Il reddito di cittadinanza

aprile 16, 2012 44 Comments
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Il reddito di cittadinanza (o reddito di base) è una di quelle idee ricorrenti. Se ne parla per un po’, poi non se ne parla più, poi rispunta fuori. È un cavallo di battaglia soprattutto della sinistra ma in realtà è abbastanza trasversale; basti pensare che anche Milton Friedman proponeva una cosa simile. L’idea del reddito di cittadinanza in sostanza è quella di dare a tutti i cittadini una somma indipendentemente se si lavora o si è disoccupati, se si è ricchi o poveri. Lo stato dovrebbe dare a tutti, in quanto cittadini, una somma mensile di denaro utile per consentire alle persone di essere in ogni caso autonome e in grado di sostenersi. Il reddito di base è un’idea che piace a molti in varie parti del mondo perché solletica la mente immaginando una società nella quale la sussistenza è garantita dallo stato e una persona può anche decidere di lavorare otto ore alla settimana invece che al giorno e coltivare le sue passioni.

Il reddito di cittadinanza piace anche in Svizzera. Il 21 Aprile partirà la raccolta firme per un’iniziativa popolare federale per un reddito di base incondizionato.

Per molte persone la parola «lavoro» è sinonimo di attività retribuita. Per il funzionamento della nostra società sono tuttavia necessarie anche molte altre attività; basti pensare a tutto il lavoro non retribuito svolto in casa e in famiglia, molto spesso dalle donne. Sono tante le persone che lavorano su base volontaria, senza percepire un salario. Un reddito di base incondizionato amplierebbe questa possibilità. Il reddito di base crea spazi di libertà: per una maggiore formazione, per più tempo in famiglia, per attività più sensate. Parallelamente, l’incentivo finanziario per svolgere lavori retribuiti verrebbe mantenuto.

Anche il Partito Pirata Svizzero, che non può essere definiti tout court “di sinistra”, ha aderito a questa proposta spiegando che il mondo del lavoro odierno è cambiato, è più flessibile e spezzettato e quindi un reddito di cittadinanza garantirebbe la libertà e la sicurezza per le persone di trovare la loro strada e scardinerebbe l’anacronistico stato sociale basato su un alto tasso di occupazione. Insomma, una proposta definita “liberale” che libererebbe energie in questo periodo caratterizzato dal sempre più veloce cambiamento.

Io invece per quanto mi riguarda penso che il reddito di cittadinanza sia prima di tutto pericoloso e in secondo luogo una sciocchezza. È un pensiero comodo quello di immaginare lo stato che ti regala ogni mese 2’500 Franchi in modo tale che tu possa avere più tempo per te o provare a cambiare lavoro senza il patema d’animo o impegnarti nel volontariato. Tuttavia questo quadretto idilliaco si scontra con la realtà e con la massima di Bastiat che siamo costretti a ripetere come un mantra sempre e sempre e sempre e ancora una volta: lo stato è quella grande illusione attraverso la quale tutti pensano di vivere alle spalle di tutti gli altri. Da dove verrebbero i soldi? Verrebbero creati dal nulla o forse attraverso nuove tasse? In pratica si tasserebbe per poi redistribuire a pioggia: caspita che novità! Questo meccanismo c’è già e non sta liberando proprio niente, anzi, ogni nuova tassa deprime l’economia e incatena le persone. L’idea poi che lo stato dall’alto abbia la funzione di darti mensilmente la paga in quanto bravo suddit…cioè, cittadino la trovo di una pericolosità unica perché aumenta ancora di più il rapporto parassitario degli individui con l’entità coercitiva, ossia lo stato. Con il reddito di cittadinanza siamo al socialismo reale spinto, ossia, un sistema che inevitabilmente implode.

Dal punto di vista più spiccio poi, trovo il reddito di base una cretinata che non meriterebbe molte altre considerazioni perché non è molto difficile capire che se tutti, ricchi e poveri, belli e brutti, hanno a disposizione come minimo 2’500 Franchi al mese allora i prezzi tenderanno inevitabilmente ad aumentare rendendo vana l’iniziativa. A meno che…non venga allestito un Super Ufficio con almeno un milione di dipendenti (un ottavo della popolazione svizzera) che vigila scrupolosamente sull’andamento dei prezzi. Sì, bisognerebbe trasformare il Paese in un incubo alla 1984 ma se vogliamo avere più tempo per noi… Ah, come dite? I prezzi fissati non hanno mai avuto molta fortuna e hanno sempre creato mercato nero? Suvvia, siamo svizzeri, certe cose non le facciamo!

  • Quello che si vede: un reddito per tutti che aiuta le persone a essere autonome.
  • Quello che non si vede: la mano dello stato che prima di dare, prende e rende tutti ancora più dipendenti.

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44 Comments » 44 Responses to Il reddito di cittadinanza

  1. Mino on aprile 16, 2012 at 10:34

    Io lavoro, mi pagano e sono apposto, gli altri che muoiano pure di fame. Più o meno è questo il concetto.

  2. Corrado on aprile 16, 2012 at 19:00

    il problema, mino, è che per dare un reddito fisso a tutti, a qualcuno i soldi dovranno prenderli(salvo emettere continuamente moneta rendendola quindi carta straccia). Come? con nuove tasse, il che significa un impoverimento generale, un aumento del carico fiscale su tutti, una maggiore paralisi del mercato del lavoro, il commercio e l’industria oltre al fatto che ci sarebbero milioni di furbi che oggi come oggi fanno i finti invalidi e corte dei miracoli annessa, i quali LEGALMENTE vivrebbero a ufo a spese del resto della popolazione, non per difficoltà, ma per pigrizia. ti dico di più.. visto che lavoro part time e prendo circa 800€, se con il sussidio riuscissi ad arrivare a 700€ me ne starei a casa volentieri e magari mi farei le mie ore in nero raddoppiando il guadagno.
    Inoltre in questi scambi il denaro fa la fine dell’acqua negli acquedotti italiani: il 70% va perso in vari modi più o meno leciti che portano sempre alle solite tasche.
    questo sommato all’aumento del costo della vita che ne scaturirebbe, rendono l’operazione molto bella a livello pubblicitario, ma un suicidio de fato per ogni economia.

  3. CARLO BUTTI on aprile 16, 2012 at 20:33

    “Chi non vuol lavorare, neppure mangi”(S. Paolo, IITs,3,10)

  4. […] Bron: http://libertarianation.org/ – Luca, Italiaans (16 april 2012)Vertaling: Thomas Wentzel (17 april 2012)  window.fbAsyncInit = function() { FB.init({ appId : 212774572115462, status : true, // check login status cookie : true, // enable cookies to allow the server to access the session xfbml : true // parse XFBML }); }; (function() { var e = document.createElement('script'); e.src = document.location.protocol + '//connect.facebook.net/nl_NL/all.js'; e.async = true; document.getElementById('fb-root').appendChild(e); }()); […]

  5. fabristol on aprile 17, 2012 at 21:22

    Per Mino e per tutti quelli che ragionano come lui voglio dedicare questo pezzo di Bastiat:

    “Il socialismo, come le vecchie idee da cui ha avuto origine, confonde la distinzione tra governo e società. Come risultato, ogni volta che noi obiettiamo a una cosa fatta dal governo, i socialisti concludono che noi obiettiamo alla cosa del tutto. Noi siamo contro l’istruzione pubblica. Allora i socialisti dicono che noi siamo contro qualsiasi tipo di istruzione. siamo contro la religione di stato. Allora i socialisti dicono che non vogliamo la religione del tutto. Siamo contro l’uguaglianza imposta dallo stato. Allora loro dicono che siamo contro l’uguaglianza. E così via. E’ come se i socialisti ci accusassero di non volere che le persone mangino perché non vogliamo che lo stato cresca il grano.”

