Nella battaglia legale Apple/Samsung sono i consumatori a perderci

settembre 10, 2012 1 Comment
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Nelle ultime settimane si è consumata una delle battaglie legali più grandi e importanti della storia. Secondo un tribunale americano Samsung avrebbe copiato Apple, nello specifico il nuovo Galaxy è molto simile all’iPhone 4s e il Galaxy Tablet è molto simile all’iPad 2. Samsung è stata condannata a pagare 1 miliardo di dollari e i suoi modelli forse saranno presto banditi dal mercato americano.
L’altra settimana invece un tribunale giapponese ha deciso l’esatto opposto, dividendo di fatto il mercato di smartphone e tablet in due, Occidente e Oriente.

Il nostro punto di vista sui brevetti e la proprietà intellettuale è chiaro: i brevetti rappresentano monopoli garantiti dallo stato ad alcune compagnie. La scusa ufficiale è che i brevetti proteggono chi ha inventato il prodotto da altre compagnie che potrebbero copiarlo e con questo aumentano l’innovazione tecnologica.
In realtà noi pensiamo che rappresentino solo privilegi concessi dallo stato per limitare l’accesso al mercato di nuove e piccole imprese. Nuove e piccole imprese che non hanno le risorse per sviluppare, brevettare o andare in tribunale contro le grandi imprese. Negli ultimi anni si è assistito alla brevettazione non solo di nuovi prodotti ma anche di design (la forma dell’iPhone per esempio) e di processi (il movimento di apertura sul touchscreen della Apple). Ed è di queste cose che si è discusso in tribunale per il caso Apple/Samsung, ovvero chi ha inventato per primo il rettangolo. Esatto, le forme geometriche sono ormai diventate terreno di disputa legale e come ci fa notare questo post in modo ironico chi di spada ferisce di spada perisce. Infatti la Braun potrebbe seriamente chiamare i suoi legali e denunciare la Apple per “patent infringement” per una serie di prodotti che furono ideati dalla Braun tra gli anni 50 e gli anni 70. Di conseguenza qualche altra azienda potrebbe fare lo stesso con Braun e così via fino al periodo delle caverne quando qualcuno scolpì il primo tablet di pietra.
Il post è una parodia di un articolo del LA Times dove ci si chiede cosa sarebbe successo se il sistema dei brevetti fosse stato inventato prima che Thomas Edison lo utilizzasse per le sue invenzioni. Molti pensano che Edison sia stato il primo ad inventare la lampadina, in realtà fu il primo a brevettare una lampadina rivoluzionaria. Ma prima di lui ci furono almeno 21 inventori da Davy a Lindsay a Starr, tant’è che il primo brevetto di Edison fu “improvement in electric lights”, miglioramento delle luci elettriche del 1878. Guardate oggi quante compagnie producono lampadine (oramai poche a incandescenza) che hanno la stessa forma. Se Apple avesse inventato la lampadina e se le regole dei brevetti sul design fossero applicate come oggi nel 2012 a quest’ora avremmo una sola compagnia che produce lampadine.
Non solo ma lo stesso Steve Jobs ammise di aver copiato il mouse da un prototipo della Xerox. Evidentemente copiare è un reato solo quando si viene copiati.
Il caso di Samsung ci dice anche che copiare crea l’inizio di un trend. Guardate al mercato degli smartphone e dei tablet, due invenzioni create da Apple (basate su precedenti modelli di altre compagnie). Se Apple avesse portato tutti i suoi concorrenti in tribunale avremmo solo Apple nel mercato. Invece oggi possiamo scegliere tra Apple, Samsung, HTC, Sony-Ericsson ecc. L’imitazione crea innovazione, come tutti gli Homo sapiens fin dal periodo delle caverne hanno sempre saputo. L’epoca in cui viviamo è l’unica della storia milionaria degli ominidi in cui imitare è vietato per legge. Come si può dire quindi che il sistema dei brevetti aumenta l’innovazione?
Qual è la morale della storia quindi? Che l’intervento dello stato con l’assegnazione dei brevetti diminuisce il numero di competitori nel mercato, la qualità dei prodotti, l’innovazione tecnologica e quindi alla fine non fa che nuocere ai consumatori stessi.

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1 Comment » One Response to Nella battaglia legale Apple/Samsung sono i consumatori a perderci

  1. CARLO BUTTI on settembre 10, 2012 at 13:40

    Anche nella storia della musica i più grandi capolavori sono nati in epoche in cui i compositori copiavano l’uno dall’altro (il famoso “largo “di Haendel prende spunto da un tema di Bononcini)e magari anche da se stessi (Bach, Rossini).Poi arrivò la SIAE.La musica “forte”(come la chiama Quirino Principe) di oggi piace solo agli snob e ai professori di conservatorio: a voler essere originali, con tanto di copyright, si diventa indigesti.

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