A Zurigo i maschi saranno tutelati dallo sbilanciamento al femminile

marzo 20, 2012 4 Comments
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Qui come sapete bene non siamo dei grandi estimatori delle quote rosa. Per noi libertari i cittadini sono individui prima ancora che uomini, donne, neri o bianchi. La presenza di un utero o dei testicoli non dovrebbe condizionare un legislatore. Invece nelle democrazie occidentali odierne non è così dove esistono una marea di leggi a tutela delle donne che secondo molti partono da una posizione di svantaggio sociale. Quote rosa, affidamento dei bambini in caso di divorzio, pagamento degli alimenti, lavoro part time più facile, agevolazioni imprenditoria, pensioni più giovani, agevolazioni fiscali, carcerazioni brevi ecc. ecc. La lista è enorme e basta sfogliare una qualsiasi seduta di un consiglio comunale di provincia per vedere sempre la famosa clausola “agevolazioni per giovani e donne”.

Ma da un po’ di tempo alcune associazioni per la difesa dei diritti dei maschi si stanno battendo per un riequilibrio di questa situazione soprattutto sotto il punto di vista dell’affidamento dei minori o per il lavoro part-time quasi mai concesso ad un padre o per lavori femminili proibiti ai maschi.

Per non discriminare nessuno, dice il responsabile per le Pari Opportunità di Zurigo Helena Trachsel, è stato creato un nuovo ufficio per salvaguardare i maschi. Ma la Trachsel dicendo così ha appena affermato che le leggi per le Pari Opportunità in difesa delle donne in Svizzera sono discriminatorie. Se c’è davvero bisogno di bilanciare qualcosa vuol dire che quel qualcosa prima prima era “sbilanciato”; ovvero un abuso di diritti dedicato solo ad una parte della popolazione.

Per questo è stato creato un ufficio con un responsabile, Markus Theunert, un 39enne psicologo che si occuperà di aiutare i maschi del cantone di Zurigo. La cosa pare veramente bizzarra in un mondo dove i governanti e i media non fanno altro che parlare quotidianamente di tutele per la popolazione femminile. Ma per noi la cosa invece pare bizzarra da un altro punto di vista: invece di aprire un ufficio per proteggere una parte della popolazione contro le leggi che favoriscono un’altra parte della popolazione perché non si è deciso di chiudere l’ufficio per le Pari Opportunità, indirettamente considerato dalla sua stessa responsabile discriminatorio, e modificare la legislazione a riguardo?

Basterebbe infatti tutelare le persone come individui indipentemente dal loro sesso. Ma forse questo è troppo complicato da capire nel 21esimo secolo.

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4 Comments » 4 Responses to A Zurigo i maschi saranno tutelati dallo sbilanciamento al femminile

  1. myself on marzo 20, 2012 at 11:04

    Credo che continuerà ad essere un continuo tira e molla, prima troppi privilegi agli uomini, poi troppi privilegi alle donne, poi troppi privilegi agli uomini….

  2. CARLO BUTTI on marzo 21, 2012 at 00:00

    Le vere donne (vedi Margareth Thatcher)si sono fatte largo senza le quote rosa, i veri uomini dovrebbero guardare alle quote rosa con la massima indifferenza. Col tempo queste ubbie finiranno, e i nostri posteri le seppelliranno con una risata, ancor prima che finisca lo strampalato secolo XXI

  3. Claudio on marzo 25, 2012 at 23:10

    “…lavori femminili proibiti ai maschi”
    Si riferisce alle dame di compagnia in assenza del marito? :P

  4. Jadran on marzo 26, 2012 at 12:15

    Credo che questa situazione paradossale sia nata da un’interpretazione perversa di Pari Opportunità, che per definizione dovrebbe escludere percorsi preferenziali per determinati gruppi: non ha senso un ufficio pari opportunità per ogni “categoria” specifica, altrimenti non si fa altro che esacerbare la contrapposizione. E a proposito delle categorie, è più che ragionevole dire che l’unica strada è considerare le persone come individui prima di ogni altra etichetta, ma va anche sottolineato che più che convincere le persone discriminate di essere individui e non membri di una categoria è più importante far capire questo concetto a chi mette in atto quelle discriminazioni nei confronti di un segmento intero della popolazione; e su questo punto vedo – purtroppo – molti tentennamenti.

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