Dawkins, Harris, gli “stateisti”, il libertarismo e la nostra moralità

novembre 20, 2012 28 Comments
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Il post di Luigi mi ha dato lo spunto per questa breve disquisizione su alcune tematiche interessanti e su mondi che, ahimé, spesso non si incontrano. In questo periodo nel Regno Unito stanno mettendo in onda su Channel 4 una nuova serie di Richard Dawkins, Sex, death and the meaning of life. Questa serie, come dice lo stesso Dawkins in apertura del primo episodio, non riguarda l’esistenza o no delle divinità ma semplicemente da dove proviene la nostra moralità e cosa succede quando e se le società umane si lasciano dietro la religione per un futuro senza religione.

Dawkins nelle varie puntate ci spiega come tutte le caratteristiche morali dell’uomo, come l’altruismo (detto dall’inventore del gene egoista!), la compassione nei confronti dei più disagiati, le cure genitoriali e l’affetto familiare ecc. ma anche quelle più negative come l’odio, la rabbia ecc. derivino dalla nostra eredità genetica. E che in ogni uomo convivono tutte ma l’ambiente può privilegiare alcune a discapito di altre. Gli esempi che fa riguardano la ricerca sulle neuroscienze (interessantissimi gli studi sulle scelte morali utilizzando l’fMRI sia negli umani che sugli altri primati), l’etologia comparata con vari primati e altri mammiferi placentati, la genetica ecc. Conclusione a cui Dawkins arriva: la morale viene prima della religione e non il contrario e un non credente come lui può vivere una vita felice senza soffrire tutte le conseguenze che spesso molti chierici predicono per chi abbandona la religione. E’ una scelta di vita ma ciò non cambia l’uomo in un barbaro senza cuore e la società in un’anarchia senza morale o altruismo.

Ora tutto questo sembrerebbe il prologo di una conversione al libertarismo di quelle che molti di noi hanno vissuto. Il parallelo è semplice: gli statalisti con la morte dello stato predicono l’apocalisse perché, dicono, un uomo senza stato è come uno sciacallo tra sciacalli, una società senza stato piomberebbe nel caos più totale. Vi suona familiare questa critica? E noi, come Dawkins ma sul fronte anarchico, diciamo sempre: la società viene prima dello stato, anarchia non significa caos ma semplicemente senza governo, le leggi esistono anche senza uno stato, altruismo e compassione esistono non grazie allo stato ma nonostante lo stato, ecc.

Dawkins come molti suoi seguaci non è libertario, ma quello che potremmo definire una sorta di liberal europeo. In Italia forse sarebbe vicino alle politiche dei Radicali Italiani. Vorrebbe la separazione tra stato e chiesa, diritti individuali per omosessuali e per i non credenti come lui, nessun simbolo religioso nei luoghi pubblici, no all’educazione religiosa nelle scuole pubbliche ecc. Insomma uno stato forte contro le lobby clericali ma soft con gli individui. Politiche molto simili ad un altro campione dell’ateismo americano, Sam Harris, il quale anni fa fu pesantemente contestato dai libertari americani per aver scritto un articolo a favore delll’aumento delle tasse per i miliardari. In pochi giorni il parapiglia nel mondo del New atheist movement fu tale sul web che Sam Harris dovette scrivere un post in cui si meravigliava di quanta gente si era “unsubscribed” dal suo sito e di quante e-mail di critiche aveva ricevuto a causa di quel singolo post – e implicitamente dicendoci che molti dei suoi followers erano libertari. Nei giorni successivi molti libertari si interrogarono sul New atheist movement e di come molti leader del movimento fossero pro-diritti inviduali riguardo alla religione, sesso, droghe ecc. ma fossero ultra statalisti riguardo alla tassazione. Basterebbe dare uno sguardo a quel crogiuolo di ex-comunisti che ora hanno trovato una nuova religione nell’ateismo che si chiama UAAR (per carità non sono tutti ex-comunisti; c’è da dire che molti altri ex-comunisti si sono riciclati cattolici duri e puri). Lasciando perdere Odifreddi, un personaggio di cui abbiamo parlato anche qua, è incredibile quanto la gente non si renda conto che le libertà economiche debbano essere incluse tra quelle fondamentali dell’individuo come le libertà di espressione, sessuale ecc. Gente che invoca più stato per difendere i propri diritti quando è lo stato che glieli sta togliendo. Gente che non comprende che è lo stato la fonte del potere clericale su certe politiche e che solo eliminandolo si possa risolvere il contenzioso tra laici e religiosi. Il clericalismo, così come la sua reazione l’anticlericalismo, scompare nel momento stesso in cui lo stato -puff!- scompare.

