EU, what’s wrong with you?

marzo 8, 2012 8 Comments
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Ci sono un cinese, un indiano e un brasiliano che minacciano una ragazza europea. No, non è l’inizio di una barzelletta ma la trama di una nuova pubblicità dell’Unione Europea. Pubblicità ritirata perché accusata di razzismo. Guardatela qui sotto e poi vi dico la mia interpretazione.

Più che di razzismo, io parlerei di messaggio demenziale e spaventosamente fuorviante. Da quello che ho capito io, il messaggio della pubblicità è il seguente: ci sono un cinese, un indiano e un brasiliano (che rappresentano le tre economie mondiali attualmente più dinamiche) che minacciano una ragazza europea di un paese europeo a caso. Però se gli stati europei sono uniti (il cerchio formato da tante ragazze tutte uguali), insieme possono neutralizzare la minaccia esterna (!) rappresentata dagli stati emergenti. Questo messaggio è così profondamente sbagliato a più livelli che c’è da mettersi le mani nei capelli.

Prima di tutto, il messaggio non troppo sottinteso che stato grande = potenza e ricchezza si chiama imperialismo e abbiamo visto nel corso del secolo scorso cosa ha comportato, ossia miseria, morte e distruzione. L’idea malsana e priva di logica che serva un megastato per stare bene è da combattere sempre e in ogni situazione venga presentata. Con la libera circolazione di persone, merci e lavori, ossia la globalizzazione, la grandezza dello stato è più che altro un handicap dato che allontana il cittadino dal centro decisionale.

In secondo luogo, tralasciando la triste caratterizzazione stereotipata dei personaggi, il messaggio che passa è mors tua vita mea. NO! Se Cina, India e Brasile crescono non possiamo che esserne contenti perché la ricchezza non è un ammontare definito e fisso del quale più ne prendono gli altri e meno ne prendiamo noi. NO! Questo è un abbaglio nel quale sguazziamo e che i politici continuano a ripeterci ma non è vero. Oggi siamo più ricchi noi e sono più ricchi loro grazie all’aumentata libertà di commercio internazionale, ossia alla globalizzazione che mette in moto il sistema dei vantaggi comparati.

Più passa il tempo e più divento tenacemente eurocontrario perché la spirale dentro la quale sono caduti gli stati membri della UE è sempre più chiara. Tanti cittadini europei in buona fede vedono la UE come un’opportunità di crescita e pace. In realtà per sentirsi fratelli non serve far parte di un unico megastato accentratore. Non serve la UE per non presentare più il passaporto alla frontiera o commerciare liberamente. Ci si può benissimo arrivare attraverso accordi internazionali. Tanto si chiedono perché la Svizzera, accerchiata dalla UE, non ne diventi essa stessa uno stato membro. Andatelo a dire voi agli svizzeri che non potranno più votare in molti dei loro referendum perché le decisioni verranno delegate a Bruxelles. Andatelo a dire voi agli Svizzeri che la UE mal sopporta la concorrenza fiscale, figurarsi tra territori dello stesso stato.

Simili spot sono pericolosi perché con la loro ignoranza e/o malafede mirano a costruire il consenso a qualcosa di profondamente deleterio per l’individuo. No grazie, l’imperialismo unioneeuropeista proprio no, grazie.

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8 Comments » 8 Responses to EU, what’s wrong with you?

  1. myself on marzo 8, 2012 at 10:18

    Concordo con l’analisi fatta e riguardo “mors tua vita mea” faccio notare che nella pubblicità effettivamente l’indiano il cinese e il brasiliano spariscono!
    L’intento dell’UE sarebbe quindi quello di eliminarli? E dice di professare la pace tra i popoli…

    P.S. Inoltre la ragazza è vestita più o meno come la protagonista di Kill Bill, la quale però è americana.

  2. fabristol on marzo 9, 2012 at 00:09

    “L’idea malsana e priva di logica che serva un megastato per stare bene è da combattere sempre e in ogni situazione venga presentata.”

    Vallo a dire a Napolitano!

