D’accordo?

maggio 24, 2012 22 Comments
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Quante volte vi è capitato di chiedervi perché mai e con quale legittimazione il vostro governo abbia stipulato trattati internazionali senza il vostro esplicito consenso? Certo, si dirà, li avete votati a “maggioranza”, ma qui stiamo parlando di accordi duraturi che possono cambiare anche di molto la vita della singola persona in modo, appunto, duraturo e non fino alla prossima elezione. Capita anche in Svizzera nella quale, nonostante la democrazia diretta, certi accordi internazionali vengono presi senza consultare prima i cittadini.

Su certo cose però non si scherza e i cittadini svizzeri quindi saranno chiamati il prossimo 17 giugno a pronunciarsi anche su una iniziativa popolare denominata «Accordi internazionali: decida il popolo». In pratica se vincessero i sì tutti gli accordi internazionali importanti dovrebbero passare attraverso una votazione popolare. Nello specifico in caso di:

  • Recepimento di diritto estero.
  • Riconoscimento di giudici e tribunali stranieri.
  • Pagamenti unici diretti all’estero superiori al miliardo di Franchi o ricorrenti superiori ai cento milioni di Franchi.

La democrazia diretta può essere uno strumento molto utile ma può anche trasformarsi in un mezzo coercitivo pari o superiore alla democrazia standard, ossia minoranze organizzate che schiacciano la libertà dell’individuo. Quando è permesso votare su argomenti che rompono il confine della persona e della sua proprietà in modo plateale allora poco importa se sia diretta o rappresentativa, sempre di violenza sull’individuo si tratta. Per esempio, la vittoria del sì sul divieto di costruire minareti sul suolo svizzero la trovo sintomatica di un atteggiamento contro la proprietà privata (ossia il terreno è mio e non vedo perché posso costruire una torre ma non una torre con fattezze di minareto) e contro il principio federalista (ossia, al limite era argomento da referendum comunale ma non per l’intero territorio nazionale).

Questa volta invece con la vittoria del sì la democrazia diretta compirebbe un bel passo in avanti positivo perché le persone non vedrebbero calati dall’alto accordi che i governanti pensano siano buoni per loro. Questa iniziativa popolare è supportata dall’Associazione per una Svizzera neutrale e indipendente, una associazione apartitica ma riconducibile al partito di destra UDC. Destra che vuole mantenere l’indipendenza e neutralità della Svizzera e contraria alla “strisciante adesione della Svizzera alla UE”. Singolare, ma poi neanche molto, il fatto che la sinistra invece sia contraria a questo referendum perché, in pratica, l’uomo della strada non potrebbe informarsi su tutto e quindi è meglio che ci pensino i governanti. La storia è sempre quella: sei un adulto ma ti trattano da bambino; salvo quando devi pagare l’apparato statale. Intendiamoci, la maggior parte delle persone è stupida. Però se dovessi scegliere dal delegare uno che non mi rappresenta o dire la mia direttamente, preferirei la seconda opzione; sempre dentro il sistema statale siamo, ma se siamo in un sistema democratrico, il saltare la rappresentenza io lo vedo come un passo in avanti.

Se chiedessimo ai cittadini della UE se avessero voluto votare per gli accordi che hanno formato la UE penso che la maggioranza direbbe di sì. Gli svizzeri hanno questa possibilità. Anche guardando a come si è ridotta la UE ad essere un sovrastato di tecnocrati impazziti, io consiglio caldamente ai cittadini svizzeri di votare SI.

Come scrive Johannes Kunz:

Non sono presenti spiegazioni convincenti sul perché un organo sovrano democratico (il popolo e i Cantoni ai sensi della Costituzione svizzera) non sia in grado di decidere le regole del suo coinvolgimento nell’ambito del sistema internazionale. L’arroganza delle elite di ritenersi le sole a poterlo fare, non solo riduce il benessere delle persone, ma rappresenta innanzitutto uno scardinamento del sovrano, costituendo quindi un grande pericolo per la libertà.

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22 Comments » 22 Responses to D’accordo?