  6. […] Quello che non si vede: la mano dello stato che prima di dare, prende e rende tutti ancora più dipendenti FONTE ORIGINALE: http://libertarianation.org/2012/04/16/il-reddito-di-cittadinanza/ […]

  7. kmatica on aprile 18, 2012 at 12:10

    @fabristol
    Se il socialismo sono le vecchie idee mi piacerebbe capire quali sarebbero invece le tue nuove idee in merito alla questione qui discussa ed inoltre vorrei capire la distinzione, che secondo te, c’è tra governo e società.
    Vorrei ricordare, che il governo, liberamente votato in un sistema democratico, può cambiare la società con la legittimazione del voto popolare concretizzandone la volontà espressa e non viceversa, come avviene negli stati totalitari.
    Quindi tradurre il tutto con il timore-lamento di dover pagare qualche tassa maggiore per rendere una società migliore, a parte la pochezza di argomenti e la evidente non volontà di volerne far parte, si può obbiettare perché un cittadino in gravi condizioni economiche debba pagare le tasse al tuo posto per mantenere in piedi un sistema che si regge sulla collettività ma che di fatto salvaguardia gli interessi e le proprietà dei più fortunati?
    La libertà non è solo la tua o meglio non esiste una libertà figlia di un Dio minore e comunque, anche se hai scoperto l’acqua calda, non genera profitto ma semplicemente arricchisce lo spirito e quasi sempre ha un costo, ma costituisce l’unità di misura di una società moderna e evoluta.
    Non scomodare i socialisti, basta il buonsenso e spirito di vicinato per capire che un popolo è più forte del singolo individuo.

  8. Corrado on aprile 18, 2012 at 12:33

    Che nuove idee ci devono essere in merito al lavoro?
    Se vuoi mangiare produci. Semmai lo Stato di cui purtroppo non possiamo loiberarci, invece di prendere a chi lavora per ridistribuire a chi non lavora, dovrebbe rendere meno problematica l’assunzione e il mantenimento dei dipendenti.
    In secondo luogo non vedo perchè la beneficienza debba essere obbligatoria: è come se il primo mendicante possa pretendere da me tot solo in virtù del suo bisogno. Comunque se dovesse mai passare una legge così, protesterò smettendo di lavorare e vivendo da parassita a spese degli altri, facendo proseliti perchè tutti lo facciano. Forse così qualcuno capirà dove sta il problema! Oppure si arriverà a un punto di rottura.

    C’è da chiedersi come mai in varie parti del mondo stiano tagliando questi sussidi indiscriminati perchè ci si è svegliati e si è capito quanto siano controproducenti, e invece qua in Italia ancora qualcuno li reclama.

  9. kmatica on aprile 18, 2012 at 13:41

    Guarda che il lavoro è innovazione senza la quale, anche se volessi solo zappare la terra, ti renderesti conto di non essere competitivo e non venderesti nulla dei tuoi prodotti troppo costosi.
    La beneficenza la fanno i ricchi verso i più poveri ed è disdicevole, le tasse invece sono funzionali al sistema.
    Parassita si è dentro e non per condizione contingente, come tu stesso hai ammesso, aspirando a diventarlo in caso di una legge in tal senso.
    Chi è veramente sfortunato, non ambisce ad esserlo, per spirito parassitario e tanto meno vuole vivere di beneficenza a differenza di te, ma vuole ricoprire, partecipare e lavorare come i più.
    Quindi come tu stesso ammetti il parassita sei tu semplicemente che ora ti trovi dalla parte opposta.
    Speriamo che smetti di lavorare al più presto così lascerai in posto che di sicuro qualcuno si merita più di te.

  10. Corrado on aprile 18, 2012 at 14:11

    @Kmatica:
    La tua logica è un po’ contorta.
    Primo: il lavoro esiste da quando esiste l’uomo. Il primo che ha scheggiato la selce già stava lavorando.

    Secondo: quello che tu chiami lavoro è la tecnica o la tecnologia. Il Know How per gli inglesi. Ma non vedo cosa c’entri. Io posso lavorare e produrre perchè conosco come fare senza bisogno di avere uno che mi dice come devo fare, anzi.. spesso produco meglio senza avere i mille lacci e lacciuoli che spesso lo stato mi mette per favorire i suoi compari(esempio: legge anti-Amazon in favore delle varie Mondadori, Feltrinelli e co.)

    Terzo: le tasse sono funzionali al sistema. Vero. Ma a me va bene questo sistema? Mi va bene finanziare i partiti? Mi va bene lacrime e sangue e nel frattempo spendere 15.000.000.000 in jet considerando che l’Italia, cito testualmente, “ripudia la guerra”? Mi va bene che il comune faccia un appalto al ribasso per l’asfaltamente delle strade sapendo che poi la manutenzione ordinaria sarà molto maggiore e verrà affidata, per legge, senza appalto ma per chiamata diretta(e chi chiameranno? il migliore o il più ammanigliato?) Mi va bene pagare per mantenere i falsi invalidi, i politici con migliaia e migliaia di euro al mese, pensioni milionarie e tutti i vari parassiti della società? Potrei continuare per anni. La risposta è e sarà invariabilmente no.

    Quarto: io sono così parassita che potendo usufruire di svariati aiuti sociali sia per situazione economica, sia per salute, sia per condizione familiare, mi rompo il cazzo a lavorare senza aver neppure mai chiesto la disoccupazione.
    Chi è veramente sfortunato non ambisce ad essere parassita, sicuramente. Il problema sono tutti quelli che ora trovano mille escamotage per guadagnare a spese mie che mi faccio un culo così e che domani con una legge così lo farebbero legalmente e senza neppure rischiare di andare in galera.

    Quinto: la mia sarebbe una protesta. Un modo per forzare il sistema al crollo. Se tutti si sedessero e incrociassero le braccia e dovessero comunque essere pagati, il sistema esploderebbe. L’ha inventato Ghandi quando convinse gli Indiani a farsi arrestare per piccoli crimini ed essere mantenuti dagli Inglesi per fare sì che il “Padrone” cambiasse atteggiamento. Ma si sa, Ghandi è un noto parassita della società.

    Sesto: non hai ben chiaro quello che dici. Considerato che non mi conosci, non sai come lavoro, che lavoro faccio, le mie competenze, stai giudicando che io merito un lavoro solo in base a quanto ti sto simpatico dopo un paio di interventi su un blog. Credo che se le grandi compagnie giudicassero su questa base i dipendenti da assumere, non sarebbero poi così grandi: Alitalia docet. E lo stesso per mille altre compagnie vive solo grazie agli aiuti statali e non in quanto competitive, agganciandomi al tuo discorso.
    Inoltre se io lavoro e tu vieni mantenuto gratis, o se lavori tu e io vengo mantenuto gratis, statisticamente non cambia nulla. La tua frase è un non sense che sa molto di “gne-gne-gne”.

    Un sorriso, perchè con uno così naive neppure riesco a infastidirmi. 🙂

  11. Atroce on aprile 18, 2012 at 14:21

    Ovviamente la proposta svizzera è demenziale. Però io sarei favorevole all’istituzione del reddito minimo garantito in Italia se e solo se con questo si potessero eliminare tutta una serie di “tutele” pro-lavoratori.
    Eliminazione della cassa integrazione, dei sussidi di disoccupazione, introduzione della libertà di licenziamento, conversione delle pensioni di invalidità in reddito minimo garantito “speciale”, taglio delle agevolazioni a studenti, a zone disagiate, etc. Se il reddito minimo garantito eliminasse questi astrusi capitoli di spesa pubblica e se si fissasse un tetto massimo (max 50% del più basso stipendio da apprendista esistente) e comunque sia legata al Pil globale (i.e. max 1% irpef per lo scopo, se non è sufficiente a causa di un crollo dell’imponibile, automaticamente scendono anche i redditi minimi garantiti. Ecco in questi termini, secondo me il reddito minimo garantito sarebbe una buona cosa.

  12. CARLO BUTTI on aprile 18, 2012 at 15:53

    Se mamma e papà continuano a garantire la paghetta, non si matura più. Quanto a chi ritiene didicevole che i ricchi facciano beneficenza ai poveri, niente da obiettare, tutte le idee sono rispettabili. Vorrei però sommessamente ricordare che un certo Gesù di Nazareth la pensava in modo diametralmente opposto. Quando il giovane ricco gli chiede che cosa deve fare per entrare nel Regno dei Cieli, qual è la risposta? “Va’, vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri:poi vieni e seguimi”. Non sarà certo pagando le tasse che andremo in Paradiso. E, a dispetto di quanto sostengono tanti illustri prelati, non andremo certo all’Inferno perchè non le paghiamo. Se è vero, come diceva S. Agostino(un pericoloso libertario?) che lo Stato è “latrocinium magnum”, ci andranno piuttosto i pubblicani che ce le fanno pagare,anche se buoni cattolici(vero, sig. Befera?)

