Recensione di “Noi” di Yevgeny Zamyatin

novembre 5, 2012 19 Comments
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Il romanzo Noi di Yevgeny Zamyatin è la dimostrazione che negli anni 20 fu veramente inventata la macchina del tempo. Zamyatin infatti viaggiò avanti nel tempo e visse a Pyongyang per qualche anno, poi andò a Pechino e infine a Mosca fino ai giorni nostri. Tornò nel suo 1921 e scrisse un libro dal titolo rivelatore: Noi.

A parte gli scherzi, l’estrema acutezza di Zamyatin sta proprio in questo: essere riuscito a prevedere il futuro dei paesi comunisti avendo visto appena l’alba di uno di questi. Certo Zamyatin era sicuramente un uomo di una intelligenza non comune ma è anche vero che i segni erano lì, già in quel giorno d’Ottobre del 1917. Lì c’erano i semi della futura URSS, della Nord Corea e della Cina e solo pochi erano riusciti a pre-vedere come sarebbero state le piante nate da quei semi.

Leggere Noi è come vedere quei filmati rubati in Nord Corea che mostrano città-fabbriche dove eserciti di umani (non persone) si muovono all’unisono svegliati dagli altoparlanti alle 7 del mattino per andare tutti insieme a lavorare 7 giorni su 7. E poi marce, inni, adorazione del leader supremo ecc.

La trama

In Noi, dopo una guerra mondiale durata 200 anni, su tutto il mondo e sullo 0,2% di sopravvissuti si impone lo Stato Unico o OneState. Gli abitanti di questo futuristico stato comunista non hanno nomi ma numeri di identificazione, vivono in case fatte di vetro e adorano il Benefattore, ovvero il leader indiscusso dello stato che tanto ricorda il “Beloved Great Leader Kim Il Sung” di nordcoreana memoria. I numeri vengono svegliati al mattino dagli altoparlanti, vanno a lavoro ogni giorno per tutto il giorno a parte un’ora di libertà in cui possono fare tutto quello che il governo gli consente, ovvero poco o niente. La loro vita segue the Table of hours, la Tabella degli orari. Ogni movimento, ogni attività è finemente regolata dal governo e chi sgarra viene soppresso nella pubblica piazza. Perfino la riproduzione e la sessualità sono regolate dallo Stato Unico. Per evitare gelosie o desideri sessuali repressi chiunque può andare a letto con chiunque ma a determinate ore e solo con permesso ufficiale. Il sesso così diventa semplicemente un’attività come le altre dove il desiderio sessuale viene represso trasformando l’atto sessuale in qualcosa di meccanico ma soprattutto controllabile dallo Stato. Il protagonista del romanzo è D-503, un matematico coinvolto nella costruzione dell’Integral, il razzo che nelle intenzioni dello Stato Unico dovrà spargere la rivoluzione in tutto l’Universo. D-503 incontrerà I-330, una donna che più avanti si rivelerà come una delle menti della ribellione dell’organizzazione Mephi. L’obiettivo del Mephi è quello di dirottare l’Integral per fuggire dall’oppressione dello Stato Unico. D-503 viene avvicinato da I-330 proprio per questo motivo. Ma il nostro protagonista annebbiato da un cieco amore per la donna e dalla propaganda del governo non si rende conto di nulla fino alla fine del romanzo, quando la ribellione viene soppressa nel sangue e la sua mente lobotomizzata dalla Great Operation che prevedeva l’uso dei raggi X su una determinata parte del cervello.

La storia di Noi

Zamyatin fu perseguitato in patria prima dai zaristi e poi dai bolscevichi. Arrestato più volte, mandato in esilio, i suoi lavori censurati. La pubblicazione di Noi in russo ebbe vita breve. E’ anche per questo motivo che la vera prima pubblicazione di Noi non fu in russo ma in inglese (We). Le opere di Zamyatin furono di nuovo disponibili in originale russo solo dopo il 1989. Una particolarità del romanzo è il continuo ossessivo uso di colori per descrivere situazioni, suoni, parole ecc. Molti hanno creduto che Zamyatin soffrisse si sinestesia, la capacità di vedere i colori quando si sentono suoni o parole.

