Di chi sono gli embrioni della Signora Parrillo?

marzo 16, 2012 11 Comments
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Nel 2002 la signora Parrillo e suo marito decidono di utilizzare la fertilizzazione in vitro in una clinica di Roma. Come da prassi vengono prodotti cinque embrioni che vengono subito congelati. Sfortunatamente la signora Parrillo rimane vedova, suo marito muore nel famoso attacco a Nassirya, e decide di non continuare la fecondazione. Nel frattempo arriva il governo Berlusconi e promulga la controversa Legge 40 nonostante i dubbi di incostituzionalità  che porteranno un comitato di ricercatori e Radicali a chiedere un referendum (fallito per non raggiungimento del quorum per la cronaca). Ora la signora Parrillo chiede che i suoi embrioni vengano donati per la ricerca sulle cellule staminali dato che non ha più intenzione di utilizzarli per la fecondazione e che moriranno comunque dopo alcuni anni di congelamento.

L’episodio raccontato dal Corriere della Sera riporta all’opinione pubblica i temi della Legge 40, della libertà di fecondazione assistita e della ricerca sulle staminali embrionali. Non vorrei entrare nel merito della Legge 40 (chi mi segue sa come la penso a riguardo) dal punto di vista etico ma vorrei affrontare l’argomento da un punto di vista della definizione di proprietà.

Infatti, la domanda che vi pongo è: di chi sono gli embrioni della signora Parrillo? Nella domanda dovrebbe esserci già la risposta perché sono “gli embrioni della signora Parrillo” ma non è che così semplice come si crede.

Vi invito a seguirmi in quello che segue: ammettiamo che invece degli embrioni la signora Parrillo e marito avessero conservato in frigorifero un ovulo e uno spermatozoo in due fialette separate. A meno che non seguiate la logica fondamentalista di un Santorum qualunque credo che siamo tutti d’accordo che quelle due cellule separate siano di proprietà della coppia. Rimarranno tali anche quando metteremo le due cellule nella fiala ad una temperatura non fisiologica tale da non concedere l’unione dei due gameti. Ma se scongeliamo la fialetta e chiediamo l’intervento di un biologo che inietterà lo spermatozoo nell’ovulo magicamente i proprietari dei due gameti perdono (alcun)i loro diritti sulla loro proprietà. In particolare non potranno più disporre della loro proprietà e non potranno venderla o distruggerla. In parole povere per lo stato italiano l’unione tra due proprietà private in un’unica entità rende i diritti dei proprietari carta straccia. Non importa che l’ovulo non abbia cominciato la mitosi, che abbia prodotto solo due, quattro o n cellule.

E a chi va la proprietà? Non è chiaro questo punto ma pare che vada allo Stato che si prende il diritto di decidere se, come e cosa fare dell’embrione. Infatti grazie alla Legge 40 una coppia non può più decidere quale embrione utilizzare, né può decidere di vendere, donare o distruggere (neppure a due minuti dalla microiniezione dello sperma) gli embrioni rimasti. E se non si può donare o distruggere una proprietà non si è i proprietari ma solo i fruitori.

Il passaggio di proprietà dai genitori allo stato però non ha né notaio né contratto (il biologo potrebbe considerarsi l’unica figura vicina ad un notaio, anche se non è un osservatore passivo ma un esecutore del passaggio di proprietà). Diciamo che i genitori sapendo della Legge 40 sanno implicitamente che dopo che il biologo farà la sua microiniezione non si avranno più diritti sulla propria proprietà, nonostante ci sia metà corredo genetico di ognuna delle persone. E perfino se dall’unione delle due cellule non sia scaturita alcuna mitosi.

Il problema è che la signora Parrillo quando ha congelato i suoi embrioni non poteva sapere che la Legge 40 sarebbe arrivata di lì a poco e che avrebbe avuto effetto retroattivo. Come se qualcuno avesse investito energie e denaro nel costruire un oggetto e poi alcuni anni dopo con una legge lo stato vi togliesse la proprietà di quell’oggetto. Un vero e proprio esproprio genetico.

Ovviamente per i sostenitori della Legge 40 l’ovulo e lo spermatozoo appena uniti rappresentano una persona sotto tutti i punti di vista. Ma allora ci dobbiamo chiedere perché decine di migliaia di persone si trovano nei congelatori delle cliniche a marcire da anni e lo Stato – corresponsabile di questo genocidio- non venga accusato di concorso in omicidio plurimo?

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11 Comments » 11 Responses to Di chi sono gli embrioni della Signora Parrillo?

