Incredibile: ora lo Stato tassa pure i click su internet

dicembre 5, 2012 No Comments
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Ci lamentiamo sempre del governo Monti in Italia ma dovremmo incominciare a dare una sbirciatina ai cugini d’Oltralpe che in fatto di socialismo sono degli esperti.

Il governo Hollande sta incominciando la solita battaglia gaullista contro l’invasione straniera dei suo sacri confini e per vincere è pronta a tutto, perfino a tassare i click su internet. E’ notizia di qualche settimana fa che il governo sta pensando ad una tassa per i motori di ricerca come Google per ogni click che porti ai giornali online. Secondo gli editori francesi Google penalizzerebbe il loro settore guadagnando sui loro contenuti. La cosa bizzarra è che senza Google questi giornali non avrebbero traffico… ma una volta che metti in moto il corporativismo gaullista questo dal dito si prende l’intero braccio. Google ha minacciato di togliere dalle proprie ricerche tutti i link verso i giornali francesi ma la cosa non sembra aver turbato i sogni degli editori francesi che sanno di avere dalla loro parte il Moloch statalista francese – à la guerre comme à la guerre!

Se il governo passerà il provvedimento ogni volta che qualcuno dovesse cliccare su un link che va su un giornale online Google dovrebbe pagare una commissione altrimenti andrebbe contro le leggi sul copyright. A parte l’ipocrisia di un provvedimento che tasserebbe chi i soldi li porta al mulino di questi lobbisti, l’apparato di controllo delle tasse sui click avrebbe un che di orwelliano. Il governo dovrebbe avere un occhio continuo ai click sui motori di ricerca e dovrebbe calcolare la tassa da ripartire tra gli editori francesi.

La situazione è seria anche perché il Bundestag tedesco voterà proprio su una proposta simile durante questa settimana effettivamente esportando il modello francese al resto d’Europa.

Ma il gaullismo elettronico ha anche altre vittime illustri: tutte le aziende che lavorano su internet e che pagano le tasse fuori dai confini francesi, come Amazon, Google, Microsoft e Facebook, dovranno pagare le tasse anche in Francia. Queste aziende hanno spesso le loro basi in Lussemburgo o Irlanda dove le tasse sono più basse. Amazon ha appena ricevuto la bolletta di 252 milioni di dollari per gli anni finanziari tra 2006-2010. Ma la cosa più incredibile è che il passato governo Sarkozy aveva firmato degli accordi con Amazon e Google per facilitare la costruzione di nuovi centri in Francia che avrebbero portato a 2500 posti di lavoro in più. E ora queste aziende si trovano a dover pagare le tasse nel paese d’origine e in quello in cui vendono!

Questo tipo di caccia alle streghe fiscale mina alla base lo stesso concetto di singolo mercato che sta a sua volta alla base dell’Unione Europea.  Questa non è evasione fiscale. E’ ciò su cui l’Unione Europea era stata fondata: si chiama mercato unico. Cioè la possibilità di produrre un prodotto o un servizio in un paese dell’Unione e venderlo in tutti gli altri liberamente in aperta concorrenza. La legge europea prevede questo e la legge europea impone ad una compagnia di pagare le tasse solo in uno stato dell’Unione e garantisce di poter vendere in tutto il resto dell’Unione. Inoltre queste compagnie pagano comunque l’IVA in Francia o nel paese in cui vendono.

Questi provvedimenti fanno a pugni con la legge comunitaria ma nessuno a Bruxelles sembra accorgersene.

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