Noi come romanzo libertario

Come potete immaginare Noi rappresenta il capostipite dei libri distopici in stile orwelliano. George Orwell stesso dice di essersi ispirato a Noi e le tematiche di 1984 e Noi sono davvero molto simili. Si ipotizza che pure Ayn Rand si sia ispirata a Noi per il suo Anthem (1937). Altri libri che si sono ispirati al romanzo di Zamyatin sono Il mondo nuovo di Huxley e The dispossesed di Ursula Le Guin. Insomma come al solito un libro libertario importantissimo per la storia della fantascienza libertaria e della letteratura mondiale ma quasi sconosciuto. Cosa ancor più grave, sconosciuto tra gli stessi libertari (ci vorrebbe un bel corso di letteratura libertaria).

Noi è importante non solo per l’eredità che ha donato alla letteratura libertaria dello scorso secolo ma per alcune delle più belle frasi libertarie o antistataliste che siano mai state scritte come:

“The only means of ridding man of crime is ridding him of freedom.” [L’unico modo per liberare l’uomo dal crimine è liberarlo dalla libertà]

“We comes from God, I from the Devil.” [Noi viene da dio, Io dal diavolo]

“The whole world is one immense woman, and we are in her very womb, we are not yet born, we are joyfully ripening.” [L’intero mondo è un’immensa donna e noi siamo nel suo utero, non siamo ancora nati, stiamo maturando felicemente]

“…Those two, in paradise, were given a choice: happiness without freedom, or freedom without happiness. There was no third alternative…” [A quei due, in paradiso venne data una scelta: felicità senza libertà, o libertà senza felicità]

“Revolution is everywhere, in everything. There is no final revolution, no final number.” [La rivoluzione è dappertutto, in ogni cosa. Non vi è alcuna rivoluzione finale, non vi è alcun numero finale]

Noi e il rapporto col Cristianesimo

Molta impressione mi ha fatto questa frase: “In the ancient world this was understood by the Christians, our only (if very imperfect) predecessors: humility is a virtue, pride a vice; We comes from God, I from the Devil.”  [Nel mondo antico questo era compreso dai cristiani, i nostri unici (anche se imperfetti) predecessori: l’umiltà è una virtù, l’orgoglio un vizio; Noi viene da Dio, Io dal Diavolo.]

Qui Zamyatin anticipa di tanti anni molti autori che considerano il socialismo come una filosofia derivata dal cristianesimo. Marx come continuatore della Dottrina Sociale della Chiesa per i tempi moderni. Il [pronome] Noi viene da dio, l’Io dal diavolo. La collettività è divina, l’individualismo è diabolico.

I riferimenti al cristianesimo sono continui: “But they served their irrational, unknown God, whereas we serve something rational and very precisely known. Their God gave them nothing but eternal tormented searching. Their God couldn’t come up with any smarter idea than sacrificing yourself, never mind why. But we, when we sacrifice to our God, OneState, we make a calm, rational, carefully considered sacrifice.”  [Ma loro servivano il loro dio irrazionale e sconosciuto, mentre noi serviamo qualcosa di razionale e conosciuto molto bene. Il loro dio no gli dava nulla se non una eterna ricerca tormentata. Il loro non poteva arrivare ad alcuna idea più intelligente di sacrificare se stesso, non importa per quale motivo. Ma noi, quando noi sacrifichiamo al nostro dio, StatoUnico, noi facciamo un calmo, razionale sacrificio meticolosamente pensato.]

Il passato cristiano viene sempre richiamato come imperfetto ma propedeutico alla rivoluzione comunista.