Questi individui vengono definiti Oltreoceano come “statheist”, o stateisti o STatei in italiano, un gioco di parole tra statalisti e atei:

“One who rejects religion as irrational but who advocates the existence of the state, usually as a desperate compensation for the comfort that religion brings. The term is most often used by anarchist-atheists to demonstrate to the statheist that the logic they use to justify the state is faulty even though they had sufficient logic to reject religion, implying that they are reproducing the same errors in thinking that they profess to despise in religious people.” Da Urban dictionary.*

*”Uno che rigetta la religione come irrazionale ma che difende l’esistenza dello stato, spesso come una disperata compensazione per il conforto che la religione porta con sé. Il termine è molto spesso utilizzato dagli anarchici-atei per dimostrare agli stateisti che la logica che usano per giustificare lo stato è fallace nonostante abbiano sufficiente logica per rigettare la religione, facendo notare che [gli stateisti] riproducono gli stessi errori mentali che dicono di condannare nelle persone religiose.”

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28 Comments » 28 Responses to Dawkins, Harris, gli “stateisti”, il libertarismo e la nostra moralità

  1. astrolabio on novembre 20, 2012 at 11:51

    “preghi.. stai pregando! lo sapevo che eri uno di loro, di quei cristiani o musulmani, che credete ancora nelle favole, sveglia! Non c’è nessun Dio! La cosa che mi fa più arrabbiare è che per secoli avete fatto guerre e perseguitato popoli e cittadini e adesso vi ergete a ultimo baluardo della moralità, credete in Dio, dite, credeteci o uccidere e rubare saranno la stessa cosa che farsi una doccia o bersi una birra al pub. Beh, ecco la novità: la morale è innata, non abbiamo bisogno di essere religiosi per avere una vita morale, si può benissimo essere atei e condurre una vita morale come faccio io; quindi, per cortesia smettila di pregare. Smettila di pregare e dimmi la combinazione della cassaforte o sparo in faccia a tua moglie sotto i tuoi occhi.”

  2. Kirbmarc on novembre 20, 2012 at 11:58

    Il problema più grosso per la diffusione del libertarismo è lo stigma sociale associato alle idee libertarie. Oggi in Europa ci si può definire atei senza incontrare grosse resistenze culturali (se si eccettua un numero piuttosto ridotto di fondamentalisti bigotti). Gli Stati Uniti d’America sono molto più bigotti (specialmente nel Profondo Sud) ma nelle grandi città e nelle università gli atei sono una minoranza consistente.

    In Europa se ci si definisce libertari si viene ostracizzati sia dai fanatici religiosi (che vogliono la teocrazia) che dalla maggioranza dei religiosi moderati o dai non credenti (che sono statalisti convinti e tifano per svariate forme di socialdemocrazia o corporativismo).

    Negli USA esistono dei movimenti libertari, ma purtroppo sono subordinati a quella balena spiaggiata che è il partito Repubblicano, ostaggio del “crony capitalism”, delle lobby militari e di svariati pazzoidi più o meno teocratici (da Rick Santorum a Paul Ryan).

    Se vogliamo diffondere il messaggio libertario ci serve un libro che abbia almeno lo stesso successo di “The God Delusion”.

  3. Leonardo on novembre 20, 2012 at 15:01

    Qui è dove la mia rotta diverge da quella di molti libertari; perché il punto è: non può esistere etica senza Dio. L’idea che gli esseri umani siano tutti uguali, e che quindi la stato non possa mediare la loro interazione è un idea religiosa, ovviamente. Quando i redattori della costituzione americana (che è un documento libertario, che piaccia o no) dicono (parafrasando): “consideriamo questa verità ovvia, che tutti gli uomini siano stati creati uguali e il loro creatore gli ha concesso certi diritti inalienabili…” non fanno altro che affermare il loro credo religioso, prima di tutto, ma, cosa più importante, stanno dicendo che ciò che dichiarano nel preambolo PRECEDE la legge, e che nessuna legge, e nessuno stato, saranno mai giusti o legittimi se lo dimenticano.
    “Dio è morto, quindi tutto è lecito” ha detto qualcuno; ma quello non è libertarianismo è libertinismo.

