Dal basso verso l’alto

giugno 6, 2012 11 Comments
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A differenza di tanti altri libertari, penso, il mio riconoscermi nel libertarismo non deriva da ragionamenti a priori sui massimi sistemi. Ho costruito la mia aderenza a questo pensiero dal basso verso l’alto, in modo quindi molto libertario. Quando ho iniziato a mettere la testa fuori dalla realtà ovattata e ho iniziato a lavorare, mi sono reso conto di quanto fosse fantastica la libera iniziativa e di quanto fosse magnificamente ordinata da miliardi di attori con le loro domande e le loro offerte la vita sociale del nostro pianeta. Ho visto da una parte la libera interazione che funzionava alla grande e dall’altra una forza coercitiva il cui scopo è quello di intralciare la spontanea organizzazione degli individui, ossia lo stato. Non ci ho messo molto a capire da che parte schierarmi.

A dir la verità non sono un grande fan della filosofia tout court. Per esempio, a differenza di tanti altri libertari, penso, il giusnaturalismo di Rothbard mi lascia molto freddo. Come ho scritto sopra, ho vista che la libertà funziona; e allora perché non ampliarla questa libertà facendo retrocedere sempre di più lo stato? Potete chiamarlo ragionamento utilitaristico, non mi scandalizzo nonostante non sia del tutto esatto. Infatti sono sempre stato allergico all’imposizione dall’alto. Ho sempre trovato sgradevole il fatto che un estraneo mi dica come devo comportarmi su aspetti della mia vita con i quali lui non ha niente a che fare. Perché non dovrei fumare erba se voglio? Perché non posso pagare l’elettricista senza che lo stato si metta in mezzo obbligandolo alla fattura? Perché non posso comprarmi dieci stecche di Marlboro all’aeroporto di Dubai? Perché lo stato si mette in mezzo in ogni occasione?

Sperimento ogni giorno che la libertà funziona, e questo mi basta. Ho costruito il mio personale pensiero libertarian dal basso della osservazione della realtà all’alto dell’essermi letto libri libertari che dicevano più o meno quello che già pensavo: la libertà funziona. Penso che una delle cose belle del pensiero libertarian sia l’eterogeneità (e come potrebbe essere altrimenti in un pensiero che si basa sull’individuo?). Siamo tanti (?) e siamo tutti diversi. Io credo che si possano dilatare di molto i confini dell’essere libertarian fino a quando, per esempio, uno voglia schiacciare quel famoso pulsante.

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11 Comments » 11 Responses to Dal basso verso l’alto

  1. John Galt on giugno 6, 2012 at 14:41

    Aggiungerei che il sistema libero è l’unico che funziona.
    Ovunque c’è stato ci sono problemi.
    L’imposizione di regole, che di norma vanno a sbilanciare quel meccanismo naturale quale è il mercato, creano sempre dei problemi conseguenti.

  2. CARLO BUTTI on giugno 6, 2012 at 18:57

    Io sono talmente libertario che sceglierei la libertà anche se non funzionasse, proprio in virtù del giusnaturalismo di Rothbard. E’ chiaro che sto parlando per paradossi:è inevitabile che la libertà,per la sua natura intrinseca, funzioni meglio della coercizione, ma sono convinto ch’è un valore in sé,non per le sue ricadute sul piano dell’utilità. D’altra parte anche l’utilitarismo è una filosofia, ogni scelta esistenziale deve scaturire da una visione della vita, che nasce indubbiamente dall’esperienza del mondo ma si compone sempre in un’articolazione teorica, più o meno salda. In ogni caso, qualunque sia l’ideologia che sta alla base delle scelte, quel che conta è il risultato, direbbe un “anarchista metodologico” come Feyerabend(e anche questa è filosofia!) Quindi ben vengano i libertari come Lei, caro Luca. Mio padre era giunto alle medesime conclusioni seguendo più o meno il Suo stesso percorso empirico, senza neppur sapere che cosa significasse la parola “libertario”. Oggi sarebbe con noi.

  3. daouda on giugno 11, 2012 at 14:23

    La libertà funziona meglio per voi/noi.

