Non ho visto un eroe

maggio 7, 2012 28 Comments
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Un orologio rotto due volte al giorno segna l’ora esatta. Capita dunque che anche io due volte all’anno sia d’accordo con quello che scrive Leonardo:

Ricapitolando: un brigatista, un No-Tav, se irrompono in un locale a mano armata e prendono degli ostaggi sono terroristi. Un musulmano, se fa la stessa cosa, è un terrorista islamico. Ma un imprenditore italiano, se entra in un ufficio postale con due pistole, un fucile a pompa, cinquanta munizioni e un coltello, è un “gran lavoratore” a cui esprimere solidarietà; un martire della crisi; un “eroe”, cinguettava Fabrizio Rondolino, che “sta lottando per le nostre libertà naturali”. Col fucile a pompa. Con due pistole. Con ancora gli ostaggi dentro, e nessuno che gli abbia risposto Rondolino, sei fuori di testa, rileggiti, riguardati, ci può ancora scappare un morto: nessuno.

Non mi è piaciuto per niente il clima che ho visto crearsi in parte del web riguardo ai fatti di Romano di Lombardia. Un clima di accondiscendenza verso atti violenti che non hanno giustificazioni. Persone posate che giustamente condannano quando un giovane esagitato rompe una vetrina in questo caso hanno iniziato con vari “eh però…“.

Personalmente io prendo molto sul serio il principio di non-aggressione e non vedo niente che qui possa andare sotto l’etichetta di “autodifesa”. Se vogliamo stiracchiare di molto la definizione, possiamo dire che quella persona che ha sequestrato quindici persone nell’agenzia delle Entrate si stava difendendo dallo stato ladro. Ma a questo punto allora dobbiamo giustificare tutto, anche sparare a uno che butta una cicca per terra. No, mi spiace, non funziona così per me. Volete difendervi dallo stato ladro? Organizzate per esempio una rivolta fiscale. Questo sì sarebbe un evento dirompente e moralmente giustificato. Mi sembra invece che i gesti di disperati come quello di Romano siano eventi attesi e bramati da una moltitudine di giornalisti, opinionisti e blogger per creare la propria mitopoiesi speculare a quella dei vari NoTav e disobbedienti vari. La mistica autoritaria della violenza scorre potente tra di noi. Magari scorre sottoterra per un po’ per poi sbucare fuori anche tra gente distinta e perbene che vede per una volta l’occasione buona per sfogare le proprie pulsioni incitando alla rivoluzione.

Mi sento a disagio. Mescolare in una sola cosa la sacrosanta incazzatura contro uno stato parassita e ladro con gesti violenti che non possono trovare giustificazione mi spinge a pensare a come il dibattito in Italia non si sia mai mosso dagli anni ’70. Sempre là siete, alla guerra (violenta e autoritaria) tra bande.

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28 Comments » 28 Responses to Non ho visto un eroe

  1. vaaal on maggio 7, 2012 at 13:18

    L’atto di Rondolino segue perfettamente il principio libertario di non aggressione. L’agenzia delle entrate minaccia ritorsioni se il lavoratore non gli dà ciò che si è guadagnato. Il lavoratore ha tutto il diritto di difendere la sua proprietà, anche se non IMMEDIATAMENTE. L’atto di rondolino può essere visto come una aggressione differita, ma legittima.
    A questo aggiungi la frustrazione per i decenni di schiavitù, ed abbiamo sia una giustificazione morale che libertaria.
    Chi butta una cicca per terra non minaccia direttamente nessuno.

  2. myself on maggio 7, 2012 at 13:48

    “Personalmente io prendo molto sul serio il principio di non-aggressione e non vedo niente che qui possa andare sotto l’etichetta di “autodifesa”. Se vogliamo stiracchiare di molto la definizione, possiamo dire che quella persona che ha sequestrato quindici persone nell’agenzia delle Entrate si stava difendendo dallo stato ladro.”