  13. kmatica on aprile 18, 2012 at 17:27

    @corrado
    La logica che ti appare contorta semplicemente ti è difficile comprenderla, quindi è un problema tuo personale che non deve in nessun caso condizionare il prossimo e tanto meno esso deve piegarsi alle tue lacune in quanto la libertà del singolo non è superiore a quella di un popolo e finisce quando essa ne limita quella altrui, se no si ricadrebbe in uno stato totalitario.
    Primo & secondo – che dagli albori dell’uomo esso abbia sempre dovuto lottare e/o lavorare per trarre sostentamento è vero, però se avessi posto più attenzione a quello che scrivi avresti riconosciuto in quella selce scheggiata già una primitiva forma di “Know How” come chiami tu, io invece, che non amo cambiare nome per poi spacciarlo come nuovo uovo di Colombo, la considero come prodotto dell’ingegno umano che, in quel caso faceva si, di migliorare le proprie condizioni e/o resa del lavoro per poter disporre del proprio tempo in modo migliore o semplicemente per rendersi più libero, quella stessa libertà che tu rivendichi tu, e non essere schiavo tutto il tempo alla spasmodica ricerca di sostentamento.
    Terzo & quarto – perché tutti rubano allora rubo anch’io? Perché lo stato è sprecone allora aboliamo lo stato? Perché esistono i parassiti aboliamo la solidarietà? Come te potrei andare avanti per degli anni ma a differenza tua, esistono le soluzioni che si traducono nel darsi da fare per cambiare questo sistema che forse non ti sei accorto che vive e prospera a causa nell’apatia e del menefreghismo e dell’egoismo e di sicuro se non si cambia modo di ragionare continuerà a prosperare nei secoli e neii secoli.
    Quinto – la protesta è sempre positiva, purtroppo tu non hai i valori e le idee nobili di Gandhi.
    Lui attraverso la “disobbedienza civile” rivendicava la libertà e l’autodeterminazione di un popolo dal colonialismo inglese a costo della vita. Mi viene difficile fare un parallelismo in cui “privilegiati” si facciano uccidere semplicemente per non pagare un obolo allo stato per aiutare i più bisognosi. Tra l’altro non mi pare di aver mai letto che tra le sue folle di poveri che capeggiava vi fossero stati mercanti, latifondisti, rappresentati di posizione di rendita. Anzi costoro hanno sempre fatto affari con il colonialismo ed incrementato i loro profitti.
    Quindi lascia stare Gandhi, non basta l’abito per fare il monaco.
    Sesto – la tua statistica da bar significa solo una cosa che è vecchia come il mondo:
    se io mangio un pollo e tu no, la statistica ci dice che abbiamo mangiato mezzo pollo per ognuno.
    Quindi le tue statistiche sono un non sense ed io mi interesso di realtà.
    Visto che fai anche l’indovino o magari sei un chiaroveggente, ma che dico sei un illuminato a tal punto da poter dedurre che vado a simpatia a seguito di due post qui lasciati, non ti viene il dubbio che come un’azienda legge un curriculum e si fa un’idea dell’ipotetico candidato, alla stesa stregua chiunque legge i tuoi post si sia fatto un’idea del personaggio e/o dell’ipotetica personalità di chi scrive? Troppo complesso? Capisco!
    Concludo, preso atto che ti piacciano le statistiche, ti posso assicurare che i più non ti rimpiangeranno, neanche la stessa media che con te sarebbe condannata inesorabilmente ad un trend persistente al ribasso.
    Buon viaggio e salutami gli avventori del bar dei luoghi comuni!

  14. kmatica on aprile 18, 2012 at 17:32

    @CARLO BUTTI
    se per pagare o non pagare le tasse abbiamo bisogno di scomodare Cristo vuol prprio dire che siamo alla frutta come argomentazioni.
    Una cosa sono certo, che se Gesù tornasse sulla terra prenderebbe tutti a calci nel sedere e tornerebbe nei tempi a rovesciare i tavoli dei mercanti e a cacciare gli usurai (vang.secondo Matteo).

  15. CARLO BUTTI on aprile 18, 2012 at 18:19

    I mercanti furono cacciati dal tempio perchè quello era un luogo sacro e lì non ci potevano stare. Sarebbe come se adesso qualcuno andasse a fare il mercato in chiesa (a dire il vero, in qualche modo i preti lo fanno).

  16. Corrado on aprile 18, 2012 at 18:51

    @kmatica: visto che sei palesemente un troll ti rispondo un’ultima volta poi basta visto che non mi pare il caso di infognare un blog altrui con scambi di cortesie decisamente personali e poco attinenti che a quanto pare ti piacciono.
    (oltre al fatto che sei una scarsa sfida anche dal punto dialettico e quindi mi annoi)

    1) la tua logica è sbagliata perchè parte da basi sbagliate: se la premessa è errata, tutto ciò che ne consegue lo sarà altrettanto.
    Dici che il lavoro è “innovazione senza la quale, anche se volessi solo zappare la terra, ti renderesti conto di non essere competitivo e non venderesti nulla dei tuoi prodotti troppo costosi.”
    Ti ripeto che questa è una definizione di altro, non di lavoro. Il lavoro è l’applicazione di un’energia al fine di coseguire un fine determinato.
    Questo almeno dicono i signori Devoto-Oli. Nulla si dice in merito all’efficazia e all’efficienza dello stesso. Quello che tu definisci è invece la tecnologia e la tecnica.
    Te l’ho già spiegato nel post scorso e fai finta di non leggere. Quindi il punto non è che io non capisco. Il problema è tuo che non ti esprimi bene.

    2) Quella selce scheggiata è nata per caso perchè al primo che l’ha fatto, chi glielo ha insegnato? Ma anche se fosse(e non è)… cosa c’entra questo con tutto il discorso? Si parla del fatto che sia giusto o meno che si dia un sussidio anche a chi non fa nulla. Questo è sbagliato da un punto di vista morale, educativo, sociale, economico. Ci sono infinite prove a sostegno di questo.
    Ora rileggendo la discussione poi ho colto il punto:
    Hai frainteso la frase “Che nuove idee ci devono essere in merito al lavoro?” la quale è molto diversa da “Che innovazioni ci devono essere in ambito lavorativo”. La cosa è anche abbastanza evidente dal contesto visto che si parlava di lavoro in senso lato e non di innovazione tecnologica.

    3 e 4)Io non rubo. Io lavoro. Io voglio che le persone lavorino e non ricevano i regali dallo stato, primo perchè Natale c’è una volta l’anno, secondo perchè per fare regalo a loro prendono dalle mie tasche senza chiedere. A me che pago per servizi che non ho, per pensione che non riceverò e non lascerò nulla ai miei figli perchè qualcuno mi dissangua ogni giorno. Scusa se vorrei evitare che queste persone aumentino esponenzialmente.
    Perchè lo stato è sprecone aboliamo lo stato? No. Aboliamo lo stato perchè è una forma di società che inequivocabilmente si è dimostrata fallimentare. Perchè esistono i parassiti aboliamo la solidarietà? No. Se vuoi fare solidarietà però lo fai con i tuoi soldi a chi dici tu. A me per esempio non sta bene che la Chiesa prenda miliardi ogni anno e buona parte di questi vengano pagati in cause legali, tra le altre, a difesa di preti pedofili. Io il mio 8×1000 lo voglio dare a chi dico io. E se magari non riesco a mettere il pranzo con la cena perchè sono un ragazzo padre e pago 700€ di alimenti ai miei figli dei 1000€ che prendo di stipendio, ne ho più bisogno io della chiesa, anche di quei pochi soldi.
    Con questo voglio che le persone muoiano di fame? ovviamente no, sia perchè in fondo ho buon cuore, sia perchè, egoisticamente, so che la gente affamata tende a diventare un problema per la sicurezza degli altri in quanto disperata, più prona alle malattie e costituirebbe quindi un problema sociale in più.
    Io voglio che lo stato invece di dare soldi a pioggia a chi non lavora, renda più facile l’accesso ai posti di lavoro. Come? Diminuendo o azzerando la tassazione sul lavoro, i lacci e lacciuoli che ne paralizzano il mercato, ritrattando le pensioni di anzianità e calcolandole tutte con il sistema contributivo e non retributivo. In questo modo assumere costerà meno e di conseguenza si assumerà di più. Il che è molto diverso dallo stare a casa ad aspettare l’assegno guardando le repliche di baywatch!

