Fare chiarezza

maggio 30, 2012 14 Comments
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo un testo di Gian Piero de Bellis.

Tra le tante cose da fare per scrollarsi di dosso lo stato territoriale monopolistico e tornare a vivere da esseri umani liberi, ve ne è una che non solo è tra le più importanti ma è anche la condizione necessaria per iniziare ad attuare tutto il resto. Il fare a cui si allude qui è il fare chiarezza.

Questa personale esigenza mi proviene dal fatto che, sempre più spesso, leggendo interventi, commenti e scritti di persone che ritengo facciano riferimento al pensiero liberale e libertario, mi trovo ad essere stupito o addirittura sbigottito da quanto espresso.

E mi viene da pensare che, se questo è ciò che sostiene il liberalismo-libertarismo in Italia, forse è meglio ritirarsi nella solitudine dei propri studi e delle proprie ricerche e lasciare che ognuno compia, per l’ennesima volta, i suoi errori. Una volta poi che sarà nuovamente bastonato dalla realtà, allora forse rinsavirà.

Al tempo stesso, la voglia di cambiamento è tale che il ritirarsi in una confortevole torre non mi sembra una opzione accettabile. Allora si impone la necessità di fare chiarezza su alcune posizioni che, a mio avviso, non solo ritardano il cambiamento ma che potrebbero portarci ad una situazione addirittura peggiore di quella in cui molti si trovano attualmente.

Esamino allora qui quattro punti su cui ritengo necessario fare totale chiarezza.

1) Meno tasse – Meno stato

Da molte parti della galassia liberale-libertaria sento levarsi un grido: meno tasse, meno stato. Se fossimo in una situazione di lieve inasprimento fiscale da parte di un gruppo di governanti che stanno commettendo solo errori contingenti di valutazione economica, e se fossimo persone che hanno non solo fiducia nello stato ma anche la convinzione della necessità del suo esistere in perpetuo, allora lo slogan meno tasse – meno stato avrebbe un senso. Ma qui abbiamo a che fare con una banda di malfattori, riunita sotto la denominazione stato italiano, che si sta bellamente spolpando le risorse prodotte dai servi-sudditi. Inoltre, per molti liberali classici e libertari moderni le tasse sono un esproprio coatto equiparabile al furto e lo stato è come un tumore che uccide l’intero organismo sociale. Quindi parlare di meno tasse e meno stato equivarrebbe, a mio avviso, a supplicare di essere derubati un po’ meno e a chiedere di avere un tumore di dimensioni un po’ ridotte. In sostanza, un qualcosa che non sta né in cielo né in terra se uno si definisce liberale o libertario.

2) L’indipendenza territoriale

Un’altra posizione che si sta diffondendo è quella degli indipendentisti, cioè di quelli che vogliono la fine dello stato nazionale centrale, distributore-dissipatore di risorse.

E fin qui nulla da eccepire.

Il problema sorge perché, al posto dello stato territoriale nazionale molti vorrebbero stati territoriali locali che ripropongono il monopolio territoriale dello stato ma a scala più ridotta. In sostanza, si attuerebbe la sostituzione di un micro-feudalesimo al posto del macro-feudalesimo sotto cui viviamo attualmente. Personalmente non trovo in questo nulla di entusiasmante ma molto di inquietante. Infatti, se l’Umberto Magno (come dal titolo del libro di Leonardo Facco) avesse avuto successo dopo l’abbandono-estromissione (1994) di Gianfranco Miglio, adesso ci troveremmo con la Padania sotto il controllo della Famiglia Bossi e della sua cupola affaristica lombarda, sul modello, aggiornato e rivisto, della Corea del Nord di Kim Jong-un.

Lo scenario da concepire e da proporre dovrebbe invece essere quello dell’indipendenza vera, cioè dell’autonomia individuale e del federalismo a-territoriale, di cui ci sono esempi e indicazioni nella storia.

I due punti sopra esposti rivelano una adesione a un modello sociale che ha poco a che fare con il liberalismo-libertarismo e che mostra un forte retaggio di statismo (statalismo).