  4. Fabristol on novembre 20, 2012 at 15:28

    Per Leonardo

    Ovviamente non sono d’accordo. 😉
    Sarà pure che nella Costituzione ci sia un riferimento alla religione ma ciò non toglie che il mio ragionamento ne sia inficiato. Se l’altruismo è misurabile con l’fMRI su alcune parti del cervello (solco temporale e la VTA) in tutti gli uomini a prescindere dalla loro religione di appartenenza e perfino in animali sociali si possono studiare comportamenti di altruismo ed empatia, significa una sola cosa: che l’empatia verso gli altri è slegata dal contesto culturale. Certo certe culture e certe religioni possono enfatizzare certi comportamenti rispetto ad altri. Ma fintanto che c’è questa base naturale che precede la religione.
    Il discorso è identico per quanto riguarda la società e lo stato: la società precede lo stato e l’utilizzo di leggi precede la legislazione dello stato.

  5. CARLO BUTTI on novembre 20, 2012 at 20:48

    Mi pare che all’antica dogmatica religiosa si stia sostituendo un nuovo paradigma presentato non come semplice teoria,quindi falsificabile, ma come dogma a sua volta,al pari del vecchio, indiscutibile:l’evoluzionismo che tutto spiega.I nuovi dei: il Caso e la Selezione.Qualcosa di metafisico come il”clinamen” di Epicuro.

  6. Fabristol on novembre 20, 2012 at 20:55

    I dati raccolti dall’fMRI quindi sarebbero dei dogmi, non evidenze sperimentali che ci aiutano a capire la nostra natura?

  7. Luigi on novembre 20, 2012 at 22:30

    Carlo, per quale motivo sarebbe presentata come un dogma?
    E’ una teoria scientifica supportata da una quantità enorme di evidenze sperimentali. Peraltro, la suddetta teoria, contrariamente a una certa vulgata, non è assolutamente la “teoria di Darwin” almeno tanto quanto la fisica non è la “teoria di Newton”.
    Relativamente al nocciolo del discorso, la chiusa del mio post precedente, che parlava di religione del Leviatano, era riferita proprio a questo atteggiamento diffuso di fiducia nelle facoltà taumaturgiche dello stato.
    Riflettevo sul fatto che sistematicamente di fronte a qualunque presunta ingiustizia si chiede l’intervento dello stato, come che le persone che agiscono in nome dello stato, in virtù del crisma datogli da quest’ultimo, diventino puri e disinteressati.

  8. Cachorro Quente on novembre 21, 2012 at 11:03

    Se tu mi dici che non si può essere atei e razionalisti e abbracciare l’ideologia marxista, o avere una idealizzazione religiosa dello stato, sono d’accordo.

    Se mi dici che il libertarismo è una conseguenza logica dell’ateismo, lo sono molto di meno. Molte persone sono favorevoli allo stato per motivi pragmatici, non ideologici.

  9. Cachorro Quente on novembre 21, 2012 at 11:16

    @Leonardo: che l’uguaglianza sia un’idea religiosa è discutibilissimo, così come farla risalire alla costituzione americana (che peraltro segue la morte di Gesù di millesettecento anni, e precede di quasi un secolo l’abolizione della schiavitù). Credo che i primi che l’abbiano detto siano stati gli stoici, che credevano a una Divinità ma non erano certo un movimento religioso. Si potrebbe anche dire che si tratta di una conseguenza logica dell’altruismo “genetico”; cioè la funzione dell’empatia e del riconoscimento come simile del nostro prossimo (che è innata, e ha lo “scopo” di preservare l’incolumità di persone che verosimilmente condividono grosse fette del nostro patrimonio genetico, come inevitabile in piccole comunità di cacciatori-raccoglitori) attraverso l’evoluzione culturale è stata applicata al genere umano.
    Di questa evoluzione culturale ha fatto parte (non da poco) il cristianesimo, e lo dico da ateo; addirittura nel corso della colonizzazione delle americhe, quando i missionari si sono macchiati di crimini anche orrendi, erano comunque un passo avanti rispetto ai colonizzatori laici perchè ritenevano gli indios, in base alle loro idee religiose, esseri umani dotati di anima.