  1. Roberto on maggio 24, 2012 at 07:12

    personalmente ritengo che i referendum siano spesso un’assurdità, ne piu ne meno delle elezioni. l’argomento che l’uomo della strada non puo sapere tutto di quello che si vota è purtroppo un argomento reale. la prova ne è il referendum sul nucleare in italia. la gente ha votato senza alcuna competenza in materia tecnica, fisica e ambientale. e si è visto infatti.

  2. Mino on maggio 24, 2012 at 08:58

    @Roberto magari non ha le competenze ma un pò più di sale in zucca dei nostri politici collusi con i grandi gruppi industriali

  3. Roberto on maggio 24, 2012 at 09:27

    non ne sono convinto, lo si vede da tutti i movimenti NIMBY, ecologisti, ecc…ecc..

  4. Luca on maggio 24, 2012 at 11:24

    come ho scritto velocemente nel post, per me il problema è quando la maggioranza schiaccia la libertà dell’individuo, sia in democrazia rappresentativa che diretta.
    se vengono rispettati i diritti di proprietà il problema non si pone. Io sono con i movimenti NIMBY quando questi si oppongono alle espropriazioni statali. Vuoi il mio terreno? Mi fai un’offerta e io scelgo se vendere o no. Se poi fanno una centrale nucleare e ci sono esternalità negative o concrete possibilità di esternalità negative che mi danneggiano, se vengono rispettati i diritti di proprietà non c’è problema. È quando non è chiaro dove siano i diritti di proprietà (la “proprietà pubblica”, ossimoro) che sorgono i problemi.
    Sono totalmente contrario ai concetti di “bene pubblico” o “bene superiore della collettività” perchè nella pratica vogliono dire coercizione dell’individuo. Se scelte miopi del popolo (tipo per esempio lo stop alle centrali nucleari) portano a un impoverimento dello stesso, con il tempo imparerà ad aver fatto una cazzata: responsabilità uguale reale progresso che parte dal basso e non imposto artificialmente e temporaneamente dall’alto

  5. Roberto on maggio 24, 2012 at 11:29

    il fatto è che, se la struttura decisionale è basata su democrazia diretta e non sul rispetto del diritto di proprietà, succede che la maggioranza decida di vietare le centrali nucleari (per giunta aggiungo io senza conoscere veramente se hanno rischi, quali, quali sono i rischi derivati dalle alternative), e di vietare a chi volesse di costruirne sulla sua proprietà.
    la democrazia, rappresentativa o diretta, presenta lo stesso limite, mediato tramite diversi mezzi: è sempre la massa che comanda, non l’individuo, e non c’è modo di evitare casi in cui non si rispettino i diritti individuali.
    La differenza tra una e l’altra è che in un caso c’èp la corruzione e l’incompetenza (che in teoria non dovrebbe esserci) nel caso della democrazia diretta non ci sarà la corruzione, ma l’incompetenza è certa.
    In entrambi i casi le decisioni vincolano sempre la minoranza perdente, e al limite l’individuo.

  6. Corrado on maggio 24, 2012 at 13:14

    Che attualmente lo stop alle centrali Nucleari sia stata una cazzata è da discutere. Probabilmente lo è stato nell’89(ma se vedo come viene gestita la situazione nel vercellese con le scorie che non si sa bene che fine facciano, non sono neppure sicuro). Nel 2011 secondo me invece è stato schivato un missile! Troppi costi, troppo tempo e ci saremmo imbarcati in un progetto fallito in partenza.
    Chiudiamo un attimo questa faccenda.

    Riguardo alla rappresentanza diretta la situazione non è semplice, ma neppure troppo complicata.
    I nostri politici sono tutti incompetenti, o collusi o entrambe le cose(più probabile).
    L’uomo della strada sa, molto spesso, quali sono i suoi interessi e anche se magari viene pilotato questo interesse, e ne sono un esempio le campagne a tappeto su FB etc, preferisco che per le cose veramente importanti si prenda le sue responsabilità e le sue batoste. La conseguenza delle decisioni dall’alto la vediamo ogni giorno. Inoltre dobbiamo considerare anche che certi(molti) accordi internazionali che sono stati presi, lo sono stati in totale opposizione al comune sentire della popolazione(concordato in primis).