Gli altri due punti che si esaminano brevemente qui sotto sembrano indicare come alcuni liberali-libertari siano ancora totalmente immersi nello statismo

3) I nemici dei miei nemici sono miei amici

Su alcuni siti Internet oltre che su Facebook circolano prese di posizione contro il mondo arabo musulmano tacciato nel suo insieme di fondamentalismo e oscurantismo. La bestia nera di questi “progressisti”, alcuni dei quali si professano libertari, sono i Fratelli Musulmani, quelli messi al bando, in passato, dalla maggior parte dei regimi arabi. Molti dei quali regimi, a seguito della “primavera araba”, sono in una fase di sconquasso. Chiaramente, scomparendo i vecchi satrapi, si aprirebbero spazi anche per correnti religiose e politiche islamiche che erano in passato totalmente represse. Qui allora emerge l’animo illiberale e del tutto statalista di taluni conclamati “libertari” i quali si sono schierati con Mubarak, Gheddafi e attualmente si sono posti a fianco del boia Assad, come se questi fossero stati o fossero i campioni di una visione non oscurantista della realtà. Nella concezione e negli interventi di questi “libertari” gli aguzzini diventano i bravi bambini e questo solo perché essi hanno svolto il ruolo di nemici dei propri nemici. Aberrazione mentale totale e, purtroppo, reale.

4) Il ritorno al passato

L’attuale crisi culturale, sociale ed economica che sta attraversando il mondo occidentale è attribuita da questi presunti liberali-libertari ad alcuni cambiamenti intervenuti negli ultimi decenni, ed in particolare all’introduzione dell’euro e alla cosiddetta globalizzazione che ha sottoposto le imprese (imprenditori e lavoratori) a una rinnovata concorrenza internazionale. Un ritorno al passato in cui lo stato nazionale gestiva l’emissione della moneta, introduceva barriere protezionistiche e controllava i flussi migratori è, per taluni, la situazione paradisiaca (o anche solo preferibile) a cui anelare. Chiaramente costoro sono del tutto dimentichi del passato e, nel caso se lo ricordassero, ad essi il passato non ha insegnato praticamente nulla. I decenni trascorsi infatti sono stati anni caratterizzati dalla stampa, da parte della Banca centrale nazionale, di una quantità enorme di biglietti di carta straccia chiamati lire con conseguente inflazione colossale e dunque perdita del potere di acquisto dei cittadini, di fiscal drag che innalzava la percentuale di prelievo pur abbassandosi il valore della moneta, di controllo dei conti bancari e di prelievi forzati (Giuliano Amato nel 1992), e via discorrendo. In sostanza, in passato, lo stato gestore della sua moneta non aveva da giustificarsi con nessuno delle sue malefatte perché risolveva tutto fregando i soggetti nazionali mentre adesso deve almeno rendere conto a organismi contabili sovranazionali (le agenzie di rating, la banca europea) e il gioco si sta facendo più duro per le varie Bande Bassotti nazionali. In sostanza, l’euro rimane sempre una moneta fasulla (e per questo imposta) ma mai fasulla e assurda come la liretta.

Ecco allora che si chiarisce il quadro di quello che vogliono molti che si proclamano liberali-libertari: lo stato territoriale (nazionale o locale) pienamente sovrano e gli individui (nazionali o locali) pienamente servi.

È su questo gioco truccato con la vernice liberal-libertaria o popolar-indipendentista che occorre fare chiarezza per non ritrovarsi ad avere sperperato tempo ed energie in lotte che favoriranno i soliti quattro furbi e che ricacceranno la realizzazione delle aspirazioni alla vera libertà e alla vera indipendenza in un futuro molto lontano.

 

 

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14 Comments » 14 Responses to Fare chiarezza

  1. Dike on maggio 30, 2012 at 09:20

    Chiedere meno stato – meno tasse è abbastanza normale, si tratta di una sorta di compromesso (ahimè) ma è meglio essere bastonati due o tre volte, piuttosto che essere bastonati a morte (come adesso fanno), no?
    La situazione consolidata dello stato non permette di chiedere “niente stato” senza essere presi per pazzi o stupidi o entrambi (vedi terroristi), quindi è una richiesta che ha senso.

  2. fabristol on maggio 30, 2012 at 10:12

    Sul punto 3 ne avrei da dire un bel po’ sul comportamento di certi sedicenti libertari riguardo ai partiti italiani e/o americani. Va benissimo accanirsi contro Obama per tutte le schifezze che fa, e io sono il primo a farlo, ma poi non si può stare zitti quando quelle stesse cose vengono fatte da un Bush o dal futuro Romney. Stessa cosa per i partiti italiani: la sinistra viene disintegrata ogni giorno ma per Berlusconi o similia si trova sempre una giustificazione. O si è libertari in toto e contro tutti o non si è libertari. Punto.