    Ma che la fede in Dio sia condizione sufficiente o necessaria per un’etica che considera tutti gli esseri umani portatori di pari dignità è nozione che si scontra con la logica e con le evidenze storiche.

  10. Fabristol on novembre 21, 2012 at 11:19

    Per Cachorro

    non sto dicendo che l’ateismo dovrebbe portare al libertarismo. La non credenza è una posizione filosofica che riguarda l’individuo e la sua posizione nel mondo e nella società. E un ateo può avere qualsiasi posizione politica. Non è il rifiuto di un creatore a renderti libertario o coumnista.
    L’ateismo militante però, a la Harris o Dawkins o a la UAAR, invece si mischia con la politica attiva, la militanza su certe posizioni (penso ai diritti individuali, separazione stato-chiesa ecc.) ma facendo così è evidente che la sua posizione è incoerente: e’ come essere pro-choice part-time. Sono pro-choice per la donna che deve abortire ma non sono pro-choice per la secessione di un villaggio o il rifiuto di pagare le tasse. O si è prochoice su tutto o non lo si è. Punto.

  11. Cachorro Quente on novembre 21, 2012 at 12:47

    Secondo me semplifichi troppo, come si può capire già dall’esempio che citi. L’aborto non è contestato (solo) in quanto scelta individuale, ma perchè coinvolge un secondo soggetto a cui persone diverse attribuiscono dignità ontologica e giuridica diversa. E’ emblematico che non tutti i libertari siano per la legalizzazione dell’aborto, e che un ateo come Hitchens abbia in merito una posizione moderata (rispetto allo stereotipo dell’ateo che spalma gli embrioni sul panino). Riassumendo: anche un libertario ateo può in teoria essere contrario all’aborto, se ritiene che il feto sia un soggetto da tutelare. Per cui ha senso dire che “si è prochoice su tutto o non lo si è”: se io credo che una persona abbia piena libertà fino a che non inficia le libertà degli altri, porrò dei paletti alla libertà che possono essere i più vari, dal semplice limite della non-aggressione a una visione social-democratica qualora ritenga che politiche redistributive sono necessarie per dare una libertà sostanziale e non solo formale.

    Il problema degli atei militanti è secondo me un altro, cioè rischiano di essere monotematici (l’ingerenza religiosa nei paesi occidentali è un problema esistente ma di rilevanza inferiore a molti altri), e di ignorare il fatto che i bias cognitivi che dicono di combattere non si limitano al pensiero religioso (e sì, sono presenti anche nell’ideologia statalista; ma è un discorso un tantino diverso da quello che fai tu).

    Una persona che non può essere accusata di questo tipo di miopia, comunque, è Christopher Hitchens.

  12. Fabristol on novembre 21, 2012 at 12:55

    OK, l’aborto è un caso particolare che coinvolge un terzo organismo -per alcuni già persona per altri no- e quindi è un tema spinoso e su cui l’universo libertario è diviso. Ma rimanendo sul pro-choice tra persone adulte e vaccinate per me risulta impossibile essere contro l’ingerenza dello stato nelle faccende sessuali, di pensiero, di droga ecc. e poi pretendere (neppure essere neutrali, proprio invocare la violenza attiva dello stato) per questioni fiscali o di secessione di un villaggio ecc. Per me queste persone sono libertarie part-time come dice Larken Rose in questo ottimo discorso:

    Ed è proprio per questo che i libertari non credenti se la sono presa con Harris: mancanza di coerenza e di logica. Usi la logica per combattere contro l’invadenza religiosa dello stato e poi invochi l’invadenza buorcratica e fiscale dello stato. Allora non è più un problema di logica o di principi filosofici.