  7. Roberto on maggio 24, 2012 at 13:29

    sulla prima questione, non la posso chiudere qui lasciando passare l’idea che quello che dici sia palesemente e lapalissianamente vero, perchè non lo è, ma devo almeno precisare.
    Ci sono motivazioni economiche tecniche ed ambientali per cui era proprio il caso invece di riprendere l’uso del nucleare in italia come altrove, e senza entrare nel dettaglio, visto che chiudiamo qui la faccenda, è del tutto inaccettabile che una decisione venga presa nel modo in cui è stata presa come se fosse una votazione al bar, discutendo se sarebbe meglio far giocare un centrocampista in piu o in meno nella prossima partita casalinga della propria squadra.
    Oltre il 90% delle persone non ha idea reale delle implicazioni (ambientali, di sicurezza, energetiche ed economiche) di quella scelta, dei reali rischi delle scorie (che non è vero che non si sanno gestire riutilizzare, minimizzare e rendere innoque, è vero piuttosto che non si vogliono gestire) dei reali costi, e del fatto che questi progetti sarebbero falliti in partenza (tutto da vedere ,anzi).
    concordo sul fatto che il grosso dell’errore è stato fatto nell’89.
    ripterlo quando era possibile riprendere il discorso, e senza motivazioni valide, è stato un errore doppio.
    detto questo chiudo qui.

    sull’altro argomento, personalmente preferisco evitare entrambi i modi di decidere, sono illogici senza capo ne coda. vengono meno a principi di base: trasparenza, correttezza (per i politici) e conoscenza per poter deliberare (in entrambe le strutture decisionali).
    Non riesco a identificare tra i due un meno peggio, sinceramente, al momento.

  8. Corrado on maggio 24, 2012 at 15:11

    Sul nucleare:
    Io non facci parte della fetta di popolazione che accetta supinamente il tam tam di facebook e la propaganda facile, per cui sono andato a spulciarmi un po’ di siti, info e quant’altro e secondo me oggi come oggi non è conveniente, mentre magari lo era nell’89, perchè prima di avere una centrale funzionante ci vorrebbero almeno 30 anni e si parte, cosa che non era vera 20 anni fa, da una situazione in cui le materie prime(costi e reperibilità) e i costi fissi non permettono di ammortizzare la spesa prima che il combustibile sia esaurito. Inoltre vent’anni fa c’erano una manciata di stati che si dedicavano al nucleare e quindi la materia prima esauriva con una minore rapidità, ora come ora chiunque si sveglia e inizia un programma nucleare. Il rischio, neppure troppo leggero, è che tra trent’anni abbiamo una bellissima centrale nucleare tutta nuova, completamente obsoleta e che non può andare perchè il combustibile non è più reperibile su mercato.
    Riguardo alla gestione delle scorie, io non mangerei riso e alimenti vari prodotti del vercellese. Poi vedi tu.

    In alternativa al nucleare al giorno d’oggi ci sono alternative più efficaci ed economiche, come ad esempio l’ECAT che però viene poco pubblicizzato e poco diffuso perchè ci sono altri interessi in gioco.

    Sui sistemi: Credo che in parte sia vero che sono sistemi illogici, ma credo anche che non si formerà mai una cittadinanza consapevole e attiva se non le si da mai occasione di prendersi la propria responsabilità in maniera concreta.
    Mi spiego: spesso in Italia vengono fatti dei referendum o delle proposte di legge a partire dalla popolazione e queste vengono semplicemente perse nei cassetti di chi non le mette all’ordine del giorno perchè scomode. Le decisioni vengono prese dall’alto senza nessun potere decisionale dei cittadini i quali non possono neppure decidere, in realtà, per chi votare visto che i nomi sono decisi dalle segreterie di partito e che coloro che si vogliono far eleggere, in un modo o nell’altro si fanno eleggere senza difficoltà.
    In questa situazione io sono dell’idea che se devo prendere le conseguenze di un errore, voglio che siano le conseguenze del MIO errore, non di quello di un gruppetto che non rappresenta me, e in realtà non rappresenta nessuno tranne sè stesso.
    Poi ovvio, sono d’accordo che qualcuno rimarrà scontento, ma non si potrà mai accontentare tutti, per lo meno non su questioni così macroscopiche come gli accordi internazionali. Ma accontentare una larga fascia di popolazione, è meglio che non accontentare nessuno, come succede oggi. Inoltre avendo effettivamente un peso sulle decisioni, ci sarebbe un maggior coinvolgimento e interessamento all’informazione e alla politica che attualmente è ai minimi storici, e a ragione!

