No Tav e libertarians

marzo 6, 2012 24 Comments
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Trovo un po’ assordante il silenzio della comunità libertaria italiana sulla questione No Tav. Una questione che dovrebbe invece a mio parere scatenare ben altro dibattito: stato contro cittadini, polizia, violenze da ambedue le parti, espropri, grandi opere finanziate con soldi pubblici, inquinamento ecc. Tutto questo in altri contesti avrebbe giustamente scatenato commenti, reazioni, post ecc. Sulla TAV invece niente. Anzi, molti pur di andare contro il movimento No Tav giustificano la TAV con argomentazioni stataliste da far invidia ai migliori slogan socialisti.

Dal punto di vista libertario la TAV pone dei problemi di non poco conto: prima di tutto gli espropri di terreno privato, una delle cose più terribili che possa capitare ad un individuo (e ve lo dico per esperienza diretta). Un giorno vi arriva un foglio con un timbro e vi si dice che il vostro terreno è stato scelto per una “grande opera” di interesse pubblico. Tempo qualche settimana e arrivano le ruspe e che abbiate provveduto a salvare il salvabile oppure no le ruspe distruggeranno tutto quello che avranno davanti. Non esistono proteste che tengano. E’ l’individuo contro la collettività, armata per giunta. Vi dicono che avrete un indennizzo, deciso dallo stato ovviamente, che poi in realtà non arriverà mai. E per farlo arrivare dovrete usare avvocati, denaro e dieci-quindici anni di fegato andato a male.

Secondo, l’uso di denaro pubblico per un’opera mastodontica che, a meno che non siate utilitaristi, non farà altro che rimpinguare le casse di chi ha vinto le gare di appalto che sono sempre gli stessi di sempre. Non voglio entrare nel merito dell’opera in sé, se è utile o no per la collettività. Non me ne frega nulla se l’opera è utile, mi interessa solo che non sia costruita alle spese degli individui e che non siano usati soldi pubblici. Ci sono decine di esempi di opere costruite dai privati, costruite bene e senza l’uso dell’esercito per sgombrare le popolazioni.

Sull’inquinamento non posso essere sicuro perché ci sono studi contrastanti, comunque anche questo può essere una minaccia agli individui e alle loro proprietà.

Cosa è allora che frena un libertario italiano nell’appoggiare la rivolta NO TAV? La pancia soprattutto. Qualsiasi libertario di fronte ai temi sopra elencati saprebbe darvi tutte le ragioni del mondo per combattere un progetto del genere ma per la Val di Susa nada. La pancia dicevo. Siamo un po’ radical chic. Ci piace vederci come martiri e rivoluzionari in potenza (da casa dietro ad una tastiera di PC) ma appena vediamo una keffiah e dei bonghetti inorridiamo. Intendiamoci pure il sottoscritto reagisce così ogni volta: spesso la forma è più importante della sostanza ma c’è anche la convinzione che quegli stessi che protestano giustamente contro gli espropri non batterebbero un ciglio per espropriare terre altrui per costruire un centro sociale, un parco naturalistico o per “espropriare” il 60% dello stipendio degli altri cittadini per il bene comune. Quindi la nostra pancia ci dice una cosa: quelli che protestano per la TAV non sono libertari, anzi sono nostri nemici, e quindi le loro battaglie non sono degne di attenzione.

Io credo che però i libertari debbano usare la testa più che la pancia e farsi un esame di coscienza ogni qual volta il loro stomaco brontoli alla vista di tali gruppi di protesta. Vorrei che una domanda balenasse nella vostra mente: al di là del folklore di questi individui e dei loro metodi la TAV è un progetto accettabile dal punto di vista libertario oppure no?

Non vi è dubbio che il movimento No Tav abbia delle sfumature fasciste non di poco conto, occupazioni, blocchi, blitz in sedi di partito e di giornali, distruzione di cose private e pubbliche. Ma è proprio questo quello a cui puntano i governi: sviare il problema, distrarre l’opinione pubblica da quello che stanno facendo additando ai violenti. E noi ci stiamo cascando. E’ sempre così: lo stato fa qualcosa contro gli individui o le loro proprietà, guerre, grandi opere pubbliche, arresti ecc. e tutti a commentare sul ragazzo che ha dato della “pecorella” ad un Carabiniere. uno che appena spenta la telecamera non avrebbe esistato a manganellare chiunque gli si fosse trovato davanti. Nessuno parla della TAV, tutti parlano delle violenze, della caduta cretina di un cretino da un traliccio, del “dovere” di un servo dello stato (amano chiamarsi servi).