    5) non conoscendomi tutto quello che dici su di me è aria fritta.
    Solo per sport ti rispondo che: 1° io faccio parte della classe medio-bassa e avrei tutto l’interesse egoistico che una legge del genere passasse e avrei più di un parente che ne beneficerebbe con un miglioramento netto della mia situazione economica. Eppure, pazzo, preferirei rinunciare a questo privilegio.
    A tal proposito non capisco di quali privilegiati parli. Perchè tra chi ha un sussidio fisso senza fare nulla e uno che per arrivare a fine mese si deve fare il culo, mi pare chiaro che siano i primi ad essere privilegiati.

    6) guarda che ho solo spiegato le conseguenze della tua frase.
    “Speriamo che smetti di lavorare al più presto così lascerai in posto che di sicuro qualcuno si merita più di te.”
    La mia non è una statistica. A parte che non ne ha i caratteri in quanto non sto verificando l’incidenza di uno o più dati.
    Se io smetto di lavorare, mi prendo il sussidio. Qualcuno lavorerà al posto mio e mi manterrà. Esattamente come tu auspichi.
    Il resto sulle mie ipotetiche teorie è gazosa perchè, ancora una volta le tue premesse sono sbagliate e il resto va di conseguenza.

    Il CVE è fatto in modo che non ci siano parti descrittive, ma piuttosto l’elencazione schematica dei titoli di studio e professionali e delle competenze acquisite. Al massimo l’azienda si fa un’idea nel colloquio frontale, e ovviamente in questo un minimo influisce la simpatia. Ma sempre dopo un’abbondante scrematura basata sulle competenze descritte.
    Ma se queste cose non le sai, di CVE forse non ne hai mandati tanti. Fancazzista in attesa del sussidio o figlio di papà? 😉

    Che vai a simpatia è palese dalle tue risposte. Primo perchè mi dai del parassita senza conoscermi e dopo aver letto un solo mio intervento. In secondo luogo la tua sapida battuta sul mio smettere di lavorare. Questo denota che ti sei fatto un quadro tale dopo aver letto poche frasi e senza avere la minima idea della persona che scrive, delle sue idee, i suoi valori e la sua situazione sociale, economica etc.
    Questo lo chiamo andare a simpatia, o per dirlo meglio in italiano, ragioni per pregiudizi.

  17. kmatica on aprile 18, 2012 at 20:57

    @Corrado
    Forse non hai capito una cosa molto semplice che puoi lavorare quanto vuoi ma se nessuno compra i tuoi prodotti di li a poco smetterai per mancanza di acquirenti.
    Ti è sfuggito forse che la crisi economica odierna non è dovuta a mancanza di materie prime o di forza lavoro o di capacità ma bensì per una minore capacità di consumi?
    Se uno non lavora è semplicemente perché è in eccesso in un sistema strutturato ove un individuo deve lavorare otto ore. Vuoi non essere tassato per finanziare l’eccesso di forza lavoro? Semplice si lavora tutti, redistribuendo il lavoro, ad esempio sei oppure cinque/quattro ore, oltretutto sarebbe altamente democratico ma soprattutto altamente solidale e nobile.
    Che l’uomo agli albori abbia scoperto per caso la selce scheggiata per caso o meno poco importa,
    poiché grande è stata l’intuizione di non cercarne altre ma bensì di costruirsele. Questo è il vero valore di quella pietra, che con l’evoluzione amanuense e tecnologica ci ha permesso di lavorare sempre meno e nel futuro ancor di più.
    Quindi questa società è anacronistica con il suo pensiero. E per risolvere questo problema non si può usare lo stesso modo di ragionare che lo ha creato, le stesse persone che lo hanno alimentato direttamente o inconsapevolmente, oppure individui che parlano esclusivamente di quello che potrebbe essere, accadere o dell’infinito limite del “Opportunista”, per evitare di parlare di come realizzare un nuovo “modello sistema”, che tenga conto di tutte le aspettative dei partecipanti in egual misura, in funzione della forza intrinseca, di detto sistema, per soddisfarle a pieno.
    Antico detto cinese:
    quando il saggio indica la luna, lo sciocco guarda ilo dito.

  18. atroce on aprile 18, 2012 at 21:28

    Ehi, ma abbiamo un fior di economista qui! La crisi è dovuta alla “minore capacità di consumi”!! LOL

  19. Corrado on aprile 18, 2012 at 21:41

    Già questo intervento è meno sconclusionato.
    Comunque ti rassicuro dicendo che capisco perfettamente quello che dici, nonostante la forma sconclusionata.

    Io posso produrre e vendere. Ovviamente se il prodotto è buono va, se non è buono no. Cosa c’è di male? Se tu vendi pane e prosciutto e io pane e merda, ti sembra giusto che tu debba vendere la metà per fare in modo che le persone che non hanno trovato da te debbano per disperazione comprare da me?
    Se vendo un prodotto di merda, rendo un servizio di merda, è sacrosanto che me ne vada a quel paese!

    La crisi attuale è data da una minore capacità di consumo, e su questo posso essere(in parte) d’accordo. Da cosa è data questa crisi? Dal fatto che lo stato fa poco o dal fatto che fa troppo? Quanto compreresti di più se invece che essere tassato per il 60% del tuo lavoro, lo fossi, che so, per il 20? ti avanzerebbero i soldi per fare una polizza integrativa e avere la pensione senza aspettarla dai tuoi figli che lavorano e pagano per qualcosa che non avranno mai(come me, del resto), una assicurazione sanitaria, soldi da spendere in beni e servizi che ora non puoi permetterti. Se invece vuoi che sia lo stato a dare un tot a ciascuno GRATIS, otterrai solo un aumento delle tasse per tutti e fondamentalmente, visto che nel processo è indubbio che ci saranno sprechi e soldi spariti, tutti staranno peggio.

    Non esiste un eccesso di forza lavoro, tant’è che ne importiamo dai paesi in via di sviluppo per fare lavori che gli italiani non vogliono fare. I miei conoscenti mi chiedono con che stomaco faccia il mio lavoro e piuttosto se ne stanno a casa a far finta di studiare. Lo spazio per espandere il mercato c’è eccome, il punto è che non puoi gareggiare alla pari con chi corre in maglietta e pantaloncini e scarpette leggere se tu sei vestito da palombaro.
    Il punto è il fatto che chi produce si deve tirare dietro una balena morta di privilegi, assistenzialismo, familismo, clientele che si autoalimentano costantemente.
    Esempio: evasione fiscale… quanto si sta spendendo ora come ora per smascherare gli evasori?
    Premesso che non so se sia più immorale lo stato rubarmi il 60% del mio lavoro o io a cercare di salvare qualcosa di quello che ho guadagnato(non parlo dei grandi evasori miliardari).
    Non sarebbe più facile invece, oltre che gratuito, rendere detraibile l’IVA? io avrei ogni interesse a richiedere ogni scontrino, fattura, ricevuta in modo da poterlo consegnare a fine anno e trovarmi un bonus.

