia semplicistico (guardiamo ad esempio al problema della proprietà intellettuale che abbiamo discusso in altro post).
    Il problema, secondo me, è che credere nella libera interazione tra individui lascia spazio a dubbi in un qualsiasi outsider o newcomer. Quello che un libertarian presuppone è che il mercato in qualche modo dia migliori risposte dello Stato ai nostri problemi; il problema è ovviamente che nessuno conosce in anticipo le risposte del mercato, per cui possiamo fare solo ipotesi e non dare soluzioni certe.
    Questo forse può apparire più come una fede piuttosto che una filosofia logicamente fondata

  2. STRUCA EL BOTON | Movimento Libertario on marzo 6, 2012 at 17:01

    […] * Link all’originale: http://libertarianation.org/2012/03/05/struca-el-boton/ […]

  3. Renzo on marzo 6, 2012 at 17:22

    Bè non è così semplice… io avrei qualche esitazione a premere un ipotetico bottone rosso ma solo perchè vorrei evitare spargimenti di sangue. Visto che tutte le strutture alternative allo Stato sono estinte o ridotte al minimo e c’erano voluti anni per crearle e manca pure la mentalità… se premo il pulsante non è che queste rinascono il giorno dopo! Purtroppo! 🙁

  4. Gian Piero de Bellis on marzo 6, 2012 at 18:35

    Il fatto che la scienza (la ricerca scientifica) non faccia riferimento a ideologie ma a metodologie (il metodo scientifico) mi lascia molto perplesso riguardo all’affermazione “Oggi chi accusa di “ideologia” il pensiero altrui di solito lo fa perché propone…niente.” Si potrebbe dedurre che per l’autore la ricerca scientifica, estranea alle ideologie, proponga … niente!

  5. astrolabio on marzo 7, 2012 at 16:24

    in realtà per quel che so “ideologia” è un termine negativo proprio per via del marxismo; marx era convinto che i sistemi di pensiero dominanti riflettevano gli interessi delel classi dominanti, quindi le ideologie erano solo un metodo che usavano le classi dominanti per soggiogare le altre classi (non è detto che lo facessero intenzionalmente) quindi l’unica possibilità di scienza filosofia ed etica era con l’eliminazione delle classi e quindi col socialismo.
    in parole povere luca è liberale solo perché i capitalsti comandano ed impongono la loro ideologia, il comunismo invece è l’unica scienza vera.
    da qui contrapposizione tra quella che è ideologia e quella che è scienza, cioè il comunismo.

  6. Gian Piero de Bellis on marzo 7, 2012 at 17:49

    “l’unica possibilità di scienza filosofia ed etica era con l’eliminazione delle classi e quindi col socialismo”.
    Non so se questa affermazione vuole presentare le idee di Marx o dello scrivente. In ogni caso non corrisponde alla realtà perché la ricerca scientifica, il dibattito filosofico e l’etica come pratica di valori morali sono esistiti, esistono e si sviluppano anche in presenza delle classi. In quanto ad attribuire a Luca l’essere liberale “perché i capitalsti comandano ed impongono la loro ideologia” mi sembra una affermazione surreale (non tutti sono liberali anche se i padroni impongono la loro ideologia e non tutti i liberali sono amici dei padroni) e del tutto priva di dati a sostegno. Quindi mi appare come una affermazione ideologica, cioè non scientifica.

  7. astrolabio on marzo 7, 2012 at 18:46

    boh mi sembra chiaro dal commento che stavo presentando le idee di marx e non le mie.

    “In ogni caso non corrisponde alla realtà perché la ricerca scientifica, il dibattito filosofico e l’etica come pratica di valori morali sono esistiti, esistono e si sviluppano anche in presenza delle classi.”
    marx non nega questo, quello che dice però è che esiste una cosa chiamata struttura e una cosa chiamata sovrastruttura, la pima è determinata dall’allocazione dei mezzi di produzione, la sovrastruttura è determinata dalla struttura. quindi il dibattito c’è ma è influenzato dal fatto che la borghesia detiene i mezzi di produzione.

    “Quindi mi appare come una affermazione ideologica, cioè non scientifica.”
    che pretendi da marx 🙂

  8. Gian Piero de Bellis on marzo 7, 2012 at 19:38

    L’affermazione ideologica (non scientifica)a cui facevo riferimento è la seguente: “in parole povere luca è liberale solo perché i capitalsti comandano ed impongono la loro ideologia”.
    Non mi sembra proprio che Marx nei suoi scritti abbia fatto riferimento a Luca!
    Ciao e buona serata.

  9. Dal basso verso l’alto | libertariaNation on giugno 6, 2012 at 07:01

    […] dilatare di molto i confini dell’essere libertarian fino a quando, per esempio, uno voglia schiacciare quel famoso pulsante. Tags: giusnaturalismo, […]

  10. […] libertariaNation è un sito libertario e i suoi autori premerebbero il famoso pulsante di Rothbard per far sparire lo stato. Tuttavia siamo molto pragmatici e volenterosi e non viviamo […]

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