Cofondatore Facebook scappa dal fisco USA in Singapore – Ovvero dobbiamo essere grati allo Stato?

maggio 21, 2012 6 Comments
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In USA ha creato un certo scalpore la decisione del co-fondatore di Facebook Eduardo Saverin di rinunciare alla nazionalità americana per ottenere quella di Singapore dove è al momento residente. Questo giusto alcuni giorni prima dell’entrata in borsa di Facebook. La decisione ovviamente non è stata presa senza uno scopo preciso: evitare di essere tassato dal governo americano. Con questa mossa si pensa che Saverin eviterà di pagare al fisco statunitense oltre 600 milioni di dollari in tasse. La sua tassazione passerà dal 39.6% degli USA al 20% di Singapore. Soverin pagherà comunque una exit tax, cioè una tassa -sembra incredibile ma si sono inventati pure questa! – di rinuncia della cittadinanza che sarà proporzionale al suo reddito e alla presenza di assets nel territorio americano nel momento di rinuncia della cittadinanza.

Istintivamente molti hanno pensato che Saverin abbia preso una decisione sbagliata, antipatriottica e in definitiva senza un briciolo di gratitudine per quello che l’America gli ha offerto. D’altronde Saverin è un immigrato brasiliano che ha trovato la sua fortuna in USA. Come si permette ora di andarsene con le tasche piene dopo tutto quello che il suo paese ha fatto per lui? Qualcuno in USA si è perfino spinto a proporre una legge contro la fuga fiscale dei miliardari, un’opinione che la dice lunga sulla fascistizzazione (o sovietizzazione) della cultura e politica americane.

La verità, come sempre, è controintuitiva e solo un libertario può leggerla. Ho trovato un breve testo del professor Roderick Long che vorrei proporvi per intero per farvi capire il punto di vista libertario su questo argomento:

“Se una guardia penitenziaria vi pesta venti volte al giorno mentre le altre guardie vi pestano cinquanta volte al giorno, allora sicuramente preferireste la prima guardia alle altre – ma dovreste mostrare gratitudine alla prima guardia? O dovreste cercare appena ne avete la possibilità di essere picchiati da una guardia che vi pesta solo dieci volte al giorno? Tutti gli esempi per cui Saverin dovrebbe essere debitore agli Stati Uniti derivano dal fatto che le leggi americane sono meno oppressive rispetto alle leggi di molti altri paesi. Essere meno oppresso significa essere pestato meno spesso.

La gratitudine è una risposta appropriata quando si riceve un favore o un privilegio. La libertà è un diritto, non un privilegio; domandare che la gente sia grata per non avere la propria libertà violata è moralmente osceno. In ogni caso, la libertà che Saverin ha sperimentato in questo paese [USA] è stato il risultato non del governo (il quale si espanderebbe a dimensioni totalitarie se potesse) o della classe dirigente (idem) ma di molte generazioni di cittadini che hanno lavorato per limitare il governo e la classe dirigente. Quindi chiedere a Saverin di mostrarsi debitore al governo e di consegnargli il suo denaro sarebbe come chiedere ad un paziente di essere grato al virus perché grazie all’inoculazione non soffre troppo malamente a causa sua.

[...] I governi devono fedeltà ai loro cittadini, non viceversa.”

 

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6 Comments » 6 Responses to Cofondatore Facebook scappa dal fisco USA in Singapore – Ovvero dobbiamo essere grati allo Stato?

  1. John Galt on maggio 21, 2012 at 10:11

    E’ assurdo purtroppo. E noi lo sappiamo.
    Una persona così di talento dovrebbe essere premiata, per stare in uno stato, invece che chiedergli ancora dei soldi.

  2. Bastonate - L'estinto on maggio 21, 2012 at 17:42

    [...] dei tributi, sul ruolo dello Stato eccetera, temi sui quali fare riflessioni anche interessanti. Qualcuno, ad esempio, riprende la seguente citazione: Se una guardia penitenziaria vi pesta venti volte al [...]

  3. CARLO BUTTI on maggio 21, 2012 at 19:22

    Avevano ragione gli antichi:la patria è là dove si sta bene.

  4. fabristol on maggio 21, 2012 at 19:32

    “Avevano ragione gli antichi:la patria è là dove si sta bene.”

    cioè dove ti pestano di meno? ;)

  5. fabristol on maggio 21, 2012 at 22:19
  6. [...] queste premesse, ognuno può a questo punto decidere se il caso di Eduardo Severin cade nella categoria della “ragionevole oggettività” o in quella [...]

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