Fermare il declino

luglio 31, 2012 13 Comments
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Non sono interessato alla politica partitica italiana. Non so chi siano gli attuali ministri, non so cosa stiano facendo gli attuali partiti, chi sia a capo di cosa e di sicuro non andrò a votare alle prossime elezioni politiche italiane. Il mio attaccamento dell’emigrante è rivolto verso il Veneto, non guardo telegiornali italiani e vi assicuro che non ascoltare ogni sera le cazzate e le dichiarazioni inutili di una pletora di parassiti vermilingui a Roma è un toccasana per la propria mente e per il proprio buon gusto.

Tuttavia attraverso il web sono venuto a conoscenza del fatto che è nata una cosa nuova che vede tra i suoi promotori, tra gli altri, gente che considero degnissima di rispetto come Oscar Giannino, Carlo Stagnaro e Alberto Mingardi (e anche Giuseppe Bottacin che conosco personalmente e stimo moltissimo). Si chiama Fermare il Declino (FiD) e, da quello che ho capito, non è un partito nuovo. Leggo nel sito che:

auspichiamo la creazione di una nuova forza politica – completamente diversa dalle esistenti – che induca un rinnovamento nei contenuti, nelle persone e nel modo di fare politica. Cittadini, associazioni, corpi intermedi, rappresentanze del lavoro e dell’impresa esprimono disagio e chiedono cambiamento, ma non trovano interlocutori. Ci rivolgiamo a loro per avviare un processo di aggregazione politica libero da personalismi e senza pregiudiziali ideologiche, mirato a fare dell’Italia un paese che prospera e cresce. Invitiamo a un confronto aperto le persone e le organizzazioni interessate, per costruire quel soggetto politico che 151 anni di storia unitaria ci hanno sinora negato e di cui abbiamo urgente bisogno.

Quindi non è un partito ma auspicano la creazione di una nuova forza politica, quindi è l’embrione di un nuovo partito, ok. Personalmente ritengo che per fermare il declino dell’Italia l’unica cosa da fare sia fermare l’Italia, ossia la cessazione dello stato italiano nell’estensione territoriale con il quale lo conosciamo oggi, ossia la nascita di diversi stati indipendenti al posto dello stato italiano. Quando un sistema si basa unicamente sul parassistismo della classe politica che a pioggia rende parassita buona parte della popolazione (esproprio dal nord al sud, dai produttori ai consumatori di ricchezza altrui) caricando sul restante il peso di tutto (una delle tassazioni più alte al mondo), non resta altro da fare che terminare quell’esperimento non riuscito di 151 anni caricando ogni popolazione delle proprie responsabilità e andando avanti con i propri piedi.

Le dieci proposte di FiD sono anche parzialmente condivisibili, per carità, però le trovo del tutto inutili per la situazione italiana per il fatto che ho scritto prima. Le elenco brevemente:

  1. Ridurre l’ammontare del debito pubblico.
  2. Ridurre la spesa pubblica di almeno 6 punti percentuali del PIL nell’arco di 5 anni.
  3. Ridurre la pressione fiscale complessiva di almeno 5 punti in 5 anni.
  4. Liberalizzare rapidamente i settori ancora non pienamente concorrenziali.
  5. Sostenere i livelli di reddito di chi momentaneamente perde il lavoro anziché tutelare il posto di lavoro esistente o le imprese inefficienti.
  6. Adottare immediatamente una legislazione organica sui conflitti d’interesse.
  7. Far funzionare la giustizia.
  8. Liberare le potenzialità di crescita, lavoro e creatività dei giovani e delle donne.
  9. Ridare alla scuola e all’università il ruolo, perso da tempo, di volani dell’emancipazione socio-economica delle nuove generazioni.
  10. Introdurre il vero federalismo con l’attribuzione di ruoli chiari e coerenti ai diversi livelli di governo.

Penso che siano cose normali per una normale liberaldemocrazia, cosa che lo stato italiano non è, e quindi viste come rivoluzionarie. Ritengo quindi che FiD sia un progetto inutile, e scusate la franchezza. Nonostante la normalità (pure troppo) delle proposte, queste sono del tutto inattuabili nel contesto italiano. Uno stato centralista che si trasforma in federalista? E la Sicilia come farebbe a rimanere in Italia? Far funzionare la giustizia? E la casta dei magistrati che arresterà per lesa maestà per primo? Giannino o Stagnaro? Ridurre la spesa pubblica di almeno 6 punti? E quando ci saranno scioperi a oltranza del settore publico non si capitolerà? Un partito che in Italia volesse attuare questo normale programma dovrebbe avere almeno il 70% dei consensi per scardinare il parassitismo democratico italiano. Fattibile?

Quello che voglio dire è che il tempo, le energie e il denaro sono limitati e spendere questi tre fattori in azioni che probabilmente non porteranno a nulla è un peccato. Il mio è un discorso pessimista/massimalista? Non lo so, ma credo che lo stato italiano sia un male da superare e non da riformare (perché inattuabile).