  9. Roberto on maggio 25, 2012 at 06:49

    sul nucleare: che ad oggi non sia conveniente è falso. il costo per kwh è inferiore alle altre fonti energetiche, forse il carbone costa meno, ma poi chi vive intorno (a differenza di chi vive intorno a centrali nucleari, statistiche aiea e di fonti internazionali) muore di cancro ai polmoni per polveri sottili. relativamente alle materie prime, per esempio, l’incidenza della combustibile sul costo del kwh è di gran lunga inferiore a quello degli idrocarburi e del carbone, pertanto anche variazioni di costo incidono in maniera irrilevante sul costo del kwh.
    sull’esaurimento dei combustibili, è altrettanto falso il problema. ci sono tecnologie che permettono il riutilizzo (e questo avviene anche negli epr che volevano installare in italia), e allungano la durata, in secondo luogo nelle stime piu pessimistiche durerebbe 70 anni (mentre recenti tecnologie permetterebbero di estenderlo a migliaia di anni, anche utilizzando altri combustibili) nei quali nel frattempo si sarebbe potuto convertire i reattori all’utilizzo di altri combustibili e comunque in 70 anni l’investimento sarebbe stato ampiamente giustificato.
    l’Ecat è in fase sperimentale, non è paragonabile ad un reattore industriale epr areva o di chicchessia.
    sulle scorie, ripeto: la tecnologia nucleare è l’unica tecnologia che si preoccupa e che consente una gestione razionale delle scorie, e persino un suo riutilizzo che con l’avanzare della tecnologia dei reattori, è sempre percentualmente maggiore.
    Le scorie che dovrebbero essere riprocessate e riutilizzate e che se lo fossero, cristallizzate sarebbero il volume di una sfera che sta in una mano per generare tutta l’energia necessaria alla vita di un uomo occidentale (giusto per capire di qual’è l’entità id quello che parliamo), ma scorie che in italia non vengono riprocessate (anche eperche mancano reattori funzionanti) per malagestione e “ambientalismo” che si oppone al loro trasporto, vengono lasciate a cielo aperto, e magari liquide.
    ti assicuro che se parlo, è perchè conosco un po il settore da un punto di vista “fuori da internet”.

    per il resto è vero probabilmente non c’è una soluzione, ma da quanto ho visto i referendum tirano fuori il peggio dei singoli, non il meglio.

  10. Luca on maggio 25, 2012 at 08:09

    perché pensate che bypassare il potere politico non sia un bene? qua tutto sommato funzionano. Per dire, gli svizzeri l’ultima volta hanno votato contro l’aumento per legge dei giorni di vacanza e il prezzo fisso dei libri 🙂
    penso che quando si ha la responsabilità, la gente inizia a essere meno superficiale
    i socialisti dicevano più ferie = più lavoro per tutti e prezzo fisso dei libri = salvare le piccole librerie
    la gente rispondeva più ferie = meno soldi e prezzo fisso dei libri = meno concorrenza

  11. Roberto on maggio 25, 2012 at 08:58

    io penso che bypassare il potere politico sia un bene, se non è sostituito da una decisione collettiva e anonima.
    se si votasse ad un referendum per avere pasti gratis, voteremmo tutti si. qualcuno pagherà

  12. Corrado on maggio 25, 2012 at 13:55

    Ma difatti proporre un quesito decente sta a chi crea il resferendum e lo stila, e a chi eventualmente governa.

