Un cantiere libertario?

Carlo Lottieri ha aperto un blog e ha subito fin dal primo post fatto sapere senza mezzi termini le sue intenzioni: è tempo di proporre qualcosa che vada oltre i soliti socialismi (destra, sinistra, cattolici), qualcosa di “altro” prima che l’Europa sprofondi in una grecizzazione quasi inevitabile. E cosa è questo qualcosa di “altro”? Cos’è quest’alieno che dovrebbe salvarci dal baratro?

“[…] C’è soprattutto bisogno di una nuova consapevolezza culturale, perché spesso la stessa frustrazione non ha parole, concetti, visioni. È un disincanto verso le logiche del Potere che però non sa immaginare alternative. Anche se alternative – vie d’uscita, forme istituzionali liberali, politiche basate sul rispetto e sul contratto – esistono da tempo. A noi spetta il compito di costruirle. Bisogna insomma aprire un cantiere libertario e armarsi di coraggio.”

Un cantiere libertario dice Lottieri. Un progetto ad ampio respiro che possa portare avanti una rivoluzione culturale, far crescere un alieno nell’utero del paese che ha fatto del socialismo in tutte le sue ramificazioni – fascismo, comunismo, cattolicesimo, ambientalismo, grillismo – la sua  caratteristica predominante. Ci vuole coraggio, dice Lottieri. Bisogna armarsi di coraggio è vero ma soprattutto bisogna andare oltre le solite divisioni all’interno del “cantiere libertario”. E qui ce ne vuole di coraggio, forse di più.

Esistono infatti dei punti fermi, delle fondamenta su cui costruire questo cantiere? Forse come dice Libertyfighter in uno dei commenti allo stesso post fino a quando ci sarà l’esproprio della proprietà privata scritto a chiare lettere sulla Costituzione non può esserci libertà. “Asfaltare” la Costituzione forse è il primo passo per rendere il paese più libero? E se l’asfaltassimo questa Costituzione come ci guarderebbero gli altri cittadini se non come “alieni”?

Questo non vuol essere un post pessimista e rottamatore ma forse un post coi piedi per terra, realista. Prima di fare una rivoluzione culturale dovremmo guardarci tra di noi o magari riunirci – tutte le sigle, tutti i gruppi, tutti gli istituti, tutti i siti e i blog vari- e fare una Costituente, una Costituente Libertaria dove si mettono nero su bianco i minimi comuni denominatori della nostra filosofia e li si propone all’opinione pubblica. Insomma invece di asfaltare la Costituzione degli altri forse dovremmo scriverne una nuova, una Costituzione Libertaria.

8 comments for “Un cantiere libertario?

  1. Luca
    maggio 23, 2012 at 08:20

    ok, proviamo allora.
    punto uno: siamo tutti d’accordo che ai dipendenti pubblici non si spara?

    ….

    seguono 10 ore di dibattito che terminano con un nulla di fatto.

    ciaooooo 😀

  2. daouda
    maggio 24, 2012 at 18:07

    Per vincere serve un centro culturale, un partito, un fronte armato, mobilitazione popolare e finanziamenti.

    Almeno così si fanno uccisioni mirate e siamo tutti contenti…

  3. daouda
    maggio 24, 2012 at 18:08

    In ogni caso non si vincerebbe…

  4. fabristol
    maggio 24, 2012 at 23:36

    Per Daouda

    non credo che Carlo Lottieri né il sottoscritto -e credo di parlare anche per Luca- abbiano parlato di partito. Il libertarismo è incompatibile con la democrazia.

  5. daouda
    maggio 25, 2012 at 15:03

    Guarda che quello che truffa lo stato e si fà dare sussidi agisce bene oggettivamente poiché così facendo si riappropria di quel che versa.

    Il problema è sempre , prima di tutto, l’intenzione. Lo stato non solo và assetato, ma và proprio inculato.

    Quando in gioco ci sono i principi, si deve fare la guerra, c’è poco da fare, e l’arte della guerra prevede la dissimulazione.
    Quanti però sono disposti a rendersi conto che molto di quel che hanno è strategicamente utile alla statualizzazione delle vite ed all’indottrinamento?
    Chi rinuncerebbe?

    Onore a te ed a voi. Gente come voi crea gente anche co me.Ma se il residuo non è una stronzata, siamo arrivati al punto che le cose vanno fatte per testimonianza.

    Se dietro l’anarcocapitalismo abbiamo il progressismo culturale da un lato e l’utilitarismo economicista dall’altro, l’anarcocapitalismo E’ ARMA “LORO”.

    Non sono per nulla i fatti a dimostrarlo, quantunque ogni individuo spesso incarnando tali deviazioni le conferma, ma le contraddizioni in sé.

    Non è perché tra vent’anni si possa dire “avevo ragione” che scrivo.
    E’ proprio perché vorrei fosse possibile qualcosa di diverso.
    Ma ciò prevede una coalizione che prima di essere cantiere deve essere comunità.

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