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13 Comments » 13 Responses to Fermare il declino

  1. astrolabio on luglio 31, 2012 at 09:56

    ogni tanto gira voce che c’entrerà in qualche modo montezemolo, il che mi rende assai poco propenso a votare l’eventuale forza politica, ma non lo escludo. Comunque imho lo stato italiano collasserà, le eventuali riforme verranno fatte dopo l’inevitabile collasso e ciò a cui può aspirare questo movimento è tracciare un po’ la rotta per il dopo, metti che ritorniamo all’epoca delle signorie, almeno non ci troviamo con staterelli fascio comunisti, non tutti almeno qualche altra san marino ne uscirà da sto casino.

  2. Luca on luglio 31, 2012 at 10:29

    l’ho sentita anch’io la voce e se fosse così sarebbe un fail clamoroso

  3. CARLO BUTTI on luglio 31, 2012 at 16:56

    Se lo Stato (non solo quello italiano) è un cancro, va estirpato radicalmente, non spezzettato, altrimenti si provocano metastasi: un rimedio peggiore del male. E allora, che fare? Non lo so.

  4. Fabristol on luglio 31, 2012 at 20:23

    DEvo dire che anch’io nonostante abbia grande rispetto per Giannino e Stagnaro -a cui auguro ovviamente di raggiungere gli obiettivi che si son posti- non posso che guardare a questa iniziativa con un po’ di delusione. Mi spiego: mi pare che ci troviamo alla riproposizione di un classico think tank liberale che abbiamo già visto milioni di volte prima e che tra l’altro ricicla le stesse persone – basti guardare ai primi firmatari, vediamo nomi già visti in Libertiamo, Radicali e PdL. Sappiamo come andrà (e non a causa di Giannino e Stagnaro per carità ma a causa dell’italianità del progetto): Berlusconi ritorna alle elezioni facendo il finto liberale contro le tasse di Monti e voilà! I soliti liberali lo seguiranno. A sinistra non esiste nulla ovviamente e la maggior parte dei firmatari vengono dalla cultura di destra italiana.
    Sul programma ovviamente come detto da Luca c’è poco di libertario: leggo di sussidi di disoccupazione, facilitare nuove imprese, aiutare giovani e donne ecc. ecc. Questo è un progetto liberaldemocratico, non libertario. Quindi ci riguarda fino ad un certo punto. Insomma lo guarderemo un po’ distaccati come guardiamo i Radicali.
    Leggo di alleanze con Marcegaglia e prima con Montezemolo: gli industriali italiani non sono alleati e nemici dello stato. Sono essi stessi la causa del declino italiano perché è anche grazie a loro e al loro lobbismo che ci troviamo dove siamo.
    Una nota radicale e quindi ovviamente libertaria: l’italia è in declino non a causa di una classe dirigente orribile ma a causa del sistema democratico e del fallito esperimento italiano. Il cancro non si cura, si estirpa.

  5. Cachorro Quente on agosto 1, 2012 at 18:48

    Finchè i campioni del liberalismo saranno i grandi capitani di industria come Montezemolo o Marchionne (quello che si lamenta perchè la Volkswagen fa macchine migliori della FIAT a minor prezzo), stiamo freschi.

  6. Alberto Lusiani on agosto 3, 2012 at 13:44

    Ho trovato il mio sito web congegnale sembra … Ad alcune conclusioni sono giunto da tempo autonomamente: lo Stato italiano non e’ riformabile [probabilmente e’ meglio che fallisca, ma non sono convinto che rinascerebbe in entita’ indipendenti meglio disegnate] il potere centrale e’ fondato sull’acquisto di consenso con la spesa pubblica nel Sud e a favore degli strati parassitari del Centro-Nord, inclusa la grande industria, non ho alcuna fiducia in Montezemolo. Personalmente ho fatto alcuni approfondimenti quantitativi su come avviene, con modalita’ opache e truffaldine, parte del trasferimenti di risorse operato dallo Stato centrale dai produttori ai parassiti per comperare consenso, con le politiche statali, anche di propaganda, sull’evasione fiscale, e con la spesa pubblica, sul sito web noisefromamerika.org, organizzato da parte dei promotori di fermare il declino, sia con presentazioni orali nelle giornate di studio sull’Italia di nFA del 2009 e 2010.

  7. Luigi on agosto 9, 2012 at 14:37

    C’è un però. Noi libertari siamo sempre molto intransigenti e puristi.
    Ed è giusto che sia così, almeno a livello teorico. Resta il fatto che la realtà italiana è quella che è, e che se qualcuno proponesse ( al di là della goliardia…) una piattaforma puramente libertarian, prenderebbe talmente pochi voti da poter individuare gli elettori per nome e cognome.
    Allora, credo che pur con tutti i limiti e le perplessità espresse da Luca e Fabrizio, non si possa che apprezzare la nascita di qualcosa che, pur essendo liberaldemocratico e non libertarian, almeno in modo embrionale tenta di scalfire la cultura statalista dominante in Italia.
    E’ chiaro anche che fermare il declino, per esplicita dichiarazione dei fondatori, non è una formazione libertarian, e, quindi, non possiamo aspettarci di vedere Rothbard o Hoppe tra i padri spirituali di questo gruppo, ma ho paura che il giorno in cui potremo vedere queste figure come ispiratrici di un partito politico italiano che possa aspirare a incidere sulla politica reale sia molto di là da venire.

