I veri eredi del fascismo

aprile 26, 2012 8 Comments
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Non era nostra intenzione parlare della Resistenza, del 25 Aprile e delle solite polemiche sugli inviti non-inviti politici alle manifestazioni. Come al solito i politici e i sindacati riescono a renderti odiosa perfino una giornata che commemora la liberazione dal nazifascimo. Ma, dico ma, ci sono alcuni commenti a freddo che vorremmo fare che interessano la libertà e che molti sostenitori del Giorno della Liberazione non hanno ancora capito (nonostante festeggino quella che chiamano liberazione).

Il primo riguada i picchetti contro i negozi aperti nel giorno del 25 Aprile a cui abbiamo assistito in questi giorni. Costringere qualcuno a chiudere il proprio negozio nel giorno che dovrebbe celebrare la liberazione dal nazifascismo è inutile dirlo… fascismo. Tra l’altro gli stessi sostenitori dell’organizzazione statale degli orari di apertura delle attività lavorative non fanno altro che sostenere ciò che il Fascismo prima di tutti inventò: appunto la centralizzazione e statalizzazione degli orari di apertura dei negozi. Le associazioni partigiane, gli antifascisti e la sinistra in generale sono ormai gli unici veri sostenitori delle leggi fasciste (compresi il sistema del welfare fascista, le corporazioni fasciste mascherate da albi professionali, il controllo dei dati bancari e delle comunicazioni dei cittadini ecc.) ed è anche grazie a loro se il fascismo vive ancora nelle nostre società.

Ma cè poco di che scandalizzarsi per questa ipocrisia di cui non si rendono nemmeno conto. Basti leggere quello che dicono in difesa dei loro picchetti squadristi: “E’ la legge!”. Chissà cosa avrebbero detto i loro padri partigiani quando i bravi cittadini dell’Italia Fascista eseguivano gli ordini e arrestavano gli ebrei all’urlo de “E’ la legge!”.

Ma c’è un altro motivo che mi ha spinto a scrivere questo post, un motivo che sta molto a cuore ai libertari e ai partigiani degli anni 40: il controllo statale delle armi.

Infatti i partigiani dell’epoca ebbero molta difficoltà a trovare le armi per la loro resistenza visto che una delle prime cose che fece il regime fascista fu quella di vietare ai civili il possesso di armi con il Regio Decreto 773 del 1931 su cui si basa la legislazione corrente. L’unico modo era rubarle alle truppe fasciste e naziste o riceverle dagli alleati. In ambedue i casi era difficilissimo e pericoloso. Il Regio Decreto del 1931 non è una singolarità fascista: tutti i regimi socialisti fecero lo stesso, l’URSS nel 1929, la Germania nel 1938. I partigiani stramaledissero quella legge.

Ma fortunatamente c’erano gli alleati e molte armi nascoste della Prima Guerra Mondiale. Qualcosa che nel 2012 non sarebbe possibile.

Infatti quello che è successo in quegli anni forse non sarebbe potuto accadere nelle nostre società odierne, tanti sono i controlli e così poche sono le possibilità di ottenere le armi. In poche parole una Resistenza non sarebbe possibile nel 2012 perché nelle nostre società solo gli Stati possiedono le armi e il monopolio della violenza. Pardon, solo gli Stati e le mafie.

E a ben vedere nel 2012 non sarebbe neppure possibile un fascismo come l’abbiamo visto nel ventennio perché nel 2012 non c’è alcun bisogno di militarizzare la società visto che non vi è alcuna possibilità che i cittadini si armino contro i governi. In breve, i regimi si armano solo quando ci sono sacche di resistenza armata. Nel 2012 i regimi sotto cui viviamo sono fascisti ma senza bisogno di puntarti una pistola alla tempia: basta una cartella esattoriale di Equitalia. E tanti utili idioti che urlino “E’ la legge!”.

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8 Comments » 8 Responses to I veri eredi del fascismo

  1. CARLO BUTTI on aprile 26, 2012 at 14:53

    Benissimo! Questo è parlar libertario!