  13. Leonardo on novembre 21, 2012 at 22:29

    Cachorro,
    l’idea dei diritti umani è un’idea Cristiana, che prima del Cristianesimo non esisteva. Ora, che tu sia una persona di fede, o che tu consideri il mito Cristiano una grande metafora non ha grande importanza; perché il Cristianesimo è, ripeto, una grande idea liberale e libertaria. L’individuo è sacro, perché è stato creato a immagine e somiglianza di Dio; quindi nessuno ha l’autorità di imporre la sua volontà sulla libera interazione fra individui. Gesù Cristo, figlio di Dio, si è fatto uomo (immagine unica nella religione) dando così dignità a ognuno di noi e per redimere i nostri peccati. (Dio ha sacrificato suo figlio per redimere i nostri peccati! Una ragione in più per schierarsi con Dio, che perdona, contro lo stato che ti mette dentro se fumi un erba che non gli va).
    Dio, nonostante abbia il potere di impedire, e cancellare il male, ha donato agli esseri umani la capacità di libero arbitrio. Questo è un concetto fondamentale per un libertario, perché vuol dire che la libertà è essenziale per poter perseguire il bene. Solo un uomo libero può essere virtuoso; ma i vizi sono da tollerare (lo dice Sant’Agostino, pensa un po’) perché altrimenti faremmo di tutti gli uomini dei criminali. Solo le malefatte che causano danno a persone e proprietà devono essere punite, in questa vita. È il principio di non aggressione; e Sant’Agostino lo ha elaborato nel V secolo!

  14. cachorroquente on novembre 21, 2012 at 23:42

    @Leonardo
    Il principio di non aggressione, nella cosiddetta Regola Aurea, che spunta fuori in svariate religioni e correnti filosofiche. Una delle citazioni più famose è quella del rabbino Hillel, che scrive prima della nascita di Cristo (cito in inglese da wikipedia):
    “That which is hateful to you, do not do to your fellow. That is the whole Torah; the rest is the explanation; go and learn it”
    Lo troviamo anche nello stoicismo, nel confucianesimo, nel buddhismo…
    E’ l’elaborazione elementare di un principio di empatia che, è l’ipotesi di alcuni evoluzionisti, ha una base innata.
    Il tuo commento in nessun modo dimostra che il cristianesimo è condizione sufficiente (i diritti umani seguono la predicazione cristiana di non pochi secoli) e necessaria (i diritti umani sono comprensibili e condivisibili anche da persone che non hanno un background culturale cristiano) ai diritti umani, ma semplicemente che ha avuto un ruolo importante nell’evoluzione culturale della moralità, cosa che peraltro ho affermato anch’io esplicitamente.

  15. cachorroquente on novembre 21, 2012 at 23:43

    PS il commento è un po’ sgrammaticato ma spero si capisca.

  16. Kirbmarc on novembre 22, 2012 at 01:45

    “il Cristianesimo è, ripeto, una grande idea liberale e libertaria.”

    Colossesi 3, 18 “Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore”

    Tito 2, 9 “Esorta gli schiavi a esser sottomessi in tutto ai loro padroni; li accontentino e non li contraddicano, non rubino, ma dimostrino fedeltà assoluta, per fare onore in tutto alla dottrina di Dio, nostro salvatore.”

    Grandi idee liberali e libertarie.

    “Il tuo commento in nessun modo dimostra che il cristianesimo è condizione sufficiente (i diritti umani seguono la predicazione cristiana di non pochi secoli) e necessaria (i diritti umani sono comprensibili e condivisibili anche da persone che non hanno un background culturale cristiano) ai diritti umani, ma semplicemente che ha avuto un ruolo importante nell’evoluzione culturale della moralità, cosa che peraltro ho affermato anch’io esplicitamente.”

    Un ruolo per lo più negativo e conservatore. Il Cristianesimo è una ideologia che ha sempre sostenuto il potere, la sottomissione tiranni (e lo fa tuttora, vedi il “buon Wojtyla e il caro Pinochet) e i. Gli autori della costituzione americana e gli Illuministi che hanno elaborato le prime idee liberali erano deisti, non cristiani.

  17. Kirbmarc on novembre 22, 2012 at 01:49

    @Leonardo: la tua posizione sarebbe stata giudicata eretica in ogni secolo della storia del Cristianesimo. Persino oggi il libertarismo va contro al Catechismo dei cattolici e alla maggior parte delle confessioni cristiane.