Su Zamyatin si sa poco e ancor meno si sa sulla sua religiosità però ci sono alcuni elementi che possono far pensare: per prima cosa il collegamento tra cristianesimo e comunismo come filosofie vicine e negative; poi il parallelo con il biblico Giardino dell’Eden e le figure di Adamo ed Eva.

Adamo, D-503 è un uomo innocente e ignorante della sua situazione in felice comunione con lo Stato e il Benefattore. La felicità finisce nel momento in cui incontra Eva, I-303, che lo avvicina al frutto proibito, l’alcool. L’alcool è infatti vietato nella Stato Unico e si rischia la pena di morte per chi lo beve. I-303 lo introduce alla conoscenza e D-503 esce dalla grazia del Benefattore per questo. L’organizzazione di cui fa parte I-303 è chiamata Mephi, come Mephistopheles, ovvero come l’angelo Satana che si ribella a dio ed è a capo della rivolta degli angeli.

Conclusione

Noi rappresenta una lettura essenziale per chi è appassionato di fantascienza libertaria o di letteratura libertaria in generale. Difficile reperirlo in italiano, tuttavia l’edizione Penguin in inglese è ottima e l’inglese molto semplice. In alcuni punti il romanzo è nebuloso, dall’andamento onirico come se il personaggio fosse continuamente in stato di confusione mentale. Da questo punto di vista George Orwell ha ragione: Noi non è un romanzo scritto bene. Ma è comunque un simbolo, un capostipite di tutta la fantascienza distopica successiva. Consiglio agli appassionati del genere e per chi, libertario, voglia farsi una cultura di base sul libertarismo.

Recensione tratta da Who is John Galt.

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19 Comments » 19 Responses to Recensione di “Noi” di Yevgeny Zamyatin

  1. CARLO BUTTI on novembre 5, 2012 at 15:27

    Il cristianesimo come imperfetto precursore del marxismo? Mi sembra un’enorme sciocchezza, e non solo perché il marxismo ha nella negazione di Dio un suo imprescindibile caposaldo. Che poi Marx abbia tradotto in termini di immanentismo storico alcuni principi della teologia giudaico-cristiana è vero, ma è tutt’altro discorso. Quanto alla contrapposizione IO-NOI,vorrei ricordare che nel Vangelo di Giovanni il Cristo si presenta come l’IO SONO, non certo come il NOI SIAMO.

  2. astrolabio on novembre 5, 2012 at 23:37

    superbia e modestia credo in realtà risalgano alla filosofia aristotelica, a me comunque il comunismo sembra una specie di degenarzione di alcuni principi dell’illuminismo e del liberalismo, per esempio illumisti e liberali si sono battuti per l’uguaglianza davanti alla legge, il comunismo ne ha fatto un valore talmente totalizzante da richiedere un uguaglianza economica e nelle versioni più estremiste un uguaglianza pressochè totale, nella fantascienza poi ci si è giocato coi nomi con la clonazione eccetera.

  3. Fabristol on novembre 6, 2012 at 00:45

    Per Carlo,

    credo che Yevgeny non intendesse dire che il marxismo ha copiato il cristianesimo nella sua teologia. Credo che parli di contrapposizione tra collettivismo e individualismo. E’ innegabile che la dottrina sociale della chiesa abbia dei connotati socialisti molto forti. Il mArxismo poi non nasce dal nulla (così come tutte le altre dottrine filosofiche-politiche), deve qualcosa alle dottrine filosofiche-politiche precedenti.
    Per il resto, ho cercato di trovare più informazioni sul suo rapporto con la religione ma non ho trovato nulla in rete. Se qualcuno sa qualcosa in più delle idee di Zamyatin ci faccia sapere.

  4. astrolabio on novembre 6, 2012 at 01:16

    la dottrina sociale della chiesa in realtà è venuta dopo i movimenti socialisti, in realtà teoricamente doveva essere una reazione a questi, quindi semmai è il contrario, cioè che è la dottrina sociale della chiesa a essersi un po’ comunistizzata.