  3. Gian Piero de Bellis on maggio 30, 2012 at 10:48

    @Dike. Parafrasando Bastiat direi: “Vogliamo la fine dello stato territoriale monopolista imposto a tutti con la forza e con l’inganno e ci dicono che vogliamo la fine dello stato,” Il fatto è che un libertario vuole la fine del LORO STATO e esige per sé la libertà di associarsi e di organizzarsi con chi vuole, indipendentemente dal territorio. Se questo non è molto chiaro allora rimando a Internet dove ci sono pacchi di documenti e di scritti al riguardo. Chi ha occhi per vedere, li apra e osservi.

  4. Dike on maggio 30, 2012 at 16:25

    Gian Piero, capisco perfettamente la cosa, e sono il primo a volere la possibilità di scegliere i servizi sanitari, giudiziari, di sicurezza, che voglio, senza che mi vengano imposti quelli erogati dallo stato italiano, inefficienti, cari, e soprattutto che pretendono con il manganello lo sforzo del mio lavoro senza darmi nulla in cambio.

    Ma il sarebbe bello è diverso da quello che è politicamente e realisticamente possibile che, fuori dalle ideologie, è un compromesso.
    In quest’ottica, e riprendo e SOTTOLINEO l’ahimè, bisogna ragionare e cercare di migliorare le cose.

  5. Luca on maggio 30, 2012 at 18:32

    sul punto 2 hai le tue ragioni. Infatti guardando al Veneto c’è un partito come Veneto Stato (.org) che è un bel concentrato di ultrastatalismo nazistoide.
    però ci sono anche segnali di luce in questa lunga notte. Per esempio è nato un nuovo partito (nascita non minuscola, tra l’altro) che ha all’interno del suo statuto

    “Il Movimento concepisce l’organizzazione della futura comunità nazionale indipendente basata sui seguenti principi costitutivi:

    – il cittadino viene prima e al di sopra dello stato.
    – l’esercizio della sovranità popolare si attua in forma diretta senza limiti.
    – le comunità si organizzano in forma federale secondo il principio di sussidiarietà e nel rispetto dell’autodeterminazione.”

    http://indipendenzaveneta.net/nasce-indipendenza-veneta-ora-e-il-nome-di-un-movimento-a-breve-sara-la-realta/

  6. Luigi on maggio 30, 2012 at 19:11

    In linea di principio, non credo che nessun libertario vero possa dissentire da quanto scritto da Gian Piero. In linea di principio.
    Il mio, personale, problema è che non capisco come praticamente si possa ottenere la fine di queste forme “tumorali”.
    E non lo capisco proprio perché tutte le volte in cui mi sono lasciato illudere dalla possibilità che ci fosse una qualche formazione politica assimilabile al pensiero libertarian, sono stato sempre sistematicamente deluso.

  7. CARLO BUTTI on maggio 30, 2012 at 19:32

    Ahimé, quella “sovranità popolare diretta senza limiti” mi fa proprio paura, e mi sembra in contraddizione col punto n.1. Come si fa a conciliare una forma di democrazia alla Rousseau(e quindi sostanzialmente totalitaria) con la superiorità dell’individuo sullo Stato? Dove c’è DEMOS che si fa Stato per l’individuo rimane uno spazio assai esiguo. Il costituzionalismo ottocentesco ha cercato di conciliare l’inconciliabile, accozzando libertà individuale, sovranità popolare e identità nazionale(cioè un principio giusnaturalistico con due feticci romantici), col bel risultato che tutte le odierne sedicenti democrazie liberali sono diventate,quale più quale meno,”democrature”.Questo è il motivo per cui io credo che oggi il liberalismo, se vuole riacquistare la sua carica dirompente e innovativa, deve riproporsi in chiave radicalmente libertaria, portando alle estreme conseguenze i principi su cui si fonda, senza compromesso alcuno.Sovranità dell’individuo,non del popolo.Identità individuale, non etnico-territoriale. Stato né massimo né minimo, semplicemente nullo.

  8. rocco on giugno 5, 2012 at 09:19

    Oh si! Facciamo chiarezza! Esponga le prove che Assad è un boia che sta ammazzando il suo popolo (di cui ha l’appoggio del 90 e passa per cento), esponga le prove che la BBC non sta dicendo castronerie.
    Dopotutto è facile giudicare.