    Martinelli dichiara che giorni prima l’agenzia delle entrate gli aveva detto che avrebbe dovuto pagare 44.000€, inoltre la sua intenzione non era di fare ostaggi ma di sgomberare gli uffici e occupare l’edificio in forma di protesta. Ora, se quei soldi se li era guadagnati onestamente allora un atto di protesta di quel genere mi sembra sicuramente ad effetto e compatibile con l’autodifesa ed il principio di non aggressione.

    Poi come siano andate effettivamente le cose non lo sapremo mai, adesso l’agenzia delle entrate smentisce e dice che Martinelli doveva pagare solo 1.400€ di canone RAI…

  3. vaaal on maggio 7, 2012 at 14:25

    *sostituite rondolino con martinelli nel mio commento sopra* :)

  4. Luca on maggio 7, 2012 at 15:03

    @vall e myself: non vedo proprio come difendere i propri 44000 o 1400€ sia collegato a sequestrare (perché questo alla fine ha fatto) prima 15 persone e poi una. Non vedo veramente dove sia il nesso

  5. fabristol on maggio 7, 2012 at 15:47
  6. Boston on maggio 7, 2012 at 15:51

    `Volete difendervi dallo Stato ladro´ ? Non si puo´, non esiste un mezzo che ce lo permette , le Commissioni Tributarie danno ragione al Fisco anche quando
    ha torto.
    Fare una rivolta fiscale , vuol dire non pagare le tasse
    la momento in cui si devono versare , e ti arriva
    una cartella esattoriale e ti mettono la casa all asta,
    questa strada e´ davvero masochistica , ti fai male con le tue mani! .
    Le tue affermazioni sono giuste in generale , ma non sono praticabili in italia.

  7. vaaal on maggio 7, 2012 at 16:12

    Ma io non riesco proprio a capire le motivazioni di Luca. Immagino che sia un libertario. Immagino che per lui lo Stato non ha alcun diritto ad espropriare i beni di una persona. E’ vero o no?

    E se questo è vero, allora non è colpevole anche chi esegue materialmente gli ordini dello stato?
    Non vedo come ci si può dire libertario e rispondere negativamente a queste domande.
    Dici che il sequestro non avrebbe riportato indietro i soldi? Questo è tutto da vedere, ma rimane il fatto che lo Stato è comunque colpevole, così come i suoi rappresentanti fisici dell’AdE, e quindi l’azione di Martinelli è DEL TUTTO legittima. Come ho detto sopra, legittima a livello libertario, e anche completamente giustificata a livello morale (almeno a parer mio, quest’ultimo punto).

    Forse dovremmo smetterla con questo libertarismo all’acqua di rose, dove si cerca di risolvere ogni cosa giocando all’interno del sistema tramite rivolte pacifiche che non fanno male a nessuno se non ai pacifici rivoltosi motivati dalle migliori intenzioni.

    Parliamo tanto di principio di non aggressione, e siamo tutti ben consapevoli che sotto minaccia abbiamo il diritto di rispondere, ma quando arriva il momento adatto eccoci pronti ad abbassare il capo e a dire “NO, PERO’ QUESTO E’ TROPPO”.

  8. Luca on maggio 7, 2012 at 16:19

    non ho detto che è troppo, ho detto che non vedo il nesso. ripeto: sequestrando 15 pesone che lavorano per l’agenzia delle entrate non stai difendendo i tuoi soldi ma stai aggredendo 15 persone.
    allora adesso vai fuori con un fucile a pompa e spara al primo poliziotto che ti capita a tiro perché lavora per lo stato. mi pare di capire che per la tua logica sia un atto morale giustificato

  9. vaaal on maggio 7, 2012 at 16:50

    E’ “la mia logica” adesso, o è il principio di non aggressione?