  2. fabrizio romano on aprile 26, 2012 at 19:22

    Giusto! lasciamo il fascismo alla seria analisi storica facendolo uscire dalla cronaca. la vera libertà è il contario del fascismo, non il fascismo al contrario (degli antifascisti). ABOLIAMO IL 25 APRILE!

  3. Cachorro Quente on aprile 26, 2012 at 20:39

    Il possesso di armi da fuoco in Italia non è vietato, nè regolamentato in maniera particolarmente rigida rispetto agli altri paesi europei. Ad esempio (leggo rapidamente “Gun politics in Italy” e “Gun politics in the United Kingdom”) possedere un’arma da fuoco in Italia è più facile che in Regno Unito (paese che non ha conosciuto il fascismo). Per avere una pistola in casa un italiano deve avere un patentino, una fedina penale pulita e non essere malato di mente. In Inghilterra servono certificazioni simili, e inoltre bisogna provare di avere un motivo particolare per il possesso dell’arma: l’autodifesa non è considerata sufficiente come motivazione (in Italia devi presentare una motivazione SOLO per avere il permesso di portare in giro una pistola carica). E’ più facile se si tratta di un fucile da caccia, con massimo due cartucce, ma non penso che un partigiano ci combinava molto.

    Inoltre la tua argomentazione ha una fallacia importante: tu dici che il fascismo ha ristretto la possibilità di possedere armi da fuoco nel 1931, ma questo vuol dire che nel 1922 tali restrizioni non c’erano. E ciò non ha impedito alle squadracce di fare i comodi loro, nonostante di tanto in tanto sparassero loro contro (il tuo mitico conterraneo Emilio Lussu ne accoppò uno che era provato a entrare a casa sua, ad esempio).

    Inoltre mi piacerebbe sapere se ai paranoici americani che rivendicano il diritto di andare in giro con una .44 nascosta sotto l’ascella andando a richiamare il pensiero dei padri fondatori (come se una pistola fosse di qualsiasi utilità contro truppe regolari nello scenario “fascisti al Campidoglio”) andrebbe bene che ogni famiglia di portoricani del Bronx o di neri di Inglewood potesse acquistare, a prezzo di mercato, un fucile d’assalto per difendersi contro gli eventuali oppressori bianchi. No, per dire.

    Ultima cosa: la diffusione di armi da fuoco ha, e mi pare ormai una fatica ingrata smentirlo, esternalità negative. In Svizzera e in Finlandia le morti violente sono molto più frequenti che in Austria o in Svezia, e c’è un motivo. Quindi non per un libertario, ma per un liberale moderato (e non quindi non fascista…) rientra nell’ordine delle cose che un governo provi a ridurre il numero assoluto di pistole nel suo paese. Che poi ci riesca, è un altro discorso.

  4. fabristol on aprile 26, 2012 at 23:02

    Per Cachorro

    “Inoltre la tua argomentazione ha una fallacia importante: tu dici che il fascismo ha ristretto la possibilità di possedere armi da fuoco nel 1931, ma questo vuol dire che nel 1922 tali restrizioni non c’erano. E ciò non ha impedito alle squadracce di fare i comodi loro, nonostante di tanto in tanto sparassero loro contro.”

    Su Cachorro, ci sono voluti 20 anni per creare i partigiani. Significa che c’è voluto tempo prima che la gente si rendesse conto di vivere in una dittatura. Nel 1922 il governo Mussolini non era la dittatura di dieci anni dopo.

    “Inoltre mi piacerebbe sapere se ai paranoici americani che rivendicano il diritto di andare in giro con una .44 nascosta sotto l’ascella andando a richiamare il pensiero dei padri fondatori (come se una pistola fosse di qualsiasi utilità contro truppe regolari nello scenario “fascisti al Campidoglio”) andrebbe bene che ogni famiglia di portoricani del Bronx o di neri di Inglewood potesse acquistare, a prezzo di mercato, un fucile d’assalto per difendersi contro gli eventuali oppressori bianchi. No, per dire.