  13. Roberto on maggio 25, 2012 at 14:25

    e quindi non se ne esce

  14. Corrado on maggio 25, 2012 at 15:17

    a dire il vero sì:
    I governanti decidono che bisogna rinnovare il Concordato.
    Prima di fare una cosa del genere(accordo internazionale), chiedono ai cittadini cosa ne pensano. Il cittadino decide. Possibilmente senza quorum.
    Il cittadino magari sbaglia la prima volta, ma poi capisce che avrebbe fatto meglio a votare, o a farlo diversamente e sta più attento.
    Si vogliono spendere 15.000.000.000€ in jet da sviluppare in accordo con altre potenze europee. Prima di autorizzare la spesa il governo chiede al cittadino(accordo internazionale e spesa superiore al miliardo di Euro). Il cittadino valuta se vuol spendere tanto in armi quando la Costituzione dice che l’Italia ripudia la guerra e se vuole andare ancora sotto col debito pubblico o se vuole invece investire quei soldi nel risanamento dei conti.
    Un cittadino decide che non gli va bene che gli immobili della Chiesa siano esenti da tasse. Stila un quesito referendario, il quesito viene proposto al resto della cittadinanza se si trova un numero sufficiente di persone aderenti che gli danno l’appoggio(i numeri attuali sono ridicoli, secondo me per proporre un quesito ci vorrebbe una percentuale attorno al 15% della popolazione votante e dovrebbe essere abolito il quorum una volta che il referendum viene proposto). I cittadini decidono se gli va bene o meno e votano.

  15. Walter on giugno 10, 2012 at 21:04

    Su alcune cose, come questa, la Svizzera è encomiabile.

    Ciò detto dico anche la mia sul nucleare: è un bene che gli italiani abbiano detto “no” una seconda volta, ad oggi il nucleare non è competitivo come un tempo e i rischi sono troppo alti, checché se ne dica: è vero che le probabilità di un incidente sono bassissime (anche se vista la storia recente forse meno di quanto si creda), ma qualora questo si verifichi le conseguenze sono disastrose, i danni praticamente incalcolabili. Quindi facendo il prodotto tra una probabilità molto bassa e un danno tendente all’infinito il rischio viene così incalcolabilmente alto che costruire una centrale nucleare non è mai una buona idea. È facile confrontare il costo di produzione dell’energia nucleare (magari dimenticando quello di costruzione e soprattutto smantellamento dell’impianto, oltre che quello di smaltimento delle scorie) con quello delle altre fonti, ma chiunque lo faccia senza mettere nel conto il costo del rischio otterrà un risultato ingannevole.

  16. Corrado on giugno 10, 2012 at 22:41

    @Roberto: non avevo visto la tua risposta in merito al nucleare.
    Quello che dici è senza dubbio vero. Dobbiamo però considerare anche che le centrali che volevano costruire in Italia erano del tipo che in UK e in parte dell’Europa erano in fase di smantellamento in quanto arretrate. Inoltre i tempi di costruzione previsti(20 anni circa) erano da scremare da ritardi, problemi burocratici, malgestione all’Italiana etc. Il risultato è che se in un Paese come la Svezia una centrale che ha un trempo previsto di 16 anni si costruisce in media in 20\22 anni, quanti anni ce ne vogliono per l’Italia della Tav e della Salerno-Reggio Calabria? E ti sentiresti di dare in mano una centrale nucleare a gente che neppure sa gestire la raccolta differenziata? Che non è in grado di gestire una petrolchimica senza fare cagate in ambito ambientale?
    Inoltre i costi per mettere su una centrale del genere, il suo smaltimento, la gestione delle scorie non vengono quasi mai considerati nel costo per kW quando invece hanno un’incidenza tale da non poter essere ignorati.
    Su come sono state gestite negli ultimi decenni le scorie in Italia, hai detto da solo. Non credo che ci sia stato qualche miglioramento che mi faccia guardare con fiducia questa tecnologia NEL NOSTRO PAESE!
    Riguardo all’ECAT: è stato sperimentato abbondantemente anche se ancora non si è arrivati a una fase definitiva, ma i costi di costruzione, produzione dell’energia e le scorie sono talmente diversi da non poter essere paragonabili:
    Una struttura delle dimensioni di un frigorifero alimentato con 2g di idrogeno e uno di nikel al giorno produce energia sufficiente per un appartamento medio e come scorie ha pochi gr di rame al giorno. Il costo di costruzione dell’apparecchio è inferiore alla decina di migliaia di euro(5.000 in fase di produzione artigianale, se non ricordo male, e scenderebbe in fase di produzione industriale). Illuminare un appartamento per sei mesi costerebbe una ventina di euro…
    Credo che invece che impelagarsi con centrali nucleari, la ricerca energetica italiana dovrebbe indirizzarsi a quello, solo che ci sono più di alcuni interessi in ballo.