    La tua risposta mi suona veramente malissimo. E’ ovvio che non andrò ad uccidere nessun poliziotto. Ma il fatto che io non lo faccia non vuol dire che il poliziotto sia nel giusto, perché non lo è.

    Non sto andando neanche a sparare ai mafiosi, ma neanche tu. Pensi che “i mafiosi” siano nel giusto?

    Se una persona, continuamente vessata da angherie di una organizzazione mafiose, si fosse introdotta in un club mafioso e avesse minacciato gli inquilini, cosa avreste detto? Che è una persona folle, che ha compiuto un atto sconsiderato, o è un atto DI CORAGGIO contro una tirannia non più sopportabile?

  10. vaaal on maggio 7, 2012 at 17:05

    Mi sa che ho usato dei toni un po’ forti non adeguati alla discussione che volevo avere, soprattutto perché leggo gli articoli di Luca (che immagino sia Fusari) continuamente su diversi siti libertari e li trovo davvero ottimi. Si parla per chiarire e capire le posizioni dell’altro, insomma.

  11. myself on maggio 7, 2012 at 18:17

    “non ho detto che è troppo, ho detto che non vedo il nesso. ripeto: sequestrando 15 pesone che lavorano per l’agenzia delle entrate non stai difendendo i tuoi soldi ma stai aggredendo 15 persone.”

    @Luca Infatti io ho detto che ciò era coerente al principio di non-aggressione riferendomi al fatto di occupare gli uffici in segno di protesta, non al sequestro degli impiegati. Appunto Martinelli dice che non era sua intenzione sequestrare nessuno, poi come sia andata non ho ancora ben capito.

  12. Alberto on maggio 7, 2012 at 21:01

    Detto con la massima calma, ma i discorsi di vaal portano su una pessima strada. Questo confondere i simboli con le persone ha prodotto e giustificato cose orribili in passato. Per me un esattore delle tasse è e sarà sempre prima di tutto una persona. Una persona come me. E così anche il poliziotto, Monti, Bersani, il papa e il mio vicino maleducato.
    Oggi è stato gambizzato l’amministratore di Ansaldo Nucleare e qualcuno sicuramente avrà fatto festa, considerandolo “colpevole” di lavorare in un settore sporco(?), esattamente come vaal (credo) consideri colpevoli i dipendenti di Equitalia ed esattamente come molta gente considera colpevoli noi liberisti di essere servi del capitalismo globale, delle banche ecc. Cosa si fa, una royal battle generale e vinca il migliore? Chi ci assicura che siamo proprio noi ad avere ragione? Ciò che secondo me contraddistingue noi libertari e proprio quello di non mettere i simboli davanti alle persone e riconoscere in ogni individuo il portatore di diritti inviolabili.

    Il gesto di Martinelli a mio parere non va giudicato, ma collocato in una cornice dove, dopo che sempre più persone puntano le armi contro se stessi, il fatto che qualcuno inizi a puntarle verso gli altri diventa una semplice questione probabilistica. E quando sei disperato diventa difficile discettare di principio di non aggressione. Lo Stato dovrebbe iniziare a rifletterci, se non altro per spirito di autoconservazione.

  13. Luca on maggio 7, 2012 at 21:58

    quoto Alberto e penso di aver capito dove è il problema: per te vaal qualsiasi dipendente statale è nemico in quanto tale. Io invece applico il principio di non-aggressione in modo più ristretto, come ho scritto nel post.
    Paragonare un mafioso a un dipendente dell’agenzia delle entrate secondo me vuol dire banalizzare e appiattire la faccenda perché semplicemente io non li considero sullo stesso piano perché qualitativamente sono due cose molto diverse.
    cmq no, non sono quel Luca :)

    “Questo confondere i simboli con le persone ha prodotto e giustificato cose orribili in passato. Per me un esattore delle tasse è e sarà sempre prima di tutto una persona. Una persona come me. E così anche il poliziotto, Monti, Bersani, il papa e il mio vicino maleducato.”
    esattamente