  20. kmatica on aprile 19, 2012 at 08:14

    @CARLO BUTTI
    …già Aristotele considerava i prestatori di danaro (ancor peggio gli usurai) una categoria morale negativa e riteneva che solo dal lavoro umano, manuale o intellettuale, potesse nascere la ricchezza, mentre quella prodotta dal solo possesso del denaro era dannosa.
    “nummus nummum parere non potest” (il denaro non può generare denaro).
    Prima di scrivere castronerie sul significato della cacciata dal tempio dei mercanti e degli usurai da parte di Gesù, leggiti il vangelo di Luca (6,34s.),uno dei vangeli canonici del Nuovo Testamento, punto nel quale considera proibito qualsiasi pagamento per un prestito di danaro.
    Il Concilio di Lione II del 1274 e il Concilio di Vienne del 1311 avevano condannato la riscossione di interessi a fronte della concessione di un mutuo, intendendola come una vendita di denaro con pagamento differito, i cui interessi non erano giustificabili dalla variante del tempo, essendo il tempo un “bene comune”.
    Quindi qualsiasi forma di interesse non aveva quindi a che fare con l’entità del tasso di interesse richiesto: qualsiasi compenso fosse richiesto in cambio di un prestito di denaro era considerato peccato. Per questo motivo, gli ebrei, ai quali erano vietate molte professioni, furono condotti a sviluppare precocemente attività finanziarie, anche se ritroviamo tra i banchieri tardo-medievali molti cristiani. L’enciclica “Rerum Novarum” (1891) di papa Leone XIII condanna esplicitamente la pratica dell’usura. Invece, l’enciclica “Sollicitudo Rei Socialis” di papa Giovanni Paolo II non ne fa menzione.
    Questo dovrebbe essere sufficiente a riflettere sulle reali motivazioni della cacciata dei mercanti e degli usurai dai templi e non solo per non essere degni del luogo che occupavano.

  21. kmatica on aprile 19, 2012 at 11:11

    @Corrado
    Tralascio l’aspetto della bontà del lavoro prodotto perché lo considero facente parte dell’ovvio.
    Probabilmente ti sfugge, accecato da pregiudizi privi di riscontro logico, che l’eccessiva tassazione vigente, sopratutto in Italia è alimentata, in modo maggiore, dall’ipotetico debito pubblico, che benché le responsabilità non siano proporzionali tra chi vi ha contribuito, l’onere invece, ne è spalmato in egual misura indistintamente sulla società.
    In sintesi: l’unica ricchezza, se così si può chiamare che viene redistribuita in un sistema capitalistico, è il debito pubblico.
    In sostanza in periodi di vacche grasse, in piena corsa consumistica, per crescere sempre di più indebitandoci, la ricchezza generata sul debito viene capitalizzata da pochi mentre l’onere del pagamento viene spalmato sulla popolazione indistintamente.
    Complimenti e poi sarei io che scrivo sconclusionato!
    Sono i tuoi assunti a monte sbagliati che una volta giunti a valle in qualche modo riescono trovare una parvenza logica anche se molto approssimativa.
    Allora ti faccio qualche domanda. Mi sai spiegare perché io sarei indebitato pur non avendo mai contratto debiti? O meglio perché lo stato a contratto debiti per mio conto senza che io ne abbia mai goduto e/o dato mandato? Perché io dovrei pagare in egual misura alla pari di chi invece ha goduto di detto prestito, traendone profitto?
    Senza contare la domanda sulla legittimazione morale di detto debito, di cui puoi trovare qualche spunto di riflessione, nell’ultima risposta che ho dato a Carlo Butti relativa alla posizione Classica e successivamente quella Cristiana, sulla cessione di danaro a titolo oneroso.
    La deducibilità dell’iva, anche qui purtroppo, si fonda su un assunto errato. Le tasse indirette sono la forma di tassazione più iniqua, alla pari delle accise, che si possa prevedere, oltretutto in netto contrasto con la Costituzione Italiana – quasi sempre disattesa e/o mal interpretata – e precisamente nell’art.53 che ne sancisce la progressività in funzione della capacità contributiva.
    Quindi detta forma di tassazione va abolita poiché grava sui consumi indistintamente dal reddito, gravando maggiormente su quelli minori e in forma lieve su quelli più alti.
    Non sono inoltre d’accordo che io debba farmi carico di una pensione integrativa aggiuntiva, da affiancare a quella che già mi è imposta per legge, della quale è statisticamente provato che non tutti ne beneficeranno a vario titolo, chi per minori aspettative di vita minori o semplicemente per non averne maturato i requisiti, che nel corso della vita lavorativa lo stato varia più volte, chiaramente a svantaggio degli aventi diritto.
    Quindi se sono soggetto all’obbligatorietà di un contratto, che come tale si fonda su diritti e doveri per entrambe le parti stipulanti, che mi impone la creazione di un fondo, di cui però mi è preclusa la gestione e/o il riscatto del capitale formatosi, allo stesso modo lo stato ha l’obbligo, una volta raggiunti i requisiti di elargire una pensione consona. Diversamente e solo in questo caso, se lo stato non è in grado di far fronte ai propri impegni contrattuali, per problematiche strutturali o per uso improprio di detti fondi (vedi ad esempio il caso del “welfare” in Italia che è a carico dell’inps, che diversamente dovrebbe essere iscritto a bilancio nella contabilità generale in quanto incompatibile per genere con i fondi pensione), receda, restituita il capitale, elimini la obbligatorietà e lasci ai singoli la piena libertà di scelta di come gestirsi il proprio futuro.
    Prova ad immaginare, ad esempio, chi per sfortuna sua non raggiunge l’età pensionabile, pensa quel capitale, quella rendita andata perduta se fosse restituita come capitale per la costituzione di un fondo patrimoniale per se e per la propria famiglia come lascito, invece di versar danaro a fondo perduto alla stregua di una tassazione suppletiva.
    Mai sentito parlare della calmierizzazione del costo del lavoro intrapresa a partire dagli anni ’90 avvenuta con il bene placido dei tre attori in causa (imprenditoria-sindacati-stato) a fronte di un’immigrazione forsennata dal basso profilo disposta a tutto?
    E se esistono così tante opportunità di lavoro in Italia, a fronte di un potenziale “forza-lavoro” nettamente più istruito rispetto a 30/40 anni fa, perché laureati si ritrovano in call-center, non per scelta o per rifiuto a lavori usuranti, con paghe nettamente inferiori ai loro omonimi immigrati che svolgono ruoli di basso profilo?
    Prova ad invertire i fattori e la risposta si svelerà.
    Ti sei mai accorto che l’evasore totale non esiste in virtù di quello che ho scritto precedentemente sulla vessazione-tassazione delle imposte indirette?
    Sai quanto incide l’elusione fiscale in termini di percentuale sul totale dell’evasione?
    Mi fermo qui perché diversamente dovrei scrivere pagine su pagine su quello che semplicemente l’autocritica e la riflessione di indurrebbero a ricercare dati che sfocerebbero in una migliore analisi degli eventi senza ricadere nel soggettivo.
    Ma scusa, non avevi scritto che non avresti più risposto?

  22. Corrado on aprile 19, 2012 at 13:46

    Non hai letto quello che ho scritto. Se lo hai fatto, hai capito male. Ricomincia daccapo e poi ne riparliamo.

  23. kmatica on aprile 19, 2012 at 14:53

    Se tu non sei me ed io non sono te,
    perché ci chiamiamo noi?

  24. CARLO BUTTI on aprile 19, 2012 at 22:24

    I Vangeli li conosco bene, per averli letti e riletti nell’originale greco. Che c’entrano Aristotele e la dottrina della Chiesa nel Medio Evo(a parte il fatto che con Pietro di Giovanni Olivi il movimento francescano già verso la fine del Duecento comincia a giustificare il prestito a interesse)? Che c’entrano le encicliche di questo e di quel papa? A me risulta che nella parabola dei talenti(o dellle dieci mine), presente in Matteo e in Luca,il padrone punisca severamente il servo infingardo che ha nascosto la moneta sotto terra anziché prestarla alle banche per poterla riavere con gli interessi:SYN TOKOI nel testo greco.E questa è una lezione di economia.Il”prestate senza sperare alcunché”(DANIZETE MEDEN APELPIZONTES, MUTUUM DATE NIHIL INDE SPERANTES)di Lc 6,15 è invece un’esortazione alla carità.Carità ed economia non si contraddicono, sono semplicemente su due piani diversi.E’ chiaro che non posso donare un bel nulla senza interessi se prima in qualche modo non mi sono procurato, magari proprio prestando a interesse a chi povero non è (un imprenditore, un banchiere), la somma che intendo elargire a scopo benefico per alleviare la miseria dei poveri.Credo che Gesù di Nazareth, che tra l’altro era figlio di un carpentiere, quindi di un piccolo imprenditore, queste cose le sapesse bene.Dirò anche castronerie, ma non sono l’ultimo sprovveduto.