  5. CARLO BUTTI on novembre 6, 2012 at 13:52

    Un conto è la dottrina sociale della Chiesa (che peraltro ha sempre difeso la proprietà privata), un conto è il cristianesimo nella sua evoluzione storica e nelle sue diramazioni, un conto è il messaggio evangelico. Anche sul lealismo di S.Paolo all’Impero,così dissonante dal totale agnosticismo politico di Cristo, ci sarebbe molto da dire. Vorrei ricordare inoltre che, anche in ambito cattolico,le voci contrarie al socialismo, seppur minoritarie, non sono poche:al presente Michael Novak, in passato Antonio Rosmini(a suo tempo duramente avversato, oggi fatto beato)e-non dimentichiamolo- Luigi Sturzo. Per rimanere nell’Italia di oggi, pensiamo a Dario Antiseri e ai cattolici-liberali come l’editore Rubbettino. Per finire, ricordiamo che James Reston, in un suo discutibile ma informatissimo saggio, vede addirittura in Cristo un precursore dell’anarco-capitalismo.

  6. astrolabio on novembre 6, 2012 at 15:07

    lew rockwell e robert murphy sono cattolici, ma non credo sia questo il putno, sebbene ci sia una maggioranza di ebrei e cattolici nel mondo dell’anarcocapitalismo accademico quel che bisognerebbe vedere è se è legittimo pensare che il nuovo testamento sia intrinsicamente socialista, a me non pare proprio, specie se si inquadrano le poche frasi che possono dare adito a dubbi nel contesto in cui sono state scritte. Ayn Rand ce l’aveva col cristianesimo perchè parlava di altruismo, in effetti gesù parla spesso di aiutare chi sta messo male, condividere un po’ dei propri beni col prossimo, amare di qua amare di la. io lo faccio rientrare nel grande ambito del non essere stronzi psicopatici, però per qualcuno è già socialismo.

  7. Fabristol on novembre 6, 2012 at 23:45

    Mah a me pare che ora si stia esagerando dall’altra parte. Fare del cristianesimo e addirittura del cattolicesimo dei campioni del libertarismo mi sembra inesatto, antistorico e contro ogni evidenza storica. Non mi importa quali valori siano scritti nei libri sacri del cristianesimo (c’è tutto e il contrario di tutto basta saper prendere la frase giusta; mi nominate qualcosa di libertario e io vi nomino qualcosa di socialista) ma l’uso che le persone ne hanno fatto nella storia. E mi pare che dopo duemila anni solo negli ultimi 70-80 sia uscito qualcosa che noi consideriamo libertario. E nonostante l’Europa fosse cristianissima e seguisse i vangeli alla perfezione. E basta leggersi Il Sillabo di Pio IX per farsi venire i brividi lungo la schiena… Poi, come ricordava Astro non dobbiamo fare leva sui personaggi. Di nuovo chiunque mi nomini autori liberali cattolici, posso sempre nominare Mises, Rothbard, Rand ecc. che altro non erano che… non credenti.

    Detto questo, per essere libertari la questione religiosa è irrilevante. E infatti l’estrama varietà di credenze religiose nel mondo libertario ne è la conferma.

  8. CARLO BUTTI on novembre 7, 2012 at 00:30

    L’Europa era,o meglio si proclamava, cristianissima, ma non seguiva affatto i Vangeli alla perfezione. Sotto questo aspetto anche la rivoluzione di Cristo(perché rivoluzione fu,e delle più radicali)ha seguito la sorte di tutte le rivoluzioni, diventando la caricatura di se stessa o addirittura cpovolgendosi nel suo contrario.Speriamo che non capiti lo stesso alla rivoluzione libertaria, se mai ci sarà(proprio su questo blog l’amico Gian Piero De Bellis ci ha messo in guardia a proposito di certe illusorie e pericolose scorciatoie, che purtroppo fra noi riscuotono ampio consenso).Detto questo, rimane vero che senza i principi del cristianesimo, fatti propri da un pensiero secolarizzato ormai privo di legami confessionali, non si sarebbe sviluppato il moderno pensiero liberale,che compie un vero salto di qualità rispetto alla concezione politica del mondo antico, dove l’individuo aveva valore solo se membro di una comunità:in termini moderni, si riconoscevano i diritti del cittadino,non quelli dell’uomo.Sì, anche la Rivoluzione Francese( che mette i “droits de l’homme” prima di quelli “du citoyen”), subito degenerata nell’orrore che sappiamo,in quel poco di liberale che poteva vantare aveva ascendenze cristiane: l’idea che ogni uomo è un IO, degno della massima reverenza, perché, come figlio di Dio, è chiamato a raggiungere la perfezione nell’IO SONO di Cristo