  14. Claudio G. H. on maggio 7, 2012 at 22:15

    Non so cosa pensare Luca. Io sono d’accordo con te sul clima, che non piace affatto neanche a me, ma mi rendo anche conto che la situazione el al limite del lifeboat o della guerra civile se vuoi.
    E allora propongo lo scenario di guerra.
    Come la mettiamo quando i soldati sono usati come strumento per iniziare una aggressione?
    Nei fatti i dipendenti della AdE sono usati per commettere atti di aggressione, arbitrari, al limite della follia, e senza che la vittima abbia altri strumenti civili per difendersi.
    Non lo so se ne siano consapevoli o meno …anzi, sono sicuro che alcuni ne sono consapevoli perché mi è capitato di parlarci con uno di questi, e mi ha confessato che è cosciente della situazione ed è molto preoccupato.
    Già, perché i soldati se hanno scrupoli di coscienza sono disertori, e come tali condannati …da chi? Ma da altri soldati naturalmente. E’ una macchina, disumana, che usa esseri umani.

    Poi io non mi soffermerei a disquisire se son 44mila o 1400, perché per uno che è sul lastrico 1400 sono una enormità, e comunque ci sono troppi casi di suicidio (uno si è pure bruciato vivo!)

    Ecco, parliamo dei suicidi. Anche oggi 2, ormai si perde il conto.
    Questo non è normale, questo è un indicatore di una situazione estremamente critica e certamente conferma l’aberrante arroganza ed esosità della AdE. I suoi dirigenti, mi è stato rivelato, alimentano l’attivismo nei dipendenti.
    Registro che la cosa si ripete in altri ambiti. Mio fratello ha avuto la visita degli ispettori sanitari, questi fanno un sacco di domande, spesso non pertinenti al loro mandato da quello che ho capito, per capire se ci sono soldi da spremere. Su una piccola attività (mio fratello e una dipendente) questi sono rimasti quasi una giornata intera, bloccando il lavoro, e sono tornati 3 volte. I rilievi fatti erano pretestuosi: voi nella vostra cucina avete condizioni certamente peggiori da un punto di vista igienico. Un esempio su tutti, un bagno (dotato di finestra apribile) in cui c’era un aspiratore, è stato pretesa la modifica dell’impianto elettrico affinché l’aspiratore funzionasse automaticamente e non manualmente.

    Mi scuso per essermi dilungato tanto, ma serve a rendere l’idea della situazione, il clima, Luca, è pessimo ma tu forse non conosci il lato oscuro della vicenda.

  15. astrolabio on maggio 7, 2012 at 22:30

    mah, io li perdono cristianamente perchè “non sanno quello che fanno”, letteralmente, vista l’adorazione dello stato e la totale minoranza delal concezione libertaria, però anche se non sono bosso mafiosi sono comunque dei “soldati” (usando la terminologia del padrino) stanno a Napolitano come luca brasi sta a Don Vito.
    di questo passo neanche l’assedio al ghetto di varsavia era autodifesa, perchè i soldati nazisti mica erano il partito nazista.

  16. vaaal on maggio 8, 2012 at 00:50

    Paragonare un mafioso a un dipendente dell’agenzia delle entrate secondo me vuol dire banalizzare e appiattire la faccenda perché semplicemente io non li considero sullo stesso piano perché qualitativamente sono due cose molto diverse.
    cmq no, non sono quel Luca :)
    ————————
    Scusami se ti ho confuso con un’altra persona :)
    Comunque non ho ben capito qual è la differenza tra persone che riscuotono soldi per lo stato e quelli che lo fanno per la mafia.

    Intendo differen REALI, perché altrimenti le differenze le so trovare pure io, innanzitutto nel modo in cui vengono percepiti dalla società. Non tanti agenti statali sono visti di cattivo occhio, ma quasi tutti i mafiosi lo sono. Gli agenti statali lavorano per l’appunto in un ambiente istituzionale, e i mafiosi no.

