Scintille sulla Posta

ottobre 12, 2012 3 Comments
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Siamo di fronte a un gioco al massacro dove a rimetterci, alla fine, saranno i lavoratori. Sicuramente non faccio un plauso alla Posta. Loro si vogliono servire altrove per l’energia? Bene, allora anche in Ticino potremmo pensare di rivolgerci alle aziende private anziché alla Posta.

Così si esprime Saverio Lurati, presidente del Partito Socialista Ticinese, in merito alla decisione della Posta svizzera di non servirsi di aziende elettriche ticinesi per fornire di elettricità tre uffici postali in Ticino. In pratica c’è stata una gara per la fornitura agli uffici postali e le aziende elettriche ticinesi non hanno vinto per poco, infatti erano dell’1% più care rispetto alle concorrenti della Svizzera tedesca. Di molto poco, ma più care. Dato che la Posta è sì un’azienda di diritto pubblico ma che deve fare profitti, le aziende elettriche ticinesi non sono state scelte. È quindi partita la prevedibile baraonda politica ripiena di sdegno per i perfidi balivi; figura costante in certa politica vittimistica ticinese, simile in questo a molta politica meridionalista italiana che vede tutti i mali del Meridione derivare da un fantomatico sfruttamento del Nord.

La politica è così. Come aveva già detto Thomas Sowell:

La prima lezione dell’economia è la scarsità: non c’è mai abbastanza di qualcosa per poter soddisfare tutti quelli che la vogliono. La prima lezione della politica è di non tener conto della prima lezione dell’economia.

La politica parla alla superficie della mente delle persone stimolando reazioni che non guardano né alla realtà né al lungo termine. Quello che il presidente Lurati del PS dice a mo’ di provocazione paradossale, a mio modo di vedere sarebbe la soluzione ottimale. Pensiamo a uno scenario nel quale la Posta non possiede più il monopolio per gli invii di lettere fino a 100 grammi e viene privatizzata o abolita. Succederebbe che sul mercato si presenterebbero società private in concorrenza tra loro e quindi come conseguenza i consumatori si troverebbero a dover scegliere e quindi a risparmiare. I lavoratori della Posta potrebbero andare a lavorare per queste aziende o potrebbero ricollocarsi in settori produttivi e non, come adesso, in un settore statalizzato. Certo, non sarebbe né semplice né indolore, ma perché io devo ogni giorno ricollocarmi sul mercato con il mio lavoro e loro no? Sono migliori di me per elezione divina? Ovviamente questo è un discorso che fa gelare il sangue alla politica, intenta com’è ad accaparrarsi voti. Perché deve esistere un’azienda postale con il monopolio? Perché poi a questa azienda, seppur con monopolio, che deve ricercare il profitto la politica suggerisce scelte politiche e quindi irrazionali?

Unica voce dissonante quella del neopresidente del PLRT (Partito Liberale Radicale del Ticino, il secondo partito per peso elettorale del Cantone) Rocco Cattaneo che, in quanto imprenditore, sa come funziona il mercato, cioè la libera interazione tra soggetti. Per fortuna almeno lui:

La Posta deve poter fare degli utili. Quindi, come da mandato della Confederazione, va dove trova le condizioni migliori. Se hanno scelto di servirsi oltre Gottardo vuol dire che da noi non hanno trovato le condizioni favorevoli. Evidentemente le nostre aziende non sono state sufficientemente concorrenziali. Questo è il mercato ed è così che funziona.

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3 Comments » 3 Responses to Scintille sulla Posta

  1. CARLO BUTTI on ottobre 12, 2012 at 15:11

    Finalmente, fra tanti acritici elogi, una voce dissonante sulle presunte virtù della Svizzera. Anche lì non tutto gira per il meglio, certamente non si patisdce l’aria oppressiva che noi quotidianamente respiriamo, ma la tanto vantata autonomia cantonale può anche risolversi in una chiusura a riccio di tipo protezionistico, magari sancita da un bel plebiscito accolto come Sacra Scrittura(inscì l’ha voruu ol pòpol! -E se’l pòpol l’è boeu?- Al gha reson istess!”)

  2. Luca on ottobre 12, 2012 at 15:59

    ah guarda, potrei fare una rubrica quotidiana elencando esempi di statalismo svizzero :)
    di sicuro non è il paradiso. c’è un indubbio grado maggiore di libertà rispetto lo stato italiano ma NON è il paradiso

  3. dante calzolari on ottobre 13, 2012 at 09:10

    Cert la società perfetta non esiste. Si scieglie e ci si attiva sempre per avere il male minore.
    Solo i comunisti credono alla società perfetta.
    Infatti ne hanno creati diversi meravigliosi esempi !
    La Svizzera è uno dei mali minori. Confronto all’Italia della mafia dello spreco dell’arroganza e dell’ignoranza generale è molto vicina alla perfezione.

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