  1. astrolabio on marzo 16, 2012 at 14:19

    riguardo all’ultima domanda direi che, supponendo che un embrione sia un individuo, ha il diritto a non essere ucciso ma non ha il diritto a essere fornito di un utero per crescere, se vuole un utero deve guadagnarselo col duro lavoro della sua fronte 🙂

  2. Ivo Silvestro on marzo 16, 2012 at 15:45

    Di chi sono gli embrioni della signora Parrillo? Nella domanda dovrebbe esserci già la risposta perché sono “gli embrioni della signora Parrillo”

    .
    Ti prego, togli questa parte, perché non significa nulla: al massimo lo si può usare per qualche gioco di parole o qualche siparietto comico.
    Del resto, tu sei mio amico, ma non sei di mia proprietà, come non lo sono mio padre, mia madre, mio figlio e mia moglie, pur essendo tutti padre/madre/figlio/moglie di Ivo.

  3. fabristol on marzo 16, 2012 at 19:22

    Per Ivo

    aspetta, aspetta, questa frase può essere letta su due livelli e tu hai visto solo quello grammaticale. Io intendevo dal punto di vista della possessione di un oggetto, non dal punto di vista grammaticale come nel tuo esempio. L’embrione è della signora Parrillo perché è parte del suo corpo, contiene metà dei suo geni e secondo gli accordi sarebbe dovuto essere impiantato nel suo utero.

  4. Ivo Silvestro on marzo 17, 2012 at 14:17

    Ma nel brano citato – non nel resto dell’articolo, che condivido – fai riferimento a una espressione grammaticale!

  5. annarosa on marzo 17, 2012 at 17:38

    Il problema è che ormai la biologia non la conosce più nessuno. O la si ignora volutamente.
    I gameti sono cellule aploidi che appartengono a due individui (maschio e femmina); lo zigote non è più una cellula aploide di nessuno dei due individui che hanno “dato” il loro gamete per “procrearlo”: è un’organismo in sviluppo e ogni sua cellula (diploide) appartiene all’individuo biologico originato dall’unione delle due cellule germinali che appartenevano a suo padre e sua madre. Le sue cellule appartengono a lui/lei: al/la figlia/o originato da quel concepimento.
    Gli embrioni della sig.ra Zarrillo sono i suoi figli. E lei dovrebbe averne cura, anche se “vedova”. La legge 40 aveva il merito di evitare situazioni tragiche come queste proibendo il congelamento (a parte cause di forza maggiore) dei figli concepiti in provetta.

  6. fabristol on marzo 18, 2012 at 22:29

    Ciao Ivo,

    ok rileggendolo capisco il tuo punto di vista che potrebbe trarre in inganno.

    Per Annarosa

    Il fatto che abbia due parti aploidi non cambia il fatto che l’embrione continua ad essere di proprietà di coloro che lo hanno prodotto almeno fino a che… già fino a quando? E qui ci sono varie scuole di pensiero: io non ho la verità in pugno ma credo che possano esistere vari gradi di proprietà e di tutela giuridica a dviersi stadi dello sviluppo. Non mi piacciono il bianco e il nero ma le due parti in campo, religiosi e laici non riescono a vedere i grigi.

  7. Frank77 on marzo 19, 2012 at 15:30

    Attenzione,il fatto che una cosa sia di mia proprietà non significa che io ci possa fare quello che voglia.
    Faccio un’esempio:se io ho una macchina che vendo ad un’altra persona che vuole fare una rapina,sto facendo qualcosa d’illegale.

  8. annarosa on marzo 19, 2012 at 19:38

    a Fabristol
    Quindi tu hai il dubbio di non sapere da quando non siano più “cose” ma diventano “esseri umani” di cui, ovviamente, nessuno ha la “proprietà”. Perfettamente d’accordo. Per questo bisognerebbe rispettarli comunque <> “esseri umani” perché potrebbero magari esserlo anche se non ne siamo così sicuri. E’ quello che ha detto il Comitato di Bioetica.