    Per il resto? Gli agenti statali sono “innocenti” o credono di esserlo? E possibile che anche un mafioso si creda perfettamente innocente, e in ogni caso non mi sembra una giustificazione sufficiente.

    E non capisco perché il ragionamento del tipo “è prima di tutto una persona” possa applicarsi agli agenti statali e non ai mafiosi. Mi sembra un modo di pensare direttamente derivato dal fatto che siamo cresciuti con l’idea che lo stato sia buono, e la sua mano puramente benefica.
    E se invece cambiassimo mentalità, in maniera coerente con i nostri principi?

    Detto questo: non andrei mai a sparare a nessun dipendente statale. Questo non toglie il fatto che sta violando il principio di non aggressione, e quindi libertariamente è “””colpevole”””. Moralmente, la questione è molto più difficile, senza alcun dubbio, ma i principi libertari, anzi, IL principio libertario, è bello perché è estremamente semplice e non incasina tutto come le miriadi di leggi che lo stato ci propone rendendo la giustizia un termine inutile. Secondo IL principio libertario gli agenti statali sono colpevoli, stop.
    E, ripeto, io personalmente non attuerei mai un atto di violenza, ma ASSOLUTAMENTE non colpevolizzerei qualcuno che semplicemente cerca di ribellarsi all’oppressione, ANZI. Chi si fa coraggio, rischiando di essere additato come pazzo e scellerato, deve essere assolutamente rispettato, soprattutto da noi libertari!

    Non si tratta di essere pacifisti o meno. Sinceramente per me la parola pacifismo non ha alcun senso. Si tratta di essere coerenti con le proprie idee. Se siete in un blog di libertarismo dove credete nel principio di non aggressione e credete che lo stato sia un tiranno, dovete di fatto credere nel COMBATTERE lo stato.
    Capisco se poi ciò non accade nella pratica, perché siamo esseri umani, deboli e pieni di problemi, ma se UN ALTRO applica NELLA VITA REALE esattametne ciò che noi stiamo qui a dire a parole, non vedo proprio il motivo di criticarlo.

  17. vaaal on maggio 8, 2012 at 00:55

    Come è stato giustamente affermato da qualche altro commentatore, il problema è sempre nel lasciar passare tutto. Alla fin fine anche i politici son dei bravi ragazzi e cercano di campare, e il principio di non aggressione non si può applicare perché loro dirattamente non ci hanno torto un capello.
    E se invece iniziassimo ad affermare seriamente che dovremmo liberarci dai parassiti con mezzi più pratici? O che, almeno, se qualcuno lo facesse, ben venga?
    Boh, boh

  18. Claudio G. H. on maggio 8, 2012 at 01:16

    Io credo che nessuno dei commentatori né l’autore dell’articolo, Luca, metta in discussione o anche semplicemente in dubbio il principio di non aggressione, che direi essere quello il caposaldo, più che la filosofia libertaria.

    Ciò che si sta discutendo è l’interpretazione di una azione, un po’ come se fossimo in un tribunale per capire se un atto commesso sia da ritenere riprovevole o giustificato se non auspicato.

    A volte quando si valuta una cosa capita di non riuscire a vederne l’intero quadro, ed è per questo che si può scivolare in errate considerazioni, ed il dibattito aiuta a capire (e capirsi).

  19. daouda on maggio 8, 2012 at 17:34

    Sequestrare 15 dipendenti statali , lavoratori di un’agenzia infame, è cosa opportuna.

    Essendo dipendenti andavano chiaramenti rilasciati ed è bene che si rendano conto, così, che avranno pericoli.

    Il dirigente, una volta fatta una cosa del genere, è male che non sia stato perlomeno malmenato.
    Non ne chiedevo l’uccisione, ma una pistolettata, giunto a quel punto, era buona.

