La libertà è controintuitiva

maggio 10, 2012 5 Comments
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“People don’t understand the private sector. They don’t like it. Intuitively, it seems selfish. Most people are busy trying to run their own lives. They’re grateful to politicians who want to take charge. It seems intuitive to think that a smart group of planners concerned about the collective good can accomplish more than free people pursing their own interests individually in the private sector.”[1]

Questo l’incipit di un bell’articolo di John Stossel dal triste ma veritiero titolo “Why we’re losing” (Perché stiamo perdendo). L’articolo continua spiegando che tutti, ma proprio tutti, i concetti del libertarismo sono controintuitivi -compresa la libertà – e per poterli comprendere e apprezzare bisogna fermarsi e ragionarci su. Ecco perché i libertari “perdono” e sono dei “perdenti” nell’arena politica.

Infatti è più facile pensare che ci sia un’entità che tutto vede e provvede piuttosto che vedere un branco di parassiti intenti a dividersi le nostre ricchezze; è più intuitivo pensare che i migliori governi sono quelli che hanno fatto di più mentre quelli che hanno fatto meno sono pessimi; è più semplice credere che i soldi per chi ha bisogno nella società provengano dal nulla invece che dalle tasche di qualcun altro; è più facile soffermarsi sulle conseguenze che si vedono di una politica del governo ma non su quelle che non si vedono. Ecc. Ecc. [2]

Stossel afferma che è la libertà stessa ad essere controintuitiva ed io concordo con lui.

Io credo che ci sia una ragione anche biologica in questo. Come Homo sapiens ci siamo evoluti in gruppi familiari in cui la sopravvivenza era decretata dal rispetto del leader, dalla fedeltà all’ordine costituito. Protezione, cibo e accoglienza non venivano commerciati o scambiati ma spesso arrivavano volenti o nolenti dalle teste del gruppo. I nostri cervelli si sono evoluti in questo contesto: il grande capo gestisce tutto e dà tutto. E’ lui la fonte di tutto e tutto funziona al meglio grazie a lui. Forse in un branco di poche decine di componenti questo sistema funziona anche grazie alla parentela tra gli i vari individui, ma le società moderne non sono branchi di poche decine di parenti. Il modello familiare che ha avuto così tanto successo nei milioni di anni antecedenti all’uomo moderno non può essere applicato alle società moderne dove la parentela esiste, certo, ma solo per distribuire le ricchezze rubate agli altri che non fanno parte della famiglia. I politici hanno trasferito il modello preistorico delle prime tribù umane in un contesto completamente nuovo: la società umana non imparentata.

Tutto questo per dire che noi libertari dobbiamo faticare il doppio se non il triplo rispetto a qualsiasi altro movimento per farci capire, sentire e per espanderci come gruppo. La razionalità ha un lato negativo: non può essere popolarizzata.

***

 [1] Traduzione: la gente non capisce il settore privato. Non gli piace. Intuitivamente sembra egoista. La maggior parte delle persone sono occupate cercando di vivere la loro vita. Sono grate ai politici che vogliono prendere il potere. Sembra intuitivo pensare che un piccolo gruppo di pianificatori preoccupati del bene comune possano compiere più di persone libere che cercano il loro interesse individualmente nel settore privato.

[2] A volte mi sembra di rivivere certe diatribe tra evoluzionisti e creazionisti. Sia il dibattito sull’evoluzione che quello sul libertarismo infatti hanno una cosa in comune: i sistemi emergenti. L’emergenza in natura come nelle società è così controintuitiva che bisogna fare uno sforzo della ragione non indifferente per comprendere il comportamento di un sistema complesso.

 

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5 Comments » 5 Responses to La libertà è controintuitiva

  1. John Galt on maggio 10, 2012 at 09:59

    Non credo che la libertà sia controintuitiva.
    Nasciamo liberi, è tutto quello che ci viene insegnato dopo che ci fa credere diversamente.

    Sono concorde che la maggior parte della gente fa fatica a comprendere i concetti alla base dei libertarian, ma è perchè sono sempre stati educati così, dai genitori, dalla scuola, dalle tv.

    Non sottovalutate la duttilità e il potenziale della mente umana.
    Inoltre, una volta che si sono compresi i principi base dei libertari, questi risultano molto più cristallini di qualsiasi altra organizzazione.
    Io vendo-> tu compri. Peer-to-peer, senza nessun intermediario che si appropria della ricchezza che si produce nel passaggio.

  2. fabristol on maggio 10, 2012 at 10:48

    “Sono concorde che la maggior parte della gente fa fatica a comprendere i concetti alla base dei libertarian, ma è perchè sono sempre stati educati così, dai genitori, dalla scuola, dalle tv.”

    Allora vedi che non si nasce liberi? ;)
    si nasce dentro una casa dove ci sono due padroni che ti dicono cosa fare (giustamente visto che non hai alcuna esperienza), cosa mangiare, come vestirti ma soprattutto ti danno cibo e vestiti gratis senza che tu ti debba preoccupare di nulla. Questo imprinting rimane nel cervello dell’adulto che ritrova lo stesso “piacere” di essere comandato e nutrito in età adulta grazie allo stato.

  3. CARLO BUTTI on maggio 10, 2012 at 14:48

    Quindi la libertà sarebbe una conquista evolutiva, e solo in questo senso un dato “di natura”. Sono sostanzialmente d’accordo. Questo però mi rende sempre più convinto che l’idea di contrastare l’opprwessione dello Stato-Naziione Leviatano attraverso la regressione a mini-Stati fondati sul medesuimo principio comunitario e familistico(la piccola patria, le radici e altri cascami romantici)è siostanzialmente tregressiva e controproducente. Sarei davvero grato a chi sapesse convincermi del contrario:”sapientis est mutare consilium”.

  4. […] verità, come sempre, è controintuitiva e solo un libertario può leggerla. Ho trovato un breve testo del professor […]

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