Morta la NASA è boom delle compagnie spaziali private

giugno 1, 2012 6 Comments
By

Il titolo è provocatorio ma nasconde una certa verità: la NASA non è morta e non morirà nei prossimi anni – se non decenni – ma la chiusura del programma Shuttle l’anno scorso e la riduzione del budget federale per l’esplorazione spaziale insieme alla competizione di altre agenzie spaziali di paesi emergenti, stanno ridimensionando il peso della NASA a livello globale, scientifico e commerciale. In tutto questo le compagnie spaziali private sono in pieno boom e forse non è un caso.

E’ notizia di qualche giorno fa che il primo lancio di un cargo per l’approvvigionamento della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) è stato completato con successo da una ditta privata, la SpaceX. La capsula Dragon ha attraccato con la ISS il 25 Maggio e ha segnato l’inizio di una nuova era: l’esplorazione spaziale privata.

Tutto è nato dall’esigenza della NASA di trovare dei validi sostituti per il proprio programma Shuttle che è stato interrotto l’anno scorso perché troppo costoso e con apparecchi ormai vecchi. La NASA quindi sta cercando partner privati per poter spedire in orbita in modo più economico e semplice. Nonostante decenni di onorato servizio il programma Shuttle era diventato una macchina troppo costosa per poter essere mandata avanti ancora a lungo. La strategia odierna infatti è quella degli albori: razzi e capsule spesso monouso ma che usano poco carburante e richiedono poco materiale.

La SpaceX ha dimostrato che un’industria spaziale privata è possibile e che, nonostante ora si regga per lo più sulle commesse pubbliche della NASA, in futuro possa diventare completamente indipendente e competere con l’industria pubblica con fondi interamente privati nati da attività commerciali. Notizia di ieri che la prima commessa proveniente da un’altra compagnia privata. la Intelsat, porterà un satellite per comunicazioni in orbita sul razzo Falcon9 della SpaceX.

Ma la SpaceX non è la sola compagnia che sta sognando le stelle. La Virgin Galactic sta puntando sul turismo spaziale con il suo SpaceShip Two, come stanno facendo la Blue Origin e la XCOR Aerospace. Di sfruttamento minerario degli asteroidi ne sta parlando la Planetary Resources, fondata dal cofondatore di Google Larry Page. Sono poi innumerevoli le compagnie aeree che pensano di costruire aerei suborbitali entro il 2020. Insomma l’industria spaziale sta esplodendo sotto i nostri occhi.

La NASA è morta, viva la NASA!

Il mercato si comporta come l’ambiente naturale: morta una specie dominante, altre prendono la sua nicchia. Morti i dinosauri, migliaia di nuove specie si affacciano per occupare le stesse nicchie ecologiche: mammiferi e uccelli.

Let a thousand companies bloom, potrebbe essere il nostro motto, copiando quello di Patri Friedman let a thousand nations bloom.

L’abbiamo visto con la telefonia, con le compagnie aeree, ora con le le compagnie spaziali. Un giorno forse con lo stato: fate fiorire migliaia di nazioni. Migliaia di forme di governo diverse, migliaia di comunità diverse. Tutti in competizione tra loro per dare il miglior servizio, la più alta felicità possibile, il miglior risultato possibile. Un crogiuolo di nazioni, legislazioni, governi, comunità che sperimentano, provano e si ingegnano.

Per quasi 200 anni abbiamo utilizzato lo stesso tipo di società, lo stesso centralismo, la stessa gerarchia, mentre per il resto abbiamo sperimentato nuove forme di tecnologie, comunicazione, produzione, economia ecc. L’unica cosa che non è cambiata è la forma di governo. Lo Stato ottocentesco è la nuova religione da abbattere, il nuovo dio sociopolitico da ripudiare.

Solo così potremo far fiorire migliaia di nazioni libere.

Tags: , , , , , , ,

6 Comments » 6 Responses to Morta la NASA è boom delle compagnie spaziali private

  1. myself on giugno 1, 2012 at 11:46

    OK, ma in questo caso il libero mercato c’è sempre stato. Se nel 1969 un imprenditore privato avesse voluto realizzare la sua spedizione sulla Luna nessuno Stato glielo avrebbe impedito, il fatto è che solo le potenze mondiali avevano i capitali necessari a raccogliere le risorse materiali e intellettuali per costruire qualcosa come Apollo 11.

    Adesso i problemi sorgeranno quando qualcuno deciderà di iniziare a costruire delle basi sulla Luna: di chi sono quei terreni? La proprietà è del primo che ci pianta una bandiera? È una questione abbastanza spinosa.

