In tutto questo che fine hanno fatto i Radicali?

giugno 22, 2012 4 Comments
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Vi ricordate le battaglie radicali di un tempo? Gli scioperi della fame e della sete di Pannella? Le raccolte firme per i referendum? Il tiro alla fune col PD? La laicità? ecc. ecc.

C’erano una volta i Radicali Italiani. Già, che fine hanno fatto quelli che si consideravano gli unici strenui difensori del liberalismo (all’acqua di rose ma in un paese come l’ Italia sembravano anarcocapitalisti al testosterone)?

Il mondo, e l’Italia, sono cambiati e con la fine della Seconda Repubblica e l’inizio della Terza non c’è più spazio neppure per quelli che si consideravano fuori dal palazzo. E’ come se, caduti i due grandi partiti – la battaglia contro la partitocrazia è un cavallo di battaglia dei pannelliani- i Radicali non abbiano più ragione di esistere o di combattere.

Non solo ma ormai l’anticlericalismo non prende più e i temi della laicità sono accantonati in un angolo nel dibattito pubblico; i temi dei diritti civili sono diventati mainstream e nonostante ci sia tanto da fare in Italia i Radicali non riescono a riproporli come propri; l’Unione degli Stati d’Europa tanto sognata dai Radicali è diventato un incubo simile all’URSS; i referendum e l’antipolitica fatta dagli outsiders sono diventati il regno di Grillo e del M5S.

Pannella non riesce più ad uscire dal suo loop autoreferenziale -perso nei meandri della sua stessa mente- e difficilmente riesce a digerire che un altro istrione, Beppe Grillo, gli abbia preso il posto.

Emma Bonino aspetta la morte di Pannella invano, come fanno tutti i delfini dei partiti italiani, e l’arrivo (forse) al Quirinale, e intanto invecchia e si dimentica i principi più basilari su cui si basa(va) la cultura dei Radicali: la giustizia giusta, il garantismo.

Nel paese dei giustizialisti l’unico faro di garantismo erano rimasti i Radicali.

“Il Senato non è un tribunale!” urla dal suo scranno la Bonino pochi attimi prima di votare per l’arresto di Lusi. Ora, con il sì per l’arresto di Lusi al Senato, sappiamo rispondere a quel “che fine hanno i Radicali?”: dopo essere entrati in coma irreversibile i Radicali sono morti per davvero, col sondino ancora in bocca.

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4 Comments » 4 Responses to In tutto questo che fine hanno fatto i Radicali?

  1. Boston Tea Party on giugno 22, 2012 at 13:06

    Puo´ darsi che tu abbia ragione , ma va detto che ieri ho
    letto sul Sole 24 Ore Emma Bonino affermare che
    per uscire dalla crisi si devono creare gli Stati Uniti
    d Europa. Non mi sembrano morti .

    Io lo intendo come affermare che alla UE mancano le istituzioni comuni che fanno di Italia , Francia Spagna
    Gemania uno Stato : possedere un unica Polizia ,
    un Tribunale civile e penale e un Fisco.

    Che ne pensate?

  2. Fabristol on giugno 22, 2012 at 19:27

    Dico che io mi consideravo un europeista (nel senso che ne danno i Radicali) e un boniniano ma ora ho cambiato idea. A mio parere né l’idea europeista dei radicali -cioè gli stati uniti d’europa- né l’idea attuale d’Europa, ovvero una sorta di URSS centralizzata sono compatibili col libertarismo.
    A mio parere cose come moneta unica, libero scambio di mezzi e persone, alleanze militari, commerciali e politiche ecc. potrebbero esistere anche senza Bruxelles o Strasburgo. Sarebbe bastato Schengen per il libero scambio per dire.

  3. Alessandro on settembre 28, 2012 at 15:11

    Non sono d’accordo, a partire dalla fine. Fermo restando che io non ho condiviso il voto radicale su Lusi, la denuncia della Bonino verteva sul fatto che (come per Papa, Milanese etc.) il parlamento usa una sua prerogativa sostituendosi alla magistratura: i “pari” dei parlamentari indagati devono valutare solo e soltanto se ci sia fumo persecutionis, nient’altro. Io non condivido le conclusioni, ma non si può dire che si sia perso il garantismo che ha fatto la cifra del Partito Radicale.
    Stesso dicasi per l’Europa o la lotta alla partitocrazia. Se sulla prima hai cambiato idea tu, legittimamente (e direi anche comprensibilmente) non vuol dire che abbia perso rilevanza tra le battaglie radicali. E per quanto riguarda la partitocrazia, invece, ne è testimone l’impegno dei tanti parlamentari e consiglieri regionali, dei quali purtroppo la stampa dà scarsa, o nulla, informazione. Ed è semmai questo che andrebbe denunciato, invece di prestarsi a fare il gioco della disinformazione di regime: è su questo che ha giocato anche Grillo, che ora sembra l’artefice di una battaglia che, invece, esiste da ben prima di lui. Ma Grillo è fenomeno mediatico, i Radicali no. O non più, quantomeno, condannati alla gogna dell’oblio.
    Quello che tu descrivi, più che morte dei radicali, mi sembra morte dell’informazione. Bisognerebbe evitare di diventarne vittime.

  4. Alessandro on settembre 28, 2012 at 15:14

    Ah, sulla Bonino che aspiri a prendere il posto di Pannella, poi, hai totalmente cannato. Non riesco a trovare una risposta migliore di questa, e al limite ci pensa la realtà dei fatti a renderlo evidente: quarant’anni di attività politica, con importanti ruoli istituzionali ricoperti, e pensi che voglia fare il delfino di Pannella? Ma per piacere..

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