    Il problema è che la si prenderà sempre inder culo perché sempre siamo divisi.
    I libertarians ragionano così su questi argomenti, ma su altri poi sono pronti a girarsi perché ogni libertarians nasconde dietro di sé un oggettivista od un semplice liberista duro e puro.
    Abbiamo poi i vari anrco-collettivisti et similia.
    Una rivota prenderebbe di certo pieghe sgradite.

    Il residuo è la soluzione, MA CON DIGNITA’.E questo imprenditore ha almeno fatto presente di averla quantunque abbia ritrattato essendo una persona comune.

  20. Luca on maggio 8, 2012 at 22:10

    durante le guerre i vari stati tendono sempre a disumanizzare il nemico per dare ai soldati meno remore nell’ucciderlo.
    mi sa che voi nella vostra testa state facendo lo stesso con gli impiegati dell’agenzia delle entrate raffigurandoli come perfidi nemici che diffondono lo statalismo per giustificare atti come quello di Romano.
    Paragonare impiegati dell’agenzia delle entrate ai soldati nazisti equivale a buttare nel cesso il buon senso e la misura delle cose; appunto, disumanizzare dei normali impiegati.
    Auspicare la violenza al di fuori della difesa e provare ad ampliare in modo così “tirato” l’autodifesa per farci includere tutto equivale, secondo me, a giustificare la sopraffazione; la stessa che condannate dello stato.
    mi sembra surreale star qui a dirvi che è sbagliato uccidere gli impiegati statali, ma ormai non mi stupisco più di niente e capisco ancora di più che non si esce dalla coercizione.

  21. fabristol on maggio 8, 2012 at 23:12

    Appoggio completamente il pensiero di Luca. La sopraffazione e l’assalto sono le caratteristiche che fanno funzionare quello che stiamo combattendo.
    In più vorrei dire che una cosa è difendere la propria proprietà o famiglia un’altra è andare a trovare un capro espiatorio in qualcuno altro che volente o nolente fa parte del sistema. Sfortunatamente facciamo tutti parte del sistema e se volete gambizzare i servi dello stato guardatevi bene intorno perché potreste facilmente rendervi conto di averne in casa tra i vostri parenti, i vostri amici e le persone ch e più vi amano.

  22. daouda on maggio 9, 2012 at 02:50

    Uccidere i dipendenti statali è ovviamente sbagliato e lo sarà sempre.
    Ma c’è statale e statale, bisogna uccidere chi lo merita.
    Anche uccidere un affiliato alla mafia è sbagliato. Ma c’è mafioso e mafioso, bisogna semplicemente uccidere chi lo merita.

    Calcolando che si deve rispondere proporzionalmente e che si deve colpire chi ha effettivamente compiuto il disagio( e causandolo e effettuandolo ) tecnicamente una ri-voluzione è SEMPRE impossibile e sempre prodromica del peggio, poiché le effettive responsabilità non sono mai appurabili ed i meccanismi delle varie nefandezze che subiamo sono alquanto intricate ed automatiche.
    Chi non sà colpisce quindi a caso e non risana un bel nulla, sempre se abbia la giusta teoria dalla sua, sempre se non si lasci sviare dalla brama e dall’interesse…

    E’ per questo che abbiamo perso e continueremo così.
    DOMANI RIMPIANGEREMO Stati capaci di esportarci tre quarti delle nostre ricchezze, perché sapranno arrivare a ben peggio.

    “potreste facilmente rendervi conto di averne in casa tra i vostri parenti, i vostri amici e le persone che più vi amano”

    Questo palesa come , in questo paese, tutti aspirino a magnà e le critiche servano solo per farsi belli o speciali, o darsi una certa quota nel club dei giusti per sopportare meglio le sofferenze di tutti i giorni.