    E’ solo questo il problema…non smetterò mai di far presente che il liberalismo è un’ideologia egualitaria prodromica al socialismo…

    Inoltre dire sistema libero è una contraddizione in sé.
    Inoltre bisognerebbe avere l’umiltà di riconoscere che molti libertariani possono essere tali solo e soltanto perché non hanno i mezzi per essere liberi.
    Non è un paradosso, è la realtà…molte schifezze liberali sul piano dei diritti civili , ma anche su quello giuridico ed economico ( inerentemente alle res communes omnium ad esempio ) sarebbero ipso facto oppressive poiché FALSE.

  4. CARLO BUTTI on giugno 11, 2012 at 17:47

    Non capisco nulla di queste obiezioni, certamente per la mia pochezza mentale. Ad esempio, non colgo la contraddizione fra sistema e libertà. Se il sistema non è imposto dall’esterno, ad opera di un’autorità illegittima, ma scaturisce dal libero gioco del mercato,in cui ciascuno compie autonomamente le sue scelte, o da patti liberamente sottoscritti, dove sta il problema?

  5. daouda on giugno 11, 2012 at 19:22

    Ogni sistema limita ergo non è libertà. Può essere poi la libertà falsa o ingiusta?

    Tutte le pippe mentali sui diritti, sulla libertà di et similia, semplicemente non hanno senso o manifestano intenti diversi…

    D’altronde un libertario a favore della pubblicità, ad esempio, è anche questa un’idiozia.

    Ma scrivo così giusto perché và di moda tra voi, vista la congiuntura e la pochezza degli altri, sentirvi i paladini di non si sà cosa.

  6. CARLO BUTTI on giugno 11, 2012 at 19:37

    Anche il rispetto dell’ortografia e della sintassi sono una violazione della libertà? Se sì, visto come scrive, tanto di cappello alla Sua coerenza…

  7. daouda on giugno 12, 2012 at 01:56

    No. E’ che sò proprio na capra coll’itaglia-no.

    Sta pippa dal basso ha stancanto e molti di quelli che parlano di libertà in regime di non libertà, se gliela dessero, diverrebbero il giorno appresso statualista senza manco accorgersene.

    Non esiste solo il diritto né solo l’economia.

  8. LuigiS on giugno 13, 2012 at 07:33

    Qualche libertarian ha scritto “libero mercato”.
    siete anarchici o berlusconiani?
    Guardate che non è esattamente la stessa cosa.
    Anche la democrazia dal basso si contraddice con il libertarismo.
    Qualcuno decide: la maggioranza.
    Nel mercato idem : il cliente.

    D’altra parte tutti i sistemi (!) sarebbero buoni se non fossero gestiti da uomini. Questo non significa che non ho fiducia negli uomini, è che ne riconosco (e accetto) i limiti.
    Scusate: tolgo il disturbo.

  9. Fabristol on giugno 13, 2012 at 07:44

    Qual è il legame tra Berlusconi e il libero mercato?

  10. CARLO BUTTI on giugno 13, 2012 at 17:34

    Sarei curioso di sapere quale rapporto corre tra Berlusconi e il libero mercato, al di là delle parole in libertà(quelle sì veramente libere, ma in senso deteriore) che il Cavaliere continua a sciorinare in proposito.Il liberalismo sta al berlusconismo come uno specchio d’acqua limèpida a una pozza d’acqua marcia. Quando uno affida il Ministero dell’Economia a un criptosocialista come Tremonti, che aborre il”mercatismo” (termine di cui vanta il copyright) e non nasconde la sua asmmirazione per Rathenau, è detto tutto…

  11. daouda on giugno 15, 2012 at 16:18

    Tutte le organizzazioni sociali possono tramutarsi in male per via degli homini, ma è sicuro che , con una falsa idea, ergo una ideologia, non si avrà mai alcun trasmutamento essendo che lingiustizia era già presente in partenza.

    Mi sfugge poi proprio il nesso che intercorre tra il “cliente” ed il voto democratico da parte del cittadino.
    Sono proprio due cose che non hanno alcun rapporto , neanche analogico.

    L’unico problema che si ha con il “basso” è che può tramutarsi in democrazia come può, spesso, fermarsi ad una visione parziale delle cose reintroducendo dinamiche che si è cercato di debellare.
    Inoltre la massa, si sà, è l’insieme degli incompetenti ed è sviabile sentimentalisticamente.
    Questo è il problema

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