  17. Walter on giugno 10, 2012 at 22:45

    L’ecat è una bufala, non ci sono poteri forti che tengono: 5000 euro se li può permettere quasi chiunque, è meno del costo di un’utilitaria. Se ‘sta roba fosse vera sarebbe ovunque, invece non è da nessuna parte. Comunque al di la di questo c’è pure una certa mancanza di trasparenza che ha impedito di fare qualunque test serio e indipendente sullo stesso (anche senza aprirlo, anche solo facendolo funzionare abbastanza a lungo da escludere che usi qualunque combustibile o sostanza che non siano quei pochi grammi di idrogeno e nichel che sostiene l’inventore).

  18. Corrado on giugno 10, 2012 at 23:00

    Beh io so che è ancora in fase di testing e che alcuni di questi sono stati fatti a porte aperte, tant’è che c’è più di un video che chiunque può vedere dell’apparecchio in funzione. Che sia una bufala non saprei.
    So che nonostante gli ibridi diesel\metano e diesel\gpl esistono, non vengono messi in commercio.
    Non vedo la differenza con il caso in questione. Semplicemente ci andrebbero a perdere troppo troppe persone che contano, dai petrolieri, allo Stato che avrebbe molto meno da intascare con le accise, alle compagnie energetiche e via discorrendo. Il tempo ci dirà chi ha ragione.

  19. Walter on giugno 10, 2012 at 23:06

    Non facciamo sempre i complottisti della domenica…
    Rossi aveva dichiarato un anno fa che l’ecat era pronto per essere messo in produzione e aveva addirittura dichiarato il luogo nel quale avrebbe prodotto milioni di esemplari (la Florida). Ovviamente ad oggi non si è visto neanche un esemplare in commercio di questo accrocchio…

    http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2012/03/13/le-cat-e-affondato/

  20. Corrado on giugno 10, 2012 at 23:32

    io non faccio il complottista. L’esempio dei motori ibridi è fatto apposta. I mezzi pubblici in molte città sono stati convertiti a metano o a gpl(su base Diesel) ma per la comune utenza, fosse anche solo quella dei veicoli commerciali, non c’è possibilità.
    Lo stesso succede per altre tecnologie che non sono state implementate fino al momento in cui le precedenti non erano in fase di esaurimento.
    In campo diverso, Jobs ha dichiarato di avere pronte le prossime generazioni di Iphone. Nonostante sia morto da quasi un anno ad oggi è stato rilasciato solo il 4s. Perchè rilasciare un prodotto che renderebbe inutili quelli attuali, se prima si può continuare a lucrare con quelli?

    Riguardo l’ECAT non avevo letto… Ora mi informerò. Resta comunque quanto detto, il tempo dirà chi ha ragione e se da qua a 10 o 20 anni il nucleare sarà competitivo come dice chi ora è un suo fautore o se è stata una scommessa vinta quella del rifiuto dato dal referendum.