    “(a) prevale in seno al Comitato la tesi secondo cui l’identità personale dell’embrione sussiste sin dalla fecondazione. Per alcuni, tale identità è affermabile con certezza; per altri lo è con elevato grado di plausibilità. Sul piano pratico, gli uni e gli altri ne deducono il dovere di trattare l’embrione come dotato di identità personale sin dalla fecondazione;
    (b) altri membri, considerato il carattere non risolutivo delle analisi ontologiche, sottolineano che i concetti di sviluppo genetico ed epigenetico, di continuità evolutiva, che si applicano all’embrione in quanto intrinsecamente orientato a diventare un essere umano completo, costituiscono difficoltà molto forti nei confronti della possibilità di pensare a momenti precisi, embriologicamente definiti, di costituzione dell’identità personale. Ritengono quindi la questione sostanzialmente indecidibile, ma riconoscono che l’embrione ha il diritto di essere
    trattato come una persona, ossia nel modo secondo cui conveniamo debbano essere trattati gli individui della nostra specie sulla cui natura di persone non vi sono dubbi”

  9. fabristol on marzo 19, 2012 at 20:34

    Per Frank

    Ma in quel caso c’è un passaggio di proprietà ben definito e non è detto che tu sapessi che l’altro doveva fare una rapina.

    Pe Annarosa

    E però il secondo punto è controverso quando dice: “Ritengono quindi la questione sostanzialmente indecidibile, ma riconoscono che l’embrione ha il diritto di essere
    trattato come una persona, ossia nel modo secondo cui conveniamo debbano essere trattati gli individui della nostra specie sulla cui natura di persone non vi sono dubbi”

    Dicono che indecidibile però poi finiscono dicendo “senza alcun dubbio” che l’embrione è una persona. WTF?!?
    Ma che razza di indecisione è quella per cui si decide senza dubbio che è una persona?
    Dare ad un ovulo con dentro uno spermatozoo gli stessi diritti di una persona adulta è qualcosa di mostruoso sul piano logico e morale dal mio punto di vista. La fusione dei nuclei aploidi dello spermatozoo e dell’ovulo può avvenire anche dopo 72 ore dall’entrata della testa dello spermatozoo. Le prime mitosi consistono di alcune decine di cellule appena nei primi giorni totalmente indistringuibili dall’embrione di una gallina, di un cane o di una lucertola. Come si può dire che dieci cellule hanno lo stesso diritto legale di un essere umano?
    Embrione umano e persona sono due concetti che non si possono intercambiare.
    Se è davvero così indecidibile perché non lasciare una zona grigia di indecisione di qualche mese invece di scrivere nero su bianco che un ovulo con uno spermatozoo dentro ha diritto… già ha diritto a cosa?
    La Legge 40 equipara l’embrione ad una persona ma poi non sonda le conseguenze legali di questo: se davvero sono equiparabili giuridicamente dovremmo accusare lo stato di genocidio nel lasciarli nei freezer delle cliniche!

    A mio parere bisognerebbe lasciare gli apparati ideologici da una parte e pensare in modo più pratico. Per esempio lo sviluppo di un abbozzo di sistema nervoso può essere l’inizio di un essere umano a tutti gli effetti e poi più avanti quando è indipendente dal punto di vista nutritivo (ovvero quando anche se prematuro può essere nutrito fuori dall’utero materno diventare persona giuridica. Insomma differenti stadi di sviluppo corrispondono a differenti livelli di tutela.

  10. annarosa on marzo 20, 2012 at 10:22

    Neanche la siepe nasconde sempre e comunque un cacciatore: eppure va evitato di sparare quando pensiamo che “QUASI sicuramente è una lepre” perchè, appunto, potrebbe celare un essere umano. O siamo CERTI che un “individuo della specie umana” (cosa che sicuramente è uno zigote anche di poche ore- e gli embrioni congelati sono GIA’ di almeno 8 o più cellule per cui il nuovo individuo è sicuramente nato) non sia una “persona” perché NON ABBIAMO UN CRITERIO UNIVERSALE PER DIRE CHE NON LO E'(anche qui si fanno solo ipotesi non accolte da tutti) oppure, nel dubbio, lo dobbiamo rispettare. Oppure accettare il fatto che chi spara a un cespuglio senza l’assoluta certezza che nasconda un animale e non si è tolto il dubbio che invece ci possa essere un altro uomo, non sia un irresponsabile criminale.

  11. fabristol on marzo 21, 2012 at 00:43

    Annarosa, se fosse così, lo ripeto per l’ennesima volta, i freezer delle cliniche sonod egli immensi cimiteri, i biologi che fanno fertilizzazione in vitro sono degli assassini, lo stato è complice e le donne che abortiscno anche naturalmente dovrebbero essere indagate ogni volta. Infatti cosa bloccherebbe un magistrato dal decidere che la passeggiata quotidiana dell’altro giorno in cui una donna è caduta nel parco sia stata la causa della morte della persona che stava nel suo utero? Ogni donna dovrebbe essere controllata a vista per evitare qualsiasi aborto, naturale o voluto. Tutte le donne sarebbero potenziali assassini.

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