  3. Walter on marzo 9, 2012 at 11:51

    A me se l’Unione Europea si sostituisce agli stati nazionali e si caratterizza per una minore invadenza sull’economia e sulla vita degli individui andrebbe più che bene. Io mi sento più europeo che italiano. Vivo all’estero, parlo due lingue e ne sto imparando una terza e mi riconosco poco in molte tradizioni italiane.

  4. Claudio G. H. on marzo 18, 2012 at 16:43

    Walter, la tua è una ipotesi che non trova riscontro, nei fatti la EU sta diventando un megastato, e da molto tempo è più invasiva degli stessi stati.
    Ti porto un esempio pratico. La direttiva RAEE (rifiuti apparecchiature elettriche elettroniche). Grazie alla inettitudine dell’Italia questa norma non esisteva e non sarebbe esistita per lungo tempo, in compenso nel vicentino (Veneto) era nata una impresa una ventina di anni fa che aveva scommesso sui rifiuti da apparecchiature elettroniche ed elettriche contando di ottenere profitti dal recupero di metalli preziosi e materiali utili.
    Questa società (seppure un po’ aiutata da una promozione fatta da amici in politica locale, ma che io sappia niente soldi, anche perché altrimenti non mi chiamavano per aiutarli a ideare macchine per estrarre i materiali) era diventata l’avanguardia in questo settore e da queste parti i rifiuti di roba elettrica non erano un problema, fino a che non sono nate le leggi sui rifiuti speciali per cui vennero aggiunti costi parassiti e crollò la redditività che dovette evidentemente essere supportata attraverso una licenza (ci guadagnano di più trasportando i rifiuti che estrarre la materia), resta comunque il fatto che questa società era una avanguardia al punto che per realizzare il recepimento della direttiva EU fu chiamato il proprietario per un’audizione in parlamento, lo scopo fu naturalmente di fare una legge esattamente contraria ai suggerimenti dati per favorire un grosso produttore di elettrodomestici italiano.
    Vogliamo parlare della direttiva HACCP?
    Poi che il governo italiano si impegni a interpretare tali direttive complicandole ulteriormente e mettendovi lo zampino per favorire gli amici, questo lo sappiamo, ma ciò non assolve la pervasiva invadenza dei tecnocrati mangiacavoli.

  5. Walter on marzo 18, 2012 at 18:53

    Beh, però per altri versi l’Europa spinge per liberalizzazioni che altrimenti non avremmo mai avuto per l’ostruzionismo dei soliti noti. Non bisogna vedere solo il lato negativo della cosa anche perché se ci pensi siamo uno dei paesi più illibertari d’Euopa, quindi un governo europeo in media non può che farci andare nella direzione giusta, anche nel campo delle libertà personali.

  6. fabristol on marzo 18, 2012 at 22:32

    Però Walter ha una certa ragione: in Italia siamo messi così male in fatto di liberalismo che la socialista Unione Europea è pur sempre più liberista quindi per l’Italia l’UE è un vantaggio non indifferente per molte cose. Sia per le liberalizzazioni che per i diritti delle minoranze, la corruzione ecc. ecc.

  7. Claudio G. H. on marzo 19, 2012 at 10:06

    Ok, questa osservazione è giusta, o almeno lo è stata fino ad un certo punto, di recente la EU sta diventando effettivamente opprimente.
    Ma lasciatemi dire che è davvero penoso arrivare a concludere che è meglio “essere schiavi di un padrone buono piuttosto di uno cattivo” (se mi passate la metafora).

  8. fabristol on marzo 19, 2012 at 20:19

    “Ma lasciatemi dire che è davvero penoso arrivare a concludere che è meglio “essere schiavi di un padrone buono piuttosto di uno cattivo” (se mi passate la metafora).”

    Non sto dicendo questo però è indubitabile che in passato ci sia andata bene e che a quest’ora saremmo peggio. E comunque a volte è meglio lasciar da parte l’idealismo ed essere più pragmatici. E’ molto improbabile che ci libereremo del padrone italia e del padrone UE ma tra i due spesso (non sempre) preferisco essere inculato dalla UE. 😉

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