  21. Walter on giugno 10, 2012 at 23:41

    Da studente di ingegneria meccanica posso dirti che i motori ibridi su base Diesel hanno grossi problemi sulle piccole cilindrate (come quelle di auto e moto). Però sono molto diffusi i motori ibridi a GPL o metano su base benzina, quindi non capisco il problema: se secondo te le multinazionali del petrolio hanno bloccato la diffusione dei motori ibridi su base gasolio perché non hanno fatto lo stesso su quelli basati su un motore a benzina? Tanto alla fine il risultato è lo stesso: chi ha un’auto che può andare a GPL o metano fa di tutto (di solito riuscendoci) per non usare quasi mai la benzina…

    Riguardo Jobs è tutt’altra questione: ogni prodotto ha un suo ciclo vitale, è chiaro che un’azienda prepara vari prodotti in anticipo ma li rilascia solo quando quello in commercio cessa di avere appeal per l’utenza. Questo non è un complotto, è semplicemente marketing. Però se un’altra azienda produce una tecnologia superiore nulla gli vieta di commercializzarla (alcuni direbbero che il Galaxy SIII sia superiore al 4S, io dissento ma il mondo è bello perché è vario).

    In soldoni quel che voglio dire è che nel caso degli smartphone e dei motori non c’è alcun “potere forte” che impedisce la diffusione di nuove tecnologie, al massimo c’è la decisione strategica di un’azienda di non rilasciare tecnologie di sua proprietà quando altre tecnologie di sua proprietà hanno ancora un certo successo commerciale.
    Il caso dell’ecat è diverso: Rossi avrebbe tutto l’interesse a commerciare il suo prodotto, se esistesse e se funzionasse. Il fatto che non lo faccia è un grosso indizio che c’è qualcosa che non vada nella faccenda…

  22. Corrado on giugno 11, 2012 at 14:34

    per gli ibridi diesel infatti ho parlato espressamente di veicoli commerciali.
    Il discorso che fai tu sul marketing ha sicuramente senso in una situazione di concorrenza. Il mondo della tecnologia difatti vede concorrenza tra le varie aziende. In una in cui non esiste di fatto alcuna concorrenza ma un cartello decisamente compatto di varie compagnie che si occupano dello stesso prodotto, per di più uno “speciale” come quello energetico e dei combustibili, va considerato tutto il mercato come una singola azienda produttrice. Difatti il costo dei carburanti non ha differenze rilevanti tra le varie compagnie nonostante alcune, e te lo dico con certezza, producano con petrolio di qualità inferiore che costa al netto della lavorazione più dispendiosa, anche un buon 30% in meno.
    Stesso dicasi con le compagnie elettriche in cui non esistono differenze sostanziali di prezzi. O anche, in ambito diverso, quelle telefoniche.

    Non sarebbe certo una novità quella di una tecnologia che nonostante sia innovativa e nonostante sia commercializzabile, non viene poi venduta al pubblico per motivi legati agli interessi delle grandi compagnie.

    Poi ripeto, magari quella di Rossi è veramente una bufala totale oppure ha solo fatto un proclama azzardato ma ha bisogno di maggior tempo oppure è veramente pronta ma trova ostacoli per la produzione, ce lo dirà il tempo.

    Tornando all’argomento principale, anche escludendo l’ECAT sono state realizzate negli ultimi due anni svariate centrali ad energia rinnovabile che hanno produzioni di gran lunga superiori a quelle dei loro predecessori e impatto ambientale quasi zero.

    Il discorso nucleare è ormai sorpassato, salvo una rivoluzione in ambito tecnologico che attualmente non mi risulta ci sia. Come ho detto, ci stavamo imbarcando su un progetto vecchio già oggi e che verrebbe prodotto, nella più rosea delle stime, tra 25 anni. Un progetto che, se avessimo per magia una centrale pronta domani, ci renderebbe per una ventina d’anni ancora ma con le stime attuali sul costo dei carburanti(considerati i nuovi clienti in continuo aumento in questo settore e la diminuzione continua delle riserve), rusulta un fallimento già oggi. Anche visto e considerato il fatto che non si tratta di costi minimi e che la centrale che è stata costruita e(purtroppo) resa inutile dopo il primo referendum sul nucleare a tutt’oggi non è stata smantellata e non si sa bene che fine abbiano fatto le scorie.
    Chi ha ancora modo di guadagnare sul nucleare è chi ha già centrali in opera, tecnologia già collaudata, tecnici formati ed esperti, tutti costi che nel rapporto €\kW tutti tendono a dimenticarsi.

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