Non tutto è perduto: ovvero libertarianism goes mainstream

ottobre 8, 2012 1 Comment
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Negli USA dicono che sia il “fastest growing political party”, il partito politico che cresce più velocemente. Soprattutto tra i giovani e grazie anche ai nuovi media e alla Revolution di Ron Paul. Non ci son dubbi che negli USA Ron Paul abbia portato le idee libertarie di fronte alle TV di milioni di americani come non si vedeva forse dai tempi del successo della Rand e della sua Rivolta di Atlante e del film Fountainhead basato sull’omonimo romanzo più di mezzo secolo prima.

Il libertarismo torna oggi più che mai mainstream. Lo vediamo dappertutto, nelle primarie repubblicane con Ron Paul, nelle conferenze della TED, in Honduras per costruire la prima città libertaria della storia, è nella mente e nel futuro di geniali imprenditori come Peter Thiel (Paypal) e Patri Friedman, attori come Clint Eastwood e Angelina Jolie, l’altro giorno ho letto un’intervista a George Petrie riguardo al suo Seasteading Institute su New Scientist (!), mentre vagavo in una libreria inglese ieri mi sono meravigliato di quanti autori sono libertari tra gli scaffali di fantascienza -Robert Heinlein, Neil Smith, Vernor Vinge, Neil Stephenson, Ayn Rand- o di quanti libri parlino di libertarismo anche se i loro autori non lo sono come The Scar di China Mieville o The Dispossesed di Ursula Le Guin.

Ogni giorno scopro in rete nuovi siti, nuovi blog, nuove organizzazioni che si rifanno al libertarismo. Perfino in Italia c’è un fermento da non sottovalutare sia in rete sia tra l’associazionismo come abbiamo visto qui. E perfino in uno sporco vagone della metropolitana di Buenos Aires si possono trovare chicche come questa.

La crisi della politica e soprattutto della democrazia poi non fa altro che aumentare il numero di persone -giovani soprattutto- che si avvicinano a queste tematiche. E la nostra comunità cresce nonostante noi libertari non siamo molto bravi ad organizzarci in gruppi coesi e di massa. Insomma non tutto è perduto, continuiamo così a testa alta senza perderci d’animo. Il futuro è nostro, abbiamo solo bisogno di tempo e di avere fiducia in noi stessi e nelle nostre idee. Tu ne cede malis.

 

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1 Comment » One Response to Non tutto è perduto: ovvero libertarianism goes mainstream

  1. Stefano on ottobre 9, 2012 at 12:19

    Alcune verità del libertarismo sono ovvie, ma le varie implicazioni di questa filosofia, tra cui ad esempio l’assenza di un concetto di Stato, sono imho molto difficili da digerire per la gente comune.

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