  9. CARLO BUTTI on novembre 7, 2012 at 17:15

    Anch’io non vedo proprio che rapporto esista tra il socialismo, fondato sulla coercizione, e la carità cristiana, fondata su un volontario attro d’amore: sono addirittura agli estremi opposti. Gli “Atti degli Apostoli” ci offrono una preziosa testimonianza di un comunismo delle prime comunità di fedeli, ma era un comunismo volontario , non coercitivo! Anche in una società libertaria potrebbe essere messo in atto, senza che nessuno abbia nulla da ridire! Dove è scritto nei Vangeli che lo Stato deve interferire nell’attività economica per togliere ai ricchi e dare ai poveri? Cristo dice al giovane ricco che se vuole entrare nel regno dei Cieli deve vendere tutto qiello che ha, donarlo ai poveri e mettersi al Suo seguito. Tutto è lasciato alla coscienza del Suo interlocutore, che non si sente all’altezza di un così eroico sacrificio. Di nuovo:che cos’ha in comune tutto questo col socialismo(che è coercizione dello Stato, non responsabilità di fronte alla propria coscienza)? Nulla, proprio nulla. Sfido chiunquw lo voglia a dimostrarmi il contrario, testi evangelici alla mano. Quello che dicono Chiese non mi interessa affatto.

  10. Fabristol on novembre 7, 2012 at 19:36

    Per Carlo,

    ecco, non volevo arrivare a questo punto ma mi hai sfidato! 😉

    Di seguito un elenco di frasi tratte dal nuovo testamento (il vecchio manco lo tocco perché mi ci vorrebbe una vita per elencare le stragi, gli stupri, gli olocausti fatti dal dio ebraico):

    Sulla schiavitù:
    Schiavi, obbedite ai vostri padroni secondo la carne con timore e tremore, con semplicità di spirito, come a Cristo (Efesini 6.5)
    Nessuno servo può servire a due padroni, ma ogni padrone può essere servito da più schiavi…Luca 16,13
    Voi, servi, siate docili in tutto con i vostri padroni terreni; non servendo solo quando vi vedono, come si fa per piacere agli uomini, ma con cuore semplice e nel timore del Signore. (Colossesi 3,22)
    Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. (Luca 12,47)

    State sottomessi ad ogni istituzione umana per amore del Signore: sia al re come sovrano, sia ai governatori come ai suoi inviati per punire i malfattori e premiare i buoni. Perché questa è la volontà di Dio: (Pietro 2,13) (questo è libertarissimo!!!)
    “Date a Cesare quel che è di Cesare.” Cosa c’è di più statalista di questo? Una frase usata per giustificare qualsiasi violenza dei regnanti contro gli inermi cittadini.