  8. Luca on agosto 9, 2012 at 15:24

    @Luigi da quel punto di vista hai ragione da vendere e infatti io di solito sono molto accomodante verso le “nuove cose” che spuntano fuori. Però sinceramente mi sembra che qui si stia sprecando tempo. Se poi dovessero accodarsi quei personaggi che sembra si debbano accodare…diventerebbe una Forza Italia 2
    Per sempio, la battaglia di Fidenato, che è pratica praticissima, mi sembrerebbe un argomento quello sì che può compattare molte persone
    http://www.movimentolibertario.com/2012/07/28/fidenato-e-sostituto-dimposta-prossima-udienza-l8-novembre/
    Se solo fosse più spinto…

  9. Luigi on agosto 9, 2012 at 16:48

    @Luca, credo che sia chiaro che se FiD si popolasse dei soliti noti, la sua credibilità sarebbe pressoché nulla.
    Vedremo se i promotori dell’iniziativa saranno in grado di mantenere a debita distanza costoro.
    Per quanto riguarda la battaglia di Fidenato, è sicuramente condivisibile al 100%.
    Non credo però che abbia un impatto strutturale.
    O meglio, è scontato che renderebbe le persone consapevoli di quanto lo stato ci deruba, ma non comporta di per sé una riduzione del peso del prelievo statale.
    Io sono molto pessimista, onestamente, sul destino dell’Italia.
    Diciamo che Fermare il Declino mi sembra, al momento, l’unica iniziativa che, per quanto inadeguata la si possa considerare, ha un minimo di prossimità con il libertarismo.
    Sfortunatamente in Italia non c’è nulla di affine a un Ron Paul o al Partido de la libertad individual spagnolo (http://www.p-lib.es/)

  10. Fabristol on agosto 9, 2012 at 18:08

    Luigi, come sai su libertarianation siamo molto accomodanti e aperti a proposte non radicali ma il programma di FiD è molto… come dire… banale. Sono proposte che qualsiasi socialdemocratico, non parlo di liberaldemocratico, europeo metterebbe nel suo programma. Sembra il programma di Berlusconi del 94, dice tutto ma non dice niente. Ed è proprio di questo che ho paura: che un Berlusconi qualunque lo prenda come programma e si ritorni a vedere cose come Della Vedova e Capezzone. Inoltre in Italia sembra che siano le idee radicali a prendere voti come dimostra Grillo e Sel. Questo moderatismo de Seconda Repubblica non attrae nessuno. Meglio i punti di Leo Facco: http://www.movimentolibertario.com/2012/08/05/forza-evasori-ecco-il-partito-libertario-di-massa/

    10 punti, dal nostro punto di vista soft, ma che potrebbero fare la differenza nel sistema italia. PEccato per la scelta del nome…

  11. Charly on agosto 20, 2012 at 22:44

    Si squalificano da soli, basta leggere questo:

    Il manifesto, il programma, l’associazione e quel che ne scaturirà dopo avranno una sola regola:

    Nessuna convergenza se non sull’esplicita e ferma condivisione del programma. Nessuna convergenza con chi non può vantare un curriculum cristallino, con chi ha giocato un ruolo nello sfascio del paese, con chi crede che basti un abito nuovo per continuare la vecchia politica. Non siamo rivenditori di false patenti di onestà, coraggio, visione e determinazione: speriamo di saper essere un polo di aggregazione per chi onesto, coraggioso, visionario e determinato lo è e fino a oggi, proprio per questo, non ha avuto modo di partecipare alla definizioni di politiche più responsabili ed efficaci di quelle che ci hanno trascinato in un declino apparentemente inarrestabile.

    Gli italiani ne hanno le tasche piene di chi incolpa a destra e sinistra i propri alleati per non fare ciò che si è per vent’anni ha promesso, invano, di fare.

    Se da soli non arrivano al 51% non governeranno mai. Ammesso che tale percentuale basti a resistere alle reazioni conservatrici di vaste fasce della popolazione…

  12. Accelerare il declino | libertariaNation on settembre 3, 2012 at 07:01

    […] che pensiamo del progetto lo abbiamo già detto a caldo qui qualche giorno dopo l’annuncio di Fermare il declino ma ora forse c’è bisogno di […]

  13. giorgio on settembre 3, 2012 at 14:33

    almeno qualcuno ci prova …..la casta non vuole che qualcuno ci provi; tantomeno saranno le facce (politiche) note e tantopiù avranno probabilità di avere successo

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