L’ISTAT parla chiaro: non ti sei suicidato per colpa di Equitalia

maggio 11, 2012 4 Comments
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In questi giorni si sono moltiplicati una marea di articoli che con numeri alla mano contestano i “numeri” (e già questo fa pensare: gente che critica i numeri usando altri numeri) di suicidi per crisi degli ultimi mesi. tutti numeri forniti dall’ISTAT, ente statale e superpartes, e dall’OMS.

Tutti si affrettano a ripetere come pappagalli che è una bufala quella dell’aumento dei suicidi a causa dello Stato nel 2012 perché “in 5 mesi abbiamo registrato meno vittime degli ultimi 4 anni”. Un genio proprio. E’ risaputo che l’anno finisce il 31 Maggio infatti.

Hanno ragione solo su una cosa: non bisogna scherzare coi numeri soprattutto quando si associano mele con pere. I dati statistici riportati sono presi per anno e quindi dobbiamo aspettare a fine dicembre per dare una stima certa. Tutto quello che abbiamo sono stime e trend. Considerando che sono i mesi estivi (esatto, è controintuitivo ma è proprio così) quelli dove la concentrazione di suicidi è più alta ci troviamo ad appena l’inizio del picco dell’anno. Inoltre tutti quanti riportano i dati dell’Eures che dice che il 2009, chiamato da loro “il vero anno della crisi”, fu l’anno più alto e che 2010 e 2011 sono in discesa. Di nuovo un trend incompleto che non ci dice nulla perché posso sempre dire che nel 1995 erano il 30% in più rispetto al 2009 e quindi altro che 2009 anno della crisi! Nel 2009 non è successo assolutamente nulla.

Ma in realtà non ce ne frega assolutamente nulla se quest’anno si sono suicidate meno persone in assoluto. Quest’anno potrebbe essere anche l’anno con meno suicidi della storia, ma quelle morti non cambiano la causa della loro morte, ciò che le persone hanno indicato in punto di morte come il mostro che li ha portati alla morte.

Ma vi immaginate se qualcuno dicesse che i suicidi dei monaci tibetani in Tibet fanno parte della normale casistica di suicidi in quella regione? Che non c’è alcuna correlazione tra il monaco che si dà fuoco per protesta contro l’invasione cinese e l’invasione cinese perché… perché l’anno prima ci sono stati molti più suicidi in quella regione. I numeri parlano chiaro! Non c’è alcun aumento quindi quelle persone non si sono uccise a causa dell’invasione cinese. Punto.

Non importa che la gente si suicidi con una lettera in mano indicando i veri colpevoli, come ieri di un pover’uomo che si è sparato un colpo alla testa di fronte alla Basilica di Pompei. No. Arcangelo Arpino era già inserito nelle statistiche dell’ISTAT: infatti lui fa parte della norma, sarebbe morto comunque, Equitalia o no, perché le statistiche parlano chiaro. L’anno prima ci sono stati gli stessi o addirittura più morti suicidi quindi la sua lettera di denuncia è carta straccia. Ecco, andate da questi giornalisti e bloggers e chiedetegli: Arcangelo Arpino (mettiamo nomi e facce invece che numeri) si sarebbe ucciso comunque anche se non ci fosse stata Equitalia?

Questi ragionamenti e chi li ha scritti sono veramente vergognosi. Come si può confondere la statistica con il caso umano, le medie e gli errori standard con la tragedia del singolo che stramaledice chi lo ha portato nel lastrico? Invitare addirittura i giornali a non parlarne perché si potrebbe creare l’emulazione. In Cina i giornali sono forzati a non pubblicare le foto, i video e i numeri dei suicidi dei monaci per lo stesso ufficiale motivo: per la salute pubblica per evitare emulazioni.

A questo ci ha ridotto il governo Monti. A discutere di numeri invece che a piangere le vittime delle sue scelte di governo.

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4 Comments » 4 Responses to L’ISTAT parla chiaro: non ti sei suicidato per colpa di Equitalia

  1. Davide on maggio 11, 2012 at 14:22

    Dillo a Facci.

  2. astrolabio on maggio 11, 2012 at 15:10

    io glielo direi ma per commentare ti devi iscrivere a un sito che non mi interessa.

  3. fabristol on maggio 11, 2012 at 17:35

    Strano, non me lo sarei mai aspettato da Facci.

  4. CARLO BUTTI on maggio 11, 2012 at 19:33

    La matematica è la scienza più razionale, ma quando viene usata a sproposito diventa pura follia, si tramuta nel sonno della ragione che genera mostri.

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