    Ultima cosa: la diffusione di armi da fuoco ha, e mi pare ormai una fatica ingrata smentirlo, esternalità negative. In Svizzera e in Finlandia le morti violente sono molto più frequenti che in Austria o in Svezia, e c’è un motivo. Quindi non per un libertario, ma per un liberale moderato (e non quindi non fascista…) rientra nell’ordine delle cose che un governo provi a ridurre il numero assoluto di pistole nel suo paese. Che poi ci riesca, è un altro discorso.”

    Guarda, mi conosci da anni e sai che non sono un cultore di armi né ho inneggiato alla liberalizzazione delle armi prima di questo post. Lo sai bene.
    Per Prima cosa ci sono più armi da fuoco per persona in Svizzera che in USA eppure il numero di incidenti o omicidi con arma di fuoco è minore. Significa che è anche una questione di cultura.

    Ma tu come fanno molti altri vedi ciò che si vede ma non vedi ciò che non si vede appunto.
    Più armi significa più morti, non c’è dubbio, ma significa meno assalti, meno furti e meno vittime innocenti forse (non ho la sfera di cristallo). Forse senza quelle armi la quantità di furti e morti (perché le persone non possono difendersi) sarebbe maggiore in USA. Chi lo sa?

    E poi, credo che sia più importante per un popolo avere la possibilità di accoppare il governo quando supera certi limiti. Siamo completamente disarmati, in balia di psicopatici che hanno il monopolio della violenza. E’ come essere in una città comandata dalla mafia senza alcuna possibilità di difendersi.

  5. Cachorro Quente on aprile 27, 2012 at 08:59

    “Significa che è anche una questione di cultura.”

    Ovvio, non si può confrontare la Svizzera con gli USA, che sono la società più violenta del mondo occidentale. Ma con l’Austria sì.

    Ma fondamentalmente riassumo le mie obiezioni al tuo post a due punti: che richiedere la regolamentazione delle armi da fuoco ha un suo razionale anche se non si è fascisti e non si ha il culto dello stato, e che la maggior parte degli oppositori del gun control in realtà utilizza le argomentazioni della costituzione americana come foglia di fico, visto che con le pistole contro truppe regolari non ci fai assolutamente niente (hai mai visto un talebano o un guerrigliero sudamericano con un revolver?), servono quanto meno dei fucili semi-automatici. E, nel contesto di un eventuale sollevamento popolare, avere il permesso di portare una concealed weapon è utile come il proverbiale buco del culo nel gomito.

    D’altra parte è raro che un governo venga rovesciato senza la partecipazione dell’esercito.

  6. Carmine on aprile 27, 2012 at 09:27

    Nel 2012 i regimi sotto cui viviamo sono fascisti ma senza bisogno di puntarti una pistola alla tempia: basta una cartella esattoriale di Equitalia. E tanti utili idioti che urlino “E’ la legge!”.

    Eh no Fabristol, la cartella di iniquitaglia è proprio una pistola puntata alla tempia

    ciao

  7. […] http://libertarianation.org/2012/04/26/i-veri-eredi-del-fascismo/ Notizie in rete    COMUNICATO M.A.V.-V.I. 25 APRILE 2012 » […]

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  8. Claudio G. H. on aprile 28, 2012 at 00:31

    In USA è possibilissimo comprarsi un fucile automatico, anche uno d’assalto. Non è che l’emendamento (mi pare il secondo) dica il modello o il genere di armi, semplicemente afferma che è diritto portare armi. Punto. E la ragione era proprio quella di poter reagire ad un abuso di stato, in particolare dello stato federale.

    Il Canada è molto più armato degli USA, eppure il tasso di omicidi è infinitamente inferiore. La statistica Svizzera non l’ho mai vista ma sarebbe interessante confrontarla con Italia, Francia e Germania, oltre che con l’Austria. In Vicenza vent’anni fa un omicidio era una cosa inaudita, negli ultimi anni è diventata una triste cosa che si sente ogni tanto. Giusto l’altro ieri si sono ammazzati per una eredità, basta un coltello da cucina.
    Perciò che si fa, si eliminano i coltelli da cucina?

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