  25. kmatica on aprile 19, 2012 at 23:42

    @CARLO BUTTI
    ISLAM:
    L’usura è un peccato anche nella religione islamica. Il Corano menziona la “riba” (usura) come il quinto peccato in ordine di gravità, e indica come usura QIALSIASI PRESTITO A INTERESSE.

    BANCHE INTEREST-FREE:
    La banca cooperativa svedese JAK è un esempio di come sia possibile concepire e realizzare un modello finanziario interest-free, libero dal concetto di usura. Altri tentativi di organizzare una forma di FINANZA SENZA INTERESSE vengono dalle banche islamiche presenti nei Paesi musulmani.

    Non so tu, ma mi viene il sospetto che andare sul cammello e rincorrere le renne faccia bene al corpo ma anche allo spirito.

  26. CARLO BUTTI on aprile 20, 2012 at 14:29

    E chi se ne frega della religione islamica?

  27. Corrado on aprile 20, 2012 at 17:00

    @Carlo Butti:
    “Desisti, ogni resistenza è inutile!”(cit.)
    “Don’t feed the troll”
    anche io ho ceduto, ma alla fine è una perdita di tempo argomentare con personaggi di questo tipo 🙂

  28. kmatica on aprile 20, 2012 at 18:45

    …non potendo attaccare il ragionamento si attacca il ragionatore…

  29. Corrado on aprile 20, 2012 at 19:03

    Certo. Hai senza ombra di dubbio ragione tu. 🙂

  30. kmatica on aprile 20, 2012 at 22:06

    Tutti sanno che è una cosa impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa!

  31. Corrado on aprile 21, 2012 at 08:37

    Qua non si discute sulla serendipità. Si discute del fatto che i tuoi ragionamenti sono sconclusionati e che ti si parla di frutta e tu rispondi parlando di chiavi inglesi. Non leggi quello che ti scrivono le altre persone se non a righe alterne e rispondi di conseguenza. Questo mi porta ad “attaccare” il “ragionatore”(se così si può dire) e non la consistenza ferrea del ragionamento.

    Riguardo allo sprovveduto che si inventa qualcosa: può essere vero in certi casi. Ma bisogna anche saper distinguere tra realtà ed utopia. Anche Marx era sicuro di aver inventato una roba fighissima. Poi sappiamo come è andata a finire.

  32. kmatica on aprile 22, 2012 at 22:39

    Mi risulta che questo post abbia per oggetto “Il reddito di cittadinanza”, quindi come al solito sei fuori tema. Probabilmente, a causa dell’approccio isterico all’argomento. Scarseggi “(se così si può dire)” di lucidserenità che ti causa uno stato di apnea esistenziale, un cui non puoi dare ma neanche ricevere, non puoi dire ma neanche sentire…che rischia di protrarsi troppo a lungo.
    Nei secoli dei secoli.
    Amen

  33. Corrado on aprile 22, 2012 at 23:50

    Forse non sai cosa significa serendipità ed è per questo che rispondi, ancora una volta, con un nonsense.
    Il significato, te lo dico io, è “la sensazione che si prova quando si scopre una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un’altra”.
    Mi riferisco, ovviamente, al discorso sulla “scoperta casuale dello srovveduto” di cui tu parlavi. Altrettanto ovviamente non hai capito il riferimento, per altro palese.

    Il resto, come al solito, è il tuo bla bla bla per darti un tono e far finta di essere uno che”ne sa” e non merita ulteriore risposta.
    Dovresti desistere, quest’osso è decisamente troppo duro per te.

  34. kmatica on aprile 23, 2012 at 06:49

    Io invece ti ho spiegato perfettamente, ed in italiano, cosa vuol dire “lucidserenità” e con le relative implicazioni che la condizione anomala comporta.
    Ti ricordo per l’ennesima volta che l’oggetto di questo post è il reddito di cittadinanza, quindi se sei in grado di esporre delle tesi al riguardo sostenibili, che vadano aldilà delle semplici impressioni puerili ben vengano, diversamente puoi trovare in altri post tematiche ampiamente dibattute di tipo Freudiano e/medico che più si conciliano con il tuo “caso”, anche se personalmente ritengo che problematiche relative ad un’infanzia difficile possano essere risolte semplicemente con un buon assistente sociale.
    Benché l’arte per diletto, sia in parte oggetto della mia attenzione, non mi interesso di nature morte, cadaveri e scheletri in genere e tanto meno di ossa localizzate vicino a orifizi.
    Per il resto, come al solito, l’apparire, il sembrare, il darsi un tono, il far finta di uno che sa come scrivi tu, rientrano in quella scuola di pensiero ove il formalismo colma le lacune e gli spazi vuoti lasciati dal sostanzialismo che i più si augurano possa divenire esattamente il contrario.
    Lo stesso Voltaire identificava tali personaggi affermando: La necessita’ di parlare, l’imbarazzo di non aver nulla da dire e la brama di mostrarsi persone di spirito sono tre cose capaci di rendere ridicolo anche l’uomo più’ grande.
    Strada ne devi ancora percorrere e ti auguro buona fortuna perché essa non sia troppo in salita per le tue possibilità.
    Buon Viaggio!

  35. Corrado on aprile 23, 2012 at 09:02

    1)Lucidserenità te lo sei inventato tu. E non hai neppure detto che vuol dire nel tuo mondo fantastico. 😉
    2) il resto sono bla bla bla: tirare fuori Voltaire, Freud e parole pompose non renderanno forti le tue deboli motivazioni.

    3) volendoti fare VERAMENTE felice, e risparmiandoti di andare a rileggere cose già scritte:
    il reddito di cittadinanza è una porcata in quanto crea una diseconomia: distribuisci una ricchezza che non hai creato e cha sarà superiore a quella che otterrai di ritorno da questa operazione. L’unico modo per sostenere una situazione del genere sarebbe aumentare le tasse e quindi inchiodare ulteriormente l’economia. Questo supponendo che tutti siano onesti e chiedano il sussidio solo se hanno bisogno. Il numero di falsi invalidi, evasori totali col mercedes in garage, plitici e corte dei miracoli annessa dimostra coi fatti che non sarebbe così.
    L’esperienza URSS dimostra poi che dopo tot tempo a prenderla nel sottocoda, anche la gente onesta, per sopravvivere, si adatta portando il sistema al collasso.

    Ci sono altri mezzi se si vuole rilanciare l’economia e far lavorare tutti.
    Questi mezzi sono:
    -il taglio della spesa pubblica: anche tu dovresti capire perchè.
    -la diminuzione delle tasse sulle assunzioni: se costa meno assumere, assumo di più. Attualmente un lavoratore costa al datore di lavoro il suo stipendio in busta paga e un altro stipendio in tasse. Se questa seconda cifra diminuisce drasticamente si risolvono le situazioni di lavoro sottopagato o in sottonumero(a parità di spesa puoi dare una busta più ricca o assumere più persone).
    -la riduzione del carico fiscale nel suo complesso: meno soldi ti chiedono in tasse, più soldi ti restano per comprare beni e servizi e quindi muovere l’economia.
    -la cessione dei beni inutilizzati e inutilizzabili per mancanza di fondi in concessione ai privati: per cui lo stato invece che metterci sopra i soldi per tenere in piedi una risorsa, cosa che spesso non fa come succede per esempio a Pompei, deve solo riceverne ed è il privato a occuparsi di manutenzione, assunzioni etc.
    -la cessione di servizi che si crede tipici dello stato a privati: come elettricità o telefonia 20 anni fa si credeva che fossero impossibili da gestire da privati, ci sono numerosi altri settori in cui un privato serio può fare concorrenza allo stato. Meglio ancora se sono più privati e lo Stato non ci mette più mano se non come ruolo di controllore: hai disatteso il servizio minimo? multa e rimborso ai cittadini che hanno avuto il disservizio! Ovviamente se lo stato compartecipa alla gestione, il gioco non funziona.