Detto questo lasciatemi commentare sulla proverbiale irrazionalità dei soliti rivoluzionari da strapazzo sinistrati: evocare più Stato e più democrazia quando lo Stato e la democrazia sono le entità contro cui stanno protestando.

O come dicono loro:

“Non vi accorgete che la vostra situazione è esattamente figlia del processo democratico? Una testa, un voto e la maggioranza decide.  Beh, ci spiace per voi, ma la maggioranza ha deciso, la Tav si fa e il vostro parere non conta nulla. Non è forse la maggioranza degli Italiani o dei rappresentanti che sono stati democraticamente eletti, anche quelli piemontesi, totalmente d’accordo nel voler portare avanti il progetto Alta velocità? La Bresso, Cota, Chiamparino, Fassino e i governi che si sono avvicendati in questi anni non sono forse tutti a favore del progetto?

E allora di cosa vogliamo parlare? Questa è la democrazia e ha decretato che la Tav si fa, così come l’assemblea ateniese, di fronte alla ribellione dell’ex alleata Mitilene, decise democraticamente «l’eliminazione totale degli abitanti di Mitilene in età adulta e la schiavitù per i piccoli e le donne.»

That’s democracy, stupid!

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24 Comments » 24 Responses to No Tav e libertarians

  1. hronir on marzo 6, 2012 at 09:30
  2. Davide on marzo 6, 2012 at 10:11

    Tu segui troppo i libertari “di destra”… 😉
    L’anarchismo “rosso” punta il dito contro la TAV da tempo. Ce n’è qualche traccia pure su SL.
    Lo snobismo contro gli altri partecipanti, come ben dici, non aiuta. Anzi: non aiuta la generale avversione dell’individualista verso qualsiasi cosa che tenti, anche un minimo, di trascendere l’individuo. Ma questo ormai lo sappiamo bene.

  3. Lorenzo on marzo 6, 2012 at 10:30

    Finalmente qualcuno che la pensa come me su questa questione! Grande Fabristol. Complimenti!

  4. Alberto on marzo 6, 2012 at 17:22

    Tutto vero e tutto giusto, ma questo cosa vuol dire? Scendiamo in piazza e marciamo con i no-tav? Grazie, ma con quelli voglio averci il meno possibile a che fare. E non perché abbia la puzza sotto il naso, perché non è così. Non ho nessun problema a scendere in mezzo al “popolo”. Ma quello è davvero un movimento di violenti, perché non deve per forza uscire il sangue perché ci sia violenza. Basta frequentare qualche loro discussione su internet per assistere al turpiloquio e al massacro cui viene sottoposto chiunque osi pensarla in modo un po’ diverso, basta andare a un qualsiasi dibattito o conferenza ed ecco che, dopo un po’ che un si-tav o un forse-tav ha parlato, iniziano i mormorii, le interruzioni, le risate sguaiate.. e dalla violenza verbale si sale fino a lanciare le pietre. Come poi hai già detto nell’articolo, questa è la stessa gente che, per qualsiasi faccenda che oltrepassi i loro comuni, chiede più Stato, più Pubblico, più Spesa e magari invoca gli espropri contro l'”interesse dei privati”. Quindi se c’è da fare una manifestazione libertaria contro la tav io ci sono, ma non chiedetemi di stringere la mano a Perino o di andare ad una assemblea a Chiomonte.