    Si può ovviamente essere libertari e cristiani, ma il libertarismo non discende dal Cristianesimo e non è un’ideologia approvata dlla maggior parte dei cristiani.

  18. astrolabio on novembre 22, 2012 at 11:17

    premesso che il numero di disiscrizioni al sito di harris è la prova provata che si può essere atei e morali senza problemi. avete un po’ rotto il cazzo co sta cosa che siccome il cristianesimo non istiga alla rivolta e alla lotta di classe allora è favorevole all’oppressione, ma che siete iscritti tutti alla FAI? in verità vi dico, chi fa tanto il ribelle scagli la prima molotov, altrimenti zitti.

  19. Kirbmarc on novembre 22, 2012 at 12:41

    “avete un po’ rotto il cazzo co sta cosa che siccome il cristianesimo non istiga alla rivolta e alla lotta di classe allora è favorevole all’oppressione”

    Non ho detto questo. Ho semplicemente fatto notare che il Cristianesimo storicamente ha sostenuto il potere e gli Stati e i fondamenti del libertarismo non sono i dogmi del cristianesimo. Le idee di Leonardo sono idee moderne e minoritarie. La maggior parte dei cristiani è favorevole allo Stato, così come la maggior parte degli atei.

    Il libertarismo è un’ideologia indipendente dalle confessioni e, ammettiamolo, è l’ideologia di un numero molto ristretto di persone. Se il libertarismo fosse una naturale conseguenza del Cristianesimo ci sarebbero molti più libertari.

  20. Fabristol on novembre 22, 2012 at 13:29

    Magari se la smettiamo di parlare di religione e ci concentriamo sui nostri temi? E magari se usassimo un linguaggio meno colorito Astro?
    Chiudiamo il discorso e parliamo di libertarismo e del nostro nemico comune: lo stato.
    grazie

  21. Cachorro Quente on novembre 22, 2012 at 13:33

    Secondo me distinguerei il ruolo fondamentalmente conservatore delle istituzioni cristiane dai tempi di Paolo ad oggi (che si sono opposte quasi ad ogni evoluzione sociale rilevante, dal liberalismo economico alla democrazia rappresentativa alla parità dei sessi, la libertà di culto… con la possibile eccezione dell’abolizione della schiavitù) con l’importanza della religione cristiana nel rendere mainstream il principio della pari dignità degli esseri umani (che in precedenza era di sicuro più elitario).

  22. CARLO BUTTI on novembre 22, 2012 at 22:45

    Rimane da spiegare perché l’idea liberale è nata e si è sviluppata nell’Occidente cristiano e non altrove Ah, dimenticavo…Sarà un caso, anzi il Caso,questo Dio imperscrutabile e onnipotente.Prometto che da questo momento NON farò più interventi su temi religiosi.Giusto, concentriamoci sui temi libertari:ci offrono già in abbondanza materia su cui accapigliarci.

  23. oh tempo le tue piramidi on novembre 23, 2012 at 22:02

    […] cosa del parallelo fra religione/ateismo da una parte e statalismo/anarchia dall’altra: Dawkins, Harris, gli “stateisti”, il libertarismo e la nostra moralità. La prima volta che ne sentii parlare mi parve una colorita iperbole, ma più ci ripenso e più mi […]

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  24. Maurizio on novembre 25, 2012 at 19:39

    da una parte ci sono libertari che affermano che non può esistere un’etica senza dio (tesi demolita più e più volte sul piano logico da Dawkins ed Harris); dall’altra, ci sono scienziati (come dawkins, harris, pinker, dennett) che dicono cose sensate sulla religione, ma dotati di una filosofia politica da quinta elementare. davvero uno scenario sconfortante.

  25. Fabristol on novembre 26, 2012 at 22:04

    Ciao Maurizio!
    E’ da un po’ che non ci si incrocia. Grazie del commento.

  26. Maurizio on novembre 26, 2012 at 22:42

    ciao fabristol! tu non usi facebook?

  27. Fabristol on novembre 26, 2012 at 23:12

    Credo di essere uno dei pochi esseri umani su questo pianeta a non avere FB. 😉

  28. […] che mi sconcerta – e l’abbiamo visto anche con gli stateisti – è che minoranze che richiedono giustamente libertà dalla maggioranza in materie etiche […]

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