  23. vaaal on maggio 9, 2012 at 08:35

    senza alcun dubbio sono d’accordo con daouda.
    “Appoggio completamente il pensiero di Luca. La sopraffazione e l’assalto sono le caratteristiche che fanno funzionare quello che stiamo combattendo.”
    Potrei anche dire che le caratteristiche che appoggiano il sistema che stiamo combattendo siano la voglia a giustificare tutti in ogni caso, perché “potrebbe essere un tuo parente”, perché “è un essere umano prima di tutto”, perché perché perché.

    Senza alcun dubbio capisco perfettamente ciò che pensate, e in parte lo condivido pure. E mi ritrovo anche d’accordo con daouda su una cosa importante: c’è statale e statale, e se proprio dobbiamo iniziare a far qualcosa dovremmo iniziare dai politici, statali per brama e avidità, non certo dagli statali che si trovano in mezzo per debolezza umana o per incapacità.

    E ovviamente non è facile tracciare una linea retta, e ogni tanto si può “sparare” più o meno a caso, come il martinelli. Su cui punto del continuum si trovano i dipendenti dell’ AdE? A mio parere, abbastanza avanti da poter essere per lo meno minacciati a dovere, visto che se ne sentono delle belle sul modo in cui svolgono il loro indecente lavoro. Non è carino fare di tutta l’erba un fascio, ma se mi affilio ad una compagnia che rovina migliaia di persone, è normale che qualcuno non mi veda di buon occhio, anche se personalmente non ho fatto nulla.

  24. vaaal on maggio 9, 2012 at 08:36

    linea *netta – su *che punto del continuum

  25. Gongoro on maggio 9, 2012 at 10:08

    Neanche io ho visto un eroe, perché gli eroi esistono solo nelle fiabe: ho visto il gesto di rivolta di una persona disperata, che ha cercato di difendersi come poteva.

    “E ovviamente non è facile tracciare una linea retta, e ogni tanto si può “sparare” più o meno a caso, come il martinelli.”

    Martinelli non ha “sparato” a caso. Non ha attaccato le poste, non è entrato in una scuola, o in ospedale. Ha reagito a un sopruso minacciando l’azienda responsabile delle angherie a cui è stato sottoposto. E non ha ucciso nessuno.

    “In più vorrei dire che una cosa è difendere la propria proprietà o famiglia un’altra è andare a trovare un capro espiatorio in qualcuno altro che volente o nolente fa parte del sistema.”

    Ma quale capro espiatorio. Martinelli ha risposto a una aggressione diretta, non si è mica messo a sparare al primo dipendente pubblico che ha incontrato. Se l’organizzazione che lo taglieggiato invece di chiamarsi Agenzia delle Entrate si fosse chiamata Cosa Nostra nessuno avrebbe avuto nulla da ridire. E l’Agenzia delle Entrate è un’ agenzia di racket, né più né meno della mafia.

    “Persone posate che giustamente condannano quando un giovane esagitato rompe una vetrina in questo caso hanno iniziato con vari “eh però…“”

    Un esagitato rompe la vetrina di chi non gli ha mai fatto niente di male. Martinelli ha risposto al racket con la violenza. C’è una bella differenza.

    Per inciso, anche i NoTav che risiedono nelle zone hanno ragione quando attaccano direttamente le forze dello Stato. Lo Stato ha espropriato del terreno e ha imposto la costruzione di una linea ferroviaria. Difendersi da questo sopruso è più che legittimo.

    Non capisco il senso di questo articolo. Come ci si dovrebbe difendere dalla violenza statale? Con i confetti?

  26. daouda on maggio 9, 2012 at 15:26

    No di certo!Possiamo fare vertenze , denunce, manifestazioni e mobilitarci per immettere nel sistema i nostri rappresentanti politici!