  9. Gian Piero de Bellis on giugno 5, 2012 at 10:29

    @Rocco. Riporto un commento di un siriano riguardo a un articolo a difesa di Assad: “Io sono siriano, ho vissuto in Siria e so come si comporta il regime coi dissidenti. So che fine fa chi osa ribellarsi o chi insulta il presidente. Ho conoscenti che sono spariti di circolazione solo perché hanno provato a dire la loro opinione o hanno puntualizzato dettagli scomodi. E poi non c’é niente di piú falso del dire che tutti gli avvenimenti della Rivoluzione siriana abbiano come unica fonte una sola persona. Vi é una miriade di attivisti, all’interno o all’esterno della Siria, che riferiscono i soprusi e i massacri che ormai da piú di un anno fanno ogni giorno la storia della Siria. Questa teoria della macchinazione mi sembra un insulto. Un insulto verso le persone che hanno visto morire i propri cari e che hanno visto la propria famiglia essere stuprata, torturata e uccisa. E infine, se questa macchinazione fosse cosí vera e se la NATO davvero volesse invadere la Siria come si sostiene, fidatevi che non avrebbe fatto passare 14 mesi per farlo. L’avrebbe fatto immediatamente. La NATO é intervenuta in Libia su richiesta dei ribelli per liberarli da quel despota di Gheddafi, non hanno mai invaso il paese, non hanno mai nemmeno toccato il suolo libico, tutti i bombardamenti sono stati effettuati via aria e una volta cascato il governo di Gheddafi hanno immediatamente interrotto l’offensiva. Queste macchinazioni sono un inutile e disperato tentativo di rendere nuovamente legittimo ció che non lo é piú. Il popolo siriano vuole la democrazia e la libertá. Non dico che alla caduta del regime finiranno tutti i problemi, ma una cosa é certa: il popolo non vuole piú essere governato dalla dinastia sanguinaria di Assad e soprattutto la Siria non deve piú essere il giardino di questa lobby degna della mafia.” Non c’è altro da aggiungere.

  10. rocco on giugno 5, 2012 at 17:08

    Alla cortese attenzione Signor De bellis Gian Piero,

    mentre Lei risponde riportando commenti di anonimi siriani, io Le passo un link di una giornalista con tanto di nome e cognome,

    http://www.silviacattori.net/rubrique46.html

  11. rocco on giugno 5, 2012 at 17:11

    si è vero, sono già passati 14 mesi perché in Siria non c’è petrolio e poi bisogna innaffiare la mente dell’opinione pubblica sulla necessità dell’intervento Nato/Usa/Euro. E gli attivisti esterni, chi sono costoro? Sono forse quelli che appoggiano il peggiore islam? O quelli che hanno combattuto in Libia per impedire a Gheddafi di coniare monete d’oro? Personalmente ritengo che non è un bene essere schiavi del dollaro. D’altronde basta vedere come si è innalzato lo spread BTP-BUND man mano che la Libia diventava sempre più “liberale”. Le agenzie di rating capiscono certe cose di geopolitica e agiscono di conseguenza…altri si fidano di quello che passa twitter e agiscono di conseguenza. Comunque ognuno deve essere libero di credere e/o di non credere,

  12. Gian Piero de Bellis on giugno 5, 2012 at 17:33

    Beh, la signora Silvia Cattori può mettere nome e cognome, non ha nulla da temere, a differenza di tanti siriani che sono dovuti scappare e temono rappresaglie nei confronti di parenti e amici rimasti (e quindi non possono firmarsi con nome e cognome). Apprezzo comunque la frase terminale del suo intervento: ognuno deve essere libero di credere o di non credere (però non bisogna sparargli addosso o fargli piovere le bombe dal cielo). Cordiali saluti.

  13. rocco on giugno 5, 2012 at 17:54

    I ribelli in Siria sparano sui civili, sui giornalisti, ecc e sono comunque liberi di dire quello che vogliono. Fosse a Cuba non avrebbero neanche la rete internet! Vedremo quello che verrà fuori.
    Certo è molto strano che un soggetto che gode del 90% del consenso cominci ad ordinare massacri via terra e via cielo…

  14. Luigi on giugno 5, 2012 at 18:45

    Mi scusi, Rocco, ma questo dato così secco che lei cita, relativamente al consenso plebiscitario che la monarchia siriana godrebbe, da dove lo desume?

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