  5. Walter on marzo 6, 2012 at 20:39

    Pur avendo simpatie libertarie piuttosto spinte sono molto favorevole alla costruzione dell’opera suddetta (e per converso decisamente contrario al violento, superficiale, rissoso movimento notav). Provo a spiegare perché.
    In un mondo ideale lo stato non esisterebbe, chiunque sarebbe libero di fare il diavolo che gli pare purché non limiti la libertà altrui. Nello specifico se io volessi costruire un tunnel altro non dovrei fare che comprare i terreni interessati al passaggio dello stesso e pagare i lavori. Ovviamente “io” nel caso di un’opera così mastodontica va sostituito con “un gruppo sufficientemente numeroso di investitori). Ora questa cosa in che circostanze avverrebbe? La risposta è piuttosto banale, ovvero se si raggiungesse il punto di pareggio in un tempo accettabile, ovvero se si riesca con i ricavi dei pedaggi a ripagare l’investimento in un tempo sufficientemente breve. Personalmente, nel caso dell’opera in questione, credo che il punto di pareggio si raggiungerebbe, e in fretta. Per due motivi sostanzialmente: in un sistema libertario il costo dell’opera sarebbe DECISAMENTE minore di quello prospettato nel nostro corrotto, sprecone sistema statalista per ovvie ragioni, e inoltre i ricavi sarebbero ingenti perché, contrariamente a quanto dicono i notav, la domanda per l’opera è forte. Come si spiega allora il fatto che tanto amano citare che sulla “linea storica” c’è un crollo del traffico? L’argomentazione in questione è fallace, infatti il calo dell’utenza della linea storica è proprio la ragione per cui il tunnel base avrà successo: il traffico merci infatti è ingente, solo che negli anni si è spostato dal tunnel del Frejus alle strade. Perché è avvenuto? Proprio per l’inadeguatezza del tunnel storico: i treni devono arrampicarsi fino a 1200 metri con pendenze del 33 per mille (tantissimo in campo ferroviario!) e, proprio per via della pendenza, devono essere leggeri (=meno carico trasportato) e trainati da più motrici (fino a tre). Se a questo si aggiunge il fatto che la sagoma della galleria è talmente ridotta da rendere difficoltoso se non impossibile il passaggio dei container del tipo più diffuso allora si capisce bene perché sempre meno treni circolino nel tunnel in questione. Per avere una misura della sua obsolescenza basti pensare che già nel 1908 era stato definito dagli esperti “una vecchia carcassa”. Un tunnel moderno e adeguato agli standard attuali intercetterebbe gran parte del traffico che ora va su gomma, quindi la domanda c’è ed è fortissima, per questo motivo in un ideale sistema libertario si troverebbero presto investitori disposti a investire.

    Gli stessi investitori potrebbero investire anche ora? Decisamente più difficile. Lo stato già ha deciso chi deve “mangiare” sulla costruzione dell’opera, ha fatto ingigantire i costi e comunque non consentirebbe a un privato di scavarsi un tunnel per conto suo senza metterci il becco. E anche se per assurdo lo consentisse pretenderebbe il “pizzo” (le tasse) rendendo il punto di pareggio un lontano miraggio. L’unica possibilità che il tunnel venga costruito, in un sistema come il nostro, è che lo faccia lo stato, con i suoi sgradevoli metodi coercitivi. Quindi, sebbene sia sinceramente dispiaciuto per coloro i quali subiranno questa violenza, sono convinto che, nel nostro sistema, questa violenza sia necessaria e che sia l’unico modo per avere un’opera utilissima che in un sistema libertario verrebbe costruita senza alcuna violenza. Ovviamente preferirei il sistema libertario in questione, ma visto che non esiste al momento allora ben vengano le forze di polizia in assetto antisommossa.

  6. fabristol on marzo 6, 2012 at 22:45

    PEr Hronir

    Grazie per il link. D’accordissimo con l’autore. 😉

    Per Davide

    Ricordati che i veri libertari non sono di destra o di sinistra ma sono in alto. 😉
    Credo che il problema derivi dalla prima generazione di libertari, quelli che erano qualcos’altro prima di essere libertari. In questo caso di destra. In Italia purtroppo non si può nascere ancora libertari, si diventa.

  7. fabristol on marzo 6, 2012 at 22:48

    Per Lorenzo

    Grazie mille! 😉

    Per Alberto

    “Scendiamo in piazza e marciamo con i no-tav? ”

    Non hai capito il succo del discorso del post. 🙂 Nessuno ti sta chiedendo di andare a protestare con loro, ma ciò non significa che non si possa protestare contro la TAV, un progetto che va contro tutto quello per cui combattiamo.

  8. fabristol on marzo 6, 2012 at 22:52

    Per Walter

    ma così giustifichi qualsiasi violenza dello stato. Siccome siamo in un sistema statalista allora non c’è scelta. Ma ti dico che ci sono tante opere che sono state costruite dai privati al mondo. Quindi è possibile investire e lasciare da parte lo stato.

  9. Walter on marzo 6, 2012 at 22:54

    No, la giustifico solo nelle grandi opere. Un palazzo i privati lo riescono a costruire nonostante lo strozzinaggio dello stato. Un tunnel di 50 chilometri, se lo stato ti tassa i ricavi al 50% e più, no.