  27. astrolabio on maggio 10, 2012 at 02:16

    “mi sa che voi nella vostra testa state facendo lo stesso con gli impiegati dell’agenzia delle entrate raffigurandoli come perfidi nemici che diffondono lo statalismo per giustificare atti come quello di Romano.”

    non è che diffondono lo statalismo lu, vanno in giro a pignorare le case, sei tu che non hai capito che la situazione è quella del 38, solo che invece di colpire un segmento omogeneo della popolazione colpiscono a random. Ovviamente chi sta allo sportello non è quello che dirige gli espropri, ma che non si renda conto di come funzionino le cose è difficile.
    per fortuna non ho una casa di proprietà e al massimo mi possono espropriare un’auto del pleistocene e farmi chiudere l’azienda, però già che ci siamo, spiegami cosa dovrei fare per quaqnto la rata da 65.000 euri che mi hanno chiesto in spregio delle norme di diritto commerciale, soldi che non ho e il massimo che ho ottenuto è una bella rateizzazione di 1500 euri mensili (noccioline), mentre il mio guadagno nell’ultimo anno è rasente lo zero e mentre non le paghi gli interessi viaggiano a livelli da strozzinaggio legalizzato.

    dimmi tu cosa dovrei fare considerando anche che se faccio ricorso mi chiedono comunque parte dei soldi, che non ho. e che dovrei comunque avere l’onere della prova che è concretamente impossibile da produrre.

    no veramente si ha a ceh fare con gente che vede che hai una bella casa, sei povero e ti pignora la casa, mentre rimani impantanato nella cuasa per dimostrare che l’hai ereditata e che non te la sei comprata in nero.

    “Paragonare impiegati dell’agenzia delle entrate ai soldati nazisti equivale a buttare nel cesso il buon senso e la misura delle cose; appunto, disumanizzare dei normali impiegati.”
    mah, i soldati nazisti erano soldati di leva e probabilmente tra di loro una bella quantità erano solo poveri diavoli che volevano tornare a casa, questo non toglie che se un ebreo ne uccideva uno per evitare di essere deportato aveva tutte le sacrosante ragioni per farlo, è un po’ il problema della minaccia innocente.
    inoltre se è vero che equitalia non ha perpetrato orrori paragonabili ai nazi, è anche vero che il gesto del tizio lo hai anche esagerato te, è solo entrato armato e non ha fatto niente a nessuno, ha attirato l’attenzione su un problema senza morire tra atroci tormenti come a purtroppo ad altri è capitato, quindi, voglio dire, de che stiamo a parlà?

  28. Claudio G. H. on maggio 10, 2012 at 11:33

    Io ho avuto occasione di fare una chiacchierata di recente con una che lavora alla AdE e mi ha detto che sta cercando un lavoro da qualche altra parte perché non condivide più quello che sta facendo. E’ un aneddoto, non fa statistica, ma è una vaga indicazione che qualcuno se ne rende conto.
    Per contro, ho saputo che il tizio delle ispezioni sanitarie di cui vi avevo accennato in un precedente commento ha terrorizzato tutti gli artigiani e commercianti della zona, incluso un neanche piccolo supermercato, il cui direttore (che fatalità conosco) è infuriato nero per queste vessazioni.
    Il fatto è che questo signore ha pure detto candidamente che lui deve tutelare la salute pubblica e quindi può decidere di farti anche buttar giù l’edificio e rifarlo se gli gira, e se non ce la fai non gliene frega niente che tu chiuda, non sono affari suoi. Questo letteralmente mi è stato riferito ha detto sto personaggio.
    Questa è gente infojata da persone tipo Gad Lerner, che a mio avviso è responsabile più di altri del danno mentale che ha causato, e vede in tutti quelli che hanno una attività in proprio de nemici da combattere.
    Questa è la situazione. Hai detto bene Luca, è una situazione da anni settanta, e non se ne viene fuori. Ma come dice Astrolabio, come la mettiamo, in pratica, per chi senta in qualche modo la necessità di difendersi?
    La verità è che da questo posto occorreva andarsene ancora un paio di anni fa, ma non è proprio semplice da realizzarsi, e pochi in effetti possono farlo.

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