    Contro le donne:
    Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore. (Colossesi 3,18)
    ad essere prudenti, caste, dedite alla famiglia, buone, sottomesse ai propri mariti, perché la parola di Dio non debba diventare oggetto di biasimo. (Tito 2,5)
    ad essere prudenti, caste, dedite alla famiglia, buone, sottomesse ai propri mariti, perché la parola di Dio non debba diventare oggetto di biasimo. (Corinzi 14,1)
    Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto. (Efesini 5,22)

    Intolleranza contro chi non lo segue:
    Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle piazze e dite:
    Anche la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi (…) Io vi dico che in quel giorno Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città. Luca 10,10)
    quando si manifesterà il Signore Gesù dal cielo con gli angeli della sua potenza in fuoco ardente, a far vendetta di quanti non conoscono Dio e non obbediscono al vangelo del Signore nostro Gesù. Costoro saranno castigati con una rovina eterna, lontano dalla faccia del Signore e dalla gloria della sua potenza, (Tessalonicesi)

    eccetera, eccetera. Posso andare avanti facendo milioni di esempi. Esempi seguiti da milioni di persone per giustificare qualsiasi violenza e malefatta. Il tuo discorso è molto simile a molti comunisti che dicono che il comunismo è diverso da quello esistito in URSS o a Cuba.

    Quello che non mi convince caro Carlo non e’ il fatto che mi si dica che il cristianesimo non sia il precursore di filosofie collettiviste ma che addirittura lo si elevi a precursore del libertarismo. Una cosa, come ho detto antistorica e contro qualsiasi evidenza. Questi cristiani, miliardi, hanno avuto tra le loro mani dei testi libertari e dei valori libertari per 2000 anni e solo meno di 100 anni fa qualcuno, che cristiano non era, ha fondato il libertarismo moderno. Non c’e’ qulacosa che stride qui?

    Comunque direi di finirla qui con questo discorso. Ognuno vede quello che vuole in un libro sacro.

  11. CARLO BUTTI on novembre 8, 2012 at 17:47

    Eppure fu proprio Giovanni Malagodi, che non mi pare sia stato un collettivista, a vedere nel messaggio cristiano la radice del pensiero liberale(purtroppo non ho sottomano il testo del discorso, ma è stato pubblicato e ne posseggo copia). Mi risulta che anche Rothbard, pur rimanendo agnostico, abbia espresso il suo apprezzamento per il pensiero cristiano(che, ribadisco, va tenuto distinto dalle malefatte compiute dalle Chiese nella Storia in nome del loro fondatore). Ho già detto che San Paolo era un lealista; potremmo aggiungere che le sue raccomandazioni all’obbedienza rivolte agli schiavi erano probabilmente dettate da prudenza, in un momento in cui le comunità cristiane erano esposte a gravi pericoli da parte dell’autorità imperiale:incitare gli schiavi alla ribellione avrebbe significato non solo contraddire il messaggio impolitico e non-violento di Cristo, ma attirare sui primi seguaci di quella che Tacito di lì a poco avrebbe chiamato “exitiabilis superstitio” una durisssima repressione,provocandone l’annientamento. Quando Cristo richiama la punizione divina sulle città impenitenti non invoca certo il braccio secolare perché ne faccia scempio: sarà Dio a provvedere secondo la Sua giustizia nel giorno del giudizio; nulla che fare con lo Stato e la giustizia terrena. Lo stesso si dica per la frase di San Paolo nella lettera ai Tessalonicesi.Infine, la famosa frase “Date a Cesare quel ch’è di Cesare e a Dio quel ch’è di Dio”, se letta bene nel suo contesto significa esattamente il contrario di quel che sembra:tutto è di Dio, quindi nulla va riconosciuto a Cesare. In una mia bruttissima tesi di laurea che discussi a Milano circa 25 anni fa il mio correlatore(agnostico e forse ateo) contestò duramente, sulla base del ragionamento che qui ho fatto mio, una nota in calce del mio orrido lavoro, in cui sostenevo l’interpretazione tradizionale del noto passo evangelico.E’lo stesso ragionamento esposto con logica stringente da James Reston(un libertario!) nel saggio “Jesus was an anarchist”:”Jesus never said that all or any of the denari were Caesar’s!” Per finire, non mi sento affatto simile a chi dice che il comunismo di Cuba e dell’URSS non ha nulla che fare col vero comunismo. Mettiamo nel mazzo dei dogmatici propensi all’autoinganno anche Hoppe, che sostiene l’irriducibilità delle sedicenti liberaldemocrazie odierne all’autentico pensiero liberale? Vaneggia anche lui? Le liberaldemocrazie oppressive di oggi sono il coerente risultato dei principi liberali tradotti in prassi politica, anziché il loro stravolgimento? A differenza di un presunto “comunismo autentico”, estraneo alla realtà effettuale della Storia, un cristianesimo autentico, fondato sull’amore fraterno e sulla non-violenza spinta fino al martirio, è esistito realmente, fino a Costantino. Poi la Chiesa, per dirla con Dante, ha cominciato a “puttaneggiar co’ regi”;ed è finita come sappiamo.

