E se privatizzassimo il Colosseo?

aprile 13, 2012 4 Comments
By

Non è un’idea nuova ovviamente quella di dare ai privati la gestione di siti archeologici o dei musei visti gli scarsi risultati del pubblico. Basta guardare lo stato in cui versa il patrimonio archeologico nazionale, con i crolli di Pompei e del Colosseo nelle prime pagine dei giornali. Ma gli episodi di occupazione dei finti centurioni di questi giorni però ci possono dare un aiuto a metter più carne al fuoco sul dibattito sulle privatizzationi dei beni pubblici.

Per prima cosa bisogna mettere in chiaro che la questione si può affrontare in due modi: si potrebbe, per i beni meno pregiati per esempio, vendere il bene o l’area archeologica in leasing per un periodo prestabilito; oppure dare la gestione ai privati dei beni per un periodo prestabilito. Come dice Alberto Mingardi qui:

“È chiaro che privatizzare non significa che il pubblico non possa identificare una destinazione appropriata o un uso particolare per un immobile, o per specifiche categorie di immobili (musei ecc.). Alienare la proprietà non comporta che lo Stato non possa perseguire finalità di interesse pubblico con i cespiti alienati : lo Stato proprietario non è condizione necessaria per lo Stato regolatore. Del resto abbiamo già visto questo cambiamento verificarsi in molti ambiti. […] Se per una determinata risorsa, il cui utilizzo ha ripercussioni “pubbliche”, lo Stato definisce una cornice di regole generali, la sua conduzione e valorizzazione può benissimo essere lasciata ai privati.”

Il Colosseo quindi potrebbe essere dato in gestione a privati che avranno tutto l’interesse a mantenerlo in buona salute e a pubblicizzarlo in maniera appropriata, cosa che non può fare che bene a Roma. Ma sempre seguendo le direttive del comune o della Sovrintendenza ai beni archeologici.

Ma cosa c’entra la protesta dei finti centurioni e gladiatori con la privatizzazione dei beni archeologici e nello specifico del Colosseo? Immaginiamoci l’area intorno al Colosseo in mano alla gestione privata (sempre in accordo col comune o lo stato sulle regole generali di interesse pubblico). E’ chiaro che i figuranti in stile latino rappresentano una opportunità turistica perfetta per i turisti in primo luogo ma soprattutto per l’ipotetica compagnia privata che gestirebbe il Colosseo. La compagnia infatti avrebbe tutto l’interesse ad assumere dei figuranti da piazzare nei punti strategici dell’area che gestisce per far felici i turisti. Alla fine è come quello che succede già ora coi parchi dei divertimenti come Disneyland. Il parco assume figuranti coi costumi di Topolino e compagnia per attrarre turisti nel parco.

La stessa cosa potrebbe capitare col Colosseo: alcuni figuranti selezionati vengono assunti, gli abusivi non esistono nell’area archeologica e il comune non ha bisogno di dare licenze, patentini e targhette a nessuno. E lo stato non dovrà metterci un centesimo di suo. Sarà il libero mercato ad eliminare gli abusivi e i pochi figuranti saranno pagati non estorcendo soldi ai malcapitati turisti giapponesi ma verranno remunerati dalla compagnia in modo regolare e legale.

Una bella idea vero? Peccato che nessuno ascolterà mai questa proposta.

Tags: , , ,

4 Comments » 4 Responses to E se privatizzassimo il Colosseo?

  1. Mino on aprile 13, 2012 at 09:39

    Sperando che quelli di Disneyland riescano a pagarsi tutti i debiti… http://www.ilpost.it/2012/04/12/la-crisi-di-disneyland-paris/

  2. myself on aprile 13, 2012 at 17:14

    Forse non è completamente attinente però a proposito di libertà e beni storici mi viene in mente che noi cittadini siamo tutti costretti a finanziare il mantenimento di siti archeologici di cui spesso è dubbio l’interesse e che io preferirei venissero smantellati per costruire edifici e strutture di utilità attuale.

    Mi sembra giusto conservare una certa quantità di fossili, manufatti e costruzioni antiche… ma che in certe regioni non si possa costruire neanche un palazzo perchè appena scavi ovviamente salta fuori qualche vaso antico penso sia un’assurdità.

  3. CARLO BUTTI on aprile 13, 2012 at 19:28

    Sarebbe bello aprire un dibattito sul problema della conservazione dei beni archeologici in un sistema libertario, in cui cioè lo Stato proprio non esiste. Per territori come quello dell’Australia,degli Stati Uniti o del Canada è una questione minima o addirittura inesistente(diverso il discorso per il Messico e per gli altri territori dell’America Latina che videro il fiorire delle civiltà precolombiane). Per l’Italia è un dilemma di enorme rilevanza. Abbattere i siti archeologici per costruirci case nuove? Io credo che se in campo edilizio fosse stata seguita da noi, in passato, una politica economica meno demenziale (pensiamo al “blocco dei fitti” e ad altre simili trovate da tempo di guerra) i proprietari di vecchi immobili avrebbero avuto tutto l’interesse a risanarli e ristruttutali, anziché abbandonarli al loro destino. Ci saremmo risparmiati la cementificazione selvaggia che ha distrutto tanti luoghi incantevoli, non ci sarebbe bisogno di eliminare siti archeologici (ammesso e non concesso che oggi questa necessità ci sia!, e tanti antichi reperti se ne starebbero in pace sotto terra.Quanto ai figuranti travestiti da antichi Romani davanti al Colosseo,pubblici o privati che siano, rimangono un esempio insuperato di Kitsch vomitevole. Ma se ai turisti piacciono e fanno incassare tanti soldini…E’ il mercato, bellezza! Non sarò certo io a chiedere che vengano tolti di mezzo. Sono libero di scegliere altre mete dove l’arte di ieri si sposa al buon gusto d’oggi:Vienna.Praga,Parigi,l’amatissima Salisburgo: luoghi in cui tra l’altro i turisti vengono spennati di meno

  4. fabristol on aprile 14, 2012 at 22:42

    Per Carlo

    come dico sempre bisogna imparare dagli inglesi, che l’hanno vista giusta tante volte. Gli inglesi vivono e convivono con i loro beni storici. Chiese, case storiche, qualsiasi sito di interesse storico può essere dato ai privati e utilizzato per vivere o per commercio. Ovviamente tutto all’interno di una cornice di controllo statale. In questo modo i beni storici vengono vissuti e continuamente ristrutturati. Una mentalità ALIENA per l’italiano medio.
    Faccio un esempio: la mia scuola elementare di Cagliari dell’800 è stata chiusa perché appunto storica. E ora è diventato un palazzo vuoto senza alcune destinazione. In UK una cosa del genere sarebbe da ridere, ridicolizzata. Le scuole si trovano in palazzi medievali, ed è proprio per questo motivo che sono ancora in piedi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti per ricevere i nuovi post via email


 

Iscriviti alla newsletter!

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001 L'Autore, inoltre, dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all'Autore.