La democrazia al suo massimo

dicembre 11, 2012 2 Comments
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Il 24 giugno 2012 Mohamed Morsi dei Fratelli Mussulmani a seguito di elezioni democratiche diventa il nuovo presidente dell’Egitto con il 51% dei voti. Un obiettivo è dare una nuova costituzione all’Egitto, costituzione in linea con l’idea di società che hanno i Fratelli Mussulmani, cioè islamica. Le minoranze (del 49%) non ci stanno e iniziano a protestare per far sì che il referendum sulla nuova costituzione slitti. Una società variegata come quella egiziana (copti, mussulmani, laici, etc) si ritroverebbe a vivere in uno stato sotto il dominio della sharia. Il 15 dicembre probabilmente si voterà per la nuova costituzione e Morsi ha mobilitato l’esercito per mantenere la situazione “calma”.

Il caso egiziano spiega molto bene cosa sia la democrazia e il perché crei dei corto circuiti mentali a chi in Occidente si esalta sentendo questa parola scambiandola per un altro termine, cioè libertà. È bene ribadire che la democrazia non è sinonimo di libertà perché la prima è la “sovranità del popolo”, quindi di minoranze organizzate che impongono coercizioni sugli individui, la seconda invece si riferisce alla condizione del singolo individuo. Come ci insegna l’ultimo caso egiziano, la democrazia non dovrebbe essere il fine ultimo di chi auspica maggiore libertà. Morsi è stato eletto da una maggioranza dei votanti e, anche se questa maggioranza è risicata (e non è la maggioranta degli egiziani), si sente quindi investito del compito di attuare quelle politiche per le quali ha ottenuto la fiducia degli egiziani (cioè di una minoranza vincente di egiziani).

Forse allora tutti noi dovremmo spostare l’attenzione dal concetto, ripetuto a vanvera e non conosciuto per quello che realmente è, di democrazia per focalizzarci su quello che realmente è importante (almeno per i libertari), cioè libertà. Il caso egiziano mostra bene queste differenze perché esaspera questa dicotomia. Una parte che vince e impone la sua visione sul resto degli individui, succede vistosamente in Egitto ma succede ovunque nel mondo. La concezione che “la maggioranza comanda” è così radicata che parlare dell’idea di libertà dell’individuo dalla maggioranza non viene nemmeno contemplata. Al massimo vengono posti dei paletti nelle costituzioni al potere della maggioranza (non si può votare a maggioranza per uccidere tutte le persone con i capelli rossi, per imprigionare quelli il cui nome inizia per L, etc) ma il dato di fatto è che l’individuo è schiacciato dal “volere della maggioranza”.

Quale sarebbe allora la proposta dei libertari? Una cosa semplice e allo stesso tempo complessissima: la libera interazione tra gli individui. Estendere la possibilità di scelta in tutti i campi e allo stesso tempo finirla con l’intromissione di terzi nei diritti di proprietà degli individui. È semplice perché lo vediamo quotidianamente che la prosperità e lo sviluppo sono là dove le persone possono relazionarsi senza coercizione tra di loro. È complessissima perché implica un cambiamento di prospettiva: che lo stato non sia più quella grande illusione attraverso la quale tutti pensano di vivere alle spalle di tutti gli altri.

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2 Comments » 2 Responses to La democrazia al suo massimo

  1. ercolinux on dicembre 11, 2012 at 08:30

    Un mondo libero è quello che quasi tutti dicono di volere, ma ben pochi in realtà auspicano possa avvenire: la libertà costringe le persone ad essere se stessi, ad assumersi rischi e responsabilità. La maggioranza delle persone preferisce vivere in una gabbia, guidato e indottrinato per non fare fatica; una minoranza vuole queste gabbie perché ne trae profitto e potere: è molto più facile costringere una gruppo di persone ad agire secondo la propria volontà se gli si fa credere che questa sia in realtà una loro scelta. Confondere democrazia e Libertà è uno sbaglio comune, indotto proprio da quelle persone che temono la Libertà sopra ogni cosa.
    Ben pochi sono quelli che hanno capito il vero spirito della Libertà e i grandi vantaggi che porta.

  2. toscano redini on dicembre 12, 2012 at 09:29

    Non mi meraviglio che gli Egiziani per la terza volta, se non vado errato, scendono in piazza per una Costituzione ragionevole. Il fatto che Morsi sia stato eletto col 51% dcei voti, quindi democraticamente, non lo autorizza a fare esclusivamente gli interessi della sua parte dimenticando o addirittura opprimendo il restante 49%. Questa è roba da sedicenti italiani, e gli Egiziani non sono italiani. Non vedo proprio cosa c’entri la democrazia con questo modo di fare furbesco e criminoso… Del resto gli Svizzeri manifestarono per ben 44 anni, 1830-1874 o giù di lì, per avere una Costituzione passabile in cui siano rispettate le regole “democratiche”… e pare che la cosa vada avanti senza eccessivi intoppi, con gli opportuni ritocchi, s’intende.

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