    -Riguardo alle pensioni: io non sono d’accordo alle pensioni statali. L’ho detto più volte. Per cui perchè cerchi di convincermi che è sbagliato che io paghi per una pensione che non avrò mai? Non è altro che quel che ho già detto io. Ecco perchè ti chiedo se leggi tutto quello che ti rispondono gli altri.
    Io voglio una tassazione minore e smettere di pagare tutti quei servizi che sarebbero utili, ma che lo stato rende inutili in quanto non vengono erogati nonostante siano pagati. pensione di anzianità in primis visto che io pago la pensione sì agli onesti lavoratori, ma anche a tutte quelle persone che se ne sono andate a casa a 45 anni, a quelli che hanno dichiarato un minimo di ore l’anno senza aver mai lavorato e che si sono beccati la minima, ad Amato che si è pompato la pensione alle stelle, ai politici che si sono fatti due anni e poi vitalizio.
    Non voglio pagare più l’inps ma semplicemente la mia polizza integrativa.
    Stesso dicasi per la sanità. Non voglio pagare per tutti gli sprechi, i finti invalidi, le persone in malattia per finta. Voglio pagarmi la mia assicurazione da un paio di 100€ al mese e stop.
    E ti assicuro che se dal mio piccolo stipendio non venisse tagliata la parte atta a mantenere quei servizi che non vengono dati, come le pensioni, appunto, resterebbe più che abbastanza per pagare una polizza privata.
    Tu scrivi: “Diversamente e solo in questo caso, se lo stato non è in grado di far fronte ai propri impegni contrattuali, per problematiche strutturali o per uso improprio di detti fondi (vedi ad esempio il caso del “welfare” in Italia che è a carico dell’inps, che diversamente dovrebbe essere iscritto a bilancio nella contabilità generale in quanto incompatibile per genere con i fondi pensione), receda, restituita il capitale, elimini la obbligatorietà e lasci ai singoli la piena libertà di scelta di come gestirsi il proprio futuro.”
    Che non è altro che quello che ho detto io da millemila post e che forse non ti sei degnato di leggere. Lo Stato si è dimostrato incapace di gestire questi e molti altri aspetti. Che ci lasci in pace e ci permetta di scegliere a chi rivolgerci.

    Riguardo all’IVA: la tua tirata sulla tassa iniqua al pari delle accise(di cui io non ho parlato) è fuoriluogo. Infatti se i soldi che spendo in IVA poi mi vengono restituiti, non vedo dove sia l’inizuità della cosa. Allo stato attuale li pago e bom! Soldi persi, quindi se viene il mio amico che mi dice che senza fattura mi fa lo scondo, spesso cedo alla tentazione.
    Se invece mi fossero resi in toto a fine anno, magari tutti assieme, avrei ogni motivo di richiedere fatture, scontrini e ricevute fiscali tagliando così nettamente l’evasione senza avere d’altra parte scene da Santa Inquisizione come quelle che l’amico Monti sta facendo mettere in scena negli ultimi mesi e senza tutti i costi che ne dipendono: non è mica gratis fare tutti i controlli e dispiegare uomini e mezzi.

    “Probabilmente ti sfugge, accecato da pregiudizi privi di riscontro logico, che l’eccessiva tassazione vigente, sopratutto in Italia è alimentata, in modo maggiore, dall’ipotetico debito pubblico, che benché le responsabilità non siano proporzionali tra chi vi ha contribuito, l’onere invece, ne è spalmato in egual misura indistintamente sulla società.
    In sintesi: l’unica ricchezza, se così si può chiamare che viene redistribuita in un sistema capitalistico, è il debito pubblico.
    In sostanza in periodi di vacche grasse, in piena corsa consumistica, per crescere sempre di più indebitandoci, la ricchezza generata sul debito viene capitalizzata da pochi mentre l’onere del pagamento viene spalmato sulla popolazione indistintamente.
    Complimenti e poi sarei io che scrivo sconclusionato!”
    Sei sconclusionato perchè parti da un assunto sbagliato, ossia che deve essere lo Stato a dare i soldi ai privati per fare sì che inizino la loro corsa produttiva. Se io privato, senza chiedere nulla a nessuno, produco un bene innovativo e lo vendo con profitto, quale parte del mio guadagno va a pesare sugli altri? Al massimo starò creando ricchezza perchè avrò bisogo di maggiore manodopera, maggiori materiali, maggiori macchinari, nuovi capannoni e quindi alimenterò un indotto di produzione che a cascata daranno altri posti di lavoro, nuova richiesta di spazio, macchine e materie.
    A meno che tu ti riferissi ad aziende che producono come FIAT che vanno avanti da quarant’anni coi nostri soldi. Ma non mi pare che calzi con la descrizione appena fatta!

    “Allora ti faccio qualche domanda. Mi sai spiegare perché io sarei indebitato pur non avendo mai contratto debiti?”
    Perchè paghi anche per cose che hanno consumato i tuoi genitori e nonni. Tu lavori per pagare la pennsione a loro. Perchè paghi i debiti di politici e lobbisti. Perchè lo stato è un pozzo senza fondo che consuma risorse senza produrre.

    “O meglio perché lo stato a contratto debiti per mio conto senza che io ne abbia mai goduto e/o dato mandato?”
    Perchè è quello che fanno gli stati!
    “Perché io dovrei pagare in egual misura alla pari di chi invece ha goduto di detto prestito, traendone profitto?”
    Perchè è proprio questo il funzionamento dello stato. Hai pagato per il bene comune. un bene comune che però non puoi decidere quale sia. Secondo qualcuno è un bene comune strizzarci fino all’osso e poi pagare 15.000.000 in jet da guerra. MA tu l’hai votato e quindi in teoria ti illudi di controllare la cosa.
    E ti chiedo: perchè io che lavoro 40 ore a settimana devo ricevere lo stesso stipendio di un falso invalido? Perchè quando io lavoro e il mio collega chiama mutua e se ne va al mare riceviamo circa la stessa cifra? Semplice: perchè lo stato è inefficiente nei controlli. Se invece fossero delle assicurazioni private a gestire il tutto, sicuro che il falso invalido avrebbe molta più difficoltà a fare il furbo. E anche il mio colelga!

    “Senza contare la domanda sulla legittimazione morale di detto debito, di cui puoi trovare qualche spunto di riflessione, nell’ultima risposta che ho dato a Carlo Butti relativa alla posizione Classica e successivamente quella Cristiana, sulla cessione di danaro a titolo oneroso.”
    per citare Carlo Butti: “E chi se ne frega della religione islamica?” E di quella Cristiana, aggiungo io. Siamo nella merda perchè son0 60 anni che paghiamo le persone in base al bisogno e non in base alla produzione. è il momento di cambiare rotta.

    E se dopo questo ancora non sei riuscito a capire i vari punti del ragionamento, davvero, potresti essere uno dei pochi ad avere seriamente diritto alla pensione di invalidità. Bada bene: capito, non per forza condiviso. PEr cui, ti prego, se devi rispondere fallo in maniera attinente e leggendo attentamente quello che ti ho scritto.

  36. Corrado on aprile 23, 2012 at 09:09

    Errata corrige:
    “Infatti se i soldi che spendo in IVA poi mi vengono restituiti, non vedo dove sia l’inizuità della cosa. ”
    Cambiare “inizuità” con “iniquità”

    “. Secondo qualcuno è un bene comune strizzarci fino all’osso e poi pagare 15.000.000 in jet da guerra.” 15.000.000.000€ non 15.000.000

  37. astrolabio on aprile 23, 2012 at 12:32

    mah, alla fine se ci fosse un pulsante che se lo premi istituisce un reddito di cittadinanza per tutti al limite della sopravvivenza e contemporaneamente taglia tutto il resto della spesa pubblica compresa sanità e istruzione, insomma, tutto. io lo premerei.

    un appunto sul fatto che i prezzi aumentati annullerebbero l’effetto redistribuitivo, non è detto, farebbe aumentare molto i prezzi con una offerta rigida e una domanda elastica ma quasi per niente beni con una domanda rigida e un’offerta elastica. per esempio, è piuttosto facile per i produttori aumentare l’offerta di cibo una volta aumentata la domanda (almeno nel 2012) mentre i consumatori non si metterebbero a mangiare come come tirannosauri solo perchè hanno più soldi, alla fine le dimensioni dello stomaco sono quelle.