  12. Fabristol on novembre 8, 2012 at 20:23

    Per puro caso oggi ho letto questo interessantissimo articolo dove parla di Mises e del suo rapporto con il cristianesimo che lui considerava appunto anticapitalista.
    http://distributistreview.com/mag/2011/05/can-mises-be-baptized/

    Interessante anceh il fatto che Mises si ispiri all’Illuminismo Francese e che consideri quel periodo e quella esperienza l’inizio del pensiero liberale. Da leggere anche se si è convinti del contrario.

  13. astrolabio on novembre 8, 2012 at 21:30

    in effetti la diffusione del cristianesimo delle origini ha dato diversi risultati alla causa libertaria, cose come il colosseo e la schiavitù stessa sono diventate desuete col diffondersi del cristianesimo nella classe aristocratica.
    per non parlare della divinizzazione dell’imperatore che viene a mancare, certo poi già con carlomagno si cerca qualche escamotage tipo l’investitura papale, ma chiunque fosse re alla morte avrebbe dovuto rndere conto come tutti i mortali, per tocqueville quest’intuizione era alla base del liberalismo, perchè ci metti poco a fre due più due e pensare che se comunque siamo tutti figli di dio allora dobbiamo essere uguali davanti alla legge secolare come lo siamo davanti a quella divina.

  14. Fabristol on novembre 8, 2012 at 23:11

    Vabbé la discussione sta scadendo nel ridicolo. Ci sono i preti che a frotte si iscrivono al Movimento Libertario e leggono tutti Mises. I partiti cattolici sono libertari pure e tutto il resto. Il mondo al contrario, non so con quali occhi vediate il mondo…

    Avevamo il libertarismo sotto gli occhi per 2000 anni ma non ce ne siamo mai accorti. E solo un ateo di origine ebraica ce lo ha fatto notare 50 anni fa.

    A me non importa del messaggio del vangelo, di cristo e di tutta la tradizione cristiana. A me interessa vedere il cristianesimo alla prova dei fatti. E alla prova dei fatti è stato un epic fail, per tutto dai diritti umani alle guerre di religione, dalla sottomissione delle donne all’uccisione degli omosessuali, dalle encicliche papali contro libertà di stampa e di pensiero al Sillabo di Pio IX, dall’alleanza con i nazifascismi alle crociate, dall’inquisizione alle polithce socialiste promosse dai partiti cristiani di tutto il mondo ecc. ecc. Se voi vedete in tutto questo il libertarismo be’… non so che dire ragazzi.

  15. astrolabio on novembre 9, 2012 at 00:29

    ok, mi sono ricordato, che non rileggi gli articoli, quindi forse non ti sei accorto, che hai scritto circa un terzo articolo sul cristianesimo come forma embrionale di socialismo, poi ti lamenti se ci mettiamo a fare le pulci, che abbia fallito nel lungo termine è piuttosto evidente non avremmo avuto le guerre mondiali altrimenti, però continuo a dire che non c’entrano nulla cristianesimo e socialismo, a meno che non includiamo i kibbutz, in tal caso vedo un somiglianza tra le prime comunità cristiane e i kibbutz. tiri fuori l’inquisizione e altra roba che non c’entra una sega, mica perseguitavano i capitalisti (giusto i templari, per una questione di buffi del re di francia, mica per ideologia, non è che li accusavano di essere troppo ricchi ed egoisti)