  2. Dike on giugno 1, 2012 at 15:56

    Bhè gli stati non fanno niente di diverso.
    Arrivano in un territorio e con i fucili lo dichiarano sotto il loro dominio…
    Legittimati da… nessuno!
    Il problema quindi è diverso.
    Magari mi potessi fare uno stato sulla luna, magari li sì che riuscirei a fondare uno stato libero davvero…

  3. Vincenzo on giugno 1, 2012 at 16:42

    x myself

    Infatti gli Stati si dovrebbero limitare ad avviare una attività, proprio perché sono in grado di raccogliere i capitali necessari all’avvio e poi lasciare campo libero. Come è stato per la telefonia, le compagnie aeree e ora quelle spaziali. Se gli Stati si limitassero all’avviamento sarebbero i benvenut. Il problema è che vogliono continare e operare in regime di monopolio

  4. Leonardo Pavese on giugno 2, 2012 at 02:18

    Non dimentichiamoci che comunque, anche nel caso della NASA, lo stato non è altro che un cliente. Nel senso che, per esempio, (nel caso degli Stati Uniti) dopo aver deciso, per fini puramente propangadistici di finanziare il programma Apollo, (il Presidente Kennedy lo disse chiaramente: l’obiettivo è mettere un uomo sulla Luna), il governo si rivolse all’industria privata, (Boeing, Douglas, IBM), la quale realizzò i veicoli spaziali, (anche se sotto la direzione di un genio, Werner Von Braun, al servizio del governo). Von Braun aveva acquisito la sua esperienza costruendo missili balistici per conto di un altro cliente, Adolf Hitler.
    Ciònonostante, non credo che sia esatto dire che solo lo stato sia in grado di accumulare il capitale necessario a una impresa spaziale. Il governo non fa altro che estrarre risorse dalla società e ri-indirizzarle verso quello che crede più opportuno: quindi il capitale esiste già, e lo stato semplicemente se ne appropria. La dimostrazione che le risorse finanziarie già esistano è appunto il proliferare di tante imprese spaziali finanziate da investimenti privati. (A proposito: esiterei a definire quello che propone Virgin Galactic “volo spaziale”: quello che propongono sono voli sub-orbitali, fino a circa 100,000 piedi di altitudine. Per darvi un’idea della differenza: l’energia richiesta in un volo cresce proporzionalmente al quadrato della velocità. Un vettore, capace di mettere in orbita un satellite, deve raggiungere una velocità di fuga di circa Mach 25 (25 volte la velocità del suono) e il velivolo della Virgin Galactic vola a circa Mach 3. Il quadrato di 3 è 9, ma il quadrato di 25 è 625).
    Credo che se sulla Luna l’umanità potesse prosperare, ora, a quarant’anni dallo sbarco, ci sarebbero lassù colonie di centinaia di persone; perché le risorse e la tecnologia per colonizzare la Luna ci sono, manca solo una buona ragione per andarci ad abitare. (L’esplorazione si può fare benissimo con veicoli robotici).

  5. astrolabio on giugno 2, 2012 at 08:35

    eh, il problema della luna è che è una padrona severa.

  6. CARLO BUTTI on giugno 2, 2012 at 09:25

    Forse prima di risolvere i problemi della colonizzazione lunare sarà bene venire a capo di tutti quelli- e non sono pochi- che il pensiero libertario pone a proposito del nostro attuale assetto terrestre. Uno per tutti: si parla tanto di superamento della forma-Stato. In che modo? Mi pare prevalga l’idea di una sorta di “frantumazione” secessionistica, cui dovrebbe far seguito il pullulare di svariate aggregazioni sociali in concorrenza tra loro. Io penso invece che ci sia bisogno non tanto di una “frantumazione”, quanto di uno “scioglimento”. Se frantumo il ghiaccio mi rimangono pezzi di ghiaccio, se frantumo lo Stato mi rimangono staterelli… Se sciolgo il ghiaccio mi ritrovo qualosa di diverso,l’acqua(anche se la composizione chimica è la stessa), che posso riplasmare in tutte le forme desiderate, se sciolgo lo Stato ottengo un aggregato sociale diverso(anche se pur sempre costituito di esseri umani)che si può riorganizzare a piacimento i in mille modi e forme.Come per l’acqua, basta sperimentare nuovi contenitori…L’importante è che nessuno imponga a nessuno contenitori indesiderati!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti per ricevere i nuovi post via email


 

Iscriviti alla newsletter!

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001 L'Autore, inoltre, dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all'Autore.