  38. Corrado on aprile 23, 2012 at 12:50

    Ma se anche i consumatori non mangiano come t-rex, niente vieta ai produttori di vendere quello stesso cibo a un prezzo maggiorato.
    Riguardo al pulsantone, non credo che avrebbe senso, a meno che non fosse un sistema dinamico tipo scala mobile. In generale sarei comunque contrario perchè tutta quella categoria di persone che oggi vive da parassita illegalmente, lo farebbe alla luce del sole arrotondando con lavoretti in nero o piccoli furti(tipo i chav di cui parlò Fabristol qualche tempo fa). A questi bisognerebbe aggiungere tutti quelli che ne hanno effettivamente bisogno e quelli che si fanno un conto e dicono che lavorare per un call center per 800€ e stare a casa per 700€ non sono poi una cosa così diversa.
    E se permetti a me che mi faccio le mie 38\40 ore settimanali per 1000€ rompe anche un po’ il cazzo che le mie tasse vadano a mantenere persone che scelgono di non far nulla(come sarebbe buona parte di quelli in causa).

  39. astrolabio on aprile 24, 2012 at 11:43

    “niente vieta ai produttori di vendere quello stesso cibo a un prezzo maggiorato.” glielo vieta la concorrenza.

    “se permetti a me che mi faccio le mie 38\40 ore settimanali per 1000€ rompe anche un po’ il cazzo che le mie tasse vadano a mantenere persone che scelgono di non far nulla(come sarebbe buona parte di quelli in causa).”

    senza contributi e tasse sul lavoro non sarebbero 1000 ma almeno 1500 e visto che non ci sarebbe iva con quei 1500 ci compreresti quasi l’equivalente di 2000 euro.
    inoltre i parassiti ci sono anche col sistema vigente, prova ad entrare in un ufficio comunale a caso.

    comunque logicamente il reddito dovrebbe essere talmente basso da consentire giusto la sopravvivenza, in modo che la gente non sia incentivata a non fare nulal che tanto è già stipendiata

  40. Corrado on aprile 24, 2012 at 12:05

    “glielo vieta la concorrenza.” più o meno come la concorrenza ha vietato l’aumento del 90% della benzina in 12 anni…

    “senza contributi e tasse sul lavoro non sarebbero 1000 ma almeno 1500 e visto che non ci sarebbe iva con quei 1500 ci compreresti quasi l’equivalente di 2000 euro.
    inoltre i parassiti ci sono anche col sistema vigente, prova ad entrare in un ufficio comunale a caso.”
    Il fatto dei mille Euro è una cifra generica. Potrei prenderne anche 10.000 ma il fatto che io lavoro e obbligatoriamente una parte di questo prodotto debba essermi portata via per mantenere persone che non sono scelte da me, mi disturba. Ovviamente mi disturba anche la situazione attuale.

    “comunque logicamente il reddito dovrebbe essere talmente basso da consentire giusto la sopravvivenza, in modo che la gente non sia incentivata a non fare nulal che tanto è già stipendiata”

    Cioè parliamo dell’equivalente di 1000€ a famiglia se non hanno più di un figlio, perchè sotto non si sopravvive. Che guarda caso è quello che guadagno io.
    In ogni caso se ci fosse un netto divario, che so… l’operaio più sega, a part time prende il doppio e ci fossero anche delle limitazoni legate alla famiglia, alla residenza etc etc(non è che se una famiglia ha 5 figli e tutti se la grattano, prende 500€ il padre, 500 la madre e 2500 per i figli. Io che vivo solo e lavoro devo risolvermi la vita con 1200) anche perchè si andrebbero a sviluppare situazioni come quelle dei Chav.
    Sarei semmai più favorevole alla rivalorizzazione degli immobili non utilizzati che ogni comune possiede e sgravi vari. Ma questa cosa di dare in mano soldi cash non mi piace.
    Ruiguardo all’incentivo a lavorare perchè lo stipendio è basso beh… chi mi vieta di prendere il RdC e poi farmi il mio lavoretto saltuario in nero e arrotondare.

  41. astrolabio on aprile 24, 2012 at 15:16

    “più o meno come la concorrenza ha vietato l’aumento del 90% della benzina in 12 anni…” hai preso proprio l’esempio migliore di regime concorrenziale, perchè non anche tabacchi e marche da bollo allora eh 🙂

    “chi mi vieta di prendere il RdC e poi farmi il mio lavoretto saltuario in nero e arrotondare.”
    per come lo immagino io i soldi se li prendono comunque tutti, ma le tasse le pagano solo i più facoltosi così la burocrazia è ridotta al minimo.

    “Il fatto dei mille Euro è una cifra generica. Potrei prenderne anche 10.000 ma il fatto che io lavoro e obbligatoriamente una parte di questo prodotto debba essermi portata via per mantenere persone che non sono scelte da me, mi disturba.”

    si parla comunque di una scelta tra due situazioni subottimali, chiaro.

    “Cioè parliamo dell’equivalente di 1000€ a famiglia se non hanno più di un figlio, perchè sotto non si sopravvive.”
    abbiamo due concetti diversi di sopravvivenza, per me è uno scalino sopra bear grylls, ovvero il costo dell’affitto di un monolocale di 20 mq in un paesello sperduto del menga, il costo della spesa per pasta pane e poco altro e una a scelta tra bollette della luce e del gas, tecnicamente non muori ma non fai una bella vita.

  42. Corrado on aprile 24, 2012 at 19:34

    “hai preso proprio l’esempio migliore di regime concorrenziale, perchè non anche tabacchi e marche da bollo allora eh :)”
    in quasi 10 anni sono praticamente raddoppiati i costi di pane, pasta, gelati, giornali… Giusto la teconologia è rimasta un minimo stabile anzi certe cose sono scese di prezzo.

    “per come lo immagino io i soldi se li prendono comunque tutti, ma le tasse le pagano solo i più facoltosi così la burocrazia è ridotta al minimo.”
    Cioè io produco, do lavoro, creo ricchezza e in più vengo tassato, tu ti gratti e ricevi? c’è qualcosa di storto in questo, almeno secondo me.

    “abbiamo due concetti […] tecnicamente non muori ma non fai una bella vita.”
    Questo minimo costa 500€(200€ di spese, 100 di bollette, 100 di affitto). Siamo in due… 1000€. Famiglia con 5 figli? o anche con 3, facciamo una situazione più normale… prendono senza fare nulla molto più di quanto io prenderò mai a prescindere da carriera e straordinari. Meglio fare prole a manetta e via.

  43. fabristol on aprile 24, 2012 at 19:46

    Per Corrado

    credo che AStro stia cercando di dire che senza lo stato le cose e i servizi costerebbero meno perché non sarebbero tassate. Di conseguenza ti servirebbe meno denaro per vivere. Inoltre l’aumento dei prezzi deriva dall’inflazione, la tassa più subdola dello stato…

  44. Corrado on aprile 24, 2012 at 20:00

    Sicuramente. Ma ti ripeto, se io do un tot per ogni cittadino, va da se che ci saranno quelli che diranno che conviene stare a casa a scopare invece che stare fuori a lavorare. l’articolo che hai fatto sulla non working class è paradigmatico.
    Trovo moralmente sbagliato pagare uno per non fare nulla prendendo a me che lavoro. Posso accettarlo in caso di malattie che rendono impossibile l’auto sostentamento, anche se sono più propenso a valutare integrazioni facilitate in posti di lavoro compatibili con il loro problema un cieco può rispondere al telefono o perfino fare l’avvocato(come Matt Murdock 😛 ), un muto può lavorare in una fabbrica etc..

    Poi per il resto tutto bello e tutto buono che si tolgano le tasse e si viva meglio con meno. Sono io il primo a pensare che è un sistema che non va. Solo, non trovo risolutiva, ma neanche palliativa una situazione del genere.

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