  16. CARLO BUTTI on novembre 9, 2012 at 16:56

    L’unica cosa davvero inescusabile per chi pretende di ispirarsi al razionalismo illuministico incarnatosi nella Rivoluzione Francese(dimenticando che fu proprio il liberalismo del primo Ottocento, ad esempio con Benjamin Constant, a prenderne le distanze, vedi Panfilo Gentile,”L’Idea Liberale”, Garzanti, ma anche tutto il pensiero di Nicola Matteucci)è il vezzo di estrapolare a caso da uno scritto frasi d’ogni genere per interpretarle al di fuori del loro contesto. A questo modo si può anche sostenere che la Bibbia fa professione di ateismo. In un passo della “Sapienza” si legge:”Dio non c’è”. Verissimo, ma tale dichiarazione è preceduta da quest’altra:”Disse l’empio nel suo cuore…” In ogni caso, prendo nota che alle mie ultime obiezioni, e a quelle di astrolabio, non è stata data risposta sul piano razionale,contrapponendo argomentazione ad argomentazione, ma su quello puramente emotivo, sostenendo che stiamo facendo cadere nel ridicolo tutta la discussione e rifiutando di prender nota che stiamo difendensdo il pensiero cristiano, non le malefatte delle Chiese, gli eccidi perpetrati dai governi cristianissimi o le fandonie dei preti…Si continua a citare Rothbard, dimenticando che prese le distanze dalla Rand anche perché-pur rimanendo agnostico- non ne sopportava più l’ostentato ateismo; e che è stato proprio lui a criticare duramente l’illuminista(scozzese) Smith per la teoria del valore-lavoro, destinata a diventare cardine del pensiero di Marx,e a rinvenire in un certo filone della teologia francescana addirittura i prodromi del marginalismo austriaco.E adesso per favore, non mi si tirino fuori come risposta la Crociata degli Albigesi o la notte di San Bartolomeo…

  17. astrolabio on novembre 9, 2012 at 18:51

    io non lo sto difendendo in realtà; non lo sto neanche accusando, sto cercando di capire se è vero oppure no che il socialismo ha origine nel cristianesimo.

  18. Fabristol on novembre 9, 2012 at 23:45

    Ragazzi, non credo che andremo da nessuna parte continuando così. Nel post ho riportato quello che Yevgeny Zamiatin ha scritto. Punto. Di esempi e di argomenti ne ho portati abbastanza e ne ho altri in canna.. 😉
    Io mi rifaccio a quel pensiero libertario (vedi Mises, Rand e in parte Rothbard) e al pensiero individualista (vedi luciferismo) che la vede in un certo modo. Ognuno vede quello che vuole nei libri sacri. Questo perché sono testi complessi, scritti da diverse persone in diverse epoche; ed è anche questo il segreto del loro successo, riuscire ad accontentare differenti anime di differenti epoche storiche in contesti diversi. Testi che possono essere usati per giustificare qualsiasi atto o politica.
    Detto questo, non esiste alcun punto in comune tra il mio pensiero e di Mises e il vostro. Lasciamo perdere e concentriamoci sul resto della recensione anceh perché Noi mi sembra un romanzo interessante. 🙂

  19. CARLO BUTTI on novembre 10, 2012 at 13:11

    Ad astrolabio: certo che non è vero! Cfr.Wilhelm Roepke,”Il Vangelo non è socialista. Scritti su etica cristiana e libertà economica”,Rubbettino-Leonardo Facco 2006.Rubbettino è un editore cattolico-liberale, con molte simpatie per il pensiero ausrtriaco, non soltanto in economia (Hayek, Popper), Leonardo Facco è l’animatore del Movimento Libertario, Carlo Lottieri(curatore dell’antologia) è un politologo, studioso e simpatizzante del libertarismo inteso in chiave indipendentista-secessionista.

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