  10. fabristol on marzo 6, 2012 at 23:11

    Ma se segui il link di Hronir nel primo commento vedrai che la Thatcher ha costruito metà del tunnel della Manica senza sborsare un centesimo di soldi pubblici. Dirai che la Thatcher è la Thatcher! 🙂

  11. Carmine on marzo 7, 2012 at 00:55

    Fabristol, secondo me dovresti preoccuparti seriamente: sono anche stavolta totalmente d’accordo con te.

  12. […] per tutti e due (ma anche per altri come abbiamo visto ieri): non si può pretendere che lo Stato sia allo stesso tempo un distributore automatico di diritti e […]

  13. fabristol on marzo 7, 2012 at 19:21

    Per Carmine

    magari sei un libertario e non lo sai ancora. 😉

  14. Alberto on marzo 8, 2012 at 21:23

    fabristol cosa pensi di quello che ha detto Oscar Giannino (che, per quanto mi riguarda, è una delle persone che più stimo) nella puntata del 7 marzo di nove in punto ? più o meno a partire dal minuto 20-21.. lo ha anche scritto su chicago blog ma il discorso in radio è più completo..

  15. fabristol on marzo 9, 2012 at 00:23

    Per Alberto

    purtroppo non ho accesso all’audio adesso ma appena posso ascoltarlo ti faccio sapere. 😉

  16. vitaliano on marzo 9, 2012 at 10:11

    io posso essere contro la tav come contro la totalità delle opere pubbliche, ma purtroppo per chi lotta per la tav quella lotta è stata strumentalizzata. Il popolo no tav (tranne i montanari che hanno visto portarsi via la propria proprietà ai quali va tutta la mia solidarietà) è costituito in gran parte da persone che se ne fottono dell’esproprio, della tav e di tutto il resto. Sono persone che vedrebbero di buon occhio le opere pubbliche di staliniana memoria, sono contro il libero mercato, contro la proprietà. Io semplicemente (visto che siamo quattro gatti) la mia voce non voglio che si confonda o che peggio possa essere strumentalizzata.
    Lì a pochi km c’è il raddoppio del frejus. Come mai nessuno protesta?

  17. Alberto on marzo 9, 2012 at 12:20

    ok 🙂

  18. Domenico on marzo 10, 2012 at 02:40

    Ottimo articolo e grazie per la citazione del nostro sito.
    Nel nostro piccolo su Torino qualcosa stiamo provando a fare e perchè un libertario non può rimanere in silenzio di fronte ad un opera che da un lato espropria contro la propria volontà molti cittadini delle loro terre e dall’altro espropria 60 milioni di italiani di un’ ulteriore quota del loro reddito (dicono che saranno 3 miliardi, ma conoscendo lo Stato italiano…) per finanziare l’ennesima cattedrale del deserto, inoltre vedere la protesta monopolizzata dai soliti quattro beoti post-sessantottini che pensano di arrivare alla rivoluzione prendendosi mazzate nei cantieri al suono di “più democrazia” e “bella ciao” fa decisamente incazzare.

  19. Domenico Letizia on marzo 10, 2012 at 06:43
  20. fabristol on marzo 11, 2012 at 12:09

    Per Vitaliano

    capisco tutto quello che dici e credo di averlo detto anche nel mio post ma vorrei risponderti come fa Domenico qualche commento più su: “inoltre vedere la protesta monopolizzata dai soliti quattro beoti post-sessantottini che pensano di arrivare alla rivoluzione prendendosi mazzate nei cantieri al suono di “più democrazia” e “bella ciao” fa decisamente incazzare.”

    Invece di parlarne schifati o di avere la puzza sotto il naso perché non proponiamo qualcosa di nostro, una protesta nostra che non deve mischiarsi a quella dei No tav ma deve rimanere parallela come quello che sta facendo l’IBL o Chicago Blog per intenderci?

  21. fabristol on marzo 11, 2012 at 12:09

    Per Domenico Letizia

    ehhh ancora dietro ai Radicali! 😉

  22. fabristol on marzo 11, 2012 at 12:26

    Per Alberto

    ho ascoltato quello che ha detto e scritto. Be’ diciamo che la sua non è una prospettiva austriaca (nel senso della Scuola Austriaca) ma comunque razionale. Interessante il fatto che comunque dica che lui sia convinto che il rapporto costi/benefici sia contro la costruzione della TAV.

    condivido comunque tutte le critiche all’italia, agli italiani e ai no tav. Grande Oscar.

  23. Claudio G. H. on marzo 18, 2012 at 16:06

    Condivido l’articolo.

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